Ma è davvero Gerbelle e di gran lunga il migliore produttore di vino in Valle d’Aosta?

Interrogativi sull’andamento del sondaggio di Impresa Vda

A due settimane dal lancio della seconda edizione del sondaggio che mi ha visto collaborare con l’amico Fabrizio Favre, giornalista valdostano e responsabile del blog Impresa Vda, per comporre la rosa di nomi tra i quali scegliere il migliore produttore di vino della Vallée d’Aoste, la prima edizione aveva visto affermarsi la cantina Les Crêtes di Costantino Charrère, devo confessare qualche perplessità.
Come avevo raccontato qui avevo accettato con grande piacere di prendermi la briga, anche quest’anno, di stilare una lista che comprende presenze e assenze, prendendomi la piena responsabilità, da grande amico e buon conoscitore dei vini della Vallée, delle mie scelte.
Alla luce dei risultati che stanno emergendo e che oggi, (scrivo il 7 gennaio) vedono già 421 votanti, non posso nascondere, pur rispettando assolutamente il responso democratico che per ora emerge, le mie perplessità.
Per usare il linguaggio sportivo c’è un produttore in fuga, con un grande vantaggio sugli inseguitori, con 225 voti (ovvero il 53%) contro i 75 del secondo (il 17%), ma questo produttore è un produttore particolare, valido e rispettabilissimo, altrimenti non l’avrei inserito nella mia selezione, ma, pur con tutto il rispetto che merita, perché è serio, bravo, capace e determinato ed i suoi vini sono buoni, non avrei mai pensato potesse capeggiare in modo tanto perentorio la classifica.
Sto parlando del giovane Didier Gerbelle dell’omonima azienda agricola di Aymavilles, nata nel 2006, anche se questa è la quarta generazione della sua famiglia che si occupa di vini e di viticoltura.
Come ho letto su Internet, dove Gerbelle è intensamente presente, grazie ad una propria pagina facebook e a diversi articoli dedicati ai suoi vini da vari blog, “Didier frequenta per due anni l’Institut Agricole Regional dopo di che si trasferisce ad Alba per proseguire gli studi nel settore viticolo- enologico alla gloriosa Scuola Enologica.
Diplomatosi enotecnico nel 2006, e dopo aver rilevato l’azienda condotta prima dai nonni paterni e poi dai genitori, Didier intraprende la strada della vinificazione e con la primavera 2007 entrano sul mercato le prime bottiglie”.
Meno di tre ettari vitati, tra Aymavilles e Villeneuve, una produzione inferiore alle ventimila bottiglie, un’età, quella di Didier, inferiore ai 30 anni. La domanda, ricordando en passant che la foto che utilizzo a corredo di questo post è del bravissimo fotografo Mauro Fermariello, autore del blog Wine Stories, dove si può leggere un bell’articolo su Gerbelle, è semplice: è giusto, lo ripeto, pur con tutta la doverosa stima per questo ragazzo, che non può essere considerato solo un enfant prodige della viticoltura valdostana, ma una realtà, che un produttore con pochissimi anni di storia, con un’azienda agricola del tutto agli inizi, possa imporsi in questo sondaggio promosso da Impresa Vda come il miglior produttore di tutta la Vallée e lo faccia imponendosi su fior fior di aziende dalla storia qualitativa lunga e collaudata?
Va bene il motto “largo ai giovani” e giusto che le forze nuove e persino gli outsider vengano alla ribalta, ma non sarebbe importante che nel votare il miglior produttore di vino della Valle gli appassionati tengano conto di fattori di fondamentale importanza come la storia, l’esperienza, la continuità nel tempo?
E, consentitemi ancora un interrogativo, in questo sondaggio proposto dal blog Impresa Vda e sostenuto da Vino al vino, non c’è il pericolo che si imponga non solo chi è veramente più bravo, ma chi è più capace ad utilizzare i mezzi della comunicazione moderna via Web tipo social network et similia?
Ed è buttata fuori questa domanda, che non potevo tenermi dentro e non esprimere, che vi invito nuovamente a votare, visto che sono ancora disponibili oltre due mesi, e partecipare all’enosondaggio di Impresa Vda

37 pensieri su “Ma è davvero Gerbelle e di gran lunga il migliore produttore di vino in Valle d’Aosta?

