Garantito… da me! Langhe Nascetta Matiré 2010 Rivetto

Buone notizie per gli amanti dei vini bianchi prodotti nella magica terra di Langa ed in particolare di quelli espressione dei vitigni autoctoni.
La good news è che quel misterioso vitigno che é la Nascetta, oppure Anascetta o Nas-cëtta, uva già citata nella seconda metà dell’Ottocento nelle cronache vitivinicole del tempo come un vino bianco di origine mediterranea, la cui sapidità riporta ai grandi vitigni degli ambienti caldi, come il Vermentino (a cui alcuni studi ampelografici lo fanno risalire), e i cui aromi particolarissimi potrebbero far pensare ad una somiglianza che spazia dal Sauvignon Blanc al Riesling, fino al Vermentino sardo, aromi spesso mascherati che si esprimono nel tempo con l’evoluzione in bottiglia del vino, comincia a conoscere una diffusione maggiore e diverse modalità di espressione.
E dalla sua “heimat” di Novello, dopo essere stata finalmente iscritta nel Catalogo nazionale delle varietà di vite e autorizzato alla produzione di Langhe bianco, la Nascetta, come preferisco chiamarla, comincia a fare capolino in altri ottimi terroir di Langa, da Serralunga d’Alba a Sinio.
Anche se l’azienda portabandiera, sebbene oggi si registrino “concorrenti” di rango come Ettore (Sergio) Germano, continua ad essere, in Novello, quella di Elvio Cogno, con la sua Anascetta di cui ho scritto qui nel 2010, oggi sul tema Nascetta si possono trovare altre interpretazioni. Legate a terroir diversi da quelli di Novello e a vigneti piantati in anni più recenti a noi.
E’ decisamente questo il caso del Langhe Nascetta Vigna Matiré 2010 dell’azienda agricola Rivetto di Sinio, che ho assaggiato per la prima volta non nella sacra terra di Langa ma ad oltre due ore di aereo di distanza, in occasione del grande “evento Franciacorta” che si è svolto recentemente con grande successo – leggete qui – a Varsavia, per la regia di Magazyn Wino e di quella ambasciatrice della cultura del vino italiano in Polonia che è l’elegante e affascinante Elisabeth Babinska Poletti.
All’interno del Gran Prix organizzato dalla più importante rivista del vino in Polonia sono stati premiati i vini di alcuni tra i più principali importatori attivi nella terra di Chopin, e tra questi un Barolo dei fratelli Rivetto. E così il giorno successivo, nel corso del banco d’assaggio di tutti i vini delle aziende premiate ho potuto degustare, in compagnia di Enrico Rivetto che in Polonia ha validi motivi per tornare spesso(!), la loro Nascetta.
Vino ottenuto da un vigneto piantato a Sinio nel 2005, una vigna, denominata Matiré, che grazie al suo terreno tendente al sabbioso e all’esposizione a nord, permette di ottenere un vino di ottima acidità, con buone capacità di evoluzione aromatica nel tempo.
Due parole, prima di parlare del vino, sull’azienda Rivetto che produce nelle Langhe vini da quattro generazioni. Come si legge sul vivace sito Internet aziendale, corredato da blog curato da Enrico Rivetto, “tutto ebbe inizio con l’attività imprenditoriale del bis nonno Giovanni che, alla fine dell’Ottocento inizia a commerciare vino in un piccolo emporio alimentare dell’astigiano. Fu la  lungimiranza del figlio Ercole, poco più che ventenne, nel 1921 a dare nuovo impulso all’impresa: insieme al fratello Nando si trasferisce ad Alba e prende in affitto una cantina nel centro storico, avviando il commercio di uve pregiate della zona del Barolo e del Barberesco e  sperimentandone con successo la vinificazione.
