Ecco perché non aggiorno Vino al vino – 2. A proposito di una foto “proibita”

Ho già espresso, in questo post, alcuni dei motivi che mi stanno inducendo in questo periodo a non occuparmi, a non aggiornare, forse anche perché dopo sei anni di vita ha esaurito la propria forza propulsiva e le proprie ragioni, Vino al vino.
Le ragioni sono queste, ma ce n’è anche un’altra, una vicenda personale che, scusate il francesismo, mi ha fatto e mi sta facendo parecchio “incazzare”. In breve l’accaduto e perdonatemi se, per comprensibili motivi, farò riferimenti generici alla vicenda.
Tre anni fa ho pubblicato su questo blog a ricordo di un illustre personaggio del mondo del vino di cui quel giorno ricorreva l’anniversario della scomparsa un post.
Il testo era corredato da una bella fotografia di questo celeberrimo personaggio che avevo trovato sul Web via Google. La foto era stata scattata da un fotografo, del quale per correttezza avevo riportato il nome. Non avevo contattato il fotografo per chiedere il permesso di riprodurla, ma trattandosi della pubblicazione su questo blog (di un post che con ogni probabilità sarebbe stato letto solo quel giorno, pur restando, come tutti gli altri testi, nell’archivio di Vino al vino) e non sul Corriere della Sera, avevo pensato che la pubblicazione con tanto di citazione (e di complimenti, doverosi) all’autore, fosse prassi corretta.
Mi sbagliavo. Tre anni dopo, ai primi di maggio, ho ricevuto una mail nella quale l’autore dell’immagine da me riprodotta, un bravo fotografo professionista, autore di molte immagini e ritratti anche di personaggi celebri, mi accusava di non aver rispettato le norme del diritto d’autore per la pubblicazione della sua foto e mi proponeva un accordo in via bonaria, ovvero di pagargli 1500 euro più Iva per chiudere, senza adire a vie legali, la vicenda.
Ovviamente non ho accolto la richiesta e ho controproposto, dopo aver fatto le mie scuse e aver fatto notare che Vino al vino era un piccolo blog del vino e non un grande quotidiano, di eliminare subito la foto (cosa che ho immediatamente fatto) dal blog e di pubblicare un post di pubbliche scuse per l’uso improprio della sua fotografia.
Questo non è bastato al fotografo in oggetto, come pure la mia proposta di riconoscergli, tanto per chiudere la vicenda e non finire ad avvocati, una cifra simbolica di qualche centinaio di euro (ben superiore ai 120 euro riconosciuti dal Corriere della Sera ad un wine blogger italiano, Alessandro Morichetti, per l’uso non autorizzato di una sua foto).
Morale della favola, una decina di giorni orsono ho ricevuto una citazione in giudizio dove il fotografo (tramite il suo avvocato) chiede a titolo di risarcimento per l’uso improprio e non autorizzato della sua opera fotografica la bellezza, tenetevi forte, di 3500 euro più Iva. Più il calcolo degli interessi (circa 400 altri euro) maturati in tre anni di pubblicazione della sua foto sul mio blog.
Di fronte a queste cose capirete come caschino le braccia e passi completamente la voglia di aggiornare il blog e di correre altri rischi del genere.
Perché un conto, in fondo faceva parte del “gioco” avendo scelto di fare informazione indipendente, era ricevere lettere di avvocati di note aziende di Montalcino che minacciavano o chiedevano tout court il pagamento di centinaia di migliaia di euro per danni per quanto avevo pubblicato sulla vicenda dello scandalo del Brunello (do you remember?).
E un conto è vedersi richiedere qualche migliaia di euro, oltre alle spese che dovrò sostenere per il mio avvocato e per pagare le spese legali se perderò la causa, per aver pubblicato senza autorizzazione una bellissima foto su Vino al vino.
Lo so bene che formalmente ho sbagliato e che addirittura, come mi ha detto il mio legale, un grande appassionato di vino, lettore di questo blog, ho peggiorato le cose facendo una cosa che ritenevo erroneamente corretta, ovvero pubblicando il nome dell’autore della foto.
Ma, accidenti, est modus in rebus e chiedere di pagare quasi cinquemila euro (a conti fatti) per il semplice fatto di aver pubblicato, senza autorizzazione, una foto su un blog, mi sembra – e spero appaia anche al giudice quando a fine 2012 ci sarà l’udienza – costituisca una richiesta irreale. Anche se il fotografo in oggetto è un signor fotografo e le sue immagini sono delle opere d’arte.
Per questo motivo ho ben poca voglia di continuare ad aggiornare Vino al vino come se nulla fosse accaduto.
E se lo farò, d’ora in poi, per una forma di personale protesta, a meno che si tratti di foto scattate da me (per le quali non mi chiederò i diritti) o di immagini la cui eventuale pubblicazione sicuramente non mi causerà problemi, correderò il testo con questo quadrato nero. Nero proprio come il mio umore.

