Chianti riserva Villa Dianella 2008: un Chianti al profumo di… Chianti

Quando si dice Chianti ci si dimentica spesso che non tutto il Chianti é Chianti Classico, ovvero la denominazione considerata mediaticamente più importante che è delimitata a nord dai dintorni di Firenze, ad est dai Monti del Chianti a Sud dalla città di Siena e ad ovest dalle vallate del Pesa e dell’Elsa e ha quindi come due capitali le città di Firenze e Siena.
Larga parte della Toscana è la terra del Vino Chianti per un’area di produzione che comprende oltre a quelle di Firenze e Siena anche le province di Arezzo, Pisa, Pistoia, Prato.
Delle sorti del vino Chianti si occupa un apposito Consorzio, e l’area di produzione, come si può vedere qui, è molto più ampia e comprende oltre alla denominazione Chianti tout court diverse sotto denominazioni, spesso significative e dotate di peculiare carattere come Chianti Rufina, Chianti Colli Fiorentini, Chianti Colli Senesi e Chianti Colli Aretini, oltre a Colline Pisane, Montespertoli e Montalbano.
C’è un mare di Chianti meno noti quindi da (ri)scoprire, spesso dotati di quelle doti di bevibilità e franchezza che talvolta fanno difetto nei Chianti Classico e anche moltissime aziende e tenute storiche che lavorano in silenzio nel solco della migliore tradizione e cercano, più che impressionare la stampa specializzata e le guide, di produrre vini a misura del consumatore. Che quando sceglie Chianti, soprattutto all’estero, desidera un vino che si beva piacevolmente portato a tavola e non bottiglie pensate per stupire con effetti speciali e rimanere poi tristemente semi-piene (perché non si fanno bere) sui tavoli…
Fatta questa indispensabile premessa voglio parlarvi di un Chianti riserva che mi ha colpito davvero molto, prodotto da un’azienda storica con sede in Vinci (la località che ha dato i natali a quel genio di Leonardo) località che fa parte dell’area del Montalbano, ad ovest di Firenze, una delle sottozone del Chianti DOCG dal 1932, menzionata già in un Bando Granducale del 1796 come zona ad alta vocazione vitivinicola caratterizzata da vini morbidi e dotati di profumi intensi.
L’azienda, Fattoria Dianella Fucini, ha una storia antica, visto che ha sede nel Borgo di Dianella che risale alla fine del XVI secolo ed è composto da poche case, dalla chiesa di “S. Michaelis de Aliana” risalente al 1200 e dalla villa, costruita alla fine del 500 ed utilizzata dai Medici come casino di caccia. Nel 1700 passò in proprietà ai marchesi Federighi e successivamente alla famiglia Fucini.
Qui il celebre poeta toscano Renato Fucini compose molte delle suo opere e più volte la cita nei suoi sonetti e le dedica una novella “A Dianella” della raccolta “Foglie al vento”: “O senti io mi imprincipiai da bimbettino A studià in su cipressi di Dianella Come faceva r’nidio un cardellino”.
Essendo stata dimora del poeta, sepolto nella cappella posta nel parco, Villa Dianella Fucini è una delle “Case della Memoria” della Regione Toscana.
Nella prima metà del ‘900 l’azienda divenne proprietà della famiglia Billeri per passare poi ai Conti Passerin d’Entrèves e Courmayeur. Il centro della tenuta, Villa Dianella Fucini è una splendida villa medicea del XVI immersa nel paesaggio rilassante e rigenerante delle dolci colline toscane a pochi km da Firenze e da Pisa, e la fattoria di Dianella ha una estensione di 90 ettari di cui 20 di vigneto, posti ad un altitudine di circa 150 metri s.l.m, su terreni collinari di origine calcarea di medio impasto, con esposizione sud, sud-ovest.
La varietà maggiormente rappresentata è il Sangiovese a cui si uniscono il Canaiolo, il Colorino, la Malvasia del Chianti, in piccola parte il Trebbiano e anche uve rosse bordolesi. I vigneti, per la maggior parte di recente re-impianto, hanno una densità che varia dalle 3600 alle 5500 piante per ettaro secondo il periodo di realizzazione e una forma di allevamento prevalentemente a cordone speronato.
