Usa, il Moscato tira? Ed eccolo in tutte le versioni possibili, anche rosso e rosato why not?

Ne avevo già parlato qui e maggiori notizie si possono avere leggendo questo articolo pubblicato su Wine Spectator: negli Stati Uniti è scoppiata la “Moscato-mania”.
Il Moscato è diventato il numero tre dei vini bianchi venduti negli States e comprende il 3,6% delle vendite di vino nel 2011. Il Moscato ha conosciuto un incremento del 73% in volume e fatturato dal 2010. In altre parole riguarda qualcosa come sette milioni di casse di vino che non esistevano cinque anni fa.
Questa “Moscato-mania” ha portato un po’ tutti a buttarsi su questo vino e vitigno e a beneficiare di questo improvviso clamoroso successo non sono stati solo gli storici produttori piemontesi, e oggi si vende Moscato spagnolo, portoghese, australiano.
Lo dimostra anche il fatto che sul Moscato, con un proprio Moscato si è buttato il celebre marchio australiano Yellow Tail piazzando da aprile qualcosa come 800 mila casse, ovvero il dieci per cento dei propri volumi. Sul Moscato si è gettata la trentina Cavit, distribuita dal potente importatore Palm Bay, proponendo un Moscato Igt prodotto in provincia di Pavia.
Il Moscato sta piacendo a tutti, soprattutto ai giovani, agli afro americani ma anche agli ispanici e agli Wasp. Uno degli aspetti paradossali del successo del Moscato è che negli States non lo considerano solo come un vino da dessert, ma come un vino che possono bere, anche grazie alla bassa gradazione, tutto il giorno, abbinandolo al cibo, a piatti di tutti i tipi (!) o bevendolo da solo.
E, piatto ricco mi ci ficco, nel piatto del Moscato si sono gettate le grandi aziende vinicole californiane, ad esempio il gigante Gallo, che già nel 2008 aveva introdotto il Moscato tra i vini varietali compresi nel popolarissimo brand Barefoot, che oggi il marchio di Moscato numero uno negli Stati Uniti. Gallo oggi produce Moscato per sette differenti marchi.
E visto che il mercato del Moscato tira, perché non moltiplicarne magicamente le versioni? Ed ecco quindi il white wine Moscato, poi il Moscato Spumante (testuale), anzi come si legge in etichetta lo Sparkling Champagne California, ma poi visto che i rosé tirano, come rinunciare al Pink Moscato (sempre definito Sparkling Champagne California on the label) e why not, come si fa a dire di no all’ipotesi fantasiosa di un bel Red Moscato “deliciously sweet”?
Anche questa è la Moscato-mania negli States…

5 pensieri su “Usa, il Moscato tira? Ed eccolo in tutte le versioni possibili, anche rosso e rosato why not?

  1. In effetti per gli americani il moscato è un vino a tutto pasto, specialmente se bello ghiacciato. Bisogna considerare che sono abituati ad accompagnare il pasto con bibite dolci e frizzanti.

  2. Il mio pensiero e che come in tutti i settori esistono due mondi,
    uno homemade o tailored cioe` tutti quei prodotti fatti su misura, fatti con cura, fatti per un pubblico pensante, un pubblico curioso che legge si documenta e ascolta, un pubblico che beve per provare sensazioni non per dissetarsi,
    poi c`e` il mondo “moscato varie tipologie tutto pasto ammorbidente e stimolante!”, fatto per un pubblico vasto sopratutto in america, un pubblico che si picchia al supermercato per il nuovo tipo di scarpe da ginnastica,
    magari non arriva a fine mese ma ha l`ultimo tipo di telefono,
    un pubblico che e` ipnonizzato dalle pubblicita e dalla televisione,
    un pubblico non pensante, che sicuramnte apprezzera il nuovo moscato NEW WAY! Soprattutto se costa poco!
    RB

  3. Pingback: Il Moscato furoreggia negli States, ma perché venderlo tramite un selezionatore di vini varietali e non direttamente? | Blog di Vino al Vino

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