L’Es di Fino sparisce dalla classifica dei top wines che “mettono d’accordo” tutte le guide. E allora, dove sta il problema?

Alcune lapalissiane riflessioni
La fonte è la stessa, il sito Internet Wine News, che lo scorso anno contribuì a “gonfiare” il caso, a fare diventare un vino indubbiamente di buon livello, ma non certo eccezionale, o superlativo, un vino stellare, un must, una stella di primaria importanza del firmamento enoico nazionale, ma che dico, mondiale.
Proprio come lo scorso anno anche questa volta il sito ha incrociato i responsi relativi ai vini top di cinque guide, Vini d’Italia “Gambero Rosso”, i “Tre Bicchieri”; Vini d’Italia de “L’Espresso”, “Cinque Bottiglie”; “I Vini di Veronelli”, “Tre Stelle”; “Bibenda”, “Cinque Grappoli”; “Slow Wine”, i “Grandi Vini” e dal confronto è scaturito l’elenco ristretto dei pochi vini che, per usare l’espressione usata da Wine News, “mettono d’accordo” tutti. Bene, nell’elenco ristretto dei cosiddetti “magnifici quattro” quest’anno quel vino, che recentemente non è andato benissimo, classificandosi cinquantesimo, ovvero ultimo, su cinquanta vini degustati, non figura e nel ristretto novero dei vini che avevano goduto del consenso plebiscitario lo scorso anno uno solo si è riconfermato nei top del 2012, un classico come il Bolgheri Sassicaia di Tenuta San Guido.
Di quel vino invece, tanto per non fare nomi il Primitivo di Manduria ES del produttore pugliese Gianfranco Fino, oggi non si parla.
Quali elementari conclusioni trarre da questo semplice accaduto? Che così come lo scorso anno era esagerato, da esagitati un po’ provinciali, far diventare quel vino, che pure svariate guide avevano premiato, il “migliore vino rosso italiano” e metterlo allo stesso piano di vini di grande lignaggio e storia e costanza produttiva come il Brunello di Montalcino riserva di Giulio Salvioni, il Barolo Monfortino di Giacomo Conterno ed il già citato Sassicaia, sarebbe assurdo, ora che quest’anno quel vino non ha messo d’accordo tutte le guide (anche se diverse hanno premiato anche l’annata 2010 come fatto con il 2009) pensare che quel vino non sia più buono o che sia meno buono.
Sfumature legate all’annata a parte, con la più recente che è pacifico possa risultare leggermente meno felice o esaltante, credo che quel tipo di vino rimarrà fedele a se stesso mantenendo le proprie caratteristiche e che i suoi aficionados più intelligenti e raziocinanti continueranno ad apprezzarlo anche se il caso vuole che per le varie guide quest’anno non risulti più essere tra i migliori in assoluto.

E così come esagerato/esagitato era stato celebrarlo aprioristicamente lo scorso anno, con un tifo assordante da eno-curva sud e con un’intolleranza faziosa e becera nei confronti di chi aveva semplicemente obiettato che forse quel vino avrebbe avuto bisogno di qualche anno in più di storia prima di aspirare al rango di classico, altrettanto stupido sarebbe ora sminuirlo e farlo diventare meno importante per il semplice fatto che non fa parte più di questo inutile enoico pseudo gotha.
Non sarebbe invece ora, con un atteggiamento più ragionevole e più laico, più ricco di buon senso, di considerare i vini in sé fregandosene altamente se le varie guide li portano in palmo di mano e lo celebrino alla gloria degli altari oppure no?
Non sarebbe il caso di dire che questi giochini delle classifiche, dei premi, dei top wines, del best dei best hanno clamorosamente fatto il loro tempo, che sono vecchi e superati e che il consumatore moderno oggi non ha più bisogno di questi meccanismi un po’ drogati per valutare un vino e per scegliere quale vino faccia al caso suo oppure no?
Voglio sperare che sia così e che siano gli stessi produttori, e non mi riferisco solo a quel produttore pugliese indotto a credersi una super star dall’atteggiamento un po’ servile e cortigiano dei propri fan, ma a tutto il mondo del vino italiano, ad averne piene le.. tasche di queste cose.
Che sono vecchie, che sono tanto anni Novanta, che oggi fanno solo sorridere tanto sono polverose e patetiche… E dal punto di vista del consumatore del tutto inutili.

16 pensieri su “L’Es di Fino sparisce dalla classifica dei top wines che “mettono d’accordo” tutte le guide. E allora, dove sta il problema?

