Cose da… fine del mondo! A proposito del colpevole dell’attentato a Case Basse

E così, visto che il mondo non è finito, e saremo (sarò) qui per tutto il 2013 ad avere delle solenni incazzature e ad interrogarmi sull’insensatezza di tante umane cose, anche sotto Natale voglio porre all’attenzione, si spera non ancora appannata dalle imminenti abbondanti libagioni, dei lettori di questo blog una non banale questione. Torno ancora, senza definirlo con quell’aggettivo che manda in bestia i cittadini di quel simpatico borgo, sull’atto vandalico nei confronti della cantina Case Basse, e sulla rassicurante notizia dell’individuazione del responsabile. Un’unica persona che, come hanno accertato le indagini, ha fatto tutto da sé, in preda ad un’ira funesta.
Come hanno riferito le cronache, un po’ in tutto il mondo, il responsabile è stato arrestato. Ma, mi sono chiesto, che pena rischia questo sciagurato che merita umana pietas (senza alcuna giustificazione possibile) e che bisogna fare attenzione, anche se ha compiuto un gesto gravissimo, folle e pericoloso, a non trasformare in un “mostro”?
In un commento mi sono appellato a lettori di Vino al vino esperti di cose legali (cosa che io non sono), chiedendo: Qualcuno é in grado di farci capire, secondo le leggi vigenti, che condanna rischia il presunto colpevole dell’attentato a Case Basse? Quanto tempo, se condannato, resterà in carcere? E siamo sicuri che rimanga in carcere in attesa che si celebri il processo?
Non c’é il rischio che magari, con delle attenuanti generiche, o il ricorso all’infermità di mente, il poveretto resti in galera un brevissimo periodo e poi se ne esca “tranquillo”, con sulla coscienza solo il peso fortissimo del suo gesto?
La risposta, giunta non importa da chi, ma informata e attendibile è puntualmente arrivata: “Il reato contestato al Di Gisi è quello di sabotaggio per il quale mi pare sia prevista una pena fino a 4 anni.
Non credo che all’indagato possano essere concesse le attenuanti generiche essendo lo stesso un pregiudicato, tuttavia potrebbe richiedere il patteggiamento con la riduzione di un terzo della pena.
Tenga presente che in questo momento siamo in sede di misura cautelare, quindi in questo caso la carcerazione ha un tempo limitato …. non credo che lo terranno dentro più di un mese…
Io ragiono da avvocato ma le esigenze cautelative mi sembrano risibili (inquinamento delle prove, pericolo di reiterazione o pericolo di fuga). Quanto alla pena definitiva se fosse riconosciuto colpevole e patteggiando credo che con un anno se la potrebbe cavare.
In questo caso essendo la pena sotto i due anni potrebbe richiedere l’affidamento in prova e concludere con solo un mese di prigione questa vicenda.
PS forse la pena potrebbe essere aumentata se gli fosse contestata la recidiva … ma questo non lo so”.

Questa nella sua nuda laconica eloquenza la risposta. Ora non sta a me che sono solo un cronista del vino, contestare le leggi vigenti, ma mi chiedo, perché non figura anche l’atto di accusa per tentato omicidio?
E’ solo per un fortunato caso che a case Basse non ci sia scappato il morto, perché chiunque, e non solo ad una persona in forma ma di una certa età come Soldera, di fronte ad uno sfacelo del genere, lo spettacolo terrificante del lavoro di anni versato letteralmente nelle fogne, avrebbe rischiato un colpo. E di lasciarci letteralmente le penne. Perché dunque non addebitare al responsabile individuato oggi un reato di tentato omicidio? Sono interrogativi, questi, che penso sia lecito e doveroso pubblicamente porsi, con l’auspicio che se davvero quella persona non resterà in carcere, venga emesso un dispositivo, cosa che credo possibile, che ne vieti la residenza a Montalcino e zone limitrofe, come persona sgradita e potenzialmente pericolosa.
Anzi, già che ci siamo, perché strane tentazioni possono venire trovandosi anche a Castelnuovo Berardenga, Scansano, Bolgheri, Rufina, Montepulciano, Cortona, nell’intera Toscana. Che di cantine con botti e barrique piene è notoriamente piena…

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8 pensieri su “Cose da… fine del mondo! A proposito del colpevole dell’attentato a Case Basse

