Robert Mielzynski: un grande promoter della cultura del vino in Polonia

Sono già trascorsi due mesi dalla fantastica due giorni che ha visto protagonista la Franciacorta e le sue bollicine in quel di Varsavia, per il Grand Prix della più importante rivista del vino polacca, Magazyn Wino. Una manifestazione, pienamente e splendidamente riuscita, da sotto tutti i punti di vista che ho annunciato qui e di ho tracciato un bilancio, assolutamente positivo, in quest’altro articolo, che è sicuramente riuscita a fare conoscere meglio la Franciacorta nella patria di Chopin.

E a favorire una maggiore consapevolezza da parte degli appassionati, della stampa specializzata e degli operatori (ristoratori, enotecari, importatori) nei confronti dei pregi e delle potenzialità delle bollicine Docg prodotte nella zona vinicola bresciana.
Un trampolino di lancio e una nuova immagine di cui si trova puntuale testimonianza (vedete le immagini che corredano la prima parte di questo articolo) nel numero 54 – 6 2001 di Magazyn Wino – vedete qui il sommario – che nello spazio delle cronache della serata dedica ampio spazio alla Franciacorta, ai suoi protagonisti e a chi si è dato tanto da fare per farla conoscere in terra polacca.

E oggi, parlo di quella donna speciale che é Elisabeth Babinska Poletti, che è stata giustamente premiata dalla rivista come “ambasciatore della Franciacorta” e della cultura del vino italiano in Polonia.
Ricordato l’evento franciacortino ed i suoi successivi sviluppi voglio però cogliere l’occasione per parlare, come mi ripromettevo da tempo, di un personaggio di grandissima importanza per la wine scene polacca che ho avuto modo di incontrare durante il Grand Prix e che avevo già avuto modo di conoscere, il maggio scorso, quando mi ero recato per la prima volta in quella città, Varsavia, che in sole due visite mi è già entrata nel cuore e dove ho la fortuna di contare su vari amici.
Sto parlando di una persona che assomma in sé svariati motivi di interesse. E’ enologo di formazione, grande appassionato e conoscitore di vini, uno degli importatori di vino più importanti, ma anche creatore e proprietario di uno dei locali “cult” a Varsavia, uno di quei posti dove si deve assolutamente fare visita quando ci si reca nella capitale polacca e si vuole avere il polso di come funzioni il mercato del vino, quali siano gli orientamenti dei consumatori, i nuovi trend.

Il suo nome, che è anche quello della sua società e del suo locale, wine bar e ristorante, è Robert Mielzynski.
La storia di Robert è quanto mai significativa. Nasce, da una famiglia di nobili origini, a Toronto in Canada dove i genitori erano emigrati alla fine della seconda guerra mondiale. La famiglia ed in particolare il padre, Peter G. Mielzynski-Zychlinski, intraprende una fortunata attività di importazione di vino e distillati con la PMA Agencies, e Mielzynski evidentemente vede il vino entrargli in qualche modo nel sangue, tanto che si laurea enologo in California presso la California State University di Fresno.
In seguito matura svariate esperienze formative e di lavoro in cantine in Francia, Austria, Germania, quindi conduce un’azienda nella zona di Niagara-on-the-Lake, Hillebrand Estates Winery, che nel 1983 produce il primo Ice wine della zona e funziona da volano, come pioniere, spingendo svariate altre aziende a seguire l’esempio e favorendo lo sviluppo della zona ora dotata di una propria denominazione.
Ma come accade per ogni polacco che si rispetti il richiamo della madre patria è troppo forte per resistere e così Robert, fisico atletico da sportivo, giocatore di hockey o rugbista, portamento sicuro da persona che ha girato e conosce il mondo e classe innata, decide di tornare in Polonia, a Varsavia e intraprendere una propria attività.

