Cinque giorni in Borgogna. Emozioni Chardonnay-Pinot noir by Wilma Zanaglio parte seconda

Bourgogne

Seconda parte dell’itinerario borgognone di Wilma Zanaglio, gardesana di nascita e di spirito, sommelier professionista, un’esperienza di ristorazione compiuta a Tremosine sopra Salò, quindi presso l’Osteria del Naviglio a Pavia, e Armani Caffè in via Manzoni a Milano, poi presso il particolarissimo ristorante Le Carminacee di Brescia. E già collaboratrice del mio adorato sito Internet corsaro Wine Report. Buona lettura!

HUBERT LIGNIER MOREY SAINT DENIS

E ’un uomo buffo, nervoso, l’ambiente sembra una cantina d’altri tempi, nella  parte dove degustiamo e dove ci sono le botti il pavimento è sterrato, i bicchieri sono inadatti alla degustazione di vini di tale razza, l’ufficio è ragnateloso e assai disordinato. Vini cari e molto interessanti, vivi!. Sulla linea base tendenzialmente avari, ma la gamma alta è assai in gamba!!

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POMMARD 2009

Non complesso ma varietale e potentemente incisivo.

CHAMBOLLE 2009

Liquirizioso e speziato. Sono vini autentici, magari un poco avari di polpa, o per meglio dire non particolarmente generosi e con sentori antichi.

MOREY SAINT DENIS 2009

Tannini esplosivi ciliegia e marmellata uno stile che mi incuriosisce, che comincia a lasciar trasparire il profilo dei fratelli maggiori.

LE PERRIER 1er cru 2009

Imponente, legno e dolcezza, impegna la bocca in modo completo e persistente con una direzione tannica e speziata.

Lui si sarebbe volentieri fermato qui, e se l’avesse fatto saremmo andati via senza conoscere la vera essenza dei vini di Hubert Ligner, intuendone il carattere ma senza che nella nostra memoria si stampasse la ben definita e vera forza dei suoi Morey Saint Denis e del Clos de la Roche… ma fortunatamente il cavatappi nelle sue mani ha avuto un sussulto quando uno di noi gli dice: ’… a Clos des LAMBRAYS oggi, abbiamo bevuto 4 annate di Clos des Lambrays di cui un ’98…. stupendi tutti!’ Allora ‘sbarella’ ed ecco cosa succede, ci cambia i bicchieri e…

NUITS SAINT GEORGES LE DIDIET 1er cru 2009

Vino virile di struttura mineralità con intenso frutto e spezia. La verticale scarna caratteristica dei precedenti vini si amplia in una attenta calibrata polpa.

MOREY SAINT DENIS LES CHAFFOUX 2009

Uno stile più intenso e polposo più rotondo ancora del precedente: persistente e pieno. Tannini meno vivi co un’ottima succosità. Sfiora la suadenza, ma non può non vuole, lo scheletro è troppo solido!

MOREY SAINT DENIS VIEILLES VIGNES 2009

Frutta matura ma accesa da sapida e succosa vivacità. un bellissimo impianto odoroso: frutti rossi -neri e mineralità: ardesia e lampone.

CLOS DE LA ROCHE GRAND CRU 2009

Potente elegante raffinato incredibile equilibrio tannico – acido. Bellissimo naso con personalità e complessità di frutti sottobosco e nuances minerali.

Deve essere vero che è il terroir!

DOMAINE GUY ROULOT.  MEURSAULT   

Vini di personalità spiccata, ogni parcella, ogni vigneto ha una sua direzione espressiva e un carattere preciso Jean Marc ama mettere in luce queste differenze, ogni piccolo vigneto una indole, ma tutti completi equilibrati armoniosi longevi fini. Jean Marc prima di occuparsi dell’azienda di famiglia ha fatto l’attore a Parigi! Ecco perché è subito entrato in sintonia con il gruppo! Ci anticipa subito che non ha vino da vendere che ha accettato la degustazione perché gli è piaciuta la nostra presentazione, la grande richiesta di visite il fatto che sceglie di seguirle sempre personalmente lo costringono a selezionare. Felici e promossi!

Viticoltura biodinamica fermentazione con i raspi quando la maturità permette, lieviti naturali.

Annate ultime Meursault: 2007 2008 acidità. 2009 complessità. 2010 eleganza finezza.

Che altro? Buttiamoci negli appunti di degustazione.

MARC ROULOT

10 i vini degustati:

BOURGOGNE BLANC 2009

Per 9,5 € una  bella carta d’identità del territorio fine con una sua iniziale complessità.

MEURSAULT 2009

Sensibilità eleganza finezza. Più brillante minerale complesso del precedente.

Acidità con una nuance di tannino, cresce in bocca determinando una lunghezza gustativa che impressiona le papille. Questa è la caratteristica e lo stile dei vini di Roulot: complessità persistenza, un lungo sviluppo gustativo.

