Manduria, serata Orgoglio del vino pugliese lunedì a Taranto. Una celebrazione in pompa magna


Accidenti alle distanze, come è lunga e lontana la Puglia! E’ solo perché Taranto è lontana e per esserci, lunedì sera, avrei dovuto stare via da casa un giorno e mezzo abbondante, altrimenti non mi sarei perso assolutissimamente l’appuntamento che consiglio caldamente di non mancare previsto per lunedì 17 dicembre alle 20 presso la Basilica affrescata del primo secolo del Relais Histó San Pietro sul Mar Piccolo, (via Santandrea Circummapiccolo).
Il titolo, Orgoglio Primitivo di Manduria, dice chiaramente di cosa si tratterà, di un omaggio al vino identitario del tarantino e uno dei vini simbolo della Puglia enoica, un vino, come si può leggere in una delle estremamente misurate e asciutte presentazioni dettagliate dell’iniziativa, “Grazie alla passione, al sacrificio e all’intraprendenza, personale ed imprenditoriale, dei Nostri Produttori, oggi il Primitivo di Manduria, è entrato di diritto nell’Olimpo enoico di qualità assoluta…. e tra i bestseller nazionali e internazionali”.
Pertanto, sostengono, “l’obbiettivo di Noi appassionati, professionisti ed estimatori è quello di meglio conoscere quanto il Nostro Territorio offre e produce, così da poterlo al massimo valorizzare e raccontare, con fierezza e senso d’ appartenenza…”.
A parte il filo di retorica speso in questo proclama, non posso, anche per via di un po’ di sangue pugliese (mia nonna materna era nativa di Erchie, che dista undici chilometri da Manduria…), che condividere in toto l’Orgoglio Primitivo di Manduria, anche senza farne slogan o innalzarlo come “vessillo”, e plaudire all’idea, assolutamente non propagandistica, di “festeggiare” tutti insieme, Sua Maestà il Primitivo e i Suoi “padri”, in una storica ed eccezionale degustazione a 8 Primitivo, proposti dalle seguenti aziende (in rigoroso ordine alfabetico: “Attanasio, Feudi di San Marzano, Gianfranco Fino, Milleuna, Morella, Pichierri Vinicola Savese, Produttori Vini Manduria e Vigne e Vini Varvaglione”.
La serata, cui hanno annunciato la loro presenza autorità politiche e sommelieresche, ha poi ulteriori speciali motivi di interesse. Innanzitutto la possibilità di far partire da Taranto notizie molto più positive rispetto a quelle, purtroppo tristi e preoccupanti, che sono arrivate per la questione Ilva recentemente.
E poi il fatto che a condurre la degustazione sia nientemeno che “il miglior sommelier del mondo”, il super “Sommelier Campione del Mondo”, in quota W.S.A., e che tra gli otto Primitivo di Manduria scelti figuri quello che secondo una classifica redatta da Milano Finanza e che consiste nel mero incrocio dei punteggi  tra cinque guide italiane: Gambero Rosso, l’Espresso, Veronelli, Bibenda e Luca Maroni, risulterebbe essere “il migliore vino italiano”.
Cosa di cui prendo atto, per ora senza nessun commento, aspettando fiducioso, diamogli solo qualche anno, che possa diventare anche il migliore vino mondiale, pardon, interplanetario.

Il terzo motivo di interesse, e la certezza quindi di trovarci di fronte ad un progetto ben congegnato, è dato, come leggo qui, oltre che dalla volontà di partire da questa serata per “l’inizio di un riscatto di immagine”, legata all’amore per il vino, quello autoctono in particolare, che vanta forti radici in terra pugliese e che punti sulla tipicità grazie a qualche “idea nuova”, dalla presenza, come motore e instancabile ideatore di queste e altre iniziative che verranno sicuramente messe in cantiere e realizzate, di un personaggio che per me è un’assoluta garanzia.
Una figura che promette l’annuncio, durante la serata di lunedì, quando l’Orgoglio Primitivo avrà conquistato tutti,  di “un nuovo format, un “evento pilota che divulgherà nel resto del Bel Paese, e non solo, l’ Orgoglio Puglia”. Sto parlando del signor Davide Gangi, sommelier AIS, editor di un sito Internet e, così leggo, “referente alla Comunicazione di AIS Puglia”.
Devo congratularmi con Gangi, che conosco da anni e ora scopro indossare la casacca AIS dopo aver precedentemente, cosa che accade sovente anche in senso inverso in Puglia, indossato quella Onav.

