Rosso di Montalcino 2005 Lisini: eccellente anche sei anni dopo…

Sono più che mai convinto, anche sul finale di questo strano 2011, che vada fatto qualcosa di serio e di organico per quell’altro grande vino di Montalcino, non un fratello minore del Brunello o un “Brunellino”, o tantomeno un semplice “vino di ricaduta” come qualche superficiale lo liquida, che è il Rosso di Montalcino.
Qualcosa che accenda i riflettori su questa altra grande espressione del Sangiovese, in purezza ça va sans dire, che gli consenta di risplendere, come merita, di luce propria.
Credo e cercherò sempre più di rispettare questa promessa, che la cosa migliore sia stappare le bottiglie e scriverne e raccontare quali cose interessanti, e personali, e valide, abbiano da raccontare a chi è affezionato a questo angolo di Toscana ed è persuaso, per quanto possano sostenere certi blasonati produttori dalle idee un po’ lunari, che non ci sia bisogno di stampelle e che sostenere che “bisognerebbe permettere di aggiungere una piccola percentuale di varietà internazionali al Rosso di Montalcino per avere una maggiore qualità” è totalmente assurdo e privo di senso.
E così, in attesa di dare il mio piccolo contributo ad una maggiore conoscenza del Rosso di Montalcino, organizzando, con gli amici della delegazione A.I.S. di Milano, una degustazione banco d’assaggio cui parteciperanno, il prossimo 6 febbraio, 15 produttori da me selezionati, sto provvedendo a stappare, senza fermarmi alle annate più recenti e cercando di andare a ritroso nel tempo.
E talvolta le sorprese sono straordinarie. E’ stato questo il caso, nei giorni scorsi, scelta proprio per il giorno di Natale, del Rosso di Montalcino annata 2005, avete letto bene, 2005, dell’azienda Agraria Lisini.
Chi sia Lisini è presto detto, un pezzo di storia del Brunello e uno dei volti migliori, visto che l’azienda figurava tra le ventina di fondatori all’atto di nascita, nel 1967, del Consorzio del Brunello.
Con i suoi quasi 20 ettari di vigneto, situati nella parte meridionale del Comune di Montalcino, nell’area, vocatissima, di Sant’Angelo in Colle, e posti ad un’altezza media di 350 metri che risulta ottimale per la coltura del Sangiovese Grosso, selezione massale della quale sono unicamente costituite le vigne dell’Azienda, Lisini produce da sempre Brunello e Rosso esemplari per tipicità e personalità.
Vini, posso testimoniarlo essendo andato più volte a ritroso nel tempo (indimenticabile un Brunello 1975 da me gustato in tre occasioni) che evolvono splendidamente e regalano negli anni tesori di complessità e finezza.
Il loro Rosso di Montalcino è ottenuto dagli stessi vigneti del Brunello di Montalcino “in quanto il produttore può scegliere durante la vendemmia e l’invecchiamento del vino quale aliquota di esso destinare alla commercializzazione sotto questa denominazione, senza attendere il periodo di quattro anni previsto dal Disciplinare del Brunello”, ed il vigneto è esattamente posto tra le frazioni d Sant’Angelo in Colle e Castelnuovo dell’Abate, un ettaro e mezzo a cordone speronato basso, con 5400 piante ettaro e una produzione intorno ai 60 quintali ettaro.
La vinificazione viene svolta in vasche di cemento vetrificato con durata, comprensiva del periodo di macerazione sulle bucce, variabile tra i 18 ed i 24 giorni, fermentazione che si svolge con controllo di temperatura tra i 28 e i 30 gradi.
L’affinamento avviene in botti di rovere di Slavonia di volume variabile da 11 a 40 ettolitri per un periodo di 6 mesi, seguito da assemblaggio in acciaio ed affinamento in bottiglia di 3 mesi.