42 pensieri su “Ecco perché non aggiorno Vino al vino – 2. A proposito di una foto “proibita”

    • mi guardo bene dal definire così la cosa, ma é proprio quello che mi é accaduto. Ora capite perché mi passi la voglia di continuare ad aggiornare il blog…

  1. Ciao Franco, capisco e condivido la tua incazzatura. Non capisco perche lasci quest’essere nell’anonimato. Chi ti chiede una somma fantasmagorica non ha diritto anche alla privacy. Se non lo puoi dire in tante parole, avvertici di Non Utilizzare MAI una foto di “tizio.” Buon orecchio intende.

    • caro Kyle, non importa il nome di questa persona, che sta facendo quanto gli é consentito dalla legge non avendo io rispettato un suo legittimo diritto. A me interessava sollevare il caso e far notare come il buon senso oggi sia merce rarissima…

  2. Caro Franco, hai tutta la mia solidarietà. Ci troviamo in un mondo e in un momento pazzesco, se non avessi un bellissimo bambino che porta il nome di suo bisnonno e di tanti Colombini che hanno dato il loro meglio in queste terre me ne andrei di corsa.

  3. Caro Franco,

    ho letto tutti i commenti ai due ultimi post, commenti di persone che ti vogliono bene e ti stimano anche se alcuni di loro non ti conoscono personalmente. Vorrei aggiungere anche il mio.
    La conoscenza personale, nel senso di essersi visti, è stata brevissima. Sufficiente però per capire che dietro una penna così affilata nella sua onestà c’era una persona che veramente “ci crede” in quello che fa e in quello che scrive. Oltre a ciò, un palato raffinatissimo ed una passione autentica per il mondo del vino.
    E’ forse proprio cotanta passione che può aver portato a deprimerti riguardo al futuro di questo blog. Il mondo della comunicazione virtuale va con un passo molto più rapido di quello a cui noi over fifty siamo abituati. Questo spiazza. Ma spiazza ancora di più ritrovarsi sfortunati interpreti di una vicenda come quella che hai raccontato.
    Io spero che la fiducia ed il calore di quanti ti leggono possano aiutarti a prendere decisioni importanti con il cuore più leggero e a non farti sentire isolato.
    A questo aggiungo:
    come sai viaggio molto per lavoro e incontro molte persone del settore. Principalmente gente interessata all’aspetto economico del vino, ogni tanto anche qualche giornalista. Ci credi se ti dico che l’unico nome di giornalista italiano conosciuto al di fuori del generico “tre bicchieri guide” è il tuo?

    Con stima ed affetto sincero
    Raffaella

  4. Chiedere una cifra assurda è cosa normale, vedersela riconosciuta è altra faccenda . Molto difficilmente il giudice la accorderà anche perché non credo che tu abbia minimamente lucrato su tale immagine. Non me preoccuperei più di tanto. L’importante è che questo blog, uno tra i più seguiti se non il più seguito nel panorama vitivinicolo vada avanti con la verve di sempre.

    • grazie Carlo, speriamo tu abbia ragione, visto che l’unico uso (anche se formalmente improprio) che ho fatto di questa foto é la sua pubblicazione a corredo di quel post. E per questo non credo proprio, spero, che io debba pagare una cifra cotanta…

  5. Caro Franco,
    sono più che basito, esterrefatto, è proprio vero che la realtà, a volte può
    superare la fantasia.Ti auguro di trovare un giudice,che abbia buon senso.
    Non mollare, prenderai le tue rivincite,il tempo è medico Ti aiuterà a superare
    questo momento difficile e di smarrimento.

  6. Signor Ziliani, riguardo al caso della foto, non esprimo pareri, altri lo hanno ampliamente fatto sopra nella maniera corretta, e mi trovano senza alcun dubbio concorde. Per quello che riguarda il post precedente, che dire? Le avevo già espresso in precenza la mia stima di giovane lettore, novello del mondo del vino. Sicuramente non il parere di un esperto il mio, ma una cosa mi sento di dirla: come ha detto anche lei, il mondo del vino in internet corre veloce, ed i blog-siti con più autori sono un’importante realtà, spesso delle vere e proprie corazzate con gente brava dietro la tastiera. Io stesso non nascondo di essere un lettore regolare di uno di questi. Però….c’è un però…Sarà che sono appunto un novellino,o non so cos’altro, ma alcune volte fatico a star dietro alle mode, vini e cantine consigliate. E poi ci vuole un po’ per capire con quali autori hai affinità. Ho invece seguito molto spesso i suoi consigli, distillati con la giusta frequenza nel tempo, ed ho ancora qualche vino segnato, qualche cantina col segnalibro sulla guida perchè il tempo, la distanza o la disponibilità economica non sono mai abbastanza. Mi piacciono in qualsiasi ambito i cavalli di razza che vanno avanti col proprio istinto, senza svendersi. E questa caratteristica l’ho ritrovata nei suoi articoli, unita ad un rispetto rigoroso per i lettori, dimostrato anche nel suo mettere a nudo i suoi recenti problemi. Sperando che prima di tutto riesca a superare le angoscie che la affliggono, aspetto con ansia di rileggere i suoi scritti, che per quanto può valere considero tra i migliori del panorama italiano, e di brindare insieme ai miei amici con qualche nuova (per me) bottiglia consigliata da lei, come feci lo scorso anno con un ottimo nobile di montepulciano di cui aveva parlato quì. Dimenticavo, un’ultima cosa, se la passione per il vino è diventata per me una cosa “seria”, lo devo in buona parte anche a questo blog. Quindi mi piacerebbe davvero molto che lei continuasse ancora a lungo.
    Con stima ed affetto sincero
    Emanuele

  7. Caro Franco,
    sono rimasta sgomenta per quello che scrivi!
    Per promuovere i vini all’estero uso delle foto che trovo su Internet e se qualcuno non mette immediatamente le regole del loro uso che possa far qualsiasi persona……..sinceramente non saprei come regolarmi!
    OK, se su una foto che intendo pubblicare trovo i diritti di costo tot…..allora ci penso. Vado piuttosto a scattarla io che non sono l’ultima arrivata!
    La vicenda che ti ha toccato trovo che sia non solo assurda per i nostri tempi ma molto e …ripeto! Molto disonesta! Sei un personaggio noto ed allora qualcuno sta cercando di sfruttare questo lato. Lo trovo non solo disonesto ma anche controproducente verso la persona stessa. Credi che con la faccenda che ti ha messo “a terra” in questo modo (io non me lo immagino di trovarmi in una situazione simile) lui ci guadagni qualcosa!? Perderà il nome! Questo e’ più che garantito. Siamo in un periodo di crisi ed ognuno deve fare qualche rinuncia. Lui ci guadagnerà con te a fare il furbo! Ma fino a quanto!? Sappiamo benissimo cosa costano delle foto messe oltretutto su Internet.
    Tu l’hai usata …per scopi nobili. Questo mi sbalordisce! Dovrebbe dirti … GRAZIE!
    sinceramente
    Elisabeth