  1. Non ho votato il sondaggio poiché la mia conoscenza dei vini valdostani si limita a due sole realtà: Les Cretes e Cave de Morgex et de La Salle, più qualche assaggio fatto in occasione di fiere come Vinitaly.
    Non voterò proprio per questa mia parziale conoscenza, ma posso dire al di là di tutte le considerazioni, che non ho mai trovato nessu vino valdostano che non sia particolare e degno di essere conosciuto, sia esso prodotto da cantine da grandi numeri che da piccoli produttori. Mi incuriosisce molto il risultato ottenuto da Gerbelle. Dovrò approfondire.

  2. commento cestinato. Come ho già più volte comunicato qualsiasi cosa arriverà da questa persona farà la stessa fine. Non per timore (?) di quello che dice, ma perché non intendo in alcun modo avere rapporti con quella persona.

  3. io Didier lo conosco bene , è un amico, un grande amico, ed è un grande viticoltore.
    Capisco le perplessità del sig Ziliani, ma conoscendolo personalmente si capisce quanta esperienza, quanta storia abbia Didier.
    Conosce il suo territorio e le sue vigne come pochi altri, padroneggia i metodi di vinificazione, è maniacale tanto in vigna quanto in cantina.
    Tanti in val d’Aosta guardano a lui come un esempio, anche aziende più blasonate.
    Per me è del tutto meritato, poi se è pure bravo ad utilizzare il web ed i social network, meglio per lui, anzi vivissimi complimenti

    • Enrico, come ho scritto non metto in dubbio le capacità di viticoltore di Gerbelle e tutti gli altri suoi meriti. Il mio post intende invece chiedersi se in questo sondaggio alla fine potrà emergere il produttore effettivamente più rappresentativo della Vallée, quello che viene avvertito come tale dai lettori che vi prendono parte, o se invece un bravo produttore particolarmente abile nell’utilizzo di Web e social network.
      Ovviamente sia il sottoscritto che il responsabile del blog Impresa Vda rispetteremo i risultati del sondaggio. Solamente qualche “fenomeno” (eufemismo) può pensare che io voglia indirizzare o condizionare il libero giudizio dei lettori o suggerire io per chi debbano votare…
      Questo per la precisione.

  4. Non metto assolutamente in dubbio la sua buone fede, e come ho scritto capisco le sie perplessità, ma mi creda, le capacità di Didier sono veramente incredibili, chiamiamolo talento se vogliamo, e se il viticoltore più rappresentativo della Vallée deve essere il più talentuoso, allora scelgo lui tutta la vita.
    Non credo assolutamente che lei voglia influenzare l’esito del sondaggio, ma credo e sono fermamente convinto che le abilità di Didier siano maggiori in vigna e cantina che non nell’utilizzo del web.
    Ho conosciuto Elio Ottin e a apprezzato la sua petite arvine e lui come persona, ho conosciuto Costantino Charrére e la sua signorilità, ho conosciuto Vincent Grosjean e il suo modo di essere gentile ed affabile, conosco Omar il figlio di Fernanda ed apprezzo il loro lavoro, ho conosciuto Ermes Pavese ed i suoi vini, conosco la cooperativa di Donnas ed i loro nebbioli, ma quello che più mi ha impressionato di Didier è proprio la sua età, pensare che uno a meno di trent’anni abbia già così tanto da dire e così tanta conoscenza della materia, ha dell’incredibile.
    Ammetto di essere un po’ geloso e ammetto che devo tanto a Didier nella mia formazione professionale, oltre che ad altre persone ovviamente.
    Ripeto, per me è meritatissimo e sono contento per un amico, ripeto altresì che comprendo i suoi dubbi e non la critico assolutamente, anzi la capisco forse più di chiunque altro.

