SANA 2012 – Il “vecchio mondo” del biologico & naturale ritorna a Bologna

Da Sante Laviola, ingegnere 39enne appassionato di vino, originario della Lucania Jonica ma residente a Bologna, una cronaca dettagliata, con impressioni di degustazione, dal Sana, fiera internazionale del biologico e del naturale, che si chiude oggi a Bologna. Buona lettura!

Se si parla con qualcuno della generazione dei nostri nonni di vino biologico, alimentazione naturale o addirittura di agricoltura biodinamica molto probabilmente ci sentiremmo rispondere: “Beh, il vino è vino! Agricoltura bio…bio…? Mai sentita!”. Sarebbero termini dati per scontato (l’agricoltura è naturale per definizione!) o addirittura del tutto incomprensibili!
Parleremmo, insomma, di un altro mondo; di un mondo ormai scomparso che vive solo nel ricordo degli anziani. Un vecchio mondo che le generazioni post anni ’50 hanno presumibilmente appena conosciuto ma che a quell’epoca stava già cambiando. Un mondo quello, che noi, abitanti del nuovo mondo, oggi stiamo cercando di riportare in vita grazie al progresso e alle nuove conoscenze di cui siamo dotati.
Nei giorni tra l’8 e l’11 di settembre a Bologna si è tenuto il tradizionale appuntamento del SANA, http://www.sana.it/ fiera internazionale del biologico e del naturale arrivata alla sua 24° edizione. La manifestazione nasce nel 1989 come Salone dell’alimentazione naturale.
Sono tempi pionieristici quelli, dove termini come biologico, naturale e biodinamico sono sì sinonimi di genuino, ma ancora troppo lontani dal pensiero comune. L’agricoltura biologica è ai suoi esordi ed è disciplinata più dalla sensibilità e dal buon senso del contadino che dalla normativa. Dal Salone dell’alimentazione naturale, tuttavia, si ricava un bilancio positivo che porta ad intuire che la strada è quella giusta.
Nel 2007 Bologna Fiere è responsabile dell’evento e nel 2010 ne assume la proprietà. Nel 2011 i tempi sono ormai maturi: SANA si propone come una fiera di professionisti del biologico aperta a tutti i principali mercati internazionali. Ora i prodotti non sono più biologici per “dichiarazione” ma per certificazione; una Commissione di controllo esterna ha il compito di verificare le certificazioni dei prodotti esposti. Un Comitato Promotore, formato da rappresentanti di associazione di produttori, supporta gli organizzatori nella definizione delle strategie di sviluppo.
L’edizione 2012, pur conservando la vincente veste organizzativa dell’anno precedente, si presenta ancora di più come un evento internazionale di professionisti del settore bio, dove, però, non mancano i tanti appassionati e amanti del naturale che si aggirano, curiosi, tra gli stand a caccia di novità e nuove proposte alimentari e per il benessere del corpo.
Anch’io mi aggiravo, curioso, tra quegli stand chiedendo spiegazioni e assaggiando qua e là tocchetti di pane e olio, paste di mandorla e biscotti dal gusto decisamente nuovo, alghe secche e praline di puro (vero!) cioccolato, prodotti di panificazione con grano khorasan kamut dall’inconfondibile sapore dolce, sciroppo di lumaca e ovviamente vini bio 100%.
Beh, non so quanti abbiano provato questi prodotti dal gusto indubbiamente fuori dell’ordinario, ma di sicuro non saranno in molti ad aver degustato, diciamo così, lo sciroppo di bava di lumaca. Tra questi ultimi ci sono io! Mi spiegano che, l’estratto di bava della lumaca Elix Pomatia contiene due principi attivi, l’elicina e la mucina, che fin dall’antichità è noto per le sue proprietà curative e cicatrizzanti per tosse, malattie respiratorie e ulcere. Un tempo allo sfortunato malato veniva somministrata una lumaca (dotata di bava!) da ingoiare come terapia per curare le lesioni gastriche. Questo sciroppo è da sempre conosciuto e apprezzato in Europa centrale e del nord; non ha nessuna tossicità; è ipocalorico; può indurre ipersensibilità individuale! Queste le indicazioni per l’uso riportate nel bugiardino. Ovviamente la bava della Elix Pomatia è anche in versione crema viso!

