Incredibile: per il Consorzio Barolo Barbaresco la Top 100 di Wine Spectator é ancora una cosa seria!

Non si può certo dire che il Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe Roero sia un Consorzio particolarmente loquace. In ossequio ad uno stile tutto piemontese e langhetto che predilige il fare all’annunciare di avere fatto o al puro annuncio, i comunicati che il Consorzio diffonde non sono tantissimi nel corso dell’anno e quasi sempre relativi ad informazioni serie e concrete.
Eppure, in questo caso, ci si trova di fronte ad un comunicato stampa, diffuso nei giorni scorsi, che sembrerebbe provenire da ben altro Consorzio, più loquace e chiacchierino, da uno di quei Consorzi del vino, e ce ne sono, che pensano di informarti anche quando piove oppure il loro presidente ha deciso di cambiare auto o cravatta.
Con il titolo di “Importante riconoscimento per i vini di Langa” difatti, in aperta rottura con lo stile sinora tenuto, il Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe Roero ha ritenuto informarci che “la rivista Statunitense “Wine Spectator” ha inserito nella classifica dei “Top 100” ben 5 vini provenienti dal nostro territorio”.
E dopo aver fornito l’elenco dei cinque “fortunati”, tre Barolo 2006, un Barbaresco 2007 ed una Barbera d’Alba 2007, il comunicato riporta una dichiarazione del Presidente del Consorzio Pietro Ratti, il quale afferma” avere un Barolo nei primi dieci posti ed altri due in classifica è come un sigillo che certifica l’importanza del nostro vino per gli intenditori di tutto il mondo, poi se nei primi 100 troviamo anche un Barbaresco e una Barbera d’Alba, la soddisfazione è ancora più grande.
Non dimentichiamo che il giornalista Antonio Galloni sulla prestigiosa testata The Wine Advocate di Robert Parker ha appena assegnato il massimo punteggio – 100/100- al Barolo Docg 2004 Monfortino di Giacomo Conterno”.
Il comunicato, firmato dal direttore Andrea Ferrero si chiude esprimendo “grande soddisfazione quindi, per un comparto che da sempre ha fatto della qualità e del carattere unico delle sue denominazioni e dei suoi produttori, il valore aggiunto che ha portato a riconoscimenti così importanti”.
Non intendo in alcun modo contestare il pieno diritto del Consorzio albese, né di qualsiasi altro Consorzio di celebrare, addirittura con un comunicato, un riconoscimento ricevuto da una rivista estera.
Resto invece sorpreso che il presidente Ratti ritenga ancora, nel 2011, la presenza di cinque vini “provenienti dal nostro territorio” in una cosa da operetta come è ormai universalmente considerata la Top 100 di Wine Spectator, una “notizia” meritevole di essere promulgata urbi et orbi.

I criteri con cui questa graduatoria viene formulata ed i risultati, con assenze clamorose e altrettanto più sorprendenti presenze, costituiscono elementi tali da aver reso la Top 100 di WS scarsamente credibile e oggetto al massimo di ironie e commenti divertiti. Stupisce che questa evidenza sfugga al buon Pietro Ratti.
Dirò di più. Di fronte a questo comunicato del tutto inutile non posso che rimpiangere il classico riservo ed il rigoroso non eccesso di comunicazioni, soprattutto quelle superflue, di cui il Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe Roero ha dato nel tempo prova…
Come direbbe qualcuno a Barbaresco: darmagi!

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