MEURSAULT MEIX CHAVAUX 2009

Minerale speziato iodato sapido succoso intenso complesso strutturato infinito.

MEURSAULT LUCHETS 2009

Minerale dolce carnoso floreale: magnolia. Ritorna in bocca la mineralità, segue il succo dolce, infine la freschezza sapida, chiude la robinia. Difficile evitare I superlativi.

MERSAULT TESSONS 2009

Carezzevole cremoso e pure minerale e lungo, brillante vivo e anche splendidamente setoso. Erbe fini anice liquirizia. Un equilibrio granitico e sensibilissimo. Sfaccettato e puro. è possibile una simile meraviglia?

MERSAULT CHARMES 2009

Complesso ampio rotondo fine strutturato minerale. Toni dolci sul tipico impianto sapido-succoso. Una bocca di cristallina fermezza grande tensione e complessità.

MEURSAULT LE PERRIERES 2009

Subito al naso sasso iodio sale mare, poi cresce il dolce. In bocca invece è rotondo solo dopo diventa una lunghissima viva freschezza. Un intreccio fitto di sensazioni opposte ma adatte a creare l’armonia.

MERSAULT MEIX CHAVAUX 2008

Ampio, molto profondo, carezzevole, si sviluppa lentamente, guadagnando in intensità il potere succoso quasi piccante e certamente iodato. Una classe fenomenale composta da armonia e una straordinaria lunghezza.

MEURSAULT LUCHETS 2007

Una forma verticale e sapida menta iodio erbe. Rieslin netto deciso. In bocca esplode la trasparenza incisiva e fredda del ghiaccio salato, poi arriva la polpa: linfa succosa e infinita.

MEURSAULT LUCHETS 2002

Complessità burro tartufo nocciola, felce, pietre calde e limone una silhouette precisa tonica e potente. Seducente leggiadro incisivo rotondo unito. Sensibile, vibrante.

Un cristallo che brilla per la sua purezza, un modello di salda finezza.

Vabbè, Roulot mi è piaciuto. TANTO

Classifiche

I miei (impossibili da scegliere) migliori 3 vini:

Echezeaux Mugneret-Gibourg 2009

Clos des Lambrays 1993

Meursault Luchets 2002 Roulot

Ristoranti da non perdere:

(non trascurate mai che a pranzo in Francia gli stellati fanno dei prezzi amichevolissimi con gli stessi piatti della sera solo restringendo il menù di qualche preparazione)

APRES DU CLOCHER POMMARD

LE CHARLEMAGNE  PERNAND-VERGELLESSES

RISTORANTE BOISSOH BEAUNE

LE CHASSAGNE CHASSAGNE MONTRACHET

CHEZ GUY GEVREY CHAMBERTIN

ristoranti da EVITARE

Bistrot  du bord de l’eau a LEVERNOIS: impossibile bere, troppo alti i ricarichi e tenendo conto di come si beve girando per le cantine è troppo frustrante doverci rinunciare di fronte ad un bel piatto.

MA CUISINE BEAUNE: per me possono chiudere e cambiare lavoro.

 ….dolci compagni bella brigata addio
partiti insieme eravamo
per queste terre lontane,
ritorneremo per opposti e strani
cammini.
Catullo

Wilma Zanaglio

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
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3 pensieri su “Cinque giorni in Borgogna. Emozioni Chardonnay-Pinot noir by Wilma Zanaglio parte seconda

  1. Che bello ritrovarti Wilma.
    L’ultima volta che ci siamo visti nel tuo ristorante di Brescia risale, credo, a 5 o 6 anni fa. Meravigliosa l’idea di proporre in vendita non solo vini e cibo ma anche gli stessi mobili che arredavano il locale. E ancora così?
    Leggere le tue degustazioni porta ad inevitabile grandissima invidia.
    Per quanto concerne i ristoranti da te citati rivedendo le mie vecchie note sono concorde nell’affermare l’eccellenza di Le Chassagne e di Le Charlemagne (gli altri o non c’erano ancora o li ho trascurati) mentre mi sembri un poco tranchant con Ma Cuisine (nel mio ultimo viaggio a Beaune, 6 anni fa, ho mangiato e bevuto molto bene). Comunque, sono certo ti sarai rifatta la bocca con i maglifici dolci della pasticceria della piazza centrale della città (sull’angolo in fondo a sinistra uscendo dal passaggio che porta a Ma Cuisine).
    Prosit.
    Luciano

    • Luciano, carissimo! Ma cuisine non mi ha lasciato scelta!
      La cosa peggiore che può fare un ristorante, o una qualsiasi realtà commerciale, è sottovalutare i suoi clienti e per la pasticceria mi è sfuggita! 4 cantine al giorno non lasciano molto tempo, purtroppo. Ti abbraccio! w

  2. Pingback: Silvano Samaroli Maestro di armonia Impressioni di assaggio di Wilma Zanaglio | Blog di Vino al Vino

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