Nessun dubbio: io sto con i produttori di Montalcino!

Nel caso ci fosse qualche dubbio, oggi tengo particolarmente a ricordare, ribadire e sottolineare, che io sto, senza dubbi, senza sé senza ma, senza esitazioni, con quella stragrande maggioranza dei produttori di Montalcino che tre mesi fa, lo scorso 7 settembre hanno votato, con una maggioranza sonante del 69%, contro l’ipotesi di santantimizzazione, di supertuscanizzazione, di apertura ad altri vitigni, alias Cabernet, Merlot et similia, del Rosso di Montalcino.
Una votazione, con 806 aventi diritto al voto, 678 voti, 210 sì (a favore del cambio di disciplinare del Rosso di Montalcino) 465 no (contrari al cambio di disciplinare), 3 schede bianche, che ha visto largamente sconfitti produttori come Marchesi Antinori che, pur non producendo Rosso di Montalcino, e invece di prendere atto della maggioranza degli interessati, e di rispettarla, hanno provato a riaprire il discorso, dichiarando, leggete qui e poi ancora qui, che sarebbe stata “una buona idea rendere i disciplinari più flessibili.
Una flessibilità che possa consentire di aggiungere una piccola percentuale di varietà internazionali al Sangiovese” del Rosso di Montalcino”.
Questo, dice il Marchese Antinori, “consentirebbe una qualità più consistente nel vino e aiuterebbe i proprietari di piccole aziende che faticano ad affermarsi”.
Bene, di fronte a queste dichiarazioni, non ho dubbi: io non sto con Piero Antinori, io sto con i produttori di Montalcino che vogliono bene al Sangiovese e che hanno deciso a maggioranza, democraticamente, che il Rosso di Montalcino debba continuare ad essere senza Cabernet e Merlot.
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ATTENZIONE!

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16 pensieri su “Nessun dubbio: io sto con i produttori di Montalcino!

  1. Nessun dubbio, Franco, stai tranquillo!
    E pensare che non è vietato produrre il vino che piace ad Antinori: basta non pretendere di chiamarlo Rosso di Montalcino…..

  2. Certo che è impressionante e quasi stucchevole l’insistenza con cui certi “poteri” forti di Montalcino perseverino nel carcare di convincere tutti che un “pizzico” di vitigno internazionale sia in grado di perfezionare i Sangiovese di quella zona! Fallito l’assalto al Brunello….han tentato con il Rosso……sconfitti anche su questo proseguono nella campagna di “sensibilizzazione” volta a convincerci che Cabernet e Merlot siano una sorta di bacchetta magica in grado di magnificare vini in purezza da loro ritenuti non perfetti! Per fortuna ogni tanto nel Mondo del Vino non sono sempre i “poteri” forti a vincere, ma piuttosto la tradizione che sta nel cuore di vignaioli legati alla storia di un territorio! Tenete duro!

  3. Come si possa pensare che aggiungendo merlot o altre uve alloctone si migliori non solo qualitativamente, ma anche commercialmente, la situazione del rosso di Montalcino mi sembra davvero una follia. E si che commercialmente Pier(in)o (la peste) Antinori non è proprio l’ultimo arrivato. Sul suo gusto…. beh, veda un po’ lui cosa vuol bere!

