In Trentino Docg in arrivo (forse) per una Doc lillipuziana

Clamorose notizie dal Trentino del vino.
Dal “cappello del mago”, come si apprende da un’intervista al quotidiano L’Adige rilasciata dall’immaginifico Assessore Provinciale all’Agricoltura Tiziano Mellarini al giornalista Tiziano Bianchi, intervista che potete leggere nell’allegato a questo post dell’ottimo Trentino wine blog, sta per uscire la prima – visto che del progetto per la denominazione d’origine con G aggiuntiva per il Trentino Vino Santo non si sono avute più notizie… – Docg della Provincia di Trento.
Pensate forse che si tratti del Teroldego, magari rivisitato nel disciplinare che oggi, oscenamente, contempla qualcosa come 170 quintali per ettaro? O forse del Trento Doc, che secondo questa “aggiornatissima” pagina del sito delle Strade del vino Trentino, sarebbe ancora, cosa che non è più da un paio di anni, “leader indiscusso (il 40%) della produzione totale nazionale dello spumante metodo classico”, con “oltre sette milioni di bottiglie (su 18 milioni di bottiglie totali)”?
Niente affatto, state sbagliando e dimenticando che nel Trentino del vino i percorsi lineari non sono contemplati e che per andare da Milano a Roma si preferisce passare prima da Genova o da Venezia.
Secondo il “progetto”, chiamiamolo così, dell’Assessore la prima Docg vinosa della terra del Marzemino e della Nosiola, sarebbe nientemeno che una denominazione, praticamente sconosciuta, anche nello stesso Trentino, che conta nientemeno che su 200 quintali di uva rivendicati a Doc, su un totale di 2000 prodotti tra Calliano e Besenello. L’aspirante Docg è il Trentino Doc Superiore Castel Beseno, o meglio ancora Moscato giallo di Castel Beseno.
Alzi la mano chi conosce questo vino, chi l’ha assaggiato, ma soprattutto chi pensa che con tanti vini (troppi) prodotti in Trentino questo seppur nobile Moscato giallo, che conta dalla vendemmia 2010 su una piccola Associazione volontaria di produttori, che si occupa della sua promozione, possa essere, parlo a livello simbolico, perché il passaggio dalla Doc alla Docg non cambia la vita ed il destino di un vino, semmai la complica, soprattutto nelle sue procedure burocratiche e nei costi di gestione, il portabandiera del vino trentino, in quanto prima Docg della regione.
Dice bene, nel suo post di commento all’annuncio dell’Assessore, il graffiante Cosimo Piovasco di Rondò, che “il mercato mondiale non sopporta una catena di specificazioni del tipo: Trentino Doc Superiore (o Docg) Moscato giallo di Castel Beseno (o Beseno), magari con l’aggiunta di Passito o Vendemmia tardiva), lunga anche per un mercato di nicchia” e che andarsi a presentare al mondo (beh, limitiamoci a parlare fuori della provincia di Trento, vista la ridottissima disponibilità del prodotto, anche se Mellarini sostiene “se pensiamo alla Docg, lo facciamo anche perché immaginiamo che questa ulteriore denominazione garantita possa aiutare a creare valore e quindi ad indurre i produttori a puntare su maggiori quantità”) con una Docg (o Dop) del genere sembra solo esercizio di vuota retorica, priva di logica della comunicazione.
Ma perché mai, visto che l’Assessore “per ora credo che dovremo lavorare di più sul marchio TrentoDoc. Pensare ad un’ulteriore denominazione per il “Trento” è prematuro”, sembra non prenderlo assolutamente in considerazione considerandola un’ipotesi remota, non decidere invece che siano le “bollicine” trentine, magari con un disciplinare di produzione molto più severo e rigoroso dell’attuale, a diventare veramente il portabandiera della produzione di vino di qualità nella terra del Concilio?
Non sarà sicuramente con “pensate” del genere che si riuscirà a riempire di credibilità e a migliorare l’immagine della Doc Trentino Superiore (gravata da oltre venti tipologie) e a frenare quello che è uno spettacolo davanti agli occhi di chiunque voglia vedere, la fuga dalla Doc, ed il passaggio alle Igt (Vigneti delle Dolomiti soprattutto e poi anche Vallagarina e Delle Venezie, che quanto caratterizzi il territorio d’origine e ne sancisca la specificità è tutto da dimostrare…) di tanti produttori, piccoli e medi di qualità.
Avanti così Trentino del vino che vai bene…

3 pensieri su “In Trentino Docg in arrivo (forse) per una Doc lillipuziana

  1. Solo per precisare che il l articolo su trentino wine e’ stato postato dall’amico massarello; rispecchia comunque in toto anche la mia opinione e quella di tutta la redazione del blog……

    Cpr

  2. Pingback: Salgono a 74 le DOCG italiane: Nizza è la diciassettesima del Piemonte | … illatosocialediannitoabate …

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