Benvenuto Brunello: degustazioni in anteprima dell’Anteprima per alcuni privilegiati. Why?

Una semplicissima domanda ai responsabili del Consorzio del Brunello di Montalcino.
Benvenuto Brunello, la manifestazione che organizzate da svariati anni, é ancora la grande e unica vetrina delle nuove annate del Rosso di Montalcino e del Brunello di Montalcino rivolta alla stampa italiana e internazionale che invitate nel vostro bel borgo?
E se è davvero così e le nuove annate vengono presentate, trattandosi di anteprima, come viene definita, in quella sede, com’è possibile che alcune testate possano degustare i vini e scriverne in… anteprima?
Leggendo che alcune testate, ad esempio l’americana Wine Enthusiast, hanno già avuto modo di degustare e di descrivere i Brunello dell’annata 2007 che verrà presentata a Montalcino e di raccontarci in video i dietro le quinte, visto che affermano “Wine Enthusiast gets a first chance to score the newest Tuscan wine releases” e “Wine Enthusiast Magazine was among the first to blind taste through the new vintage and found it to be indeed one of the most exciting vintages since the start of the millennium”?
Assicurando inoltre che “here is a selection of the top-rated 2007 Brunellos, with abbreviated reviews. All reviews are available in the Buying Guide, and will be published in the May 012 issue of Wine Enthusiast Magazine, allora vuol dire che l’appuntamento del Benvenuto Brunello si é trasformata in una vetrina pro forma, dato che Wine Enthusiast ha potuto fare “an intense tasting of some 250 wines at the local vintners’ association headquarters in Montalcino” molto tempo prima di quanto sia stato consentito agli altri invitati alla manifestazione?
Come dobbiamo leggere queste anteprime delle anteprime pubblicate, lo scorso anno se ricordo bene si trattò di Wine Spectator, che quest’anno sembra essere stata sorpassata dalla rivista avversaria, dobbiamo interpretarle come il fatto che per il Consorzio del Brunello ci sono riviste e giornalisti di serie A, che vanno privilegiate e che possono degustare in tutta calma e scrivere in anteprima delle nuove annate di Brunello, e riviste e giornalisti di serie B o C che devono aspettare il circo barnum del Benvenuto Brunello per degustare di corsa, degustazioni in batteria, roba da allevamento di polli, Rosso, Brunello, Brunello riserva e varie ed eventuali in soli due giorni?
Io, per mia fortuna, non mi trovo nella condizione di dover raccontare vino per vino, dando magari i punteggi, tutti i campioni degusatati, e mi limiterò ad andare a Montalcino per farmi un’idea generale del livello dell’annata 2007, ma se fossi un collega che si trovasse a dover fare quello, sarei veramente inca…volato per il trattamento di favore concesso ad alcuni a discapito di altri…
Ai responsabili del Consorzio del Brunello una cortese risposta…

17 pensieri su “Benvenuto Brunello: degustazioni in anteprima dell’Anteprima per alcuni privilegiati. Why?

  1. Credo che non ci siamo dubbi su questo. la stampa italiana è di serie B (C), è ovvio. Si dà il caso che a Montalcino, ovviamente, facciano da sempre i propri conti e, evidentemente Wine Enthusiast (sarebbe interessante sentire cosa ne pensa Monica Larner…) è una vetrina ben più interessante, visto che da noi vendere Brunello è sempre più difficile, se non sotto costo.

  2. Ils font les mêmes erreurs que les primeurs de Bordeaux. J’attendrai que les vins soient dégustables! Je ne m’intéresse plus au Vino novello… Ni aux échantillons spécialement préparés.

  3. Le Brunello ne doit pas signer les Primeurs de Bordeaux, qui font eux aussi des “ante-Primeurs” pour les gourous américains. De toute façon, je suis oenophile, pas pédophile, j’attends que les vins soient terminés pour les juger. Je ne participe donc pas à cette commedia del arte.
    Prenons le temps de laisser le vin s’exprimer… et méfions nous des échantillons préparés, maquillés, arrangés juste pour le jour des Primeurs.

    No pasaran!