Ma passiamo al vino bio!
Con l’organizzazione dell’Onav, l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino, presso lo stand ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale) è stato possibile degustare oltre 100 etichette di vini biologici e biodinamici provenienti da ogni parte d’Italia. Un vino certificato biologico deve, secondo il disciplinare, essere prodotto da vigneti e terreni non trattati con pesticidi, concimi, diserbanti e altri prodotti di origine non naturale.
Il disciplinare dell’AIAB, l’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica, inoltre, regolamenta le varie fasi del processo di vinificazione a partire dalla vendemmia. Quest’ultima deve essere fatta “in maniera da non compromettere la qualità durante le fasi di raccolta” e durante la vinificazione si esclude ogni utilizzo di sostanze o microorganismi derivati da OGM e di additivi e coadiuvanti gelatinosi di tipo convenzionale.
I vini biodinamici, in più rispetto ai biologici, sono legati al concetto di equilibrio della natura: è compito del “contadino biodinamico” favorire e preservare il naturale equilibrio tra la vite e il terreno avendo cura delle risorse naturali e tenendo conto delle influenze astronomiche e delle fasi lunari.
Con le pratiche di agricoltura biologica e biodinamica non necessariamente si ottengono vini migliori dal punto di vista organolettico, anzi il più delle volte i vini hanno uno spettro di aromi e profumi abbastanza limitato ma ben definito e maggiormente identificabile. Predominano le componenti acide e sapide dell’uva; i tannini sono genuini e talvolta graffianti.
Necessitano molto spesso di lunghe ossigenazioni affinché i sentori secondari possano emergere. Sul finale marcate note amarognole e affumicate risultano persistenti e durevoli. Questi vini, a mio avviso, si esprimono più timidamente di quelli convenzionali, ma se dietro ogni bicchiere di vino c’è sempre il duro lavoro del suo produttore, in questi vini c’è qualcosa in più: un sapore che sa di antico, il profumo di una memoria lontana in cui è la terra a scandire il tempo, il mistero dell’unione delle forze della natura che si concentrano per dare la vita.
Questi, sono vini che raccontano. Sono vini, questi, che vanno prima sentiti e poi bevuti; prima conosciuti e poi analizzati. Solo così, chi si avvicina a questi vini avrà la sensazione di gustare la genuinità del vecchio mondo, di quel mondo ormai scomparso ma che, come fosse un archeologo, il contadino biodinamico, con ostinazione, cerca di far rivivere.

Ecco le mie impressioni su alcuni vini da agricoltura biologica e biodinamica degustati all’Enoteca Biolwine del SANA.

Vini rossi

Burson IGT 2005 – Az. Biologica Celti Centurioni

Rosso rubino con riflessi viola-arancio. Trasparente e brillante all’unghia, il colore s’incupisce al fondo ma senza diventare mai impenetrabile. La struttura è quella tipica del Burson: discesa di glicerolo lenta, lacrime spesse e definite, archetti numerosi (è un 14%!). Al naso è complesso. Spiccano sentori fruttati di amarena e mirtillo; più tenui i profumi floreali; un po’ troppo dominante è lo speziato della barrique.
Al gusto, la rusticità del Burson si fa sentire in tutta la sua pienezza: acidità vivace e tannino deciso sono le componenti di primo impatto. Segue un delicato aroma vanigliato della barrique che però contrasta poco la vigoria del tannino. Poco percepibile la morbidezza dell’appassimento; mi sarei aspettato delle note caramellate decise data l’età di questo vino. Finale amarognolo con una persistenza aromatica intensa gradevole e persistente di ciliegia matura appena raccolta.

Barbera del Monferrato Superiore DOCG 2009 – Az. Bellati Maria Carla

Colore rubino intenso con riflessi aranciati. Di gran corpo, mostra subito il suo carattere al naso: ricchezza di profumi con bouquet complesso di fiori rossi, frutta matura e speziato ben definito. Al gusto è pieno e asciutto. Risaltano acidità e astringenza; quest’ultima ammorbidita da un passaggio in legno. Aromi gradevoli e persistenti di frutta matura, rosa canina e vaniglia accompagnano il carattere lievemente austero di questo vino. Finale lungo e persistente con note legnose.

Poggiano 2007 IGT Toscano – Soc. Agr. Il Cavalierino srl

Rosso porpora con unghia trasparente; cupo e pulito al fondo. All’olfatto è schietto: frutta rossa, fiori appena passiti e speziato di vaniglia si emergono naturalmente. In bocca delude un po’ le aspettative: è poco equilibrato sulle componenti forti. Acidità esuberante e tannino spigoloso nonostante il passaggio in rovere. È, tuttavia, un vino di carattere che riesce a combinare bene la delicatezza del Sangiovese con la muscolosità del Cabernet Sauvignon. Gradevoli aromi di ciliegia e prugna matura si uniscono ad un bouquet floreale misto ad essenze di cannella e vaniglia in un finale lungo e persistente.

Rive dei Casotti IGT Veneto 2009 – Elvira Soc. Agr. Semplice

Colore rosso rubino intenso e brillante; limpido e schietto fino al fondo del bicchiere. Lo spettro dei profumi è ampio, complesso, armonico. Mirtillo, ribes rosso e sentori di sottobosco i profumi fruttati; rosa rossa e viola mammola quelli floreali. In bocca è caldo e ampio con un ingresso morbido che in pochi secondi invade tutta la cavità orale. Le sensazioni tattili parlano di un vino con tannino delicato e perfettamente armonico con le altre componenti. Acidità ben presente ma non fuori misura. Finale leggermente amarognolo con note affumicate. Persistenza aromatica intensa lunga e gradevole.