  8. Sono dispiaciuto per quello che Le e’ capitato ed esprimo la mia solidarieta’ come tanti lettori del blog e per non lasciarLa in depressiva solitudine vorrei sostenerLa non solo a parole ma con fatti concreti. Nel caso che fosse utile e praticabile, se tutti noi lettori del blog ci rendessimo disponibili per essere citati come testimoni a favore in udienza? Potrebbe essere un concreto supporto. Io sono pronto

  9. Sulla foto in questione concordo con Elisabeth e non aggiungo altro.
    Sul momento particolare posso solo dirti quello che ho sempre detto: nel mondo del vino, come ovunque, è necessario il pluralismo, una voce competente che faccia anche incazzare ma poi riflettere, che spegnere questa voce è come spegnere se stessi.
    Sappiamo tutti quel che è successo, il piccolo Assad del tastevin impartisce ukaze e vuole dividere il mondo in amici e nemici: non crede che il vino sia gioia e condivisione, discussione e incazzatura. Non crede che il web sia anche un luogo in cui si possano esprimere opinioni e critiche, confonde il giornalismo con la comunicazione aziendale.
    Molti confondono questi due aspetti così diversi.
    Che dirti ancora? Per scrivere di queste cose bisogna essere tonici e rilassati, non bisogna essere tanti, ma avere tante idee.
    In un altro momento difficile in cui annunciasti la voglia di smettere ti invitai a non farlo.
    Non posso che ripetere questo desiderio.
    Il mondo del vino ha bisogno di te, non tu del mondo del vino.
    Altrimenti resteranno solo i piccoli Assad del tastevin e i giovani si allontaneranno delusi come è avvenuto in altri campi.
    Tu hai un dovere verso di te ma anche verso chi ti segue. Ricordalo sempre.
    Un abbraccio

    • fulminante Luciano la tua definizione di “piccolo Assad del tastevin”! strepitosa…
      grazie a te e tutti gli altri amici intervenuti per le belle parole di solidarietà e sostegno

    • Caro Franco, dato il frullatore degli assaggi di questo periodo leggo solo ora gli ultimi post e mi unisco con convinzione agli appelli per incitarti a continuare. Come il buon vino maturi bene con l’età, e proprio ora che – mi pare – hai raggiunto un bell’equilibrio nei toni e nei contenuti della comunicazione mi sembrerebbe una perdita seria se smettessi. Signficherebbe ridurre la resistenza nazionale ai fessi, che nel web e fuori sono come sappiamo una cospicua maggioranza. Un saluto cordiale.

  10. Vorrei conoscere il nome del fotografo “di talento”, per pensarne ciò che si merita. Dato che ci sarà una causa, il nome salterà comunque fuori, perciò non avere remore…
    Nel mio piccolissimo ti autorizzo a usare senz’altro immagini e foto (che puoi trovare dove forse ricordi) che ti possano essere utili.
    Intanto, forza e coraggio: nel mondo del vino gli “yes-men” sono tanti, c’è bisogno di chi pensa con la propria testa e che non arretri dalle proprie idee.

  11. Caro Franco, come al solito hai tutta la mia solidarietà per questa situazione ai confini della realtà. Come scrive Stefano Cinelli Colombini, se non vi fossero legami importanti di famiglia e di amicizia, la soluzione più logica da praticare sarebbe la fuga da questo mondo di folli.
    Da appassionato fotografo, dilettante, ma con quasi 50 anni di esperienza, ho sempre messo gratuitamente a disposizione i miei scatti, a patto che si citasse la fonte.

