E se alle classifiche (più o meno incrociate o trasversali) dei vini dicessimo finalmente basta?


Premessa indispensabile cui siete liberi o meno di credere. Avrei scritto lo stesso identico post, con le identiche riflessioni, se al primo posto di questa singolare classifica “ad incrocio” si fosse installato un vino che amo profondamente, con una lunga storia alle sue spalle, una costanza qualitativa nel tempo da inalberare come garanzia, e non un vino che dimostrando un’indubbia capacità nel fare marketing e nel tessere le pubbliche relazioni dei suoi responsabili ha bruciato le tappe e si propone ora, secondo il giudizio delle guide, come imperdibile. Come un fiore all’occhiello non solo della regione di origine, regione che conosco, frequento e amo, ma dell’Italia enoica tutta.
Non conta pertanto un fico secco che sul gradino più alto di questo immaginario enoico podio, incoronato come miglior vino rosso d’Italia 2012, secondo la Top 100 di “Gentleman”, mensile di Milano Finanza (gruppo Class), che ha incrociato i punteggi delle guide ai vini di Gambero Rosso, Espresso, Veronelli, Maroni e Bibenda, sia il Primitivo di Manduria Es 2010 di Gianfranco e Simona Fino, piuttosto che il Brunello di Montalcino riserva di Biondi Santi, il Barolo Monfortino di Giacomo Conterno, il Bolgheri rosso Sassicaia di Tenuta San Guido o il Barbaresco Asili o il Barolo Rocche dei Falletto di Bruno Giacosa. Ma chi se ne frega!
Certo a scorrere ad esempio le prime 15 posizioni di questa classifica, che dovrebbe fotografare il meglio del vino italiano secondo il parere unanime e concorde di quelle cose discutibili (e ampiamente discusse ad ogni loro uscita) che sono le guide, di eno-stranezze se ne vedono parecchie.
Non si trovano in classifica fior fior di vini che hanno fatto e fanno la storia del vino di qualità italiano, dai Barolo di Bartolo (e oggi Maria Teresa) Mascarello o di Beppe Rinaldi o ancora il Monprivato e la selezione Ca’ d’Morissio di Giuseppe Mascarello ai Langhe Nebbiolo di Monsù Gaja.
E poi il Brunello di Montalcino di Case Basse, e una marea di altri vini, pescati ancora nelle Langhe, a Montalcino, al Sud, dal Taurasi Radici riserva di Mastroberardino al Salento IGT Graticciaia di Agricole Vallone, per citare solo alcuni dei primi grandi vini, dotati di storia, che mi vengono in mente.

Ma troviamo invece, solo per citare qualche nome delle più “stravaganti” presenze, il Dedicato a Walter 2009 Poggio al Tesoro (Allegrini), il Do Ut Des 2010 Carpineta Fontalpino. E poi, ancora, lo sconosciuto, almeno per me, Poggio de’ Colli 2012 Piaggia-Mauro Vannucci, ed il Montepulciano d’Abruzzo Mazzamurello 2009 Torre dei Beati. Vini la cui centralità e indispensabilità nel panorama enoico italiano è tutta da dimostrare…
Ma poi bella gente, permettetemi una sommessa domanda: ma a chi interessano e giovano, ”vincitori” a parte, simili classifiche? E’ lecito pensare che all’alba del 2013 ci siano ancora eno-appassionati che in enoteca o al ristorante, o ristoratori che nella scelta dei vini da acquistare si affidino al responso di questi altri eno-vaticini?
Vogliamo pensare che nell’epoca dell’informazione diffusa il consumatore sia ancora tanto “ingenuo” da farsi condizionare dal responso incrociato sul “migliore vino rosso”, dai risultati, sempre molto ragionati, dei Top 100 di Wine Spectator, Wine Enthusiast, dai 98 centesimi di Parker o di Giacomino Suckling e dallo sterminato elenco di vini premiati, spesso senza un minimo di ordine logico, dalle varie guide?
Siamo persuasi che il consumatore fortunatamente “sgamato” di oggi, voglia ancora farsi condurre per mano e che non abbia strumenti critici tali da consentirgli di scegliere, in base al proprio palato, non al responso di una o più guide congiunte, o di qualche guru, quali siano i vini che si confanno al suo gusto, quali i vini che vale veramente la pena di non perdere? Io, pur prendendo doverosamente atto che in questa singolare Top 100 di Gentleman, mensile di Milano Finanza, appaiono vini veramente classici e dotati di una rispettabile e consolidata storia alle spalle, tipo il San Leonardo della Tenuta San Leonardo, il Barolo Cannubi Boschis di Sandrone, l’Amarone della Valpolicella Classico di Bertani, il Torgiano Rosso Vigna Monticchio Riserva di Lungarotti, il Brunello di Montalcino Riserva di Franco Biondi Santi, resto molto scettico sulla validità e sull’utilità di queste classifiche.
E anche a coloro che, talvolta in maniera sbracata, come si fa allo stadio con tanto di bras d’honneur liberatorio quando la squadra del cuore vince all’ultimo minuto magari su autorete, dopo che per un’intera partita la squadra avversaria aveva dominato e l’arbitro fischiato spudoratamente contro, stanno esultando in maniera esagitata per la “vittoria” del vino del cuore (vino che in una recente degustazione era però arrivato al cinquantesimo posto, non primo) vorrei rivolgere una domanda finale.