  5. Egr. dott. Ziliani, questa volta faccio veramente fatica a seguirla. Contribuisce a lanciare un sondaggio sul web, poi non le piace il risultato e tenta, in maniera quantomeno singolare, di modificarne il risultato. Chi si aspettava che partecipasse al sondaggio se non gli internauti? Lei è un uomo del web, oltre che un esperto di comunicazione, e la valenza del sondaggio la conosce meglio di chiunque altro. Questo Gerbelle riesce a comunicare più degli altri sul web? Amen, se ne faccia una ragione. E poi, mi creda, probabilmente questo post contribuirà ad incrementare le persone che votano per questo produttore. Come ho fatto io, anche se non lo conosco affatto. Così, per solidarietà!

    • Giancarlo, dal suo commento mi accorgo che forse non mi sono spiegato bene. Io non giudico il risultato del sondaggio fino a questo punto, e non tento in alcun modo, “in maniera quantomeno singolare, di modificarne il risultato”, come lei dice. Sono solo stupefatto che un’azienda, pur valida, dalla storia così recente, surclassi nei voti sinora ricevuti aziende valdostane di molto più antica storia e mi sono limitato a chiedere se in questa valutazione entri, oltre al giusto e naturale apprezzamento per il lavoro di Gerbelle anche una certa abilità, che si riscontra anche nella pagina facebook del produttore, dove compare un esplicito invito a votarlo, nell’utilizzo dei social network. Abilità di cui non danno prova, ad esempio, altri produttori. Che si limitano a fare il loro lavoro senza invitare i sostenitori a votarli…
      Non serve assolutamente pertanto esprimere “solidarietà” a Gerbelle perché nessuno intende ostacolare la sua cavalcata trionfale verso l’affermazione finale in questo sondaggio o metterla in discussione.

  6. Il risultato del sondaggio è chiaro che non sarà mai contestabile. E il mio ricordo del Torrette Supérieur di Gerbelle è ottimo di conseguenza non metto in discussione la bravura del viticultore. Io colgo nel post di Franco un invito a tutti gli appassionati a partecipare con maggior impegno al sondaggio, a rendere la gara più entusiasmante. Ci sono produttori dietro a Gerbelle che sicuramente meriterebbero qualche suffragio in più. Forse non l’ho ricordato ma premierò anche la seconda e la terza piazza. E se devo dirla tutta sono più stupito dell’assenza dei fans dell’etichetta Feudo di San Maurizio di Michel Vallet che con 236 suffragi diedero del filo da torcere a Les Crêtes quasi fino alla fine che (per quanto da tutti dato come sicuro vincitore) chiuse a quota 311 voti su un totale di 880 suffragi. Ecco quest’anni mi piacerebbe sfondare la soglia di 1000 voti e avere 3-4 produttori oltre quota 100. Ora però mi fermo perchè finisce che nel post che farò su ImpresaVda non avrò più nulla di nuovo da scrivere…

    • Grazie della tua precisazione Fabrizio. Del resto sai bene, visto che dell’intenzione di pubblicare questo post ti ho informato alcuni giorni orsono, che né io, né tantomeno te ci sognavamo di contestare l’andamento del sondaggio e di modificarne esito ed orientamenti. Le mie (e anche le tue considerazioni) sono di carattere ben più generale, come hai eloquentemente spiegato

  7. Gentile sig. Ziliani, lo scorso anno vinse Les Cretes di Charrere e si addusse come motivazione il fatto che fosse la più (l’unica o tra le poche) conosciuta al di fuori dei confini regionali. Visto che il web ricopre un ruolo molto importante nella comunicazione, il risultato (al momento parziale) di Didier, senza sindacare sull’oggettiva qualità del suo lavoro, potrebbe anche essere letto in chiave positiva. Ossia come sprone per altri produttori (o per la stessa associazione guidata da Vincent Grosjean) ad affacciarsi su questo mondo e comunicare con convinzione gli eccellenti risultati che la viticultura valdostana sta avendo negli ultimi anni. Ad esempio Elio Ottin è presente da mesi su Twitter (per quanto latiti un po’). Un piccolo germe per promuovere ancora di più la splendida terra valdostana.
    Saluti