Naturalmente, visto la propria formazione, la propria storia, e considerando che nel frattempo le cose in Polonia, con il crollo del Muro di Berlino e la fine del regime comunista, erano profondamente cambiate e con la democrazia si stava sviluppando un’economia di mercato che offriva spazi anche per il consumo di vino di qualità, Robert Mielzynski decide di avviare un’attività di importazione di vino e altri prodotti tipici di quella cultura mediterranea che ama, olio, pasta, aceto balsamico.
Oggi la sua società è una delle realtà leader e di assoluto riferimento sulla vivacissima scena del mercato del vino polacco, e importa e distribuisce a Varsavia (che è la capitale del mercato del vino di quel Paese) e nel resto della Polonia, vini attentamente selezionati del Vecchio Mondo, ovvero Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Germania, Austria, Ungheria e del Nuovo Mondo, in altre parole Argentina, Australia, Cile, Nuova Zelanda, Sud Africa, California.
L’Italia ha un posto importante nella sua proposta e tra le aziende che figurano nel portafoglio figurano Marco Felluga, Castello di Buttrio, Oddero, Saracco, Dal Forno, Tedeschi, Nino Franco, Hofstatter, Cordero di Montezemolo, Costaripa, Villa Calcinaia, I Collazzi, Siro Pacenti, Caterina Dei, Tenuta Rapitalà, Giuseppe Gabbas, Castello Monaci.
Mielzynski non si é però limitato a selezionare attentamente ed importare in Polonia vini, ma ha capito, come hanno fatto altri importatori, ad esempio Maciej Bombol dell’Enoteka Polska di cui ho scritto qui lo scorso settembre, che è di fondamentale importanza farli conoscere al consumatore finale, consentendogli di prendere confidenza con loro, di assaggiarli e testarli in quel momento di verità assoluta che è l’abbinamento a tavola.

E così, a poca distanza dal centro storico di Varsavia, in una zona che è facile raggiungere, quella della Stara Fabryka Koronek, ha pensato bene di ristrutturare un’ala di una fabbrica dismessa dotata di un ampio cortile interno con giardino e di collocare al suo interno un qualcosa di particolare. Immaginate un posto elegante, ma informale, dove trovarvi perfettamente a proprio agio, in mezzo a giovani, serviti da personale giovane ben addestrato e fortemente motivato, e dove potete arrivare, girare in un grande negozio deposito e scegliere il vostro vino tra casse e casse e cartoni di vini un po’ di tutto il mondo, prendere una o più bottiglie e portarvele a casa per stapparle, oppure sceglierle di gustarle spostandovi di pochi metri nel Mielzynski Wine Bar and restaurant che Robert con grande abilità e perfetto spirito imprenditoriale ha creato da qualche anno.
Un locale, dove è fondamentale prenotare con largo anticipo per trovare posto, soprattutto la sera, che è diventato in breve tempo uno dei posti cult e di riferimento di Varsavia, e dove un pubblico di appassionati, intellettuali, artisti, si trova, unito nel nome di Bacco, per saperne qualcosa di più sull’oggetto della propria passione e provare di volta in volta, in un’opera di formazione a 360 gradi, vini che possono essere di volta in volta un Riesling tedesco o austriaco, uno Shirah australiano, un vino della Rioja, un Barolo, un Brunello di Montalcino, un Amarone della Valpolicella o un Chiaretto del Garda. Senza dimenticare Moscato d’Asti, Negroamaro del Salento, un Tokaij ungherese, un grande Bordeaux o un Bourgogne, uno Champagne.
La formula scelta, ampiamente vincente, è quella di un wine bar – bistrot – ristorante, aperto dal lunedì al venerdì dalle 9-23, il sabato dalle 11 alle 23, la domenica dalle 12.45 alle 18, dove ci si può recare semplicemente per prendere un aperitivo e sgranocchiare qualcosa, oppure mangiare un solo piatto con uno o due bicchieri di vino, oppure, come è capitato a me entrambe le volte che sono stato a Varsavia, pranzare all’aperto, nei tavolini posti in giardino durante la bella stagione o cenare, in un’allegra, vivacissima compagnia, cogliendo tutta la vitalità, l’energia, la forza di questo posto, gustando un menu che cambia quasi ogni giorno e propone, un ricco assortimento di piatti, molti a base di carne (eccellente), che propongono una felice sintesi tra la cucina tradizionale polacca e un approccio più moderno e digeribile.

Qualsiasi cosa si scelga, ricordo a maggio una fantastica costata di manzo e una buona “mozzarella” prodotta a Varsavia, e a novembre una squisita crema di zucca e un fantastico piatto di oca con verdure (la Polonia è tra i principali Paesi produttori di carne d’oca in Europa e ne esporta gran parte), ma possono essere protagonisti anche anatra, selvaggina, primi piatti e creme a base di verdure, oppure pesce, si “casca” sempre benissimo, si mangia veramente bene e grazie alla formula che permette alle persone di scegliersi il vino da portarsi a tavola, dopo averlo provato, anche a bicchiere, al wine bar (e poi dopo pranzo o cena può acquistarlo nel grande punto vendita posto accanto al locale), si vedono incredibilmente aprire un gran numero di bottiglie e si favorisce, sul campo, con l’esperienza diretta, provando, assaggiando, degustando, la formazione di una più consapevole e matura cultura del vino.