  1. Sì, credo proprio che il colpevole di tanto scempio se la passerà alla grande: contrariamente a ciò che può succedere un povero cristo che rubi per fame…
    Osservo anche che il nostro “parlamento” e il nostro governo hanno cassato proprio ieri, dall’ultima Legge approvata, un comma che prevedeva l’utilizzo di pene alternative al carcere (n.b. tutti sanno che le carceri sono – tra l’altro – strapiene in modo inumano e incivile!).
    In caso di pene alternative, ad esempio, a questo individuo (non so se sia già reo confesso) si sarebbe potuto imporre il bando dai territori in cui si produce vino, come agli ultras violenti si poteva pensare al bando dagli stadi.
    Caro Franco, credo proprio che dovresti rispolverare “gli Indifferenti”, a proposito di questa Italia così povera di persone che si occupano del bene comune, e così fittamente abitata da individui che si preoccupano di ficcare denaro (soprattutto pubblico) nelle proprie tasche, perlomeno a livello ‘romano’.
    Ma come si fa a non essere profondamente arrabbiati!

  2. Verra’ sicuramente comminata una pena detentiva ma probabilmente il condannato non fara’ un giorno di carcere oltre a quelli che sta facendo come detenuto in attesa di giudizio. Il giudice sara’ obbligato a seguire la legge fatta da parlamento che a sua volta e’ composto da politici (formalmente) eletti dal popolo ma in pratica scelti dai segretari di partito. Quindi chi non e’ daccordo con questo andazzo fara’ bene a riflettere e ponderare chi votare alle imminenti elezioni politiche.
    La pena accessoria finalizzata a tenere il criminale lontano dalla Toscana sarebbe auspicabile e possibile, dipende dal giudice ed io direi dal rispetto che tale giudice avra’ per il territorio ed il lavoro di chi ci abita, dato che di solito i giudici prendono decisioni con sensibilita’ politica tenedo presente il battito cardiaco dell’ambiente.
    L’accusa di tentato omicidio ( art 56 c.p.) in questo caso non ha fondamento giuridico, mentre la vittima, dopo aver quantificato il danno alle cose ed alla propria persona, puo’ muovere giudizio contro il disgraziato nella speranza di scovarlo proprietario di attico a Montecarlo e barca a Portofino.

    • caro Roberto, lo so bene che l’accusa di tentato omicidio, codici alla mano, non sussiste. Ma, mi chiedo, e se Soldera o altri, di fronte allo spettacolo osceno e terrificante del vino versato nelle fogne, del lavoro di anni andato a remengo, all’idea di restare fuori dal mercato per anni, il che per un’azienda equivale ad una morte civile, avessero avuto un infarto o un ictus e avessero perso la vita? Non saremmo qui a chiederci se quel gesto, che la legge italica definisce di sabotaggio, non fosse stato, di fatto, omicida?
      Io credo che quantomeno Montalcino si debba cautelare e chiedere in tutte le sedi che quella persona, una volta scarcerata, non possa più mettere piede nel borgo dove ha consumato il suo gesto criminale, e se possibile che non possa più mettere piede in Toscana.
      E’ troppo chiedere una cosa simile?

  3. La nostra civiltà aborre la galera per motivi economici, e purtroppo l’uccisione di una azienda è considerata dalla legge un mero fatto economico. È una cosa folle, però un disgraziato che distrugge un’insostituibile opera d’arte o d’ingegno è equiparato (nella pratica) a un qualsiasi vandalo che spacca un cartello stradale perché gli girano. Perché si troverà sempre un intellettuale elevato che sosterrà che è impensabile limitare la libertà di un essere umano (ovvero metterlo in galera) solo per dei semplici danni a beni. L’uccisione dei sogni e delle conquiste di una vita di lavoro non sono valutate nulla. È scoraggiante.

  4. ho la vaga impressione leggendo questo suo commento e altri precedenti che lei non sia convinto che le cose siano andate come hanno accertato gli inquirenti e che ci sia altro.
    Mi sbaglio? E in caso abbia visto giusto perché non vuota il sacco ed esprime chiaramente e non per allusioni, come fa di solito, le sue perplessità?
    Non abbia paura Ziliani, qui non mangiamo nessuno, nemmeno a Natale

    • singolare il suo “commento” Marzio: a Montalcino avete forse il potere di leggere nei pensieri?
      O vi limitate ad attribuire alle mie parole significati che, sino a prova contraria, non hanno?
      Domanda: é diventato un reato avere delle idee e tenersele per se oppure per la Santa Inquisizione ilcinese è già proibito e sacrilego il fatto di elaborarle mentalmente?
      mi stia bene e tanti cari auguri, che se anche ho delle idee che mi frullano per la testa, non é mica la fine del mondo…

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