Confesso di essermi avvicinato al vino con molta curiosità e qualche aspettativa, ma non pensavo che il risultato sarebbe stato così eclatante. Rosso rubino intenso, di grande brillantezza ed integrità, con una calda vena che vira sul granato, e naso che subito e poi progressivamente, man mano che il vino (che non avevo versato nel decanter) respirava e si apriva, acquistava stupefacente intensità, complessità e limpidezza aromatica, un carattere inconfondibilmente targato Sangiovese di Montalcino.
Ciliegia nera, prugna, rabarbaro, erbe aromatiche, funghi secchi, liquirizia, cuoio, pepe, macchia mediterranea, un catramoso accenno di goudron e poi tanta terra fino a sfociare in un fragrante melodioso bouquet di lilium e gladioli. Un insieme caldo, vibrante, avvolgente che ti “porta” letteralmente nel bicchiere e ti conquista.
E passando alla bocca quale piacere! Attacco asciutto, ricco, consistente, con un tannino leggermente terroso, ma non rugoso o astringente che si pone subito al centro del bicchiere e poi lascia spazio ad una larga tessitura, ad un frutto (ancora ciliegia e prugna secca) succoso e vivo, ricco di polpa, dando al palato grande soddisfazione, vigorosa pienezza ed energia, una materia ampia, piena di sapore, che conquista. Emozioni da grandissimo vino, vigoroso, aristocratico ed in perfetta forma.
Ma come diavolo si fa a pensare (e dichiarare in un’intervista) che aggiungendovi dei banalissimi Merlot e Cabernet, roba da Super tuscan o da Sant’Antimo, un vino del genere avrebbe potuto essere migliore?

___________________________________________________________

ATTENZIONE!

Non dimenticate di leggere

anche Lemillebolleblog, qui

 

 

 

 

9 pensieri su “Rosso di Montalcino 2005 Lisini: eccellente anche sei anni dopo…

  1. Mi attirerò il biasimo di molti parlando di enologi/enotecnici ma il connubio Bernabei – Sangiovese (vedi anche Felsina e Selvapiana) da sempre ottimi risultati.

  2. Giusto dottor Ziliani, stappare e raccontare. Cosa si può volere di più ? Se poi ne scrive lei con coinvolgente poesia, allora la bottiglia è quasi (quasi!) come averla accanto sul tavolo. Io per me ho fatto l’errore più grande della mia vita…ho regalato per Natale una bottiglia da tre litri e 750 (o 250? Non ricordo è un formato che mi pare non esista più) di Grumello Pellizzati 1970. Durante il pranzo quegli stramaledetti amici mi hanno telefonato più volte quasi piangendo di gioia per ringraziarmi, ma chi piangeva davvero ero io… Buon Anno!

  3. Certo che all’assaggio il Rosso di Montalcino 2005 di Lisini si è confermato ottimo, era un ragazzino! Come giustamente hai fatto notare Montalcino è terra da sangiovese, e non ha figli e figliastri; produce un grande sangiovese dal lungo affinamento, il Brunello, e un grande sangiovese messo in commercio da giovane, il Rosso di Montalcino. Non un grande vino ed una ricaduta, due grandi vini che hanno in comune uva e territorio e divergono solo per ciò che storia, tradizione e tecnica ci insegnano a fare in cantina.
    PS non per contraddire ciò che dice Gaetano, ma è la mano della famiglia e il territorio che fanno il vino. Se l’enologo è davvero un artista si limita a fare ciò che Michelangelo faceva con la pietra, si limitava a trarre fuori le figure che erano già dentro al marmo.

  4. si ma quando c’e’ la sfortuna….(e non il demerito)…di non avere un territorio vocato per il sangiovese,..talvolta..(anche a Montalcino)….ecco che arriva l’incantatore di serpenti….!!!!
    Buon Anno Franco!!!!

  5. L’incantatore di serpenti ci può essere anche se si hanno le migliori vigne del pianeta, se il proprietario sa fare il suo mestiere e “ha le palle” l’enologo è un utile collaboratore ma il carattere del vino è quello dell’azienda. Io non amo per niente citare i francesi, ma da loro nelle aziende che hanno storia e prestigio si usano gli enologi da sempre ma nessuno li cita mai, il vino è dell’azienda e punto. Pur con la massima stima per la professione dell’enologo, non è il suo compito fare lo stile del vino né, se è per questo, il commerciale o l’immagine.

  6. caro Stefano, immagino che tu abbia voluto produrti in un messaggio di bontà capodannesco, paragonando Michelangelo a un enologo, anzi viceversa.
    Senza toglier nulla ai bravi (alcuni bravissimi) enologi, mi pare che Michelangelo sia leggermente più visionario….

  7. @ Gaetano, a scanso di equivoci e malintesi, voglio ricordare che l’enologo Bernabei, a differenza di Felsina e di Selvapiana, non ha nulla a che fare con l’Azienda Agraria Lisini ne tanto meno con il suo Rosso di Montalcino.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *