Grappa Aspromonte: pura autenticità. Antiche tradizioni calabresi da difendere

La nostra inviata speciale in UK, Giuseppina “Giusy” Andreacchio, non dimentica mai, anche vivendo in una delle più cosmopolite metropoli mondiali, London, le proprie radici calabresi e la provenienza dalla zona di Reggio Calabria.
Appena può parlare dei prodotti della propria terra e fare in modo di farli conoscere e apprezzare agli appassionati di wine, spirit & food britannici, lo fa con trasparente amore e con una passione veramente contagiosa.
E’ il caso, come si legge in questo articolo, delle grappe, alla liquirizia, alla ruta e inevitabilmente, al bergamotto e al peperoncino, prodotte con antica ricetta e fortissimo legame alla tradizione da una piccola distilleria condotta da un anziano signore senza eredi. Il cui futuro, se ci sarà, dipende non da qualche giovane calabrese, bensì… Beh, lo scoprirete leggendo… Buona lettura!
“Prima di lasciare il mondo dei distillati e tornare al vino, sento l’obbligo morale di descrivere una visita presso una distilleria dell’area del Reggino da dove provengo. Sebbene ciò avvenne nel periodo natalizio, le sensazioni e le immagini sono ancora nitide e vivide nella mia mente tanto e’ stato il divertimento e soprattutto perché ad accompagnarmi in quella visita é stato il mio papà.
Per capire il processo della distillazione, volevo visitare la più recente distilleria calabrese, quella dei fratelli Caffo a Limbadi (VV), fautori di uno dei miei piu’ preferiti liquori alle erbe calabresi (segretissima la ricetta!) dal nome Vecchio Amaro del Capo, che di amaro però ha solo il nome. Essendo essa chiusa per ferie, iniziai a fare un giro di telefonate delle aziende numerose che producono liquori per verificare se conoscessero nella mia zona una distilleria e alla terza telefonata, una gentile signora mi indicò una piccola distilleria di Grappa a Seminara, piccolissimo centro vicino a Palmi.
Quindi io e mio padre ci avventurammo alla ricerca della distilleria nel piccolissimo borgo e ad aspettarci trovammo il signor Antonino La Scala, un anziano signore, molto simpatico ed aperto, esperto di distillazione della grappa e appartenente ad una famiglia che da quattro generazioni si diletta nel fare di questa passione il proprio lavoro.
L’ufficio, piccolo e colmo di bottiglie di varia dimensione, colore e diverse etichette, alcune con l’immagine della Calabria in rilievo, sapeva di forte odore di alcol e su un tavolo, per libera degustazione, le varie grappe distillate da questo signore che, anche se ormai da solo, continua imperterrito a fare della distillazione la sua piena attività.
Le varie grappe mi sono state servite da una coppia di giovani polacchi, istruiti e che di distillazione hanno una buona infarinatura per tradizione, e ho iniziato a parlare con loro della difficoltà di trovare lavoro nel loro Paese e dello sfruttamento al quale sono sottoposti in Calabria dove il loro impiego consiste nel raccogliere le olive e le arance ma la retribuzione é a dir poco ridicola.
Mi parlano in un buon italiano e il signor La Scala mi ha riferito che, che nessun giovane calabrese é interessato ad un impiego presso la sua azienda, sebbene egli fosse disposto ad insegnare il suo mestiere a qualche giovane del luogo, pertanto sono loro a dargli una mano nei periodi di attività.