Rosso dei Primati Primitivo di Puglia IGP 2007 – Bioagricola Marchesana di B. Manna e Soc. Agr. Semplice

Colore rosso intenso con riflessi tra il rosso vivo e il porpora. Corposo, limpido, rivela al naso una complessità di profumi intensamente fruttati e leggermente speziati. In bocca è caldo, concentrato, rotondo. L’acidità è evidente ma ben calibrata. Spiccatamente fruttato e delicatamente tannico dopo pochi secondi si amplifica in tutta la bocca dando vellutate sensazioni di frutta sotto spirito e susine appena mature. Delicati aromi di fiori appassiti e sentori speziati caratterizzano un finale lungo e persistente.

Segreto Rosso 2011 – Pandora

Rosso rubino con riflessi violacei; limpido all’unghia, cupo ma non impenetrabile al fondo. Al naso presenta un bouquet tenue di violetta e rosa rossa; frutta rossa appena matura i sentori fruttati; lievemente speziato. Al gusto è schietto. Acidità delicata; sapidità tenue con lievi note minerali; astringenza marcata ma gradevole. Il tannino è giovane e grintoso ma in breve lascia una sensazione piacevole che prepara all’evoluzione degli aromi di ciliegia sotto spirito e prugna fresca. Finale lungo e con leggere note affumicate, persistenza aromatica intensa durevole.

Vini bianchi

Antica Enotria Falanghina IGT Daunia 2011 – Az. Antica Enotria

Colore giallo paglierino con sfumature leggermente dorate; limpido e brillante. Di buona struttura alcolica, al naso si mostra gradevolmente floreale con evidenti sentori di frutta fresca e note leggermente speziate. In bocca è inteso, vivace, asciutto; freschezza e sapidità si accompagnano a marcati aromi minerali con lievi riferimenti di idrocarburo. Il fruttato ricorda molto la mela gialla. Il finale è lungo e persistente e progredisce con aromi fruttati su un fondo minerale.

Donna Orgilla 2011 DOCG – Az. Agr. Fiorano

Colore giallo paglierino, limpido all’unghia con riflessi verdolini. Profumo complesso di fiori di campo e frutta tropicale: ananas, banana con riferimenti di pera. Bocca piena e rotonda. Qualche picco di acidità evidente ma gradevole e ben calibrato. Riferimenti minerali in evidenza che si combinano con aromi di pesca gialla non ancora matura. Persistenza aromatica durevole di sentori fruttati e minerali lungamente persistenti.

Oro Puro 2011 – Pandora

Colore giallo paglierino con marcati riflessi rosati. Profumo complesso con note di frutta matura frapposte a sentori tropicali. Ampio bouquet floreale che porta ad immaginare il profumo di un campo fiorito dopo una pioggerellina primaverile. In bocca è pieno ed equilibrato. Acidità e fragranze minerali evidenti e ben armonizzate con gli aromi floreali e fruttati. Finale lungo e mediamente durevole con note minerali in evoluzione. Bocca piacevolmente aromatizzata anche dopo parecchi minuti dalla deglutizione.

Greco Bianco 2011 – Pandora

Colore paglierino con marcate note verdoline. Si distingue dagli altri bianchi degustati per la varietà di sfumature di colori, cangianti dall’unghia al fondo del bicchiere e per un’opacità significativa che mi suggeriva: “Agitare prima dell’uso!”. È un vino vivo. Una materia in evoluzione che ha subito solo una sgrossatura; le particelle solide sono parte integrante di questo Greco. I profumi sono fruttati di pera croccante con sentori di kiwi appena maturi seguiti da spiccate note minerali. In bocca è ampio e avvolgente. Le particelle solide sono trasportate in ogni parte della bocca stimolando la salivazione. Una fine sensazione sapida vivacizza la lingua e una piacevole sensazione tattile ne aumenta la persistenza aromatica. Il finale è lungo con una persistenza aromatica intensa durevole e di gradevole eleganza.
Sante Laviola

3 pensieri su “SANA 2012 – Il “vecchio mondo” del biologico & naturale ritorna a Bologna

  1. Sono un po’ confuso. Ho letto, qualche mese fa, di un blitz – dell’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi dei Prodotti Agroalimentari presso il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali – alla storica enoteca Bulzoni di Roma, reo, il proprietario, di aver etichettato alcuni vini come “naturali”, violando una (non)legge in materia. Multa salata e ritiro delle oscene scritte.
    Quindi, alla luce di questo increscioso evento, mi e vi chiedo che fine farà il vino naturale tenuto conto dell’ostracismo delle istituzioni.

    Un saluto a tutti

    • Mi raccomando, non confondiamo il vino naturale dal biologico e dal biodinamico… Il “problema” di Roma era proprio quello… Per gli addetti ai lavori esistono tutti, per la legge no!!!

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