  8. Sono andato a vedere il profilo Facebook di questo Gerbelle. La sua pagina registra soltanto 280 “mi piace”. E’ possibile che addirittura l’85% di queste persone lo abbiano votato in questo sondaggio? Nel post specifico in cui lo stesso produttore invita i suoi fans a votarlo, una sola persona ha scritto “fatto” ed appena altre cinque hanno cliccato su “mi piace”. Non mi sembra di leggere tutta questa sua abilità con i socialnetwork. O forse mi sbaglio. In ogni caso, non voglio assolutamente falsare il sondaggio, pertanto, cercherò di comprare una sua bottiglia (vai a trovarla a 1.200 km di distanza!!!). Se mi piacerà manterrò il mio voto, altrimenti voterò una delle aziende più note di cui conosco i rispettivi vini. Buonanotte.

  9. (di solito si parte con una captatio benevolentie, in questo caso preferisco partire con un cappello un po’ polemico: è da un po’ che seguo il suo blog perchè mi sembra una interessante e amplia fonte di informazione riguardo al mondo del vino; curato e ben scritto: riporta le sue opinioni come è giusto che sia. Ma mi chiedo, perchè scrivere post provocatori e poi stupirsi dei commenti?)

    Io credo che ogni sondaggio dia dei risultati che esprimono l’opinione di chi vota in base al gruppo che viene intervistato, al mezzo utilizzato, alle regole del sondaggio e alle influenze esterne sul voto: se ci rivolgiamo agli uomini otterremo un risultato, se lo rivolgiamo alle donne un altro, se ci rivolgiamo ai giovani otterremo A se agli stagionati B, se lo facciamo per telefono, per fax o con il telegrafo, probabilmente le risposte cambiano ancora. E se le risposte sono limitate o libere, magari il risultato è ancora diverso? E poi cosa dire della pubblicita positiva o negativa che viene fatta a votazioni aperte?

    Davvero sarebbe un problema se “essere l’impresa migliore”, al giorno d’oggi, voglia dire conoscere i propri clienti e dialogare con loro (questo è il significato di essere bravi con web, social network “et similia” e non lo dico io ma un certo Marco Massarotto … da tempo)?

    Didier come tutti gli altri produttori della Val d’Aosta meritano il diritto di essere votati per l’impegno e la passione che mettono nella loro attività: sapete com’è faticoso coltivare la vigna in montagna?

    E allora votate chi preferite e che vinca il migliore, qualsiasi sia la motivazione che vi spinge al voto!

    PS:Ci vorrebbe un voto anche per Enrico, ma le sue montagne sono in Lombardia!

  10. sta invecchiando Ziliani, non si è accorto di NON aver cestinato un commento che diceva l’ovvietà lampante che dicevo io. Lei pensa che i suoi lettori siano tutti “ignoranti” e manovrabili, ma non sempre è così. Moltissimi (che non pubblica) riescono a leggere perfettamente la sua smania di visibilità a tutti in costi. Però non deve perdere colpi, dimenticando di non cestinare TUTTI i commenti negativi ( anche se su altri blog viene letteralmente massacrato…).
    Per mantenersi un corteo di puri adulatori… non deve perdere colpi… E, invece, temo (AIS e Puglia insegnano) che stia proprio vacillando. Le consiglio un altro lungo periodo di riflessione…

    • mi ero ripromesso, cosa che tornerò a fare automaticamente, di cestinare gli interventi di questo personaggio, ma ho pensato che oggi fosse invece utile pubblicare la sua ultima esternazione, per dimostrare con quale strane figure ci si trovi ad avere a che fare conducendo dei blog e che tipo di “commenti”, il cui significato e valore lascio a voi commentare, ci si possa trovare di fronte.
      E così voi lettori di Vino al vino che non insultate come fa questa persona sareste solo dei “puri adulatori”…
      Poveri noi, anzi, povero lui…

  11. io non ci sto a farmi definire “puro adulatore” da una persona che non si capisce perché continui ad intervenire qui se non per insultare il conduttore di questo blog e chi lo segue e interviene
    credo che quella persona abbia seri problemi
    Un consiglio Ziliani: continui a cestinare i suoi futuri interventi

