Vendite del vino on line: con Do you wine nasce un nuovo stile

Non si può certo affermare che quello della vendita di vino on line sia un settore che in Italia abbia ottenuto successi straordinari.
Per quanto possa essere ricca, diversificata l’offerta e presentare vini frutto di selezioni molto personali, vini che magari è difficile trovare in circolazione, resta sempre da vincere, in molti appassionati di vino, una certa diffidenza verso questo canale d’acquisto.
Al quale molti eno-consumatori continuano a preferire canali tradizionali come l’acquisto in enoteca, dove sanno di poter contare molto spesso sul consiglio e sull’esperienza di enotecari che sono autentici appassionati di vino e non semplici venditori e l’acquisto nelle migliori catene di una grande distribuzione organizzata che sul vino mostra un’offerta sempre più ricca e non solo economicamente appealing.
Senza dimenticare la grande possibilità di non limitarsi ad acquistare vini, ma di entrare in contatto con chi li produce, nel luogo dove i vini vengono prodotti, rappresentata dall’acquisto diretto in cantina.
Pur consapevole di queste oggettive difficoltà che incontrano per affermarsi le enoteche on line ho molta simpatia per loro e voglio anzi manifestare pubblicamente la mia ammirazione per due di loro in particolare, Wine Shop creata nel 1999 da Andrea Gaetano Gatti e Vendita Champagne, specializzato, come dice il nome, nella proposta di Champagne, creata da Vittorio Vezzola. Non sono entrambi siti dotati di un particolare appealing e di una piacevolezza grafica, anzi, la veste è piuttosto dimessa e la grafica potrebbe essere migliore, ma a mio avviso riescono abbastanza bene a proporsi all’attenzione grazie ad un’offerta diversificata e a prezzi interessanti.
A loro e ad altri siti di vendita on line ho sempre considerato mancasse qualcosa che potesse in qualche modo attirare il consumatore, ovverosia quello che l’enotecaro non virtuale ma in carne ed ossa è sempre in grado di assicurare, il racconto sul vino, sul produttore, quel quid, frutto di una conoscenza effettiva ed esperienziale, capace di suggestionare e colpire il potenziale acquirente, di indurlo, per curiosità, perché colpito da qualche dettaglio riferito, a scegliere proprio quel prodotto. Non basta sistemare bene i vini sullo scaffale, pensavo, bisogna che i vini in qualche modo riescano a “parlare”.
Ora, finalmente, ho trovato un’enoteca on line che ha colmato questa clamorosa lacuna, che ha scelto non solo di vendere, ma di raccontare i vini e di farlo in un modo che sfrutta, con intelligenza, modernità, e un pizzico di furbizia, tutte le ampie possibilità offerte oggi dal Web.

Mi fa piacere parlare di questo sito, che è stato chiamato, con il consueto anglicismo, Do you wine, non solo perché è ben fatto, perché presenta una personale selezione, ragionata e maturata sul campo, di quelli che vengono definiti “I migliori vini del Piemonte”, perché non è la solita enoteca on line e ha scelto di “usare il web per vendere buone bottiglie, contaminando il commercio con passione e cultura”, ma perché nel progetto sono coinvolte persone che conosco bene e stimo come Federico e Alessandro Ceretto (della celebre dinastia albese dei Ceretto produttori di vini e creatori di idee legate alla comunicazione moderna del vino) e Alessandro Morichetti, sommelier e wine blogger marchigiano di Civitanova Marche che “per Doyouwine cura la selezione dei vini, il blog e i social network”.
Avete letto bene, questa enoteca on line non si è limitata a realizzare una personale selezione di vini, a proporli in maniera graficamente e visivamente accattivante, a venderli a prezzi calibrati, mischiando il genere alto con quello quotidiano, ma ha scelto, e mi pare un’idea vincente, che fa la differenza e segna uno spartiacque tra la vendita di vino on line fatto prima della sua nascita e dopo, di raccontare quei vini, il mondo di cui sono espressione, la personalità ed i sogni di chi li produce, le terre da cui provengono, mediante un blog, affidato alla cura di Morichetti.
Un blog, come viene detto che “nasce per raccontare un territorio attraverso i suoi vini e chi li produce”. Non ho idea e la cosa non mi riguarda più di tanto, se la formula scelta da Do you wine potrà avere successo o meno, ma credo che successo meriti di averlo per avere avuto la forza di introdurre qualcosa di nuovo dal punto di vista della comunicazione applicata al commercio e del commercio che si serve della comunicazione per provare ad essere più appetibile e per invitare, soprattutto in tempi difficili e di crisi come questi, gli appassionati di vino a spendere.
Mi piace questa enoteca di vini piemontesi on line, perché non si limita a proporre personali e meditate selezione dei re del vino piemontese, Barolo e Barbaresco, con una gamma di prezzi, per l’altra grande espressione del Nebbiolo di Langa che vanno lodevolmente da 16, 19, 22 euro sino a 46 e 83 euro, ma spazia nell’Alto Piemonte del Carema e del Gattinara, e poi punta su altri vini e vitigni che solo un minus habens può considerare, soprattutto quando sono autentici e ben fatti, minori, come Dolcetto, Barbera, Freisa, e poi denominazioni come Langhe Nebbiolo, vini bianchi, dall’Arneis al Timorasso, bollicine, vini dolci e aromatizzati, dal Moscato d’Asti al Barolo chinato.