Nel caso malaugurato e spero improbabile si rivelasse fondata, anzi certa, la strana profezia secondo la quale il mondo finirebbe il 21 dicembre 2012, e foste sicuri che il 22 non saremmo più qui a eno-cazzeggiare, e aveste pertanto la facoltà di scegliere cosa fare il 21 e quale ultima bottiglia, la bottiglia dell’addio, stappare, su quale vino cadrebbe mai la vostra scelta? Restando in Italia ed escludendo Champagne, Bourgogne, Bordeaux, Sauternes, Porto, Riesling vari, e puntando ad esempio ad un grande memorabile rosso, un vino da congedo definitivo o da isola deserta, puntereste davvero sul vino proclamato “migliore vino rosso d’Italia 2012”, o magari su un altro che si è piazzato al quarto posto (de gustibus…) o scegliereste piuttosto, a voi la facoltà di scelta, altri vini?
Io non ho dubbi su cosa sceglierei (e non l’ha nemmeno un dichiarato super fan di questo vino, che non lo sceglie come vino da stappare, nel malaugurato caso, il 21 dicembre) e voglio pensare che molti di voi, pur con tutto il doveroso rispetto per i verdetti delle classifiche incrociate delle italiche guide dei vini e per “l’Orgoglio Primitivo”, farebbero altrettanto…

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23 pensieri su “E se alle classifiche (più o meno incrociate o trasversali) dei vini dicessimo finalmente basta?

  1. ha ragione Ziliani: basta con queste classifiche che fanno tanto bar sport. A chi interessa sapere che il vino x piuttosto che quello y o z risulta “il migliore” secondo i giudizi incrociati delle varie guide?
    E chi ormai prende sul serio oggi quello che dicono le varie guide?

  2. Mi sta bene dire che le guide servano a zero, perchè lo penso pure io, in ogni caso sono prodotti che stanno sul mercato e sui quali ognuno esercita la propria libertà di acquisto.
    Mi sta molto meno bene dire “chicazzé” verso una serie di vini, anzi di produttori, che per la prima volta assurge agli onori delle cronache enologiche. Io sono per un mondo del vino aperto oppure vogliamo sempre parlare di soliti noti? Diciamo che siamo un Paese vecchio dove i giovani non hanno spazio e poi ci lagniamo se si affacciano delle cantine nuove in luogo di quelle tradizionali?
    Ad esempio il Mazzamurello di Torre dei Beati (cantina che fa una serie di prodotti di ottimo livello) non sarà forse centrale nell’enologia italica ma è pure da dimostrarsi che quel vino sia inferiore a certi super blasonati ever green che fra un po oramai troveremo pure agli scaffali del discount

    • Diego, prendo atto e pubblico ma con un dubbio. La parte finale del suo commento non sarà mica un “consiglio per gli acquisti” fatto da qualcuno ha magari a che fare con quell’azienda? 🙂

  3. Suvvia, non pensi sempre che ci sia un secondo o terzo fine…non lo pensa di Monti e lo pensa di me?
    Sono solo un povero ristoratore e se ho parlato del Mazzamurello è perchè avendolo in carta lo conosco personalmente come vino mentre le altre new entry mi sono sconosciute.

    • ha ragione Diego e faccia sapere qualcosa di più, a me povero ignorante di questo vino, qualcosa in più di ‘sto Mazzamurello… Lo assaggi per noi, ce lo racconti… 🙂

  4. Interessante, però, come della classifica uscita da una “recente degustazione” dove l’Es di Fino “era però arrivato al cinquantesimo posto, non primo” non se ne fosse proprio del tutto fregato, come invece invita ora a fare con l’eloquente vignetta che accompagna il suo post. O forse dobbiamo pensare che quella classifica non appartenesse al genere delle classifiche “più o meno incrociate o trasversali” alle quali qui si rivolge e che quindi per questo fosse immune da critiche? O forse ancora dobbiamo pensare che occorra dire “finalmente basta” alle sole classifiche che vedono in cima alla lista l’Es di Fino?
    Se davvero il 21 finisse il mondo io non avrei dubbi: non stapperei alcuna bottiglia di vino, ma mi leggerei qualcuno dei suoi pezzi; almeno finirei i miei giorni in letizia… Buon Natale, Ziliani.