  12. io credo che per i continui interventi di quella persona sia valida la definizione di stalking, ovvero “una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo che affligge un’altra persona, perseguitandola”
    Io fossi al posto suo non mi limiterei a cestinare i vari commenti ma segnalerei il tutto alla Polizia Postale

  13. In effetti anch’io non capisco perché lanciare un sondaggio on line aperto a chiunque e poi stupirsi per i risultati. Sembra quasi che non si capisca che su internet il giudizio su qualcosa viene condizionato da numerosi fattori che non sono solo oggettivi (semmai esistono giudizi oggettivi sul vino). Di sicuro Gerbelle ha venduto una bottiglia, ovvero quella che acquisterò domani sera in qualche ristorante valdostano in modo da conoscere almeno una sua etichetta.

  14. Enzo se disprezza così tanto quello che Ziliani scrive e questo blog, perché continua a leggerlo e perché perde tempo ad inviare i suoi commenti?
    La blogosfera é piena di siti e blog, si rivolga pure altrove, noi non sentiremo la sua mancanza…

  15. Effettivamente il risultato è per ora sorprendente. Non so se Gerbelle sia il produttore più rappresentativo della Vallée, probabilmente è il più talentuoso: forse è questo ciò che ha colpito di più chi ha votato (io per primo, che la penso esattamente come Enrico Togni, pur se da semplice appassionato).

  16. Salve a tutti. Credo che i sondaggi siano interessanti proprio perchè si può trarre degli spunti di riflessione. Su Gerbelle quello che invita Ziliani a riflettere mi sembra interessante, per esempio riconducendomi a discussioni precedenti sul blog, è evidente quanto la comunicazione sia importante e decisiva per una azienda che deve vendere. In un perioduccio come questo se un produttore fa del buon vino e riesce anche a venderlo comunicando meglio la trovo una virtù. Mi sembra quindi solo una riflessione ad “alta voce” senza polemiche o le solite stupide dietrologie.

  17. Capisco e condivido anche il post di Ziliani e le sue perplessità. Però messo giù ora a metà del sondaggio potrebbe in qualche modo influenzare i prossimi voti. Forse era meglio porsi queste (giuste) domande alla fine. Chiariamoci la mia non è una critica, ma solo un pensiero

  18. gent.le Ziliani,
    innanzitutto, grazie per il “bravissimo fotografo”.
    Nel merito, in linea teorica lei ha ragione, ed infatti non ho mai voluto partecipare a concorsi sul web, dove conta più la frenesia dei partecipanti che il loro valore.
    Ma, nello specifico, escluderei che Didier si sia dato da fare più di tanto per vincere, se non altro per sana pigrizia. Insomma, non ce lo vedo.
    Forse, vista l’età, ha più amici che utilizzano internet (che in valle è un incubo di lentezza). cordiali saluti