  12. Caro Franco, per quanto riguarda la vicenda del fotografo, sono rimasto anch’io a bocca aperta quando ho letto questa notizia. Viviamo in un mondo in cui lo scambio delle informazioni — dei “media”, insomma, tutto il materiale “intellettuale”, sia le foto, sia le musiche, sia i post sui blog — ci unisce nella nostra umanità (pensa a tutte le volte che hanno ripreso le canzoni dei Nous Non Plus!). Il comportamento di questo ragazzo, come appunto osservano i miei sodali, è assurdo (ed è contro la natura dello spirito dell’internet e della blogosfera). È un caso, da parte di questo tipo, di protagonismo falso. Invece per quanto riguarda l’aggiornamento meno frequente del tuo blog, sappi che ti sono vicino in questo periodo difficile: ritengo sempre che tu sia il “Giuseppe Baretti” dell’enoblogosfera e, come sai bene, Vino al Vino è stato per me — come per tanti altri — un modello di scrittura e di osservazione vinosa. Senza la tua voce, la nostra rete non sarebbe completa. In solidarietà e con stima, Jeremy

  13. Zillians! si stavi in US of A te levaveno pure le mutanne, te levaveno…

    Detto ció visto che la pena deve essere proporzionale al danno, magari
    trovi un giudice spiritoso che condanna il fotografo a darti qualche compenso per la pubblicitá gratuita fatta traverso il tuo sito. Poi un’altra cosa: credo che chi subisca un torto abbia anche il dovere di reagire in tempi abbastanza veloci, al fine se non altro di limitare “il danno”. Fermi restando quindi il diritto d’autore, il sacrosanto copyright e compagnia bella, ma veramente il fotografo si é fatti sentire solo dopo tre anni ?? Se é cosí i casi sono due: o non se ne é accorto perché il tuo blog ( ahite! ) circola solo in una ristretta torcida enofila oppure non lo ha da subito ritenuto lesivo dei propri diritti. In tutti e due i casi si ha la conferma che il danno non potrá poi essere tanto grande, e quindi credo che te la caverai con pochi euro, vista anche la trasparenza del tuo incauto uso di proprietá ideale altrui.

    Su questo blog, che é casa tua, sentiamo ovviamente solo la tua campana.
    Il fotoleso fa sentire la sua per vie legali. Io se fossi in te il nome lo farei
    cosí proprio per la stessa chiarezza e trasparenza che ha sempre distinto
    il tuo blog. Poi siccome ami il vino ed il suo mondo fatti forte di tutta la solidarietá che stai ricevendo: in bocca al lupo e non ti fare abbattere da queste paparazzate.

  14. Caro Franco,
    cosa penso della vicenda dal punto di vista giuridico te l’ho già detto in privato e, come sai, un po’ me ne intendo. Per questo sono abbastanza in disaccordo con quanto scritto da molti prima di me, evidentemente non troppo ferrati in materia di diritto d’autore. Ciò non significa che la controparte riuscirà, in sede giudiziaria, ad ottenere tutto ciò che pretende, ma indubbiamente è una questione spinosa che dovrebbe far molto riflettere chi, me incluso, ha la tendenza a credere che tutto ciò che è sul web sia “gratis” e disponibile. Una moratoria si impone e, se non ex lege, verrà purtroppo imposta dai casi come il tuo.
    Non è tuttavia smettendo di scrivere che il problema verrà risolto, anzi: credo che la vicenda potrebbe e dovrebbe dare la stura a un’intesa tra i giornalisti attivi sul web per lo studio di una soluzione utile per tutti.
    A ciò mi rendo fin d’ora disponibile.
    In bocca al lupo, Stefano.

  15. Caro Franco
    La seguo spesso sul blog (anche se non ho mai scritto) e alle sue serate di degustazione quando viene dalle mie parti in Veneto. Mi permetto di scriverle che se smette con il blog, alla prima occasione che la trovo gliene dico quattro… Per quanto riguarda la causa invece, quest’uomo sarà un grande fotografo, ma un piccolo uomo solamente attaccato ai soldi!
    Buon lavoro e su col morale.