      • Ziliani, lo ribadisco: lei è davvero troppo divertente. Dopo Grillo leader politico e Benigni che spiega la Costituzione, non mi stupirei se il futuro riservasse anche per lei un ruolo “pubblico”.
        Di nuovo buon Natale.

        • non ci penso nemmeno, anche se autorevoli personaggi, a Montalcino, mi definiscono “una risorsa per il Brunello” 🙂
          Io sarò divertente, ma lei, evitando il riferimento al post che le ho segnalato, si rivela un virtuoso del dribbling o dello slalom

          • Non ho dribblato, le ho risposto. E siccome stupido non è, anche lei ha capito tutti i sottintesi che c’erano da capire. E come lei anche chi legge.
            Al buon Natale, aggiungo l’augurio di un felice anno nuovo.

          • in verità io non ho capito, né i sottintesi, né l’eventuale risposta, di cui non trovo traccia. Speriamo che i lettori di questo blog siano più acuti e abili nell’individuarli.
            Buon Natale e felice anno nuovo anche a lei e ai suoi cari. A chi crede nella validità di certe classifiche e a chi le trova, invece, del tutto inutili… 🙂

          • al Signor “rayodisole” che mi ha mandato un commento che non posso pubblicare perché letteralmente incomprensibile e chiaro solo a lui, dico che sono interessato a sapere qualcosa e a farlo sapere ai lettori di questo blog dell’andamento della serata di ieri.
            Per cui se lui o uno dei suoi entusiasti amici presenti ieri sera volessero scrivere, però redatto in italiano corretto e comprensibile non in un linguaggio ignoto, un resoconto della degustazione dell’Orgoglio Primitivo di Manduria, ed inviarmelo, sarò lieto di pubblicarlo, come contributo ospite, su Vino al vino.
            Però scritto in italiano e con ragionamenti sui vini degustati, altrimenti non se ne può fare nulla…
            A lei lanciata la palla

  5. Credo più nelle guide descrittive, che in quelle che danno indicazioni ben precise.
    Anche quest’anno ho letto di tre bicchieri, tre tazzine, tre faccine, sicuramente meritati,, ma dati spesso a vini di bella e fascinosa beva proprio perchè semplici, senza scorgere che la massima espressione di quei vini (di cui volutamente non faccio nomi) e con qualche annetto alle spalle.

    Ps: sovente i dubbi non vengono sui primi classificati, ma su gli ultimi, uno che arriva 50 o 100 forse poteva essere stato per un momento 51 o 101 ?
    A pensar male si fa peccato …. ma certe volte

  6. Come sempre, diventa faticoso leggere un articolo del “saggio” Ziliani per le autentiche ed articolate prolissitá del suo scrivere e le inutili rivalse contro chi lavora per passione e non solo… Aimé, devo stare attento a non offendere per non finire di fare la sua stessa meschina figura… Devo stare altrettanto attento per il lessico ed il filo logico nello scrivere, altrimenti potrei esser preso per ignorante o persino non avere pubblicazione di questo post… Che figuraccia farei di fronte a cosí tanta saggezza… Quante discriminazioni… Quanta umiltà… Quanto ego!

    Avrei molte domande da fare al saggio ma chissà se potranno essere percepite…
    Domanda: Non crede che ci sia qualcos’altro sotto il profilo personale contro i Sigg. Fino piuttosto che contro un vino pluripremiato ed acclamato da più intenditori e degustatori seri? O lei e’ sufficiente a nome di noi tutti per giudicare e bestemmiare all’italia?Scenda pure dal piedistallo, ormai lí c’é posto per altri (a tempo indeterminato)…
    Altra domanda: Non le sembra di essere troppo altezzoso e arrogante nel suo “savoir faire”? Cosa dico! Lei si che può farlo… È saggio!
    Ancora un’altra domanda: non è che per caso, siccome non la considera più nessuna guida, ne è risentito al punto tale da discriminare la loro utilità? No di certo, il suo intelletto e’ sprecato per tutte queste guide. La sua mente e le sue doti vanno oltre questi tabu’ commerciali e metodici, certo! Sá mi vengono certi dubbi…
    Sarà lecita un’altra domanda e prolungarsi alla nausea?
    Non crede che così come avanza il mondo, possa avanzare il lavoro di un giovane enologo o di una cantina? Miti a parte, non crede che il mondo del vino possa avere nuove frontiere in più settori e territori? Sá, la mia mente “stranamente” mi fá essere ambizioso ed ottimista nel guardare al futuro…
    Non crede di essere squallido (non se la prenda per così tanta gentilezza) nel malignare contro un Vincitore? Vino,produttore e regione a parte, dov’é il suo onor di patria?! Cos’è soprattutto?! Posso comprendere il “de gustibus” ma non sicuramente il “carognare” contro la vittoria di un Vino e l’orgoglio di chi né fà lavoro, passione e sacrificio… D’altronde, parlo a lei di umiltà… Parlo a lei di lavoro… Mi perdoni!

