Garantito.. da me! Castel del Monte rosato Chiancarosa 2010 Agricola del Sole

Il vino che voglio garantirvi questa settimana (e che poteva benissimo essere protagonista della rubrica I vini di Radici del Sud secondo f.z.) richiede un discorso particolare, perché non si tratta solo di garantire un vino (e altri sono convinto mi “toccherà” garantirvi presto) ma l’intero lavoro, il progetto di un’azienda che opera nell’intero ambito dell’agroalimentare di qualità e che se può contare su validissimi vini può proporre anche altrettanti validi oli extravergine di oliva, pasta di livello strepitoso, confetture, taralli e prodotti da forno, a completare un’offerta di prodotti tipici pugliesi a 360 gradi.
L’azienda, lo si sarà capito, opera in Puglia, in provincia di Bari, nell’affascinante Murgia, e corrisponde a quella nuova realtà imprenditoriale giustamente ambiziosa che porta il nome di Agricola del Sole, opera di una famiglia, i Casillo, ovvero i fratelli Francesco, Mimmo, Pasquale e Cardenia Casillo attivi in campo agricolo da oltre cinquant’anni, da quando nel 1958 il capostipite, Vincenzo Casillo, avviò un’attività molitoria a Corato tracciando un lungo cammino che ha reso il Gruppo Casillo leader mondiale nella selezione, movimentazione, miscelazione, trasformazione e commercializzazione del grano duro.
Agricola del Sole, come si legge sul sito Internet aziendale, nasce con una mission condensata in parole che solo apparentemente possono apparire un po’ retoriche, ma esprimono l’orgoglio di chi lavora in campo agricolo e crede, giustamente, nelle enormi potenzialità della terra pugliese.
Nasce difatti, si legge, “per raggiungere virtuose ambizioni. Far conoscere oltre i confini regionali e nazionali lo splendore antico delle distese olivicole che si dispiegano nel territorio natio, centro dinamico del Nord Barese della Puglia; far assaporare il gusto deciso dei vini locali; far comprendere la grandezza del comparto agro alimentare pugliese; diffondere l’importanza dell’innovazione tecnologica al servizio delle tecniche di coltivazione tradizionali; rendere i palati edotti alla estimazione di sapori primitivi e genuini; creare nuove opportunità di lavoro per tanti giovani autoctoni motivati, al fine di arrestarne la fuga verso paesi esotici lontani”.
E’ la storia e questa definizione mi sembra perfetta, “di una volontà caparbia che non accetta il confondersi dei prodotti della propria terra con le anonime merci di natura prettamente industriale. E’ la storia di profumi, sapori ed emozioni indelebili, che hanno solcato le vite e le aspirazioni di coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerli e catturali.
Di qui l’importanza riservata alla qualità delle materie prime e l’attenzione rivolta a tutta la filiera dell’agricoltura che, senza intermediari, garantisce prodotti genuini e freschi a costi accessibili.
Il tutto in sinergia con le aziende già presenti sul territorio Nord Barese con cui i fratelli Casillo fanno da tempo sistema”.
La realtà produttiva di Agricola del Sole ha sede tra gli spazi sterminati della Murgia, con terreni localizzati nelle zone agricole di Minervino Murge, Andria, Ruvo di Puglia e di Trani, rientranti nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