  19. Egregio Signor Ziliani, sono il fratello del produttore di vino Didier Gerbelle sul cui conto su questo blog, purtroppo sono state scritte innumerevoli inesattezze. Vorrei precisarle che le scrivo solo adesso a votazioni chiuse e a risultato ufficializzato in quanto mi sarebbe parso, per lo meno ineducato scriverLe o risponderLe a votazioni aperte in modo da dare adito e credito ad eventuali dubbi, perplessità o preconcetti da Lei espressi. Lei dice di avere delle perplessità sul fatto che un produttore di vino con così poca esperienza alle spalle, a capo di un’azienda praticamente individuale e con così poco (riprendo le sue parole) “blasone” possa essere considerato il miglior produttore di vino della Valle d’Aosta. In ordine a queste sue, condivisibili o meno perplessità, mi sento di definirle fuori luogo in quanto stà parlando di una realtà di cui è palese che non conosca i benché minimi particolari, a partire dalla storia dell’azienda in questione, della passione e della cura maniacale sia riservata alle superfici vitate sia riservata alla cantina ed alla preparazione sia teorica che pratica del titolare. Mi sento di muoverle queste critiche soprattutto per il modo in cui le sue perplessità sono state manifestate. Mi spiego: viene indetto un sondaggio sul web con lo scopo di comprendere chi viene ritenuto dal popolo degli internauti il miglior produttore di vino valdostano del 2012: a distanza di pochi giorni dall’inizio delle votazioni le sue perplessità vengono manifestate a gran forza sul suo blog. L’impressione mia e di altri, dopo aver letto attentamente il suo blog è che si stava cercando di aggiustare il tiro a seguito di uno sviluppo inaspettato e non previsto del sondaggio stesso. Questo, a mio parere goffo, tentativo è a dir poco incommentabile, anche se Lei prova a dare un’altra lettura del suo intervento con frasi che cercano di spostare l’attenzione dal prodotto finale dell’azienda all’utilizzo di face book o altri social network da parte del titolare. Per completezza mi sento in dovere di precisare che la pagina face book “Gerbelle Didier Vigneron” è personalmente gestita da me e mio fratello non possiede neanche le credenziali per potervi accedere. Questo perché alle recensioni on line o ai “mi piace” di un vuoto e impersonale social network preferisce le persone che prima di esprimere un qualsivoglia commento, affermazione, giudizio o pensiero si siano premurosamente e giustamente informati sui prodotti dell’azienda, li abbiano assaggiati e si siano recati fino in azienda per un visita completa di tutta la filiera produttiva. Rimane superfluo spiegare che queste visite sono sempre ben accette e sono il motore di rapporti interpersonali tra un’azienda a produzione limitatissima e a spesa pubblicitaria o a studio di immagine pari a zero, e i suoi clienti più attenti e accorti. Vorrei rubarle ancora qualche attimo per approfondire il discorso sul fattore face book da Lei citato. La pagina “Gerbelle Didier Vigneron”, di cui ripeto, sottolineandolo, sono amministratore unico vanta 280 contatti di persone (“mi piace”) sul link da me pubblicato che invitava a votare il sondaggio in questione e che ha urtato in modo così forte la sua sensibilità, avendo destabilizzato fortemente il sondaggio indetto dal suo collega; cinque persone hanno postato un “mi piace” e una persona ha commentato il link con un “Fatto!”. Sig. Ziliani, non farà fatica da solo a capire che se la forza di quest’azienda fosse internet, immagine o capacità mediatica avremmo già chiuso e riconvertito l’azienda in altro. Non le sarà neanche difficile immaginare che io solo come persona “vanto” circa 600 contatti sul mio profilo face book e meno della metà ne vanta la pagina dell’azienda di mio fratello a questo punto: o le capacità mirabolanti di comunicazione a cui lei alludeva non esistono o altrimenti solo lei è stato in grado di notarle. Vorrei ringraziare l’amico Enrico Togni per i commenti puntuali, precisi e lusinghieri, che fanno enorme piacere quando arrivano da realtà che condividono la nostra morfologia del territorio e tutte le difficoltà ad essa annesse come in questo caso. Ora vorrei spendere due parole anche sul promotore di questo sondaggio, il Sig. Favre, mi chiedevo se tutti i dubbi che sono stati sollevati in occasione di questo sondaggio sono stati anche sollevati su altri sondaggi da lui promossi e portati a termine , mi viene in mente il sondaggio sul miglior produttore di vino dell’anno scorso e il sondaggio riguardante il miglio imprenditore valdostano del 2011; soprattutto in funzione del fatto che già mio fratello veniva citato dal Sig. Favre negli anni scorsi come una delle realtà da tenere a mente per il futuro. Mi sembra per lo meno buffo che il Sig. Favre Le abbia lasciato fare commenti così sibillini e viziatori su di un blog gestito da lui stesso da parte sua.
    Infine, ora a sondaggio chiuso e a risultato acquisito, mi sembrerebbe per lo meno corretto, normale e giornalisticamente professionale soffermarmi sulle votazioni ricevute dal Sig. Anselmet. Visto che tanto scompiglio hanno creato circa 300 voti ottenuti dalla nostra azienda di famiglia in circa due mesi, mi sembra per lo meno curioso il fatto che la blasonata, avviata, molto nota e famosa per la qualità e genuinità del prodotto azienda del Sig. Anselmet, abbia ricevuto circa 900 assensi in meno di un mese e che non sia stata sollevata alcuna polemica in merito.
    Sicuramente i voti ottenuti dall’azienda vincitrice il sondaggio sono meritati e frutto di anni e anni di lavoro duro sul territorio e attività mediatica.
    Vorrei concludere ricordandoLe, per evitare spiacevoli equivoci in futuro; che nella nostra seppur non condivisibile legge elettorale vige il divieto di continuare la campagna elettorale, in qualsiasi forma, a partire da una certa data. Mi spiego, durante le votazioni nessuno ha diritto o è giustificatao a fare commenti del calibro e della tiratura di quelli da Lei espressi. Nel senso che essendo Lei un valido, preparato e conusciuto critico mi sembra per lo meno strano che a sondaggio avviato lei si chieda se è veramente il produttore in quel momento in testa alla classifica di gradimento il migliore. Premetto che il migliore non esiste secondo me; esistono realtà che hanno fatto della cultura della vite uno stile e ragione di vita. Mi permetto quindi di suggerirle prima di tutto di conoscere le realtà da Lei tra virgolette “criticate” e poi di esprimere le sue valutazioni, che per natura della sua attività lavorativa saranno sicuramente soggettive, dopodiché la pregherei vivamente di venirci a trovare in azienda in modo da poter annusare visceralmente il nostro concetto di viticoltura e vinificazione; soprattutto per evitare altre sue inesattezze, sicuramente fastidiose e non consone, ad un blog della Sua portata mediatica. Rimango pazientemente in attesa di sue notizie sperando prima o poi di riuscire a parlare di persona con Lei, mi sento a parlare a nome di tutta la mia famiglia, ritenendo mail, sms, face book ecc. metodi lenti e impersonali di interfaccia tra le persone.
    Rinnovando il mio invito ad una visita in azienda la saluto e mi auguro che questo commento venga integralmente pubblicato sul suo blog e non cestinato o oscurato come ho notato sia usanza a quelli a Lei non graditi.
    La ringrazio ancora del tempo a me dedicato e la saluto. A presto.