    • ora, più sveglio, dopo la mia prima tazza di thé quotidiana, posso rispondere al conigliesco Anonimo, soprattutto alla sua esilarante battuta: “non è che per caso, siccome non la considera più nessuna guida, ne è risentito al punto tale da discriminare la loro utilità?”
      Il caso vuole, “signor” coniglio, che non ho mai voluto, dopo l’istruttiva esperienza maturata nel lontano 1987-88, quando collaborai, occupandomi della Lombardia e dei suoi vini, alle prime due edizioni della guida Vini d’Italia, ripetere esperienze con le guide. E che ho considerato solo come un divertissiment la partecipazione, su richiesta dei responsabili, alla prima edizione della guida di Slow Food Slow Wine, per la quale ho redatto una quindicina di schede. Esperienza che non ho voluto ripetere, lo scorso anno, nonostante, chiedere a Gariglio, mi fosse stato proposto di ampliare la mia collaborazione.
      Quindi signor petulante e disinformato “Anonimo” pugliese o di qualche altra città del centro Italia, ha perso, una buona occasione per tacere e non fare una brutta figura

  7. il Mazzamurello di Torre dei Beati è un grandissimo vino. Se non lo conosce , sara’ in degustazione il 21 gennaio a Bologna , serata ONAV : Loreto Aprutino raccontata dai suoi vignaioli,

  8. Il coniglio rimane sempre un’animale tenero e “batuffoloso”, sempre meglio di una iena inferocita… “Mannaccia, sono di nuovo cascato nel tranello dell’arroganza e degli insulti a mal figura”… L’occasione per tacere l’aveva avuta proprio Lei, dopo il suo primo commento, era ampiamente sufficiente, ma ovviamente la teina che contiene il suo thé mattiniero ha risvegliato il suo ego e la sua permalosità… Non è che per caso sarebbe meglio fare colazione con una camomilla e del miele? (col miele, abbondi pure)…
    Ah dimenticavo, gira voce che anche Radici wines non la c… considera più…
    Chi se ne frega, come dice Lei, tanta saggezza sarebbe sprecata per noi tutti eno-terrestri, piuttosto, faccia un blog che non si chiami “Vino al Vino”, ma “Saggezza a saggezza” . Sarebbe eccezionale, immagini quanti veri saggi la continuerebbero a deridere… Mannaccia, son tornato ad offendere!!!
    Saluti da Roger Rabbit

    • rispondo solo alla bischerata relativa a Radici: si rivolga a Nicola Campanile, che é intervenuto qui ieri, e con il quale ieri ho avuto un cordialissimo colloquio telefonico, per avere una risposta. Lei, che vive in Puglia, o pensa di saperne di cose pugliesi, magari é più informato di lui e di me… Dimenticavo, proprio questa mattina Nicola, l’inventore e patron di Radici del Sud, mi ha ricordato via sms questo fulminante pensiero di Montanelli: “Non c’é alleato più prezioso di un nemico cretino”. Penso che Montanelli, una volta di più, avesse clamorosamente ragione…
      mi stia bene…

  9. Io sono ( relativamente ) giovane e da soli due anni mi sono appassionato del vino, quindi ( per avere almeno una panoramica generale di questo mondo ) credo che quantomeno per le persone come me possano comunque essere d’aiuto; fra tutte le guide preferisco Slow Wine, anche perché non esprime i propri giudizi in punteggi ( salve le bottiglie, chiocciole, ecc.. ) ma fornisce una descrizione ( più o meno esaustiva ) di ogni singolo vino degustato, così il lettore può farsi un idea di cosa potrebbe trovare nel bicchiere. Personalmente credo che sia il metodo più bello ed utile ( per il consumatore ) per recensire un vino.

  10. Sig. Zigliani, guardi che ci sono anonimi ed anonimi, ed in effetti alcuni valgono meno di 2 vecchi quattrini . . . ferraresi. (Vecchia moneta del 1380)

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