Bindocci nuovo presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino

Un’elezione nel segno della continuità

Felicemente impegnato in Puglia in una riuscitissima edizione di Radici del Sud la scorsa settimana non avevo ritenuto opportuno, considerandola una notizia di scarso rilievo, dedicare spazio alla comunicazione che il Presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino, il cavaliere del lavoro Ezio Rivella, classe 1933, aveva dato le dimissioni dal suo incarico. Dimissioni che erano state prontamente accettate.
Personalmente considero la presidenza dell’ex Presidente del Comitato Nazionale Vini Doc, dell’Unione Italiana ed Internazionale degli Enologi e dell’Unione Italiana Vini, nonché per molti anni amministratore delegato di Villa Banfi una delle pagine meno esaltanti della storia del Consorzio che tutela uno dei vini italiani più famosi nel mondo, ed il punto finale di un declino, d’immagine e di prestigio, del più importante dei vini a base Sangiovese prodotti nel mondo, iniziato nel 2008, con lo scoppio del fragoroso scandalo di Brunellopoli.
Non mi fa né caldo né freddo che Rivella, che si è dimesso dall’incarico di presidente ma continua a far parte del Consiglio di amministrazione del Consorzio, giudichi la propria esperienza “estremamente positiva” augurandosi “che questi anni trascorsi come Presidente siano giudicati in modo positivo  e che sia stato in grado di interpretare al meglio il mandato ricevuto dal Consiglio”.
Libero di pensare di lasciare “un Consorzio forte come dimostrano i dati di mercato, il miglioramento di immagine dei nostri vini”. Non credo proprio che nessuno rimpiangerà né tantomeno giudicherà positiva la presidenza Rivella, durante la quale le grandi aziende hanno rialzato la testa e provato a far sentire ancora più forte la loro influenza ed il loro potere, e si è ancora provato a cambiare le regole del gioco facendo diventare il Rosso di Montalcino una sorta di Sant’Antimo o Super Tuscan.
Credo anche che non sarebbe interessante o significativo dare la notizia del passaggio della presidenza da Rivella al presidente uscente della commissione tecnica Fabrizio Bindocci, che fu vicepresidente nel corso della presidenza di Filippo Fanti (in anni in cui a Montalcino succedeva di tutto come il triennio 1998 – 2000), se non avessi letto nel comunicato stampa relativo alla nuova nomina che figura nel sito Internet del Consorzio del Brunello, alcune parole, che non mi sembrano solo di circostanza o di cortesia, pronunciate dal neo eletto, 57 anni, dal 1976 impegnato in un’azienda molto rilevante per il tessuto produttivo ilcinese come Il Poggione.
Bindocci ha dichiarato: “Innanzitutto desidero ringraziare Ezio Rivella non solo per i risultati importanti raggiunti sotto il suo mandato ma soprattutto perchè con il suo profilo e competenza ha contribuito a mantenere vincente l’immagine del Brunello e del suo territorio nel mondo.
Oggi il Brunello ed il Rosso di Montalcino stanno andando molto bene sul mercato, in modo particolare su quello internazionale. Dobbiamo consolidare questo trend positivo agendo in modo integrato su tutti i versanti: produzione, promozione, distribuzione e commercializzazione.
Un traguardo che solo facendo sistema, unendo tutte le forze del territorio, si può raggiungere. La votazione di quest’oggi va letta proprio in questo senso, nel segno della continuità rispetto a scelte che hanno portato risultati veramente apprezzabili in un momento non certo facile in tutti i settori. La sfida è importante anche perché nei prossimi anni si decide il futuro della nostra presenza in mercati molto importanti come quelli emergenti”.
Comprensibile che il neo presidente, che ha attivamente collaborato con il presidente del Consorzio uscente, riservi espressioni cortesi a Rivella. Meno comprensibile, anzi preoccupante, il ringraziamento a Rivella per i risultati (quali?) raggiunti sotto il suo mandato, grazie al suo “profilo e competenza” (sic!…) e inquietante l’affermazione, che suona come una rassicurazione per quelle grandi aziende che hanno “benedetto” questa elezione, del “segno della continuità” sotto il quale si pone la presidenza Bindocci.
Che nel corso delle discussioni che precedettero le elezioni dello scorso 7 settembre relative all’ipotizzato cambio di disciplinare del Rosso si “distinse” dichiarandosi a favore o quantomeno non contrario all’iniezione di una quota di uve bordolesi, e dichiarò a Decanter che “Montalcino aveva perso una grande opportunità per avere due Rosso che avrebbero soddisatto tutti i mercati”.
Dimessosi Rivella e arrivato Bindocci al suo posto dunque non cambierà nulla. Ecco perché non penso che ci sia nulla di buono di cui esultare per questo cambio ai vertici del Consorzio del Brunello. E che non esistano motivi per ben sperare per il futuro del grande vino massima espressione del Sangiovese.