Sono partita dalla grappa base, chiamata appunto ‘Aspromonte’ e da quelle in cui varie piante sono macerate per circa 24 ore alla grappa base, dando origine alle varietà: grappa alla liquirizia, grappa al bergamotto, grappa alla ruta e grappa al peperoncino.
Dopo un breve accenno alle grappe, io e mio padre siamo stati accompagnati nel garage adiacente all’ufficio dove avviene la produzione. Il metodo di produzione questa volta é alambicco a distillazione continua che é un processo continuativo dove le vinacce vengono caricate solo una volta e si basa sul principio dello scambio di temperatura.
Le vinacce vengono immesse nell’alambicco, dentro una serpentina nella colonna chiamata rettificatrice, qui incontrano il vapore che sale dal basso e il liquido ancora freddo, attraverso una pompa, viene letteralmente spruzzato nella colonna detta analizzatrice dove incontra il vapore che sale dal basso.
Questa volta pero’ non ne rimane immune: infatti il liquido viene purificato dal metanolo e dalle altre sostanze nocive e solo la parte buona e gli esteri vengono indirizzati di nuovo nel rettificatore dove i vapori salgono nei vari livelli e sarà il distillatore a decidere a quale piatto far condensare il vapore (cuore) che diventa cosi’ il distillato.
Più alta la colonna, più neutro sarà il prodotto, perché meno numerosi sono gli esteri. L’alambicco continuo é facile da utilizzare e richiede meno presenza da parte del produttore, rispetto all’alambicco discontinuo descritto in precedenza. La grappa non vede legno ma viene lasciata in vasche d’acciaio per un certo periodo, prima di andare in bottiglia.
Il signor La Scala col suo fare dinamico e coinvolgente è riuscito a farmi capire bene il processo e poi è passato a mostrarmi un vecchissimo alambicco e un misuratore di alcol che suo padre acquistò a Conegliano, nel passato. Oggetti di valore a dir poco inestimabile!
Mi ha poi raccontato con orgoglio di quando era piccolo e suo nonno lo portava nella distilleria: era un gioco per lui ma quella passione si tramutò presto nel suo lavoro facendolo passare da generazione in generazione e oggi il signor Antonino vorrebbe fare in modo che questa attività familiare non morisse.
La signora polacca a questo punto mi ha versato la grappa e le note floreali, profumatissime sono arrivate forti al mio naso. Sarà perché il Greco di Bianco é il principale protagonista? Sicuramente, ed io di questo quasi raro vitigno sono una fan accanita, sebbene almeno otto varietà locali sono utilizzate per produrre questa grappa.
Al naso, dunque, forti sentori di fiori d’arancio, arancia, uva, ciliegie, mandorle, frutta matura, note vegetali, terra, spezie. Al palato si spiegano e si aprono le note di fiori e frutta, insieme a una dose di fumo, tannini leggeri, erbe secche, fieno bagnato, spezie dolci, pepe nero, legno fresco e la rotondità si fa sentire in bocca unitamente alla sua oleosità.
L’alcol ben integrato e il finale persistente completano la complessità dei componenti che declinano verso un finale avvolgente, con effetto di legno e fumo rendendo questa grappa un distillato rotondo, pieno, complesso e lontano dalla solita unidimensionalità delle grappe in commercio.
Al primo sorso mio padre, che la grappa la apprezza, fa un cenno di piacere e questo contribuisce a darmi ragione sulla squisitezza del prodotto. La grappa alla ruta e’ stata una sorpresa in quanto abbina alle caratteristiche sopra elencate, gli elementi erbacei che ne fanno un perfetto digestivo. Ruta Graveolens L. viene usata come un pregiato digestivo e il signor La Scala la fa crescere amorevolmente nel suo giardino dove essa nasce spontaneamente…
A seguire la grappa al bergamotto che considero il nostro orgoglio ‘calabrese’. Il bergamotto, agrume dalla forma sferica e dal colore verde brillante, cresciuto nel bacino del mediterraneo soltanto, é usato in profumeria e nell’industria alimentare e dolciaria e la Calabria detiene il 90% della produzione mondiale.
E’ stato da poco innalzato alle glorie della DOP e il suo aroma mi ha accompagnato da sempre, da quando mio nonno era solito regalarmi i profumini venduti da un’azienda di prodotti al bergamotto posizionata sulla collina di San Giorgio Morgeto (RC) e il pregiato liquore era, a casa mia, offerto solo agli ospiti più stimati.
E infine la grappa alla liquirizia, con gusto pieno ed armonioso, prodotto dalle radici che germogliano naturalmente sulle coste calabresi del versante Jonico, anch’essa depositaria di poteri digestivi. Non poteva mancare la grappa al peperoncino che io per quanto sia calabrese e adori il gusto del piccante, non sono riuscita a mandare giù. Questa e’ roba da uomini audaci e compie bene il suo compito dopo un lauto pasto calabrese! La visita e’ durata un bel paio d’ore, tanto interessanti trovavo le storie raccontate dal signor La Scala e la sua profonda conoscenza del territorio e dei produttori calabresi dai quali acquista le vinacce.

La sua grinta e determinazione e’ venuta fuori quando mi ha raccontato che nel 2008 una rivista, Food Industria, a pagina 50 del numero 9/2008 pubblicò un articolo sulla prima grappa prodotta in Calabria da ‘vinacce di uva Gaglioppo, Greco, Mantonico e Malvasia’ attribuendone la potestà a 2 aziende calabresi ben note, ma arrivò tempestivamente la contestazione da parte del signor La Scala e la rivista si vide costretta a rettificare, riportando che ‘il signor La Scala precisa, invece, che la prima grappa con queste caratteristiche, prodotta in Calabria, e’ stata distillata nella sua azienda, che da circa un secolo opera nel settore’ e a scusarsi pubblicamente coi suoi lettori.
Quanta grinta, orgoglio, determinazione, passione alimenta l’animo di questo anziano signore… Una sola cosa mi rattrista e mi fa riflettere molto: perché nessun giovane calabrese si rimbocca le maniche e fa in modo che queste tradizioni non vengano perse e possano essere invece fonte di guadagno in Italia e all’estero?
La grappa del signor La Scala é stata personalmente da me fatta passare al vaglio di conoscitori, persone esperte e chef calabresi di un certo livello  a Londra, e da quella grappa, pura ed autentica, sono rimasti estremamente affascinati…
Spero ci siano ancora tante altre bottiglie di questo delizioso e prezioso elisir, prodotte da un uomo gioviale e di saggia esperienza, come Antonino La Scala”.
Giuseppina Andreacchio

Per Informazioni:
Distilleria La Scala Antonino
C/so Barlaam,5
Seminara  (RC)
tel.0966-317264

3 pensieri su “Grappa Aspromonte: pura autenticità. Antiche tradizioni calabresi da difendere

  1. Ho appreso poco fa tristemente della scomparsa di Antonino La Scala a causa di un incidente stradale. Mi resta di lui un bellissimo ricordo e sono felice di averlo conosciuto. RIP.

  2. ho conosciuto il sig Lascala nei primi anni 80 il primo fornitore di liquori tipici
    nella mia enoteca a Tropea………….
    grande uomo

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