Ricci alias marchese del Grillo cerca di mettere il cappello su Linea Verde

Non so se avete presente Bibenda 7, il Web settimanale enoico emanazione di A.I.S. Roma e Bibenda editore, che conta tra i suoi collaboratori un po’ tutte le creature, enoicamente parlando, del Marchese der Grillo, pardon, Franco Maria Ricci. Se non lo conoscete, come può darsi accada anche con il Doctor Wine di un altro amicone di Ricci, che articoli di una certa sostanza, soprattutto quando tratta di vini francesi, pur li propone, non preoccupatevi, non vi siete persi granché.

Eppure, anche se i responsabili di queste web pages sembrano non cogliere, come pure accade ad altri, cosa significhi fare veramente comunicazione incisiva e non routinière sul vino in Rete, vi consiglio di tenere d’occhio d’ora in poi e monitorare attentamente Bibenda 7. Perché è su questo sito che Ricci ha deciso di dare testimonianza della sua discesa in campo. Ossignur direte voi, vuoi vedere che il boss de A.I.S. Lazio ha dato ascolto al consiglio espresso da questo blog e ha deciso di candidarsi anche lui (del resto visti certi nomi che girano ci sarebbe posto pure per l’uomo dalle ineffabili camicie bicolori…), alle prossime elezioni politiche, ovviamente a fianco di chi nega ci sia la crisi e sostiene che i ristoranti sono pieni?

Ma che stai a di’? A Ricci-“a Fra’ che te serve” della politica ordinaria (come pure di fare veramente e non solo dietro le quinte il capo dell’A.I.S.) non gliene può fregare de meno. Lui, che il vino non lo vende e, dice lui, lo racconta “per fare crescere con questa cultura le prossime generazioni” (un vero disinteressato benefattore…) mira molto più in alto. Lui aspira a fare vera informazione, a proporsi come il consigliere del principe (lui, espressione perfetta di un certo mondo romano, si accontenta di qualche alto papavero de “Mamma Rai”), e l’ha dimostrato non in uno ma in ben due “editoriali” in forma di proclama e autocandidatura, che ha pubblicato, uno dopo l’altro, proprio su Bibenda 7. Il primo che potete leggere qui. Il secondo, invece qui.

Cosa dice in buona sostanza Ricci? Dice una cosa che è davanti agli occhi di tutti e che il sottoscritto ha più volte fatto notare, ovvero che l’informazione sul vino fatto da Sora Rai nelle varie trasmissioni di carattere gastronomico o legate al mondo agricolo fa letteralmente pena. Magari er marchese der Grillo e qualche amico suo avrebbe invece usato un’altra espressione

Bene, di fronte a questa oggettiva povertà, ad una banalizzazione fatta sistema e qualche altra furbata, ad esempio mettere in bocca ad un serio produttore altoatesino la frase, palesemente fasulla, “tutti noi produttori d’Italia ringraziamo Linea Verde per il suo grande lavoro di divulgazione dei vini italiani” , che fa er riccetto nostro? Semplicissimo, si propone, si candida, e lo fa, con la berlusconiana prosopopea di chi sembra dire “ghe pensi mì”.

Lo fa con lo “stile” che gli è consono, blandendo i potenti di turno, scrivendo che “inizialmente avevo pensato che il cambio di testimone alla Direzione di Rai Uno da Mauro Mazza a Giancarlo Leone potesse avere influito positivamente sull’arrivo del Vino in trasmissione”, e poi, facendo nomi e cognomi e ampio inutile, retorico, incongruo, uso di maiuscole, attaccando, perché, sostiene, “nulla ha fatto il nuovo Direttore di Rai “Uno per inserire il vino a Linea Verde, nulla ha fatto il Direttore Gubitosi per dare al vino lo spazio che merita, il Vino in una trasmissione di Stato che pure è la seconda voce attiva della bilancia dei pagamenti e prima dell’agroalimentare. Che è Arte e Cultura del nostro Paese”. Chiudendo il primo pronunciamento pro domo sua, “con una precisa denuncia. Al Direttore Generale della Rai e all’Editore signor Ministro dell’Economia, per verificare perché il Vino non sia mai argomento della trasmissione televisiva citata e il perché di questo insolito ringraziamento”. Anvedi!

Nel secondo articolo, caso mai non avessero capito, rincara la dose ricordando che “nelle ultime due domeniche la trasmissione di Rai Uno ha mostrato tutta la sua fragilità di conduzione e direzione”, e poi prosegue, con un capolavoro di trombonismo, cercando di arruffianarsi quasi con movenze vespiane la benevolenza e l’attenzione di chi comanda, dicendo “grazie a tutti coloro che in Rai aiuteranno l’Italia parlando di Vino e parlandone bene, con cognizione e cultura, anche qualche minuto in più”.