Sono felice che, in collaborazione con il mega sommelier che guiderà la degustazione di lunedì sera, Gangi abbia pensato di creare qualcosa, almeno sembra di capire da quanto viene annunciato, che assolutamente mancava e alla quale nessuno aveva mai pensato.
Un progetto per promuovere e far conoscere i vini da vitigni autoctoni pugliesi, i vini identitari, espressi da uve come Primitivo, Negro amaro, Uva di Troia, Minutolo, Verdeca, Bombino nero, ecc., in Italia e nel mondo. Idea geniale, se fosse nuova.
Peccato che lo stesso Gangi (o si tratta di un sosia o di qualcuno che si spaccia per lui? Però le foto che potete vedere a corredo di questo post penso lo facciano escludere…) il sottoscritto l’abbia incontrato e visto più volte, dapprima occuparsi del servizio dei vini ai degustatori, quindi far parte, come quest’anno, della giuria di degustazione degli esperti locali, nell’ambito di una manifestazione, credo nota anche a lui e ad altri che saranno presenti lunedì sera a Taranto, dal nome dapprima di Radici e quindi di Radici del Sud, che proprio di queste cose, con un certo successo e una certa notorietà (chiedere per informazioni a Jancis Robinson, Jeremy Parzen, Tom Cannavan, Tom Maresca, Tomasz Prange Barczynski, Ole Udsen, Jane Hunt, Kyle Phillips, Ryan Opaz, Marek Bienczyk, Hervé Lalau, Pierre Casamayor, Francesco Bonfio, Elisabeth Babinska Poletti, ma anche Angelo Peretti, Jo Cooke, Gary Grunner, Piotr Kamecki, Wojcieck Bonkovski, Gregory Dal Piaz, Tom Hyland, Kerin O’Keefe, David Berry Green, ecc.) si è occupato. Come chiunque si occupi di vino, in Puglia e altrove ben sa…

Quindi pur non potendo escludere a priori che dalla ” special cuvée” composta da Gangi e dai suoi più o meno prestigiosi interlocutori possa scaturire l’Inedita Idea Geniale e Innovativa, augurando sinceramente ogni successo alla celebrazione Orgoglio Primitivo di Manduria di lunedì sera, non posso che dire: Nihil sub sole novum

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24 pensieri su “Manduria, serata Orgoglio del vino pugliese lunedì a Taranto. Una celebrazione in pompa magna

  1. anche al sabato scrive? Ma perché non se n’é andato a fare la spesa (se la può ancora permettere?) o si é dedicato ad altro invece di attaccare un produttore e un evento che mettono tutti d’accordo e vedono solo lei contrario?
    Allora se li va proprio a cercare gli attacchi che già le stanno facendo su Intravino!
    Spiegasse una volta tanto perché per lei quel vino, che non nomina, non può essere il migliore vino d’Italia!
    E lei sarebbe di sangue pugliese e un amico della Puglia?

    • Cosimo (bel nome che mi ricorda un amico indimenticabile, il grande Cosimo Taurino) io non attacco nessun produttore e nessun vino e non critico di certo un evento al quale, gratuitamente, ho fatto un po’ di pubblicità.
      Francamente non leggo quanto viene scritto, anche quando vengo chiamato in causa, su quel blog che lei cita. Non me ne può fregare di meno.
      Rivendico con orgoglio la mia piccola parte di sangue pugliese e sono un amico della Puglia e dei suoi vini come sanno in tantissimi nella sua terra, tra loro Angelo Maci, Presidente della Cantina Due Palme, ad una cui simpatica presentazione di vini a Milano ho partecipato questa settimana. E dove ho incontrato tra gli altri, ma non sembrava di essere molto contento di rivedermi, l’Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia..