Avevo inizialmente pensato di dedicare un articolo onnicomprensivo e generale quando avessi degustato tutti e quattro i vini aziendali, dal Castel del Monte bianco Pozzovivo ai due Castel del Monte Rosso Spaccapietre (Uva di Troia, Montepulciano, Aglianico e Cabernet) e Jazzorosso (uva di Troia 100%), ma poi, una volta che mi sono trovato di fronte al Castel del Monte rosato Chiancarosa, ho capito che avrei dovuto rivoluzionare la mia taste map.
Io quando vedo rosato, per di più pugliese, non c’è rosso che tenga e mi ci butto a bicchiere fitto. Ho così pensato di degustare questo rosé ottenuto da Uva di Troia 75% con saldo di Montepulciano ma per gustarlo al meglio, da ghiottone quale sono (Raspelli anni fa mi definì simpaticamente “stizzito ghiottone” ed è una definizione che penso calzante) l’ho abbinato ad un fantastico piatto di pasta preparato con la pasta tradizionale italiana, di livello super, prodotta con ogni cura, leggete qui, dall’azienda e precisamente, in attesa di sperimentare le orecchiette (ovviamente con i broccoletti) ai maccheroncini rigati trafilati al bronzo, proposti come gli altri formati di pasta in bellissime confezioni da 250 grammi, dal design molto raffinato, che propongono una ricetta d’autore firmata da quel grandissimo cuoco e ristoratore che è Pietro Zito, alias Antichi sapori a Montegrosso di Andria.

Il tutto con un sugo, squisito, preparato con pomodorini pugliesi gialli tardivi, pomodori secchi (pugliesi), capperi e peperoncino.
Il risultato è stato da mille e una notte, visto che la pasta, da grano coltivato nei campi di Corato e Minervino Murge, solo semola di grano duro 100% italiana e acqua, trafilatura al bronzo ed essiccazione lenta tali da conferire una superficie ruvida e una consistenza robusta e una stupefacente ricchezza di sapore, sarebbe stata magnifica da mangiare anche da sola senza condimento.
Ma veniamo al vino, assicurando che presto, magari come uscita della rubrica dei Vini di Radici del Sud (rassegna cui Agricola del Sole quest’anno ha partecipato, portando a casa il premio di Primo classificato giuria esperti internazionali Radici del Sud per il Castel del Monte Spaccapietre), parlerò degli altri.
Un Castel del Monte rosato, come dicevo, il Chiancararosa (dove in etichetta appare come una sezione stilizzata del celebre castello federiciano) annata 2010, da uva di Troia da vigneti in Contrada da San Giuseppe e Montepulciano in Contrada da San Magno, posti tra 430 e 450 metri di altezza con esposizione Est-Ovest, sui terreni risalenti al Cretaceo classici della Murgia, sostanzialmente una concrezione calcarea compatta (profonda anche 3.000 metri), costituita da carbonati di calcio e di sodio, con una grossolana matrice litologica che garantisce un eccellente drenaggio dell’acqua.
Uve raccolte tra fine settembre e prima decina di ottobre. Vendemmia manuale, rese comprese tra gli 80 e 100 q.li per ettaro e affinamento esclusivamente in acciaio.
Il risultato è un rosato 2010, degustato, ma che dico, copiosamente bevuto a dicembre (mese in cui tanti rosati, anche pugliesi e salentini mostrano ormai la corda e fanno capire che era decisamente meglio berli mesi prima), non solo è apparso in splendida forma, ma ha fatto capire di poter tranquillamente far parte del Gotha dei migliori rosati di Puglia. Colore cerasuolo intenso, granato chiaro, spettacolare per brillantezza e vivacità, naso fitto, carnoso, di grande intensità ed integrità, di grande presa e ampia tessitura, con lamponi, ciliegia, ribes in evidenza, note di macchia mediterranea e liquirizia, e persino sfumature tra il salmastro ed il selvatico che danno carattere al bouquet.
Al gusto appare subito molto equilibrato, rotondo, succoso, con una perfetta continuità con quanto veniva promesso a naso, bella la polpa fruttata, vivace il nerbo acido, grande continuità di sapore, ma particolarmente piacevole il carattere ben secco e deciso, ricco di sale, l’alcol (12 gradi) perfettamente bilanciato, notevole l’energia e la vinosità per un palato che ha dinamismo, bella continuità, persistenza e che favorisce clamorosamente la beva.
Posso dirlo? Uno dei migliori rosati pugliesi da me bevuti nel corso del 2011.


Agricola del Sole

via Sant’Elia zona industriale
Corato BA
tel.: 080 246 32 52
fax: 080 8722136
E-mail: info@agricoladelsole.it
Sito Internet www.agricoladelsole.it
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