Real Italian Wine…un evento tutto da scoprire! By Giuseppina Andreacchio, London

Dalla nostra inviata speciale in London, Giuseppina Andreacchio, che ci ha sinora informato tramite accurati reportage sul panorama del vino in Dubai e sugli emergenti nuovi vini cinesi, indiani e giapponesi, ecco ora un interessante resoconto su un’importante manifestazione, intitolata Real Italian Wine, dedicata ai nostri vini che si è svolta nella capitale britannica ad ottobre. E sulla cui dinamica Giusy ha voluto saperne di più contattando gli organizzatori perché ci raccontassero il progetto. Davvero una bella vetrina per i nostri vini italiani in UK il Real Italian Wine! Buona lettura

“Volendo già da ora aderire alla nuova direzione verso cui questo blog si dirigera’ in futuro, voglio segnalare una degustazione che si é tenuta a Londra il cui nobile scopo merita di essere evidenziato, con un occhio di tutto rispetto e by-passando quelle critiche ‘dovute’ che a degustazioni di questo tipo vengono spesso accollate e che alimentano frequenti discussioni, sia da parte di produttori che di buyers. Anche se sono ormai passati due mesi, sostengo sia importante fare il punto su una degustazione che si e’ tenuta lo scorso 4 Ottobre a Church House Conference Centre, in una cornice molto lussuosa ed elegante, nella zona altisonante e raffinata di Westminster, dal nome ‘Real Italian Wine’. La degustazione, nella sua prima edizione, e’ stata organizzata da Angelica Nulli, di origine siciliana ma che vive e lavora facendo la spola tra Barcellona e Londra, ed e’ stata sapientemente gestita da Hunt & Coady, colosso nel campo dell’organizzazione di eventi inglesi che vedono come protagonista il vino e magistralmente rappresentata dalla direttrice, signora Jane Hunt MW, figura di spicco nel panorama del vino italiano a Londra.

A dire il vero, appena ricevuta la email di invito, il nome mi ha un po’ lasciata perplessa in quanto l’ho letta in una chiave un po’ campanilistica e che fa attrito con l’atteggiamento liberale e fuori da condizionamenti, tipico ‘inglese’. Le aziende partecipanti provenivano da: Abruzzo, Calabria, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia, alcune di grandi dimensioni e conosciute ma la stragrande maggioranza, piccole e medie aziende, in cerca di rappresentanza sul territorio UK. L’idea di portare aziende sconosciute pero’ mi e’ molto piaciuta e suppongo sia questa la strada da seguire, utilizzando l’apporto e il sostegno delle Regioni che hanno sostenuto la realizzazione dell’evento, dimostrando che con impegno e volonta’, e’ possibile promuovere territori e aziende nella realta’ d’oltremanica.

Ho avuto modo, e di questo sono molto contenta, di poter riassaggiare vitigni locali (Nuragus) e scoperti di nuovi (Semidano, che oltre ad essere una DOC, e’ usato in blends con Vermentino e Nuragus per incrementare profumi e contenuto alcolico nella DOC Vermentino) tanto per fare un esempio cito la regione Sardegna, e di vedere poi anche cantine calabresi che conosco, presenti all’evento con il forte interesse a varcare la soglia di un mercato cosi’ difficile come quello anglo-sassone. Mi ha colpito molto l’atteggiamento dei produttori, molto attivi nel far degustare i loro vini ed entusiasti, spirito giusto questo per far apprezzare cio’ che producono con sacrificio e passione. Mi e’ stato comunicato da Angelica che sono gia’ arrivati dei risultati e che alcuni produttori sono riusciti a entrare nella rete delle vendite nei vari canali, in un mercato competitivo, perche’ colto ed istruito nel settore vino. Ho rivolto percio’ qualche domanda ad Angelica, che riporto qui di seguito per avere maggiori informazioni, perche’ e’ importante conoscere anche il backstage di un evento e non solo essere bravi a fare critiche se qualcosa non va come dovrebbe:

1. Lei e’ stato il motore dell’evento ma si e’ appoggiato alla grande esperienza di Hunt & Coady che Le hanno molto facilitato il compito, giusto?