  2. sarebbe interessante conoscere i criteri con cui sono stati scelti (da chi?) gli 8 Primitivo di Manduria e perché siano state selezionate alcune aziende e altre invece siano state escluse. E’ un segreto o si può sapere?

  3. Franco,
    mi sembra una delle tante serate che vengono organizzate in giro per l’Italia. Tutto ciò che permette di assaggiare, valutare, discutere e creare interesse intorno al vino è in linea generale meritevole di attenzione e meritevole di un augurio di buona riuscita. Che la Puglia poi sia una regione in rapida ascesa sia in termini qualitativi che in termini di immagine, questo è un fatto incontrovertibile i cui risultati vanno ascritti a chi ha creduto nelle possibilità di sviluppo di questa regione ed anche agli attori istituzionali, senza il contributo, anche finanziario, dei quali molte iniziative non avrebbero luogo. Io ho partecipato come membro della giuria internazionale di Radici del Sud 2011 e debbo dire che, per organizzazione, rinomanza e capacità dei giurati (me escluso), successo dei partecipanti e delle attività innovative a corredo della manifestazione principale, Radici del Sud è una collaudata palestra promozionale dei vini di Puglia e del Sud Italia. Forse sarebbe auspicabile che altre simili attività ancora oggi nella mente di alcuni volonterosi, anziché porsi come contraltare a Radici del Sud, si mettessero più proficuamente a disposizione per unificare le risorse umane e economiche e ottenere un ancora migliore risultato nel rapporto costi/benefici, riconoscendo a Radici del Sud una formula ormai collaudata ed un diritto di primogenitura conquistato sul campo e dimostrato dai fatti.

  4. da pugliese e semplice appassionata di vini credo che manifestazioni come Radici del Sud abbiano fatto molto per far conoscere i vini pugliesi ad un pubblico di esperti qualificati. E’ stato anche grazie a Radici che diversi produttori pugliesi hanno trovato importatori all’estero.
    I nomi delle persone che hanno partecipato e le loro storie dimostrano che si tratta di qualcosa che sarebbe sciocco ignorare o addirittura boicottare. Conoscendo l’individualismo dei pugliesi penso che sarà difficile che si realizzi quanto augurato da Francesco Bonfio nel suo intervento…

  5. J’ai adoré mon séjour dans les Pouilles pour Radici del Sud 2011 – l’accueil, l’organisation, les vins. J’ai découvert des cépages très intéressants que je ne connaissais pas comme la falanghina, le nero di troia, l’aglianico ou le greco; alors viva Puglia! Je reviens quand vous voulez!

  6. Ciao Franco. Grazie della segnalazione, e in bocca al lupo ai produttori del Primitivo, certamente, e agli organizzatori. Tuttavia, permettimi di dire che mi pare che la Puglia e i vini che nel Sud vengono tratti dai vitigni autoctoni abbiano già una fondamentale occasione di promozione che è, come ben ricordi, Radici del Sud. Ho avuto la fortuna – dico fortuna – di far parte della giuria internazionale di Radici quest’anno e sinceramente (e con un po’ di sana invidia) devo ammettere che rassegne vinicole così ben pensate ed allestite sono cosa rara in Italia. Sia il momento business to business che le degustazioni ufficiali sono un’utile occasione di incontro e di approfondimento con la realtà produttiva meridionale. Almeno per me questo sono state. Ne sono tornato rigenerato, e con un po’ di entusiasmo in più, per la Puglia, per i vini del Sud e per la passione per questo bizzarro mestiere che è lo scrivere di vino. Ecco, di questo vorrei che i produttori della Puglia, della Campania, della Calabria, di tutte le terre vinicole del Sud fossero coscienti: Radici è un patrimonio che hanno la buona sorte di possedere. Certo, nulla vieta che altri possano pensare ad ulteriori iniziative, ma non vorrei che questo portasse a una divisione: oggi serve far fronte comune, assolutamente, valorizzando quel che di positivo già c’è. Io la penso così.