Il patrimonio olivicolo si estende su una superficie di circa 15 ettari con varietà Frantoio, Leccino, Pendolino e Moraiolo. La tradizione vinicola dell’azienda risale alla fine del 700, come testimoniano gli scritti di Renato Fucini. Dai primi del Novecento il Chianti Dianella è noto in tutta Italia. Negli anni ‘50 e ‘60 il fiasco del Dianella non poteva mancare sulle tavole delle più rinomate trattorie Italiane, mentre la bottiglia faceva bella mostra di se nei menù dei pranzi ufficiali al Quirinale durante la presidenza Gronchi.
Gli attuali proprietari, Francesco e Veronica Passerin d’Entrèves seguono tutte le lavorazioni in vigna ed in cantina. La produzione complessiva è di circa 25 mila bottiglie l’anno, e oltre a tre IGT e una vendemmia tardiva comprende due Chianti, uno, il “base” con Sangiovese e con una piccola quota di Colorino, affinato in acciaio, mentre il Chianti Riserva Fattoria Dianella, di cui ho degustato l’annata 2008, è un Sangiovese in purezza, da un vigneto a 100 metri di altezza ed esposto a sud, compie la propria vinificazione in acciaio, con una macerazione sulle bucce di due settimane, e si affina lungamente, un anno in botti di rovere di Slavonia da 20 ettolitri e poi un anno e mezzo in vetro nelle cantine dell’azienda.
Il risultato è un Chianti veramente del proprio nome, dell’identità e della storia di questo vino identitario toscano, che mi ha colpito per la sua sicura, spiccata personalità.
Le prime impressioni mi hanno un po’ spiazzato perché il colore molto intenso un rubino violaceo molto concentrato mi faceva pensare a certi Chianti nouvelle vague che non mi entusiasmano particolarmente, ma poi passati al naso è tornata subito l’aria inconfondibile di Toscana, di Chianti e di Messer Sangiovese, con un aroma molto fitto e quasi selvatico di macchia mediterranea, di erbe aromatiche, pepe nero e poi di iris e lilium, e la classica ciliegia nera, la prugna, sfumature di liquirizia e di terra, a comporre un insieme denso, piacevolissimo, di ampia tessitura, che ha densità ma è fresco e di buona fragranza.
L’attacco in bocca è ben deciso, austero, rigoroso, con un tannino, non aggressivo né rugoso, che si fa sentire ed è ben presente, ma poi il vino si apre bene, conquista progressivamente il palato, con la sua sapida consistenza terrosa, un carattere spiccato ancora un po’ giovane e scalpitante, ed un bel frutto succoso (ancora la ciliegia) che rende il gusto vivo, dinamico, estremamente piacevole senza essere in alcun modo “piacione” o furbetto. Bella la persistenza e ricco il sapore per un vino (prezzo in enoteca intorno ai 13 euro) che, anche se semplicemente abbinato ad un arrosto di maiale (ma potrebbe reggere piatti più elaborati e importanti) fa la sua bella figura a tavola e convince, senza se ne ma.

p.s.
Riassaggiata dopo sei giorni dalla sua apertura la bottiglia, dove avevo creato il vuoto con il vacuvin, é apparsa in splendida forma ed il vino é stato bevuto e apprezzato sino all’ultima goccia.

Fattoria Dianella Fucini
Via Dianella, 48 – Loc. Dianella, Vinci (FI)
Tel 0571 508166 – Fax 0571 904615
e-mail info@villadianella.it
Sito Internet  http://www.villadianella.it/index_ita.php

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3 pensieri su “Chianti riserva Villa Dianella 2008: un Chianti al profumo di… Chianti

  1. Grazie del consiglio, dottor Ziliani, soprattutto per le ultime righe che la dicono lunga sulla bontà di quel Chianti e accrescono il desiderio e la nostalgia di una bella cena in compagnia . Una domanda soltanto: quanti anni secondo lei ha la possibilità di sostare in cantina, in una buona cantina ma niente più, prima di perdere definitivamente le caratteristiche che ha descritto ?

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