    • Davide sarebbe bastato questo passaggio, offensivo e falso, del suo commento, ovvero “mi auguro che questo commento venga integralmente pubblicato sul suo blog e non cestinato o oscurato come ho notato sia usanza a quelli a Lei non graditi”, per non prenderlo in considerazione e rimandarlo al mittente. Ma poiché quanto lei afferma non corrisponde al vero non ho problemi a pubblicarlo integralmente, anche se pieno di passaggi discutibili e di sue interpretazioni molto stravaganti. Lascio all’amico Fabrizio Favre la libertà di risponderle, avendolo chiamato in causa. Da parte mia non ho nulla da aggiungere – o modificare – a quanto ho già scritto nel mio post cui fa riferimento. Il mio pensiero, liberamente espresso e senza alcuno scopo di “tirare la volata” a nessuno, é già sufficientemente chiaro.

      • Sinceramente non credo che quello a cui si riferisce sia ne falso ne offensivo, credo solamente di aver riportato quanto visto in questa discussione. Per quanto riguarda eventuali stravaganze non credo di essere eccessivamente stravagante in quanto da me esposto. Anzi credo di esser stato molto attinente alla realta. Naturalmente sono opinioni personali condivisibili o meno. Buon lavoro.

          • Non è sicuramente nella mia indole voler offendere qualcuno ne tantomeno dire cose false o falsate. Mi dispiace che Lei la pensi così. Rinnovo i miei saluti. Buona serata.

          • rilegga quello che ha scritto: cose non corrispondenti al vero e offensive. Dei suoi saluti non so proprio che farmene

  20. Lo rilegga anche lei sia quello che ho scritto io sia quello che ha scritto lei. Sono colpito da questo suo atteggiamento a dir poco ostile. Il fatto che i commenti del Sig. Zappala non siano pubblicati mi sembra corrispodente al vero. Di offensivo credo di non Aver detto nulla. Visto che ha educatamente rifiutato i saluti non so che dire, questo mi sembra offensivo.