Diciamo che il ‘Real Italian Wine’ ha richiesto un lungo lavoro di preparazione. A nostro avviso e’ stato un successo e ne andiamo orgogliosi. Successo testimoniato dai commenti che abbiamo ricevuto e tutt’ora ci pervengono. Oltre un anno fa, abbiamo avviato una serie di incontri con operatori del settore vino qui in UK, in particolare distributori ma non solo, per capire da loro se effettivamente avesse senso un evento interamente dedicato ai vini italiani sia gia’ distribuiti sul mercato UK che, importante, ancora senza un canale distributivo nel Regno Unito. La risposta e’ stata fortemente positiva. Hunt&Coady e’ stato un ottimo partner operativo, cosi’ come la promozione fatta dagli stessi distributori, che hanno fortemente appoggiato l’iniziativa attraverso i propri canali.

2.  La degustazione tenutasi il 4 Ottobre si intitolava ‘Real Italian Wine’. Perche’ avete scelto questo nome? Potrebbe suonare come un insulto per tutti gli altri vini Italiani?

Esistono gia’ altri eventi vino a Londra dove si usa il termine ‘Real’ e il senso non e’ certo offensivo verso altri vini ma invece il volere lanciare, gia’ con il nome, un forte richiamo ai professionisti del settore: venite a provare ottimi vini italiani al ‘Real Italian Wine’ appunto.

3. Quali sono stati i criteri della selezione delle aziende? Molte erano aziende agricole e cooperative…

C’erano sia cantine affermate e gia’ con dimensioni produttive, e quindi aziendali, medio grandi e piccoli produttori che, in alcuni casi per la prima volta, si sono affacciati su questo mercato.

4.  Suppongo sia stato difficile mettere insieme la degustazione in quanto le Regioni sono rinomate per i difficili iters burocratici. Ha avuto aiuto logistico da parte loro?

Abbiamo avuto da tutte le regioni un ottimo supporto.

5. Avete in mente un altro tasting?

Di eventi enologici a Londra ve ne sono gia’ moltissimi. Londra e’ una delle citta’ piu’ dinamiche al mondo e tutti sono sempre in gran corsa. E cosi’ anche gli operatori che lavorano nel settore del vino. Crediamo che un evento solo trade, come il nostro, che abbia focus particolare sui vini di un Paese, l’Italia, lo renda molto specifico, e dia quindi la possibilita’ agli operatori che decidono di partecipare, di massimizzare il loro tempo incontrando un sufficiente numero di produttori. L’edizione 2012 del ‘Real Italian Wine’ e’ prevista per il 3 ottobre 2012 sempre presso il Church House conference centre.

Avendo visto adesione di regioni solo del Sud con eccezione della Liguria, per un attimo ho pensato che forse si stesse cercando di attuare una strategia di rivendicazione dei vini del Sud che la sottoscritta cerca, fra mille traversie, rifiuti e qualche appoggio, di rendere fattibile, sperando di non cadere, per la legge del contrappasso, nel puro campanilismo! Alla scorsa edizione del Definitive Italian Wine Tasting, lo scorso luglio, c’era un tavolo, che come un bambino piccolo, indifeso, ignaro del mondo intorno e spaventato, cercava di farsi notare, dedicato ai vini della Provincia di Reggio Calabria …ma questa e’ un’altra storia di cui magari parlero’ in un’altra occasione…

Angelica Nulli mi ha assicurato che pistone di azionamento e’ stata la volonta’ di portare sul palcoscenico le regioni meno rappresentate in UK che, guarda caso, corrispondono, come tutto sappiamo e per ovvi motivi, alle regioni meridionali d’Italia. E allora ben vengano questi eventi sostenuti e promossi dalle Regioni che dovrebbero mettere a disposizione parte dei loro fondi e lavorare sodo per promuovere lo sviluppo delle aziende locali, medie e piccole che non hanno i mezzi economici e logistici per fare vero marketing. Solo cosi’ quel pistone puo’ azionare un meccanismo a catena, di diffusione dei vini ed espansione dei mercati, che sarebbe davvero un’azione encomiabile e che porterebbe frutti tangibili alle aziende vinicole italiane. I grandi cammini iniziano con piccoli passi, diceva qualcuno, ed io di questa teoria sono un’accanita sostenitrice”. Giuseppina Andreacchio

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