  4. Gucci, Prada e Armani li abbiamo solo noi, Grana Padano e Parmigiano Reggiano li abbiamo solo noi, la Ferrari l’abbiamo solo noi, IL SANGIOVESE GROSSO IL NEBBIOLO E L’AGLIANICO (e chi più ne ha ne metta) LI ABBIAMO SOLO NOI. E’ possibile che non entri nella testa di questi bambascioni? o piuttosto il fine ultimo non è il miglioramento del Rosso di Montalcino quanto l’aumento del fatturato in qualche maniera subdola e losca come si è già verificato in altre occasioni?
    Vogliono migliorare il Rosso di Montalcino, e poi cos’altro…, con i vitigni internazionali (migliorativi li chiamano), e già di questo dovrebbero vergognarsi questi signori.
    Abbiamo la fortuna di avere varietà autoctone uniche e che nessuno ci può copiare in quanto i vitigni che ho citato li abbiamo solo in Italia e vengono bene solo in Italia e loro li vogliono internazionalizzare? ormai ogni parte del globo fa buoni cabernet o pinot o merlot ma se vuoi bere del Barolo, del Brunello di Montalcino, del Rosso di Montalcino, del Chianti, Aglianico del Vulture, Taurasi, Montepulciano e mi fermo perchè ce nè da riempire pagine intere, bè se vuoi bere questi vini li fanno solo in Italia e con uve italiane.
    Quindi se il sor marchese ritiene che il Rosso di Montalcino venga meglio con l’aggiunta di uve internazionali forse dovrebbe pensare di vendere quelle migliaia di ettari di terreno a chi la terra la lavora con le sue mani e in prima persona e darsi a qualche altro hobby, perchè il Rosso di Montalcino sicuramente non è il miglior vino del pianeta ma è il Rosso di Montalcino proprio perchè è così e nessuno potrà mai dire “tò… non tii ricorda quel cabernet della Napa Valley che abbiamoo bevuto il mese scorso? O era australiano? O forse era un borgogna?”

  5. Un amico mi ha suggerito una ipotesi interessante; dati i tempi di pubblicazione di Decanter l’intervista a Piero Antinori è avvenuta sicuramente prima dell’assemblea. Se questo fosse, e mi pare molto probabile, allora è vero che il voto ha posto termine alla polemica sul Rosso di Montalcino. E’ quello che tutti ci auspicavamo (certamente anche Ziliani), perchè ora è il momento di unirci TUTTI dietro a Montalcino ed ai suo i grandi sangiovesi; Brunello e Rosso di Montalcino.

    • Insomma, tanto per cambiare é sempre colpa dei giornalisti e della stampa, in questo caso di quella albionica…
      Possibile che il Marchese Antinori non abbia pensato che una sua intervista con quelle dichiarazioni pubblicata dopo il voto del 7 settembre avrebbe fatto oggettivamente rumore e avrebbe finito con il mettere in qualche modo in discussione il voto della stragrande maggioranza dei produttori di Montalcino?
      E come mai, lui che non produce Rosso di Montalcino, si interessa tanto alle sorti di questo vino?
      Mistero…

  6. Dai Franco, non è colpa della stampa ma i periodici hanno i loro tempi di publicazione. Ben hai fatto a fare presente il caso anche perchè prima dell’assemblea il presidente ci invitò tutti a rispettare il voto QUALUNQUE FOSSE STATO IL RISULTATO, e gli impegni si rispettano. Ed è comunque bene ricordarlo, così come è bene sapere che c’è chi controlla che noi rispettiamo gli impegni (anche solo morali) che abbiamo preso. Non pare, ma aiuta.

    • beh, si é visto come il Marchese Antinori abbia tenuto in considerazione l’invito, ragionevolissimo, fatto dal Presidente del Consorzio Rivella prima del voto…
      Impossibile credere che una persona intelligente ed un uomo di mondo e di lunga esperienza come lui non potesse pensare quale eco le sue dichiarazioni rilasciate a Decanter, pubblicate prima o dopo l’assemblea del 7 settembre, avrebbero avuto…

  7. Pero’ se L’intervista e’ datata prima della votazione….
    Io credo che ognuno abbia diritto ad un’idea diversa, anche se quella del marchesino oltre a essere illogica e’ pure fuori dal tempo, roba da inizio anni 90.

  8. La cosa che non mi convince è quando si dice che”una piccola percentuale di varietà internazionali al Sangiovese consentirebbe una qualità più consistente nel vino”.
    Cioè, dove sta scritto che merlot e cabernet diano maggiore qualità? Stiamo parlando di sangiovese mica di uva fragola…

  9. La faccenda del disciplinare del Rosso di Montalcino è morta e sepolta. Questo non vuol dire che chi appoggiato la richiesta della modifica debba necessariamente cambiare idea, anzi ha tutto il sacrosanto diritto di continuare a pensarla come vuole ed esprimere di conseguenza la propria opinione. Si renda però conto che la modifica in questione non è assolutamente più praticabile, vuoi per la maggioranza espressa dal voto, vuoi per tutta una serie di impedimenti a livello comunitario che portano attualmente la possibilità del cambiamento del disciplinare del Rosso di Montalcino pari a zero.

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