Luciana Lynch: una protagonista del trade del vino in UK si racconta


Comunicazione di servizio.
Le leggerete su Vino al vino, visto che io continuerò a farle, come le ho sempre fatte dal lontano 1980, quando per il Giornale di Bergamo feci la mia prima intervista, a Gianni Brera, Gioann Brera fu Carlo, le interviste a sommelier, giornalisti, importatori, produttori, comunicatori, promotori, e personaggi vari del mondo del vino che ho realizzato da inizio 2007, in questo spazio che ho curato (sono 100 le interviste realizzate) per il sito Internet dell’A.I.S., Associazione Italiana Sommeliers.
Chiude questa serie di testimonianze ed esperienze di vita e di lavoro, in Italia e all’estero, l’intervista – la potete leggere qui – ad una grande donna del vino che ammiro tantissimo, italiana di nascita, ma inglese di adozione, visto che risiede in UK da 46 anni, che a mio avviso costituisce un fantastico esempio di quello che si può fare e ottenere quando si hanno volontà ed intelligenza e desiderio di fare bene.
Anche in un campo, quello del vino, del trade (commercio) del vino dove per le donne sino a qualche decennio fa, c’era ben poco spazio.
Luciana Lynch, toscana di Piombino di nascita, ma da 46 anni in UK nel mondo del trade del vino ha recitato da protagonista, lavorando per 35 anni in compagnie di primario valore come Hedges & Butler, Findlater Matta, Remy Associés and Enotria, prima di aver lanciato alla fine degli anni Ottanta una propria società.
Un’intera carriera spesa nel promuovere, far conoscere e vendere i vini italiani in UK, anche come educatore e membro di panel tasting. Una vera autorità, che si racconta simpaticamente con la semplicità e l’umiltà di cui solo le grandi persone sono dotate.
Buona lettura!

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