  4. Quoto Roberto.
    La cosa interessante, che non riguarda solo il vino, è proprio non considerare il meccanismo di formazione della notizia che parte sempre dal locale per poi allargarsi come un’onda d’acqua.
    Molti comunicatori, soprattutto rampanti o di aziende rampanti, pensano di bypassare questo e cercano subito il massimo possibile.
    Questo funziona nei tempi brevi, me per un business dai tempi lunghi qual è il vino, la prima cosa che dovrebbe fare ogni azienda dovrebbe essere quella di avere un rapporto serio con i giornalisti di prossimità.
    Molte antipatie e simpatie che alcuni non sanno spiegarsi nasce proprio da questo atteggiamento comunicativo supponente.
    Supponente, ma soprattutto ignorante di una regola base dell’informazione professionale, perché i giornalisti di territorio sono il primo riferimento per chi viene da fuori, sono loro che danno i primi indirizzi.
    Questo vale su scala territoriale, regionale e nazionale.
    In concreto: se il Brunello non recupera il rapporto incrinato in questi ultimi cinque anni con la stampa italiana, difficilmente potrà fare faville all’estero. Ed è un peccato per coloro che ci hanno lavorato seriamente.
    Ho l’impressione che molti insistano su antichi protocolli comunicativi che hanno fatto la loro fortuna negli anni ’90 ma che non tengono conto di come le cose siano cambiate, vuoi per la stagnazione, vuoi per il ruolo della Rete.
    Alcune iniziative mi ricordano quelle dei reduci di Salò:-)

  5. The World of Fine Wine requested samples of 2007 vintage Brunello for a tasting in December 2011 and was (you may think rightly) refused. But it seems, as Fred says, that some animals are more equal than others; especially if they’re American. Franco, you and I should perhaps be ashamed of representing such an ill-regarded publication.

  6. Buongiorno. Sono curioso di sapere cosa ne pensano i proprietari delle aziende di questo tipo di comunicazione impostata dal Consorzio. Sono al corrente? Tutti? E’ stata una decisione collegiale?
    Perchè il punto è anche sapere se oltre alla stampa nazionale è stata esclusa anche qualche azienda produttrice da questa anteprima dell’anteprima.
    Grazie buona domenica.

  7. Per Cantiniere:
    Tutte le aziende vengono contattate dal Consorzio per le degustazioni, poi ogni azienda decide se partecipare o meno.

  8. Ma a noi cosa puo’ interessare tutto cio’?
    Per noi italiani non e’ certo la stampa d’oltreoceano a dettare la linea, o c’e’ ancora qualcuno che ascolta parker sulla Toscana? O peggio ancora Giacomo “Pertica” suckling?
    E davvero aspettiamo i giudizi di qualcuno per decidere cosa metterci in cantina? Maddai….
    Gi unici giudizi di cui mi fido (anche perche’ andare sul posto tutti gli anni mi e’ difficile) sono quelli che riguardano Bordeaux e il Rodano da parte dell’avvocato. Li davvero difficilmente ci si sbaglia.

  9. Même si le phénomène des primeurs ne m’intéresse pas beaucoup (par principe, parce que je préfère goûter les vin faits), je suis prêt à signer une pétition commune pour demander que tous les journalistes du vin soient traités équitablement, qu’il n’y ait plus de favoritisme pour certains marchés ou certains soit-disant grands noms.

    Merci Franco pour cette chronique et mes amitiés à tous les collègues du World of Fine Wine, qui font une superbe travail, et qui mériterait plus de soutien. J’ai dans les mains The Finest Wines of Rioja, quel beau bouquin!

  10. The practice of having a few privileged media sources(be it in Montalcino or Bordeaux) is clearly short-sighted and not constructive, alienating the rest of us – Italian AND international journalists, tasters, bloggers. This practice creates unnecessary divide and must be openly condemned. Thank you Franco for standing up against it in Italy. I will support any further action – united we stand!

  11. There is a public and a demand for notes, ratings, stars… and only a few selected publications have a share of that influence. I say let those give the points and let the rest of us reinvent new ways to put wines on the map, write about the wine-history of the region, the wine and food pairings, the debates regarding the evolution of wine production.

    I’m quite happy to let Mr Suckling be the first to give a wine his points as fast as he can. I am quite happy that they help Brunello wines to sell (even though I would prefer he recommended others, I have to admit). I know I don’t share his taste and don’t have a massive influence on tuscan wine sales, so my added value to wine, and the producers who invite us, has to be somewhere else. In the end, we all write to share our passion and put wines on the map, so let’s !

    PS : en français dans le texte :), vous souvenez-vous de Benvenuto Brunello 2010 ?
    A l’époque cela m’avait inspiré ça :
    http://viavitis.fr/blogs/finegueule/2011/04/07/deguster-les-vins-en-primeurs-non-avec-un-mais-oui-avec-un-si/

  12. This is lamentable practice. Unless the Consorzio offers the same opportunity to every wine publication. But as Nicholas Belfrage says, The World of Fine Wine was refused. Perhaps this Consorzio should just go, given it’s not the first controversial (to put it mildly) decision that they take.

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