Il successo di questo Mielzynski wine bar (600 metri quadrati) che nel corso dell’anno organizza degustazioni, incontri con produttori, concerti musicali, manifestazioni legate al vino, è stato tale che Robert Mielzynski ha pensato bene di creare una struttura analoga anche in un’altra città polacca, Poznan, ottenendo anche lì grandi risultati.
Il giorno successivo alla mia cena da lui, una serata trascorsa in compagnia degli amici Elisabeth Babinska Poletti e Tomasz Prange-Barczynski capo redattore di Magazyn Wino, serata nel corso della quale venivano serviti ai tavoli vini alsaziani, Barolo, Bordeaux, bianchi austriaci e tedeschi, rossi australiani e spagnoli, in un contagioso clima che poneva il vino, senza troppe complicazioni e astrazioni e fumisterie, al centro di tutto, come elemento di socializzazione e fonte di sano piacere, ho incontrato Mielzynski partecipare alla serata del Grand Prix di Magazyn Wino, che ha visto più di un vino da lui distribuito premiato, e il giorno successivo al seminario sul Franciacorta tenuto da Tomasz e poi ai banchi d’assaggio delle 16 aziende franciacortine presenti a Varsavia.

Ricordando che fu lui, contagiato dall’entusiasmo di Elisabeth, il primo ad importare un Franciacorta in Polonia, poi seguito da altri importatori, sono sicuro, avendolo visto degustare attentamente, prendere appunti, chiedere informazioni ai produttori presenti, che prossimamente Robert aggiungerà al proprio portfolio di aziende italiane almeno un’azienda franciacortina.
E sarà il modo, da parte di un esperto che propone già Champagne e Cava, e che sa interpretare benissimo gli orientamenti ed i gusti della propria clientela, entusiasta e sempre più consapevole, di riconoscere come anche la Franciacorta, con le sue bollicine Docg, meriti uno spazio su quel nuovo, spumeggiante, vitale, giovane e moderno mercato del vino di quel Paese fantastico e di quella città magica (che dovete assolutamente visitare e se lo farete dovrete assolutamente fare tappa qui) che è Varsavia.
Dove non vedo l’ora di tornare, per ritrovare vecchi e nuovi amici, nel nome di Bacco, anche in questo 2012.

Robert Mielzynski wine bar
Stara Fabryka Koronek
Burakowska 5/7
Varsavia
Polonia
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ATTENZIONE!

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anche Lemillebolleblog, qui


12 pensieri su “Robert Mielzynski: un grande promoter della cultura del vino in Polonia

  1. Questo post sulla Polonia mi dà un aggancio (senza andare tantissimo fuori tema) per chiedere che fine abbia fatto Mario Crosta, i cui ottimi interventi leggevo volentieri su questo blog. Tra i tanti commentatori, a volte superficiali come me, si distingueva sempre per chiarezza ed originalità delle idee.

  2. E la cosa (assenza di Mario Crosta) e’ aSsai piu strana se si considera che su altri blog ha commentato di recente. Speriamo ritorni come aveva fatto in passato (chissa’ magari dipende dall’Inter che potrebbe riprendere a brillare…)

    • leggo il suo commento “Klara” e non posso che risponderle “Beata” lei che é informata, non si sa bene come, sulle ragioni per cui Mario Crosta non interviene più sui miei blog…
      Faccia una bella cosa: invece di nascondersi dietro ad un nickname e di usare, un po’ da coniglio, un indirizzo e-mail falso faccia capire chi é veramente e come si chiama (anche se ho un’ipotesi sulla sua identità). Così se vuole le potrò raccontare, visto che é tanto impicciona, pardon curiosa i reali motivi di questa sparizione di un commentatore tanto assiduo in passato….

  3. Vede caro Franco!
    Che è sufficiente provocarla e subito si arrabbia.
    Mi dispiace deluderla Klara è il mio nome, e l’indirizzo mail esiste!
    Si caro Franco Lei mi conosce abbiamo anche discusso , e gustato un buon bicchiere di vino.
    Forza che ce la puo fare!
    Klara

    • lei dice? Io non la conosco e sono persuaso che lei, non so per quale motivo sciocco, si diverta a fare insinuazioni prive di senso sui motivi, che sono chiarissimi e non nascondono alcun mistero, che mi hanno indotto a scrivere l’articolo su Robert Mielzynski, così come avevo scritto precedentemente di Enoteka Polska.
      Ma se ha tempo da perdere faccia pure, e se ha qualcosa da dire parli chiaramente. Ma non credo che lo farà preferisce provocare e alludere, con ben poco coraggio e correttezza.

  4. Pingback: A Varsavia si beve Tenuta di Fessina! Da Mielżyński, Wines Spirits Specialities | Cuntu

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