Sorprendenti risultati dal wine tasting di Brunello di Montalcino 2007 secondo Decanter

Mi sa che mi sono perso qualcosa di speciale avendo deciso di saltare quest’anno l’appuntamento con il Benvenuto Brunello, lo scorso febbraio. Non ho mancato solo la degustazione comparativa dei Brunello di Montalcino 2007, dei Brunello riserva 2006 e del Rosso di Montalcino 2010, che sarebbe già un motivo più che valido di rimpianto, ma mi sono perso l’occasione, più unica che rara, di poter vedere trionfare, nelle mie note d’assaggio e nelle mie valutazioni, i Brunello di un’azienda che gli altri anni, quando li degustavo (ovviamente in regime di blind tasting), si “beccavano” da me alcune delle valutazioni più basse.
Quest’anno mi sono quindi perso, almeno secondo quanto ci racconta la rivista inglese Decanter, che ha pubblicato sul numero di agosto un ampio wine tasting di circa 180 campioni, il “miracolo” della trasmutazione di vini diciamo così così, roba da due stelle, tre stelle massimo ad essere generosi, in vini da quattro cinque stelle.
O meglio, visto che da questa uscita agostana Decanter abbandona la propria classificazione da una a cinque stelle, preferendo assegnare ad ogni vino una valutazione in ventesimi e centesimi (outstanding, da 18,5 a 20/20, ovvero da 95 a 100/100, highly recommended da 17 a 18,5/20 ovvero da 90 a 94/100, recommended da 15 a 16,75/20 ovvero da 83 a 89/100), in vini che secondo i criteri di valutazione di Parker, Wine Spectator, Suckling et similia otterrebbero punteggi ben superiori ai 90 centesimi.
‘O miracolo
ha beneficiato, almeno secondo il mio modesto punto di vista, un’azienda che a Montalcino conta su due grandi realtà produttive, la Tenuta Friggiali, dove ha sede anche la cantina ed il centro amministrativo, e la Tenuta Pietranera, per un totale di 200 ettari circa, tra vigneti, oliveti, seminativo e bosco.
E non bastandole produrre due Brunello diversi ne produce un terzo, da un’altra tenuta intitolata ad Olga Peluso Centolani. Secondo le valutazioni di Decanter, ed il verdetto espresso da tre esperti che ben conosco e apprezzo, le master of wine Jane Hunt e Rosemary George ed il wine writer Richard Baudains, non solo il Brunello 2007 della Tenuta Friggiali (la cui bottiglia campeggia sulla copertina della rivista) ottiene (insieme ad un solo altro vino, di un’azienda poco nota nata nel 1997, La Colombina) il punteggio massimo e lo status di outstanding wine, ma due altri vini della stessa famiglia (vini tutti seguiti da uno stesso noto winemaker umbro) il Centolani Pietranere ed il Tenuta Donna Olga Le Cacce ottengono una valutazione di highly recommended, che equivale ad un punteggio tra i 90 ed i 94 centesimi.
Sorprendenti risultati si hanno anche leggendo l’elenco degli altri, ben 44, vini che ottengono la stessa valutazione, perché accanto a vini classici, di indiscutibile valore e costanza qualitativa, come il Pianrosso di Ciacci Piccolomini d’Aragona, i vini di Capanna, Col d’Orcia, Pietroso, Caprili, Mastrojanni, Conti Costanti, San Lorenzo, Tenuta Le Potazzine, Pecci Celestino, ottengono lo stesso elevato giudizio anche altri vini sui quali i giudizi sono divergenti o non sempre altisonanti.
Discorso a parte per il Sugarille ed il Rennina di Pieve di Santa Restituta (alias Gaja), vini che o piacciono tantissimo o non convincono per niente, ottengono alte valutazioni anche vini che personalmente non ricordo di trascinante valore, quale quelli di Cantina di Montalcino, Prime Donne, Castiglion del Bosco, Fanti, Loacker Corte Pavone, Poggio Salvi, Tenimenti Ricci, Molino di Sant’Antimo.
Una valutazione solo di “recommended” (15-16,75/20) per il Donna Olga “normale”, per i vini di Tenuta Il Poggione, Castello Banfi, Valdicava, Luce della Vite, sorprendentemente per i Brunello di Lisini, Fuligni, Uccelliera, Gianni Brunelli, che ho avuto modo di assaggiare comunque e che ho trovato molto buoni.
Un giudizio negativo di “fair” (da 13 a 14,75/20 e da 76 a 82/100) per il Pian delle Vigne di Antinori, il Poggio alle Mura di Castello Banfi, i vini, normale e Tenutanuova, di Casanova di Neri, Castelgiocondo Marchesi Frescobaldi, Argiano. Speriamo di essere in forma, il prossimo febbraio (e di essere nuovamente invitato, cosa di cui non sono assolutamente sicuro) per verificare se il “miracolo” con i Brunello 2008 di “Donna Olga” si ripeterà anche per me…

7 pensieri su “Sorprendenti risultati dal wine tasting di Brunello di Montalcino 2007 secondo Decanter

  1. stavolta concordo con lei: valutazioni almeno sorprendenti!!!!
    Se penso ai brunello che ho preferito mi vien tristezza (uccelliera ris. 2006, tiezzi vigna soccorso, gianni brunelli, le ragnaie VV, pian delle querci…..), ma penso anche che così i prezzi resteranno fermi. Almeno spero.

  2. Ho dato un’occhiata al sito di Decanter e hanno messo online il panel tasting con le note di degustazione. Mancano i 2 vini migliori (Frggiali e Colombina forse per evitare resse in enoteca, anche se in Italia basta andare al supermercato per comprare il Brunello Friggiali) e, presumo, i peggiori dato che non li vedo nella lista online.
    Scorrendo velocemente le note di degustazione mi ha generato una certa ilarità l’incoerenza tra note e voti. Secondo voi un vino descritto in questo modo che fine fa? “Rich dense look. Oaky nose, low on fruit. Hot, untogether, slightly medicinal palate with short finish.” ….. voto 16.
    Provo a tradurre perché in italiano, fa ancora piu’ effetto: “Aspetto molto denso. Naso quercioso, poca frutta. Palato caldo, disorganizzato, leggermente medicinale con finale corto.” (note e voto di Richard Baudains)
    Ma come si fa a dare 16/20 ad un vino che al tuo naso e palato ti da queste sensazioni? Forse siamo al wine tasting masochistico?

  3. Le Chiuse, Montalcino, Sienna, 2007, Italy
    Jane Hunt MW: Good red. Musky, high-tone character – hamster cages! Extremely tannic and astringent. Bitter fruit and not worth the name of Brunello di Montalcino. 13

    Mai letto un commento del genere per un vino cosi buono…Che gli dessero solo Shiraz a sta gente !

  4. Non sapevo cosa volesse dire hamster cages, ho controllato e risulta gabbia per i criceti???!!!
    Una delle note di degustazione piu’ creative che abbia mai visto. Peccato che stiamo parlando di un ottimo vino (Brunello Le Chiuse 2007) con tutti i caratteri tipici del Sangiovese, mentre questi degustatori mi sembra che sparino a casaccio dal loro vocabolario termini senza senso. Un voto negativo dato da questi degustatori mi sembra quasi da leggere al contrario come una nota di merito (e viceversa). L’altra nota menzionata sopra da burton non è assolutamente coerente con il voto buono (16/20) dato ad un vino che dalla descrizione sembra pessimo. Ma perché i produttori gli mandano le bottiglie? Boh

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