  1. salve, non sono intervenuto nella querelle dello scorso anno perchè non credo di essere in grado di dare giudizi sui vini in “pubblico”, sono un banale appassionato, con scarsa esperienza degustativa, tra l’altro……
    ma una riflessione me la deve concedere: è il secondo articolo che dedica quest’ anno ai “presunti” flop dell’ES, eppure sia della classifica dei best 50 che della conferma del solo sassicaia tra le eccellenze di tutte le guide ci sarebbe e come da parlare……
    se pensa che sia un vino “normale” perchè tanto accanimento??????????

  2. Anche io sono un semplice/banale appassionato “bevitore” e l’ES dello scorso anno l’ho trovato di mio gradimento ma dire se fosse o no meritevole del titolo di miglior vino non sono in grado di dirlo… Sposto la questione su un livello diverso. Cosa deve avere un vino per essere degno di questo titolo??? Non metto in dubbio che il Sassicaia, il Brunello Biondi Santi o il Barolo Monfortino siano i migliori vini italiani trovo solo scandaloso il loro prezzo!!! Dal mio modesto e banale punto di vista trovo che un vino per essere definito il migliore del paese debba essere buono e debba avere un prezzo sostenibile per la maggior parte dei cristiani… Non credo che il Monfortino possano permetterselo tutti e, anche se aspiro a provarlo, credo che spendere 250/300/350 euro per una bottiglia sia una bestemmia… Sarà buono quanto volete ma per conto mio resta sullo scaffale perchè quei soldi non sono ne giustificati e ne giustificabili!!! Il miglio vino italiano: quello buono che costa il giusto!!! Dove sta scritto che il miglior vino italiano debba costare quelle cifre… Io non capisco!!!

  3. Probabilmente non lo pubblicherà.. Ma il lettore dociemix ha detto la verità.. Ben 2 articoli che sottolineerebbero, solo secondo lei, la presunta disfatta e ridimensionamento dell’ES.. Finito cinquantesimo a pochi 0, di distacco tra i migliaia di vini provati e che hanno eletto 50 eccellenze nazionali.. Il 2010 mette d’accordo 4 guide su 5 e L’Espresso che è l’unico anon aver dato l’eccellenza ha dato un punteggio di 17,5 su 18 che sarebbe stata un eccellenza e avrebbe dato all’Es lo stesso risultato dell’anno scorso.. Abbiamo TUTTI capito che non le piace.. E che probabilmente non ha simpatia neanche per il suo produttore.. Ma quando crede di smetterla e cercare di fare polemica solo per sensi di protagonismo.. So che avrei dovuto ignorarla perché è’ l’unico sentimento che meriterebbe.. Ma è difficile davanti ai suoi continui commenti arroganti e insensati.. Ricordi noi appassionati potremmo anche fare gli ultras ma un giornalista come Lei dovrebbe avere un po’ di decenza… Risponda pure insultando o provocando o correggendo la grammatica.. Tanto e’ sui contenuti che lei si perde e non sa che dire… Saluti!!!!!

    • e perché mai non dovrei pubblicare il commento inviato da uno dei più fedeli e tenaci componenti della squadra di aficionados a oltranza dell’ES?
      Anche lei, come l’altra persona che ha commentato, non ha capito assolutamente o fa finta di non capire quello che ho scritto, ovvero che se quest’anno il vino dei vostri sogni non riesce ad essere, per quei conteggi inutili tipo quello di Wine News, il migliore vino italiano, come accaduto lo scorso anno, questo non costituisce un problema alcuno. Era insensato esaltarlo in quel modo lo scorso anno e altrettanto insensato, come ho scritto chiaramente, anche se lei non riesce a capire, sarebbe ora dire che non é più super.
      Quanto ai sensi di protagonismo, li lascio a voi eno-talebani, io, con oltre venticinque anni di lavoro nel campo del giornalismo del vino, non so proprio cosa siano o cosa farmene.

  4. non mi è sembrato di essere stato arrogante……
    non credo la mia riflessione meriti un commento così sprezzante……
    penso di saper leggere, leggo da almeno 33 anni e ho in biblioteca centinaia, migliaia di volumi, letti, ovviamente!
    finito il machismo “letterario” penso di aver capito benissimo il senso del suo articolo: sembra che l’ES sia un suo incubo, io ho scritto che il mondo enologico italiano è così vasto e ricco di spunti che ci si potrebbe e dovrebbe occupare del vero succo delle notizie da cui lei prende spunto per tirare in causa l’ES…….
    tebbiano di valentini rappresentante supremo dei vini italici a discapito di toscani e piemontesi, eccellenze piemontesi che non si confermano (come l’ES) i vini dei vini per le guide…….
    e invece lei giù a parlare dell’ES.
    tutto qua, penso di aver ri-espresso il mio pacato pensiero.
    ora se vuole può fare un’analisi del mio scritto per coglierne imperfezioni stilistiche………