  7. Davvero tutta concorde la critica del vino italiano sul vino che verrà celebrato domani sera?
    Non mi sembra, visto che in una recente degustazione di vini italiani fatta da una giuria variegata guidata dal sommelier che sarà a Taranto domani, era arrivato cinquantesimo e non primo…
    Ne aveva scritto anche lei, qui:
    http://www.vinoalvino.org/blog/2012/09/e-il-presunto-miglior-vino-rosso-italiano-arrivo-ultimo.html
    Ma che palle con queste classifiche che lasciano il tempo che trovano!

  8. lei si é sceso in campo come un Don Chisciotte a difendere Radici del Sud. Ma mi chiedo dove sia il suo inventore, il suo amico Campanile, e perché non si faccia sentire…

    • Enrico non so se Nicola Campanile abbia letto il mio post e cosa ne pensi. E francamente non mi sono posto questo problema e non me lo pongo. Non so nemmeno se in futuro continuerò a collaborare con lui e con quella manifestazione che ho indubbiamente contribuito a far crescere. Ma ho ritenuto doveroso proprio per il lavoro fatto per Radici ed essendo riuscito a coinvolgere ospiti internazionali di una certa importanza e notorietà, spendermi di fronte al tentativo in atto di far dimenticare l’esperienza di Radici e la sua importanza, trascurata chissà perché da alcuni, nella promozione dei vini pugliesi e del Sud in Italia e all’estero.

  9. Franco, ti ringrazio della segnalazione, sempre troppo generosa nei miei confronti.

    Secondo me, Radici del Sud aveva tutti i prerequisiti per diventare un modello lavorativo per la promozione e per la divulgazione dei vini italiani nel mondo.

    A parte l’ambiente accogliente (e bellissimo tra l’altro) e l’organizzazione quasi perfetta, mi è sembrata un’occasione ideale per lo scambio di idee e di informazioni tra giornalisti e professionisti del vino.

    Nelle mie esperienze, non avevo mai visto un raduno di persone così colte e preparate.

    Mi auguro che gli organizzatori del Festival Radici avranno la possibilità di riprendere il “filo rosso” di questa esperienza, di cui ho dei ricordi bellissimi (ero stato convocato a far parte della giuria per l’edizione del 2011).

  10. Sarebbe interessante sapere perché il compilatore della famosa classifica incrociata non abbia tenuto in considerazione anche le valutazioni della guida di Slow Food, Slow Wine. Eppure mi sembra che gli abbiano dato il ricoscimento di “Grande vino” o mi sbaglio?

  11. I am not sure if I caught all of the nuances of Franco’s post as my Italian is very poor, but I have to say Radici del Sud has been entirely focused on the indigenous grapes of Puglia and the south for many years and it has been my pleasure to judge there on two occasions. On each I have seen the passion of the organisers for the grapes, the wines and the region, and I wish them and the wineries who participate every success for the future.

  12. Questo pomeriggio ho ricevuto questo stravagante commento, diciamo così, scritto in un italiano molto precario. Un “commento” che lascio ai lettori di questo blog giudicare e valutare, trovando loro, se ci riescono, un senso logico a queste espressioni un po’ confuse.
    Io ho provato a rilanciare la palla e invitare questo commentatore a riscrivere, in italiano, non nella sua strana lingua, questo commento. E ho lanciato la piccola “sfida”: provare a scrivere, in maniera chiara e intelleggibile, un resoconto della serata Orgoglio Primitivo di Mandurai di ieri sera e inviarmela perché possa pubblicarla su questo blog e renderla disponibile ai lettori.
    Poiché l’autore di questo testo strampalato mi ha risposto di non aver intenzione di farlo ho pensato allora di pubblicare, come testimonianza antropologica, questo “commento”, espressione di un modo di guardare al vino, di viverlo, di commentarlo, che é lontano anni luce dal mio pensiero.
    f.z.