Una proposta, che è resta commerciale, che viene fatta con accenti convincenti e simpatici, per “parlare di una cosa che ci appassiona e anche perché non vogliamo prenderci troppo sul serio”, con selezioni di vini importanti e “vini del cuore” e selezioni di vini da bere tutti i giorni, proposti anche con titoli divertenti e ad effetto come “dacci oggi il nostro Dolcetto quotidiano”, “bevi Nebbiolo e la vita ti sorride”.
Un commercio elettronico di vino dallo spirito e dal timbro nuovo, che ha considerato anche due aspetti molto importanti. Un limitato importo delle spese di spedizione, bloccato a 9,50 euro, con spese gratuite per ordini superiori ai 90 euro, e la sicurezza di “imballi affidabili, sicuri ed ecologici. L’intera confezione è riciclabile al 100%. Per le nostre spedizioni abbiamo deciso di utilizzare imballaggi sicuri e brevettati Ewine Secure Pack”.
Il tempo dirà su quello di Do you wine e dei suoi protagonisti verrà ricordato come un esempio di e-commerce di successo o come un esempio innovativo di marketing abbinato alla comunicazione. In ogni caso i migliori auguri, perché essere riusciti a realizzare qualcosa di originale e di personale in questo campo è già un bel risultato…

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10 pensieri su “Vendite del vino on line: con Do you wine nasce un nuovo stile

  1. E’ un sito molto ben fatto, di facile consultazione e con una grafica pulita e nient’affatto banale che, nella sua semplicità, risulta esteticamente assai gradevole. Talvolta mi capitano siti respingenti, non so perchè ma mi incasinano la percezione tutti quei dettagli grafici buttati lì come manciate di sale grosso. Forse però sono io che devo fare pace con la scuola della Gestalt. Oppure devo bere di più e un po’ meglio. Vado a fare un altro giro su doyouwine… 🙂

  2. Franco, hai cambiato la grafica del portale da 15 giorni e adesso fai il bambino ricco snobbando i portali di noi gente alla buona. Non me lo sarei mai aspettato!
    Di solito il mio cliente sa esattamente cosa vuole. Comunque la proposta di “percorsi” di vino è interessante per il neofita o il curioso, con lo champagne forse le verticali sono un po’ costose, ma ho in preparazione qualche selezione che permetta di crearsi una panoramica sui diversi stili, volevo anche farne una firmata Franco Ziliani, ma dopo questo articolo ci devo pensare 🙂

  3. Sono contenta di condividere il benvenuto a Doyuowine. Lo stile del sito mi sembra centrato e molto corrispondente alla nuova generazione di appassionati.
    Alessandro Morichetti è cresciuto. Il suo blog aggiunge e completa senza strafare, con un linguaggio adatto.
    In bocca al lupo!

  4. Non sono d’accordo su:
    “A loro e ad altri siti di vendita on line ho sempre considerato mancasse qualcosa che potesse in qualche modo attirare il consumatore, ovverosia quello che l’enotecaro non virtuale ma in carne ed ossa è sempre in grado di assicurare, il racconto sul vino, sul produttore, quel quid, frutto di una conoscenza effettiva ed esperienziale, capace di suggestionare e colpire il potenziale acquirente, di indurlo, per curiosità, perché colpito da qualche dettaglio riferito, a scegliere proprio quel prodotto”

    Secondo me il settore dell’ecommerce di vino in Italia è totalmente sottostimato.
    Il prodotto vino è perfetto per essere acquistato online: non presenta problemi di prova e acquista come nell’abbigliamento, riesce ad offrire prezzi spesso competitivi grazie anche in alcuni casi a gruppi di acquisto, l’etichetta parla da sè non serve sapere altro .

    Su questo ultimo punto dovrebbe far la differenza l’enotecaro, ma: MA: quanti enotecari bravi ci sono? Il mio sicuramente lo è , ma diciamo per un appassionato come me (che beve una diecina di vini mai provati prima ogni mese da qualche annetto) quale miglior fonte se non una enoteca on line dove trovare ad esempio etichette non facilmente reperibili in prossimità?

    Faccio un esempio
    1. Leggi del Syrah di Stefano Amerighi e ti incuriosisci
    2. Ri-leggi dello stesso vino la settimana dopo da altra fonte e decidi di provare
    3. Trovi online il rivenditore che te lo spedisce, ci metti dentro quel fiano che hai in cantina ma male non fa averne un altro e lo hai trovato ad un prezzo che mai l’avevo trovato
    4. Ricevi e confermi che il Syrah di Stefano Amerighi è un gran vino, hai sfruttato un canale con prezzi concorrenziali, hai conosciuto un nuovo produttore, what else?

    Daniele

  5. Pingback: Doyouwine, l'evoluzione della specie |

    • le citazioni hanno senso quando sono corrette. Bastava leggere l’articolo ed il blog per capire che la persona citata non c’entrava nulla…

  6. Mi fa piacere leggere di una recensione così entusiasta di un ecommerce realizzato, davvero bene, da un’agenzia che conosco e stimo da tempo, l’impatto grafico e l’usabilità di doyouwine sono davvero degni di nota.

    Noto però, che a fronte di un buon numero di enoteche online, non sono molte le cantine che si affacciano direttamente al mondo dell’ecommerce… cosa ne pensi di questo canale?

    Secondo te sono maggiori i vantaggi portati dal fatto di acquistare direttamente dal produttore (contatto diretto, prezzo, presentazione più completa e “emotiva” dell’azienda), oppure risulta penalizzante il fatto di non poter usufruire, ovviamente, di una vasta gamma?

    Inoltre mi piacerebbe conoscere anche una tua opinione su questo nuovo ecommerce, che ho realizzato proprio per una cantina di Barolo:
    http://wineshop.borgognoseriobattista.it/

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