Il mondo del vino in Gran Bretagna e’ in ‘fermento’: sarà l’influsso delle Olimpiadi?

Dalla nostra inviata speciale in UK, l’ottima Giuseppina Andreacchio, un interessante news sulla situazione del vino nel Regno Unito, in gran fermento anche per merito delle Olimpiadi in corso. Buona lettura!

In questi giorni leggo sulle riviste inglesi di vino molte notizie che riguardano il vino ‘nazionale’ e che vale la pena di riportare per seguire l’andamento delle tendenze.
Innanzitutto si terrà in Autunno un festival del vino inglese che si svolgerà in una giornata, organizzato da Francis Gimblett, direttore di Wine Navigator. Come avevo previsto nel mio articolo sugli sparkling wines inglesi, si e’ giunti ad un punto in cui i produttori inglesi stanno unendo le loro forze con lo scopo di ‘to raise local awareness of English winemaking-particularly those using Champagne and other noble varieties’, per citare Gimblett in toto.

Le aziende che prenderenno parte a questo primo evento sono fino ad oggi 16, tra le quali: Nyetimber, Ridgeview, e Stopham ed includerà anche la nuova azienda di Ridgeview vicino Chichester, dal nome Tin Wood. L’idea a Gimblett e’ venuta in mente in quanto si e’ reso conto che molti dei suoi amici inglesi non sapevano dell’esistenza di cantine sul territorio nazionale, abituati a guardare solo ad altri paesi produttori.
Il fattore prezzo, abbastanza alto al momento sia sul vino che sul cibo locale, e’ un deterrente alle vendite ma nel futuro la situazione dovrebbe cambiare.

All’evento saranno presenti non solo aziende produttrici di vino ma anche di cibo. Non dobbiamo dimenticare infatti che ci sono, sparse nelle contee intorno a Londra, delle bellissime realtà: aziende produttrici di formaggio, prosciutti, il diffuso Biltong, carne tagliata a strisce ed essiccata con zucchero, aceto, pepe nero, e coriandolo, dal sapore dolciastro, inventata dagli Olandesi in Sud Africa. Il nome deriva dall’olandese Bil (ossia bistecca di culaccio) e tong (lingua, striscia).
Quando lo assaggiai per la prima volta, il nome mi trasse in inganno e pensai si trattasse della lingua del toro (avendo pensato che Bil potesse essere l’inglese antico per Bull…)!!

Comunque, ritornando all’evento, esso si svolgerà in una sala all’interno del museo Haselmere, nella contea del Surrey, dalle 19.00 alle 23.00 del 15 Settembre. Gimblett si augura che la partecipazione sia numerosa in modo da poter organizzare l’evento ogni anno. L’idea e’ ancora più nobile se si pensa al fatto che i fondi ottenuti verranno devoluti alle istituzioni benefiche, come i buoni usi e costumi inglesi insegnano.

Questa notizia va correlata strettamente ad un’altra, apparsa il 23 Luglio sull’eminente The Telegraph e pubblicata da James Hall, il quale riporta che quest’anno, per la prima volta, le vendite degli spumanti hanno superato quelle dello Champagne. Le vendite degli spumanti inglesi sono infatti aumentate sino a raggiungere a circa 25 milioni di sterline, aumento dovuto alla crescita delle aziende vinicole domestiche e alla diminuzione dei consumatori che non sono più molto propensi ad acquistare vini ed alimenti a cifre troppo alte, a causa della crisi economica.

Di conseguenza lo Champagne e’ oggi visto in Gran Bretagna come ‘unnecessary indulgence’ e il pubblico  preferisce acquistare spumanti a prezzi più accessibili. Da qui gli aumenti delle vendite di Prosecco e Cava che sono aumentate del 50%, da 465 milioni di pounds a ben 720 milioni, stando alle stime di Mintel, famoso operatore nell’ambito delle ricerche di mercato.

E il bello e’ che lo Champagne continuerà a scendere vertiginosamente: si prevede che nel 2017 le vendite saranno di 609 milioni di sterline mentre quelle degli spumanti toccherà una vetta di 835 milioni! Insomma HM Champagne potrebbe perdere la corona…
Sicuramente lo scandalo dei banchieri delle banche di investimento che si assicuravano tra di loro i tassi di interesse in cambio di costose bottiglie di Champagne, ha minato molto l’immagine della bevanda in Inghilterra. Mintel riporta che oggi 4 persone su 10 considerano gli spumanti come una buona alternativa allo Champagne nelle occasioni speciali.

Lo “spumante” delle Olimpiadi e’ stato Gusbourne Blanc de Blancs 2007, detentore della medaglia d’oro al Decanter World Wine Awards 2012 e l’unico spumante ad essere servito durante l’evento di apertura delle Olimpiadi lo scorso 27 Luglio, al quale presero parte la Regina Elisabetta, il primo Ministro David Cameron e la First Lady Michelle Obama.

E tempo fa l’azienda Camel Valley, posizionata nella suggestiva e verde Cornovaglia, riuscì a portare a casa il premio di miglior rose’ del mondo addirittura a Verona, nel 2010 e 2011. Lo spumante Camel Valley e’ stato servito in occasione dell’apertura dei Giochi Paralimpici e il giovane enologo trentenne, Sam Lindo, e’ stato per ben tre volte vincitore del premio di enologo inglese dell’anno.
I vigneti, posizionati ai bordi del villaggio chiamato Bodmin, sono visibili dal treno, verdi ma avvolti dalla solita grigia foschia e abbastanza in altitudine, su terreni non calcarei (stranamente) ma con presenza di argillite con frammenti di ardesia grigia la quale, presente sotto le viti, trasferisce ai vini mineralità e struttura.

Ci sono passata accanto durante un viaggio in Cornovaglia lo scorso maggio ma mi sono ripromessa di fare una visita specifica e conoscere di persona il famoso Bob Lindo, ex militare della Royal Air Force che ha sfruttato la tenacia, la forza e il coraggio acquisiti durante degli anni del suo lavoro per investire le sue forze in questa nuova avventura, in cui davvero poche persone credevano.
Oggi i vini Camel nei ristoranti ottimi della Cornovaglia sono ‘top wines’ da 50 sterline e oltre, da ordinare in combinazione coi sensazionali piatti di pesce tipici della zona. ‘In Inghilterra stiamo davvero spingendo la vinificazione ai limiti. Le persone stanno piantando dovunque’, disse Bob Lindo in un’intervista, tanto da far meritare alla Cornovaglia il titolo di California dell’Inghilterra, sottolineando la propensione di questa micro-regione a produrre vini di alta’ qualità ed in quantità limitate.

Insomma parlando di vini, c’è in Gran Bretagna ‘molta carne al fuoco’, per dirla con una locuzione particolare inglese, a patto però che non venga incluso quel Biltong che ho menzionato sopra!

Giuseppina Andreacchio

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