  5. Signor Ziliani,
    un po di rispetto per il lavoro degli altri
    non nuocerebbe.
    Se Es non le piace basta non parlarne
    ma se Es é stato valutato con quei punteggi
    vuol dire che effettivamente il vino a qualcuno
    é piaciuto.
    E quelli che hanno dato i punteggi non
    erano proprio dei somari.
    Poi, per caritá, ognuno valuta quello
    che vuole e beve come vuole
    Se un primitivo riceve questa valutazione
    qualcosa di guadagno pet tutti i produttori
    di primitivo ne é pure uscito.

  6. Il mondo del vino subisce l’influenza degli esperti che a volte determinano statistiche di vendita e di apprezzamento pubblicizzando in maniera diretta vini e cantine.
    Io ho avuto la fortuna di rappresentare alcune tra le migliori e grandi cantine d’Italia e ho visto valutazioni sopra l’effettivo valore per tanti vini.
    Inoltre bisogna capire che dove ci sono giurie, ci sono polemiche.
    Il gusto non può essere standardizzato, ognuno di noi percepisce il sapore in maniera diversa, magari ES é ottimo per me e pessimo per qualcun’altro ma resta il fatto che un conto é eleggerlo come miglior vino italiano, un conto é consigliarne 1 bottiglia e su questo sono d’accordo con lei sig. Ziliani.
    Io proporrei di creare una lista di 50 vini scelti da esperti e un’altra scelta dai consumatori magari con una campagna su FB ma assolutamente senza classifica.
    Permetto che io sono pugliese e conosco cantine che fino a qualche anno da erano sconosciute e che adesso invece…..
    La prossima volta che scende a bisceglie mi piacerebbe fare due chiacchiere.
    A presto

  7. Mi pare che a volte alcuni post che parlano di un argomento preciso vengano reinterpretati apposta per far polemica. Quel che dice ZIliani (a ragione) è che è incredibile e poco serio che un vino buono, come ce ne sono in Italia, per un anno balzi agli onori della cronaca come migliore d’Italia, surclassando etichette con una storia e una costanza di produzione, e l’anno dopo sparisca dall’empireo dei grandi, dimenticato o quasi da tutti. Quella di Ziliani non è una critica all’Es (che pure può piacergli o meno), è una critica al mondo delle guide e delle classifiche con poco senso. Con buona pace di tutti.

  8. quello che mi sento di dire dopo tante letture di questi blog è che c e un complesso d inferiorita che ormai non si giustifica piu nei confronti della francia(io ci sono nato e ci vivo:moltissimi non ne capiscono un cazzo sui vini ma amano la bandiera francese che “vedono” su ogni loro bottiglia) loro sono i campioni del mondo nel sapere dare lustro ai loro vini(molte volte usando techniche di pubblicita al limite del mafioso) e in italia siete campioni nel auto distrugervi tra voi.
    andate su You tube”l incroyable degustation des grands bordeaux” e capirete tantissime cose sulla critica dei vini in generale.non accetare essere nelle guide:cosa (per fortuna) inimagginabile in italia.

  9. ps 1: io amo la gente libera: quindi rispetto sign.ziliani anche se certe volte non sono d’accordo con lui
    ps.2: qui, sento spesso dire che la migliore pasta del mondo, la fanno in Alsazia.si vede che anche gli ignoranti hanno un parere…
    ps. so benissimo, tutto quello che la Francia ha dato al vino ma gli inglesi hanno inventato il calcio eppure ci sono nazionali più forte delle loro…
    ps.4: scusa per gli errori d italiano, non é la mia madrelingua…

      • merci!! mr Ziliani , continuez à etre un libre penseur( comme je le fais a mon humble niveau) mais n oubliez pas(meme si je suis sur que je ne vous apprends rien en vous disant ça) que l italie du vin(contrairement a la france) depend plus , beaucoup plus meme de la reputation qu il a ,que de sa qualité(éventuelle) et cela est valable du Monfortino en passant par le ES et jusqu’ au tavernello en cubis!!!!!! Ici , pour les 99% “bien pensants” le bon vin s’ arrete au mont Blanc et à Menton…Mais les mini degustations a l aveugle que j organise et que je filme montrent de grandes grandes surprises…et demontrent que certains français sont amoureux de leurs etiquettes plus que de leur vins.donc j aimerai qu en italie, on ait une vraie politique de promotion du vin et vous avez sans doute un role a jouer…amicalement!

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