    • ricevo dal lettore Giorgio Cestari, a sua volta blogger con http://osservatoriodelvino.wordpress.com/
      questa proposta, con la preghiera di pubblicarla come commento.
      Ringrazio per questa idea, ma ovviamente non sta a ma dire qualsiasi cosa…

      “Ho anch’io un (minuscolo) blog ma sono abbastanza esperto di diritto e per questo non pubblico mai fotografie prese da internet. Pubblico quelle che faccio personalmente anche se non sono mai opere d’arte.
      La legge è dura, ahimè.
      La giustizia italiana è sempre imperscrutabile però temo che la speranza di trovare un giudice di spirito eccetera, come hanno detto altri commentatori non sia molto fondata: il giudice deve applicare la legge.
      Tuttavia anch’io leggo volentieri Vino al Vino e mi spiacerebbe una sua diminuzione.
      Per questo, se la causa dovesse andare male, io sono disposto a versare qualche soldo. In fondo Vino al Vino l’ho sempre letto gratis e non mi dispiacerebbe sostenere (anche economicamente dunque, in una misura ragionevole) la sua continuazione. Se altri lettori (disinteressati naturalmente) di quelli che hanno dimostrato solidarietà, fossero disposti a metterci, ad esempio, 10 euro, la cosa sarebbe affrontabile con serenità. Non è una questione di dignità, è chiaro che Lei sicuramente può fronteggiare una spesa di 3500 euro, ma la cosa che sta capitando è talmente ingiusta che mi sembrerebbe altrettanto ingiusto non proporLe un concreto aiuto.
      Un cordiale saluto, Giorgio”

      • Finalmente un idea brillante e concreta! La condivido pienamente. Bel pensiero gentile Giorgio.
        Anch’io mi sento in dovere di contribuire alla continuazione di Vino al vino che le eccellenti informazioni ho sfruttato gratuitamente non solo per il piacere della lettura scritta da un grande professionista ma mi ha dato possibilità di imparare molto in questo settore del vino, che mi ha aiutato nel mio lavoro.

  16. Caro Franco,
    Sono veramente sconcertata da questa vicenda,l’atteggiamento di questo fotografo devi farci riflettere é lo specchio di uno stato che stanno mettendo in ginocchio,questo professionista involontariamente ne ha fatto una fotografia di questo momento storico,forse qualche anno fa bastavano delle scuse e una stretta di mano per rimettere tutto a posto,ma oggi no il Dio denaro prima di qualsiasi cosa.Confido nel buon senso di questo professionista e spero vivamente che ritiri le sue accuse,perché la vita é imprevedibile a volte sei incudine a volte martello…..il dialogo dovrebbe essere una sana soluzione.

  17. Ziliani non ci provi nemmeno a pensare di non aggiornare più il suo blog!
    Concordo con Giorgio Cestari, la seguo da anni e sempre gratis.
    Le devo inoltre mille belle figure fatte su tavoli di amici!
    Quindi pubblichi ‘sto IBAN e tutti noi, che le siamo riconoscenti, siamo certi che al raggiungimento della cifra ci dirà un bel ‘Basta Grazie’

  18. appoggio la proposta di Giorgio. Credo che larga parte dei lettori di questo blog saranno disponibili a fare quello che ha indicato. Un sostegno fattivo, con i fatti e non a parole, a questo blog cui siamo affezionati.

  19. Non sono riuscita a capire finora di che foto si tratta e (soprattutto) quale fotografo.
    Immagino che la controversia passerà attraverso un tentativo di conciliazione (ora obbligatorio). Potrebbe essere un’opportunità. Non conoscendo il fotografo e il contorno della contesa, bisogna vedere che tipo di diritti può accampare, dopo tre anni. (Gli hai implicitamente ‘sottratto’ valore? Di contro, quanto ‘vale’ la pubblicazione sul tuo sito?).