    Mi faccia censurare solo dai MAYA il 21 dicembre….. lasci solo pochi giorni di vita al mio post……. Lei è simpatico quando fa ironia ma purtroppo non riesce a farla per non piu di tre o max quattro paragrafi… poi esce fuori il DNA e come posso negare che è se stesso?? Condivido il MOTTO CHE SE NON LO FACCIO IO FA SCHIFO TUTTO…o meglio se lo fa uno che PRIMA STAVA CON ME E ORA NO PEGGIO ANCORA… ma alla fine quello che conta è la mia PERCEZIONE DELLA SERATA…che ha incontrato un UNIVOCO SUCCESSO DA PARTE DEI PARTECIPANTI..
    Nessuno si aspettava di trovare I MIGLIORI PRIMITIVI DELLA PUGLIA COME LEI O ALTRI… hanno partecipato in tanti come non da molto tempo accadeva.. e CERTAMENTE non volevano bersi 20 primitivi ma solo qualcuno di essi in compagnia di qualcuno che FACESSE UNA DEGUSTAZIONE INSIEME A LORO FUORI DALLE RIGHE….cercando di trovare la propria bravura quando il proprio sentore era lo stesso del migliore sommelier del mondo in carica…
    TUTTO QUI……a me delle sue amicizie PREGRESSE ED ATTUALI…come a tanti altri….. COME DEL SUO GIUDIZIO SU ES O ALTRI VINI… non mi interessa nulla come a tanti altri…
    A me interessa partecipare alle serate E GODERE DI QUELLO CHE MI OFFRONO SENZA VEDERE LE ETICHETTE (CHE ERANO PERALTRO NASCOSTE) o CHI STA IN PRIMA FILA……
    le posso assicurare che degli 8 vini sicuramente 7 erano all’altezza….
    le assicuro anche che in Puglia ce ne sono altri 28 all’altezza ma questo è solo un vantaggio…non è una nota di critica PERCHE’ SI POTRANNO FARE ALTRE 5 SERATE DI ALTRI ORGOGLI…..
    Mi scusi poi SE LE AGGIUNGO CHE ALLA SERATA HANNO PARTECIPATO CON PROFICUO ANCHE IL CAPOCOLLO DI MARTINA E LA CIOCCOLATERIA BERNARDI E ALTRI SENSIBILI A QUESTE COSE CHE CI METTONO DEL PROPRIO…
    Sono solo da ringraziare……ma forse a LEI interessava solo UN BLOGGER e UN PRODUTTORE DI LAMA… gli altri avevano un ruolo secondario… o MI PERMETTE DI DIRE CHE SONO MENO MEDIATICI?????
    Concludo con rivelarle una CHICCA… ieri sera alle 22.00 avevo predetto che avrebbe scritto di qualcuno e qualcosa… FORSE HO UN CONTATTO CON I MAYA ANCHE IO????
    La aspetto a Cisternino… in Puglia abbiamo LA FORTUNA ANCHE DI AVERE UN SITO SICURO OLTRE CHE QUALCHE PRIMITIVO FORTUNATO…mi scusi se nel fortino mi porterò qualche mia bottiglia preferita dalla cantina e io SONO AUTOCTONO….
    Li però non si parla di etichette…di passaggi di associazioni e di null’altro ne ironicamente ne direttamente… DOBBIAMO CONCENTRARCI SULLA FINE DEL MONDO… e mi permette di degustarla con uno degli 8 di ieri sera… senza che gli altri valenti primitivi se ne vogliano….
    Le auguro buon Natale……