  21. secondo me quando si lancia un sondaggio o una votazione
    e’ scorretto a prescindere commentarlo quando e’ ancora in corso
    si aspetta la fine e si commentano i risultati
    cosi’ facendo si rischia solo di falsare il risultato

    • Ricevo dall’amico Fabrizio Favre il seguente commento:

      “@Davide Gerbelle
      Proverò a rispondere per quanto di mia pertinenza. Naturalmente siccome intendo incontrare Didier Gerbelle per premiarlo per la sua seconda posizione sarò a disposizione per ulteriori chiarimenti di persona. Cito prima i brani che mi riguardano e poi commneto.
      “Ora vorrei spendere due parole anche sul promotore di questo sondaggio, il Sig. Favre, mi chiedevo se tutti i dubbi che sono stati sollevati in occasione di questo sondaggio sono stati anche sollevati su altri sondaggi da lui promossi e portati a termine , mi viene in mente il sondaggio sul miglior produttore di vino dell’anno scorso e il sondaggio riguardante il miglio imprenditore valdostano del 2011; soprattutto in funzione del fatto che già mio fratello veniva citato dal Sig. Favre negli anni scorsi come una delle realtà da tenere a mente per il futuro”.
      Nello spazio commenti di tutti i sondaggi troverà esplicitata qualche critica sulla modalità di raccogliere i consensi. Ma si tratta di un problema che vale un po’ per tutti i sondaggi on line. Io mi sono sempre premurato con una attenta selezione del panel (affidata spesso ad esperti) in modo che qualunque fosse il risultato venisse premiato un imprenditore di livello.

      “Mi sembra per lo meno buffo che il Sig. Favre Le abbia lasciato fare commenti così sibillini e viziatori su di un blog gestito da lui stesso da parte sua”.

      I commenti di Ziliani sibillini? Non mi sembra il suo stile. Sul “viziatori” (termine che cito dal suo intervento ma che le sconsiglio di usare perché ha un altro significato rispetto a quello che lei gli dà e che – confesso la mia ignoranza – anch’io pensavo avesse) direi che alcuni commenti al post di Ziliani che criticavano quanto da lui scritto siano la miglior dimostrazione di come questo non sia vero. Anzi alcuni hanno dichiarato istantaneamente la loro dichiarazione di voto pro Gerbelle. In merito alla mia disponibilità a lasciargli esprimere i suoi dubbi è insita nel mio carattere. Ho rispetto delle altrui opinioni. E proprio per questo la invito ad esprimere i suoi dubbi anche sul mio blog. Aggiungo che il paragone con la legge elettorale mi pare un po’ eccessivo. Questo sondaggio non è una sentenza, non è un giudizio inappellabile. E non dimentichiamo che non si sta discutendo di una scandalosa esclusione dal panel. Ma di un primo posto che si è trasformato in secondo. Insomma brucerà perdere lo scudetto ma siete pur sempre in Champions.

      Aggiungo poi che rispetto al post di Ziliani avevo scritto una mia riflessione. Ecco il link:

      http://www.impresavda.blogspot.it/2012/01/sondaggio-sul-miglior-produttore-di.html

      • Gentile Sig. Favre credo sinceramente che piu che alla grammatica e le imprecisioni linguistiche (di cui mi scuso) bisognerebbe dare piu importanza ai concetti espressi. Credo inoltre che sia inutile continuare una discussione che ritengo al momento bloccata. Spero che lei accetti i miei saluti. Buona giornata.

        • credo che si sia espresso, in totale libertà e senza nessuna delle “censure” che lei lamentava, ampiamente. Continuare questa discussione, per di più partendo dai presupposti che lei ha scelto, sarebbe del tutto inutile. Quanto ai miei commenti “sibillini e viziatori” (sic…) credo che siano parto della sua fervida fantasia. Commenti che, secondo lei, signor “campione di democrazia”, Favre non avrebbe dovuto pubblicare…

          • Sono perfettamente d’accordo! La discussione è inutile. Preciso solo che non ho mai detto che Favre non avrebbe dovuto pubblicarla… La ringrazio per il campione e per la sua disponibilità ! Buon lavoro.

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