6 pensieri su “Bindocci nuovo presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino

  1. Beh, dopo quanto ho visto e sentito ultimamente da quella sedia non posso che essere felice dal ritorno agli educati, pacati e forse un pò ipocriti (in senso buono) costumi toscani. Elogiare i dipartiti è buona pratica, tanto non ci saranno più per cui perchè sprecare fiato a ricordarne gli errori? Quanto a Fabrizio Bindocci, ricordo quanto mi disse l’amico Gioberto Zannoni della Fortuna, uno che Montalcino lo conosce molto, ma molto bene; di chiacchiere se ne fanno tante, ma per sapere uno con chi sta io assaggio il suo Brunello. E che il Poggione sia un vero sangiovese e un vero Brunello (di quelli buoni) non ci sono dubbi.

    • mai messo in dubbio la bontà e l’autenticità dei Brunello del Poggione Stefano, ma non ho mai capito la svolta aperturista di Bindocci a favore di un Rosso santantimizzato… Ecco perché non posso di certo gioire per la nomina di chi plaude al lavoro fatto da Rivella e dichiara di voler proseguirne, in spirito di continuità, il lavoro

  2. Non l’ho capita nemmeno io, ma non posso dimenticare di averlo avuto accanto in tutte le battaglie per il Brunello, fin da quando eravamo in quattro gatti ed era davvero rischioso schierarsi.

  3. Nella logica dei milioni di pezzi da vendere, insieme a ventilare ogni volta un cambio di disciplinare su di un vino apprezzato e conosciuto ovunque per bordolesizzarlo, Montalcino ne scapperà sempre con le ossa ammaccate.
    Serve chiarezza, coerenza e soprattutto tanta modestia e ripensare a dove nasce il tutto.
    Nel campo.

  4. Auguri al mio vicino Fabrizio Bindocci: ne avrà bisogno nei prossimi 11 mesi. Vi è una questione assai importante che dovrà affrontare il nuovo Presidente: le modifiche allo Statuto del Consorzio contemplate dall’articolo 17 del Decreto Legislativo 8 Aprile 2010, n. 61. L’argomento era all’ordine del giorno del Consiglio del 14 giugno. Chissà se è stato trattato?
    Si tratta di una materia importante per il futuro del nostro territorio e del ruolo che il Consorzio giocherà o meno nella tutela e salvaguardia della denominazione Brunello di Montalcino.
    Certamente è preoccupante vedere come questa importante riforma statutaria si stia dilungando a Montalcino. Altri Consorzi hanno già realizzato la riforma e noi siamo in ritardo anche rispetto alla consuetudine che ci vedeva sempre tra i primi a realizzare gli adeguamenti. Il punto principale della riforma riguarda la decisione se desideriamo o meno esercitare le funzioni Erga Omnes, cioè le funzioni di vigilanza, tutela e salvaguardia del nostro marchio collettivo nei confronti di TUTTI i soggetti della Denominazione così come contemplato dal comma 4 dell’articolo 17. Svolgere le funzioni di Erga Omnes consentirà tra l’altro al nostro Consorzio di accedere ai finanziamenti che consentiranno di veramente svolgere il ruolo efficacemente. Non essendo in Consiglio, non capisco come mai questo ritardo nel attuare questa riforma. Mi sorge il dubbio che vi sia qualche opposizione a tale riforma.
    Spero che il nuovo Presidente si faccia carico della questione e convochi al più presto un’assemblea Straordinaria per sottoporre la questione ai Soci. La questione, a mio avviso, è troppo importante per non essere rimessa all’Assemblea sovrana.
    Auguri Presidente

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