  20. Pingback: IN SOSTEGNO A FRANCO ZILIANI – VINO AL VINO « osservatorio del vino

  21. Mah, piú che sostegno a Ziliani é il sostegno alla decenza: nessuno mette in dubbio il diritto d’autore del fotografo ma credo che nel campo giuridico esista oltre il concetto di passivitá, giá esposto, anche quello di “continenza”: sono sicuro che il giudice saprá valutare la cosa sia secondo il dettato della legge ma anche secondo lo spirito della stessa. Io ci sto per una colletta: se questo poi dovesse essere il trampolino di lancio per un regolare abbonamento annuale al “Vino al Vino” mi starebbe anche bene.

  22. Franco, come puoi ben vedere, gli “aficionados” di VinoalVino sono sicuramente più della decina da te “paventata”… 🙂
    Per quanto mi riguarda, nonostante l’accresciuto impegno familiare (peraltro piacevolissimo…), le visite al sito sono sempre costanti, e proprio per questo mi chiedevo il motivo di questo notevole…rallentamento.
    E trovo anche che l’idea di un “contributo” di solidarietà non sia da scartare, anzi proporrei, qualora tu lo volessi, di “girare” almeno una parte di questo eventuale contributo in beneficenza, proprio a sottolineare lo spirito corretto di una iniziativa del genere…
    Purtroppo quello che una volta si chiamava “buon senso”, o “senso della misura”, non esiste più, almeno non in tutte le persone. Evidentemente qualcuno spera di farsi pubblicità a spese di altri, o magari ha solo bisogno di rimpinguare le casse in questa maniera…”elegante”…?!?
    Per quello che può valere, hai tutta la mia solidarietà, Franco! 🙂

  23. Gentilissimo Signor Ziliani,essendo sicuro della sua buona fede,auspico,anzi,le auguro che questa vicenda venga analizzata da un Giudice molto sensibile e che tenga conto anche,da quanta stima lei riscontri nel mondo del vino.L’idea del Signor Giorgio Testari,mi sembra sensata,spero che lei la tenga in considerazione. Insomma,può capitare a tutti di scivolare in buona fede. Spero vivamente che questa vicenda si risolva senza gravi danni.La saluto cordialmente e tenga duro.

  24. In clamoroso ritardo, e me ne assumo tutta la responsabilità, ma solo ora ho avuto modo di leggermi un po’ dei tuoi purtroppo sempre più infrequenti post. E’ un periodo strano e difficile anche per me e non sto certo qui a lamentarmene.
    Posso solo dirti che anche io, temo, in passato più di una volta ho fatto come te, ho pubblicato delle foto d’autore citandolo. Fino ad ora non mi è accaduto nulla, ma ora che so mi guarderò bene in futuro da ripetere un simile errore.
    Se hai bisogno di supporto quando sarà il momento, io ci sono.
    Un abbraccio forte
    Roberto

  25. Ho aspettato un poco prima di intervenire su questo post.
    E ora forse sono in ritardo. Quasi off topic. O off time. La ragione è semplice: la situazione denunciata da Franco appartiene alla dimensione onirica dell’incredibile. E denuncia insieme i limiti della comunicazione in rete. Il paradosso della rete: ambito presunto e immaginato della libertà e, al contrario, luogo dove si consuma l’esercizio quotidiano e l’esperienza permanente del limite e del controllo. L’eterodirezione della rete che si affida a strumenti a volte elegantemente impeccabili e a volte meno (come in questo caso).
    Comunque, a parte tutto, caro Franco sono con te. E se, come suggerisce l’amico Primo Oratore, si decidesse di fare una colletta, io sarei pronto ad aderire. Sarebbe una bella provocazione, un bell’esempio della reattività di quel poco di rete che ancora cerca di muoversi in libertà,pur fra mille difficoltà e mille tranelli.
    Cosimo

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