Nel 1939 nonno Ercole dà una svolta all’azienda di famiglia acquistando la Tenuta Loirano, appartenuta ai Conti Vassallo e prima ancora alla famiglia Falletti. I terreni della proprietà si trovano tutti intorno alla casa padronale e alla cascina, sulla sommità della collina tra Serralunga d’Alba e Sinio, in un corpo unico, che negli anni verrà ampliato sino a raggiungere i 35 ettari attuali. Nelle antiche cantine in Località Lirano del comune di Sinio e in quelle di Alba Ercole con il figlio Sergio”.
E poi “a partire dalla fine degli anni Sessanta, terminati gli studi in enologia, sarà Sergio ad occuparsi dell’azienda: grazie a lui gli ettari destinati a vigneto da 4 passeranno a 14 in pochi anni”.
Oggi “sono i figli di Sergio, Alessandro e Enrico, che conducono l’azienda di famiglia: con loro la produzione è stata centralizzata nelle cantine di Sinio e nuovi vigneti sono stati acquistati e impiantati nella zona vocata di Serralunga d’Alba”.
Questo detto, veniamo al vino, espressione di un vitigno semiaromatico autoctono di Langa, con ottime potenzialità d’invecchiamento, e di una vigna di 4000 metri posta a 400 metri di altezza ancora molto giovane, ma che già in queste primissime prove del vino mostra di avere il potenziale per esprimere vini ancora più complessi, variegati e dal corredo di profumi ancora più complesso. Terreno dove è situato il vigneto di origine tortoniana, sabbioso-calcareo a reazione sub alcalina, basso contenuto di azoto, vendemmia manuale, pigiatura a freddo con le bucce per otto ore, niente malolattica, niente aggiunta di lieviti selezionati, invecchiamento rigorosamente in acciaio, una produzione di 4000 bottiglie, un carattere del vino che ne consiglia l’abbinamento ad antipasti a base di verdure e carni bianche, primi a base di crostacei, preparazioni dove sono presenti gli asparagi, con un matrimonio d’amore, a mio avviso, con il tonno di coniglio, ed il risultato è un vino che mi ha pienamente convinto.
Colore paglierino oro squillante di grande luminosità e brillantezza piena di riflessi, naso caratteristico, semi aromatico con agrumi, pompelmo cedro e mandarino in evidenza, e poi fiori d’arancio e biancospino accenni leggermente dolci di buona espansione con una certa cremosità, ed un particolare timbro sapido nervoso ma fine, suadente ed elegante, molto caratteristico e pieno di energia, con in progressione una mandorla nitida e bel sale.
Al gusto attacco ben secco e nervoso, con acidità che spinge e sale ma progressivamente emergono un calore e una bella ricchezza di corpo che si allarga sul palato regalando spessore e buona persistenza.
Vino molto fresco e vivo, ma con una sorta di “riserva” tannica che emerge a sorpresa e dà carattere e gran nerbo, larghezza, pienezza, con una vena leggermente asciutta che fa pensare che il vino abbia grandi possibilità di evoluzione in bottiglia. Acidità che spinge e bella mineralità, ed un qualcosa che in qualche modo fa ricordare il Vermentino, ma con l’espansione di un rosso e la struttura la terrosità, il carattere di un vino di Langa.
Un vino di cui seguire con grande attenzione l’evoluzione nei prossimi anni, non appena le vigne avranno qualche freccia in più, pardon qualche anno, al loro arco…