  13. Nessun problema a farmi vivo, ma non ritengo necessario “difendere” il nostro lavoro come a intenderlo in contrapposizione ad altre attività dello stesso genere. Con Radici/Radici del Sud e altri numerosi eventi, da tempo facciamo promozione dei vini da vitigno autoctono in Puglia e nel Sud Italia, voi dite con un certo successo, quello che con rinnovato entusiasmo ogni anno cii spinge a intensificare l’impegno per affinare gli strumenti di cui cii serviamo per dare all’immenso patrimonio di cui disponiamo la possibilità di essere riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Ben venga ogni iniziativa che concorra a questo genere di finalità, sarebbe davvero contraddittorio criticare attività che nascono con la stessa intenzione di valorizzare i nostri vitigni. Mi auspico anzi che la pluralità delle iniziative nel nostro settore non ci dividano ma anzi contribuiscano ad arricchire con le idee e le proposte di ogni amante del vino un progetto molto ambizioso che coltiviamo, tutti, con grande cura e partecipazione emotiva.

    • caro Nicola leggendo il tuo commento mi sembra che tu sia pronto a candidarti con Casini ed il Centro vecchio e nuovo, perché il tono e le argomentazioni, te lo dico da destra, suonano vagamente “democristiane”… 🙂

  14. Stravagante é un complimento che accetto… Le correzioni grammaticali le lasci agli insegnanti della scuola primaria…
    Le ho già detto che quando si scrive con un palmare su di un blog quale commentatore si scrive di getto e non si correggono le parole ..
    Cosi il commento resta originale e rende esattamente lo stato d’animo e i contenuti strafalcioni inclusi..
    La ringrazio per il suo esercizio democratico.. Lo ho molto apprezzato..
    Attendo con serenità quello che lei ha auspicato.. Non ci sono problemi..
    Buona serata…

    • Faccio fatica a credere che il teorico dello strafalcione in libertà che ha inviato quel commento questo pomeriggio sia la stessa persona che ha inviato ora questo nuovo commento, scritto in corretto italiano e con un’insospettabile lucidità.
      Del resto anche l’indirizzo I.P. dei due commenti che dovrei credere essere inviati dalla stessa persona non é lo stesso, ma é cambiato… Questo mi fa un po’ pensare… 🙂

  15. Juste un mot pour dire tout mon intérêt pour la préservation de l’identité des régions viticole de notre cher ancien monde latin. Alors que la course au enième chardonnay, merlot ou syrah ravage les esprits et les gosiers, il faut saluer la volonté de mettre en avant les cépages anciens, avec leurs qualités identitaires, parfois leurs défauts que les viticulteurs s’attachent à gommer, mais toujours avec un lien au terroir , une alliance validée par des siècles d’observation. C’est pour cela que des initiatives comme Radici del Sud sont à encourager : je garde un excellent souvenir de ma participation en 2011, où j’ai découvert que les vins des Pouilles s’étaient hissés au niveau des meilleurs, un petit parfum d’authenticité en prime. Un salut confraternel à tous.

  16. Radici del Sud was a great experience for me and the perfect place to learn more about the wines of Puglia and the south of Italy. Franco and the entire group did an amazing job and it was one of my favorite wine trips that I have been on in the last twenty five years. For the past twenty five years I have been promoting and selling Italian wines in the USA with the understanding you never stop learning or know enough. Radici introduced me to new Italian grapes from the south, rose style wines and crisp aromatic white wines that I am now a big promoter of in the USA. The three most important parts of the trip for me was; the judging for the pure education of the different wine making styles, I made new contacts and friends with wine people from all over the world that I have stayed in touch with and have discovered wineries that wanted to be imported into the United States that has helped my business. This was not just like any tasting or judging trip I have ever been on, It showcased the passion and the commitment that the organizers have for the indigenous grapes of the region and the sheer love that they have in sharing their knowledge. I have spoke very highly of Radi del Sud to all of my clients and peers in the USA. I have truly become an ambassador of the region of Puglia, it’s indigenous grapes and its people.
    Thank you again for inviting me
    Gary Grunner

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