Ringraziando e cercando di fare tesoro dei contatti avuti in uno dei vari eventi mondan-spettacolar-glamour prima che enoici che regolarmente organizza invitando albani carrisi e antonelline clerici vari, starlet e comici di dubbia comicità, ad esempio “Luigi Gubitosi, Direttore Generale Rai, che abbiamo scoperto essere un appassionato del grande Vino del mondo, con la speranza che indichi a Giancarlo Leone Direttore di Rai Uno, la strada per inserire il vino in moltissime trasmissioni, perché il Vino è fortuna, rende tutto più allegro e dona spessore ad ogni scrittura: da Dom Perignon ’64 del primo 007, il cinema e la televisione che ospitano il vino si fanno ricordare per sempre”.

E poi ringraziando “Mariapia Ammirati, amica di anni, Vice Direttore di Rai Uno, grazie se potesse prestarsi a notaio di quanto stiamo chiedendo per il nostro Paese”, e “Carlo Raspollini, che come bravo autore potrà scriverne ancora e bene perché è Sommelier; grazie per dare al vino la collocazione che merita, anche se costretto, suo malgrado, a dare molto più spazio al provolone e alla ricotta”.

Perché questa autocandidatura così spudorata e senza mezzi termini? Ma semplice, amici miei, perché lui è l’editore manager della “prestigiosa rivista rivolta agli appassionati del mondo del vino, agli addetti ai lavori”, perché, non lo sapevate? “L’Associazione Italiana Sommelier di Roma è oggi il centro di cultura del vino più prestigioso del mondo”, roba che i Master of wine de Londra al confronto fanno ridé, perché come proclama perentorio Ricci, le mani sui fianchi con posa pseudo mussoliniana, “Voi lo sapete, noi il vino non lo vendiamo. Ma lo amiamo e lo raccontiamo per fare crescere con questa cultura le prossime generazioni. Ci sostituiamo, per amore, all’agghiacciante assenza di chi sarebbe tenuto a investire in termini culturali, Produttori compresi. Non lo fanno, perché l’egoismo e a volte le invidie hanno il sopravvento nel suggerire come meglio vendere la propria botte, gridando che il proprio vino è meglio di quell’altro. Fingendo di non sapere che una Squadra Italia del Vino sarebbe invincibile”.

E allora visto che Bibenda e A.I.S. Roma sono questo e come diceva uno slogan Rai, “di tutto di più”, e fanno tutto questo disinteressatamente, solo “per promuovere la cultura del vino, prodotto ricco di storia, tradizione e fascino”, o dirigenti duri di comprendonio della Rai Radio Televisione Italiana, una delle più grandi aziende di comunicazione d’Europa, il quinto gruppo televisivo del continente, cosa aspettate, visto che lui sostiene in un italiano tutto ricciano che “importante è che a noi qualcuno lassù ci ha sentito”, a chiamare Ricci?

Cosa attendete a consegnargli armi e bagagli, in fondo se in passato avete scelto uno come Fabrizio Del Noce non potete di certo fare peggio, la direzione di Rai Uno, o una bella consulenza, non pagata, perché “noi il vino non lo vendiamo. Ma lo amiamo e lo raccontiamo”, di supervisore di tutte le citazioni e presenze dell’enogastronomia italica nelle trasmissioni Rai, che poi ce pensa lui a fare una bella “Squadra Italia del Vino” coll’amici produttori sua?
Una squadra che non necessariamente potrebbe essere targata A.I.S., ma potrebbe essere esclusivamente Bibenda, visto che Ricci di A.I.S. può tranquillamente fare a meno.. Mentre é difficile pensare all’ipotesi, nemmeno tanto fantascientifica come potrebbe apparire, di un A.I.S. senza Ricci o addirittura abbandonata da Ricci…

Non perdete tempo, su sbrigatevi! O preferite che in un prossimo editoriale di Bibenda 7 Franco Maria Ricci, quello che farebbe “cultura” del vino ospitando su Bibenda gli “articoli” di tali Fede & Tinto, si rivolga a voi con la disarmante chiarezza da eno-Marchese del Grillo?

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4 pensieri su “Ricci alias marchese del Grillo cerca di mettere il cappello su Linea Verde

  1. ma questo Leoni,non sarà mica l’ex presidente di a.e.c.i…?ammazza che polimorfismo…è vero questi “galleggiano” sempre..

  2. Sono rimasto anche io sorpreso degli editoriali di Ricci. A dire il vero ci sono cose dell’Ais lazio che non condivido, non so se dipendano da Ricci o meno. Perché deve essere l’unica (?) associazione regionale a chiedere una quota extra rispetto a quella nazionale? Perché si devono vendere a prezzo guida bibenda le bottiglie restanti da degustazioni o serate-evento? Ammesso e concesso che saranno state offerte dalle cantine per scopi pubblicitari e che vengono vendute ai soci, un po’di sconto (15-20%) sul prezzo medio sarebbe opportuno. Soprattutto per chi vuol diffondere il mondo del vino.

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