___________________________________________________________

ATTENZIONE!

Non dimenticate di leggere

anche Lemillebolleblog, qui

14 pensieri su “Garantito… da me! Langhe Nascetta Matiré 2010 Rivetto

    • nessun problema a citare Le Strette, la cui Nascetta é molto valida, ma chi più di qualsiasi altro ha lottato per il riconoscimento di questo vitigno langhetto é stato, innegabilmente, Elvio Cogno

  1. ho trattato la Nascetta di Cogno sui Grandi Vini, è veramente un vino interessante,
    l’ho trovata una bella scoperta e mi fà piacere sentirne parlare.
    Il vino che ho assaggiato era molto giovane e spero di avere occasione per conoscerlo anche nella sua evoluzione, sono sicura che saprà dare molto.

  2. la mia citazione de Le Strette è soprattutto collegata al loro lavoro svolto per far crescere il vino nella città di Novello e dintorni, mentre Cogno (mio amico carissimo) si è più occupato dei risvolti personali che poteva donargli. Una differenza non trascurabile, soprattutto se leggiamo l’origine antichissima dell’interessante vitigno
    http://www.acquabuona.it/2009/05/la-nascetta-dall%E2%80%99antica-persia-all%E2%80%99azienda-le-strette/

    • Cogno si é sempre occupato della Nascetta in generale e non solo dei “risvolti personali”. Domanda semplice semplice: da quanti anni alla Elvio Cogno producono Nascetta e da quanti anni alle Strette? E quest’ultima azienda avrebbe fatto più per questo vitigno per Elvio Cogno????

  3. I garantito da me non ne perdo uno. La bocca del signor Ziliani non voglio dire che sia la mia, non mi permetterei mai neppure di pensarlo, ma quello che piace a lui di solito piace moltissimo anche a me. Ogni commento è poi superfluo, perchè spesso i vini dei produttori garantiti non li conosco, ma ripeto sono i post che prediligo quelli che parlano di bottiglie.Così che quando è possibile entrano a far parte della mia cantina, tra le bottiglie d’elezione. Solo una richiesta al dottor Ziliani. E’ possibile avere sempre anche l’ndicazione del prezzo delle bottiglie garantite ? Non so per gli altri lettori, ma per me, e non solo di questi tempi, sarebbe assai utile. Grazie

  4. Innegabilmente Cogno è stato il primo a credere in questo vitigno, ma è anche vero che se fosse l’unico a coltivarlo e a promuoverlo non ci sarebbe grande interesse. La questione fondamentale è che siamo solo una decina di aziende che lo producono, per farlo diventare un bianco interessante abbiamo bisogno di più persone che lo coltivino e soprattutto che lo facciano in modo serio. Se si giocano bene le carte, senza scontrarci nei soliti stupidi campanilismi langhetti, potremmo davvero pensare in futuro a una sorta di Chablis delle LAnghe.
    Questo sabato 10 dicembre alle ore 15 a Novello si terrà la presentazione della doc nascetta con intervento dell’ampelografa Enza Cavallero e l’enologo Sergio Molino e poi ovviamente Nascetta tasting !!

  5. ribadisco quanto detto prima e concordo con Rivetto: non basta produrre un vino, ma bisogna lottare per la sua diffusione, indipendentemente da quanti anni si fa (comunque anche le Strette lo produce da molto tempo…). Inoltre, loro sono sempre presenti alla valorizzazione del paese e delle sue eccellenze come la Nascetta. Lo stesso non sembra vero per Cogno (esperienza personale da anni), che rimane comunque una pietra miliare, ma non per Novello…
    Bisogna sempre sentire le due campane… e conoscere bene la situazione…

    • Resto dell’idea che se non ci fosse stato Elvio Cogno, Valter Fissore e sua moglie Nadia, oggi nessun altro produttore si sarebbe sognato di lavorare sulla Nascetta in terra di Langa. Per quanto mi riguarda chiusa e auguri sinceri a tutti gli altri produttori di Nascetta, a partire da Rivetto

  6. ovvaimente il Duce ha parlato…. CVD (questa la cancellerà, ovviamente). Il giudizio degli altri va sempre cancellato… Non si smentisce mai….

  7. Il tempo sempre più scarso e problematico mi costringe spesso a leggere post con un certo ritardo. Sono contento che ti sia piaciuta la nascetta dei Rivetto, di cui avevo scritto anch’io in passato. Mi sembra che la stiano interpretando bene e che sia un vitigno con ottime potenzialità. Il numero dei produttori sta aumentando e questo è un bene, si tratterà di vedere dove e come sarà in grado di dare il meglio.

  8. Pingback: Langhe Bianco A-Nascetta 2006 Elvio Cogno | Blog di Vino al Vino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *