Così parlò Brunello Vespa: “spumanti” italiani più longevi dello Champagne

Istruttivo, diciamo così, apprendere, da una cronaca di Francesca Ciancio, pubblicata sul sito Internet del Gambero rosso, che la presentazione di un volume che in una rassegna professionale seria nessuno avrebbe mai pensato di organizzare ha fatto registrare un pienone. Non solo di curiosi, attratti dalla presenza contemporanea di due noti personaggi televisivi, autori del libro che veniva presentati, ma, cosa ben più grave, di celebri produttori di vino, che immaginavamo interessati a cose ben più serie che il “vernissage” de “Vino e Cucina” scritto a quattro mani da Bruno Vespa e Antonella Clerici.
Un libro che presenta 100 ricette scelte dalla presentatrice della Prova del cuoco con 200 vini in abbinamenti scelti dal presentatore di Porta a Porta. Ammesso e non concesso che possa risultare di un qualche interesse un libro del genere, la consueta operazione di marketing, visto che è edito congiuntamente da Mondadori – Rai Eri, e non potendo giudicare la congruità degli abbinamenti scelti dal “Brunello” televisivo (pur essendo pronto a scommettere che le aziende storicamente “amiche” di Vespa ci saranno tutte) mi chiedo come diavolo si faccia a prendere sul serio un presunto “esperto” di vino che secondo il resoconto della Ciancio avrebbe inanellato una serie di “perle” del genere: “Il vignaiolo è un uomo non banale. Tutte le mattine apre la finestra e guarda il cielo”; “Il vino è anche sofferenza: l’industriale come il contadino penano per le stesse ansie”; “I vini di oggi sono meno ingessanti e intimidenti”.
E capolavoro finale: “Sono convinto che,  a parità di bottiglie senza annata, gli spumanti italiani danno parecchio filo da torcere alle bollicine francesi. Tra una vecchia bolla italiana e una francese, scelgo, senza dubbio la prima; regge meglio il tempo”.
A parte la clamorosa dimostrazione di ignoranza (enoica) che Vespa dà chiamando “spumanti” quelli che si desume debbano essere dei metodo classico, chi vuole provare ad informare “l’esperto di vino” abruzzese che mentre è storia diffusa che si bevano Champagne millesimati, grandi cuvée de prestige, con decenni di storia, e che questi abbiano un mercato, anche se riservato ad un pubblico di happy few appassionati, non risulta che nel mondo ci siano grandi appassionati di “méthode champenoise” che si contendano bottiglie di venti, trenta e più anni dei nostri metodo classico?
E poi, ma dove sta scritto che i nostri “spumanti”, come li chiama Vespa reggono meglio il tempo degli Champagne? Va bene tenersi buoni e blandire alcuni influenti produttori italiani di metodo classico, ma doveva proprio farlo dimostrando, una volta di più, la sua singolare “competenza” sul vino?

8 pensieri su “Così parlò Brunello Vespa: “spumanti” italiani più longevi dello Champagne

  1. Tutto questo il conte Mascetti catalogava sotto la voce antani…. peccato che a ben guardare questo sia un servizio pubblico, o parte di esso ci meritiamo di avere.
    Meglio la lambretta della vespa, a parità di condizione la prima ne spara meno e più piccine della seconda.
    E a un caro saluto a Francesca Ciancio non si rinuncia mai e ne colgo l’occasione.

  2. è un paese alla deriva,che credibilità possiamo avere,quando le bandiere del
    giornalismo dicono delle cose così sensate: kilometri Zero = credibilità Zero.

  3. Caro Franco,
    hai ragione alla presentazione c`erano anche alcuni produttori miei amici che mi hanno raccontato…
    Purtroppo questa e la fotocopia del tempo in cui viviamo, se sei un personaggio famoso puoi permetterti di parlare di quello che vuoi.
    RB

  4. Purtroppo il duo delle meraviglie puo’ farsi la pipì addosso : ci saranno persone che diranno che si tratta di sudore. (Marta Marzotto)

  5. Caro Franco, lui se ne intende di vino come di politica e quindi tiene buoni produttori e politici. E tu Franco tienici sempre informati su questi personaggi.Grazie

  6. non confonderei il mercato con la verita’ dei fatti, soprattutto in questi tempi. La radice di mercato e’ la stessa di Mercurio, dio della rappresentazione e della falsificazione. E i francesi sono campioni in questo, al contrario di noi …

  7. Noo, basta!!! ho dovuto buttare la tv nel cassonetto per potermi liberare di personaggi come questi due “tuttologi” onnipresenti e invadenti, e adesso me li ritrovo anche qui. Capisco che lei sig. Ziliani, senta il dovere morale di screditarli, ma spero prorpio che non ce ne sia più la necessità in futuro.

    • io non scredito nessuno: trovo allucinante che al Vinitaly fior di noti produttori abbiano trovato il tempo per andare alla presentazione del libercolo del potente Vespa, come se dovessero rendere omaggio al potente di turno…

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