Garantito… da me! Olio extravergine di oliva Tenuta di Valgiano: un capolavoro di armonia

Confesso di avere un rapporto irrisolto, non dico conflittuale, ma per certi versi incompiuto con i vini della splendida Tenuta di Valgiano nelle altrettanto splendide Colline Lucchesi.
Pur essendo consapevole di trovarmi di fronte ad uno degli esempi più sinceri di viticoltura naturale, non improvvisata e non dettata dalle mode, ma da vere e proprie scelte culturali e di vita maturate già da parecchi anni, e pur considerando la domina di Valgiano, Laura di Collobiano, una persona delicata e raffinata, la cui personalità potei compiutamente conoscere qualche anno fa nel corso di un viaggio in auto che facemmo insieme dalla Toscana sino a Milano, e pur avendo grande stima e considerazione degli altri importanti elementi del team, Moreno Petrini e Saverio Petrilli, non sono ancora riuscito ad innamorarmi dei loro vini, parlo del Tenuta di Valgiano rosso e del Palistorti rosso e bianco.
Attendo sempre e mi auguro davvero di riceverlo di avere prima o poi il colpo di fulmine, di farmi conquistare dal risultato finale del loro lavoro nei 16 ettari di vigneto, di età compresa tra i 6 e i 40 anni con una densità di 5700 piante a ettaro, della Tenuta che “giacciono su di una terrazza di ciottoli e argille su alberese” e dove il Sangiovese “viene preferibilmente coltivato lungo il crinale di alberese, terreno che gli permette di mantenere aromaticità pur ottenendo buona struttura.
Sugli affioramenti argillosi si coltiva Merlot, in grado di mantenere finezza ed eleganza anche sulle argille e, sui ciottoli sabbiosi di arenaria, soltanto la Syrah può dare struttura oltre che profumi”.
So perfettamente che “la gestione dei vigneti segue le pratiche organiche e biodinamiche: concimazioni attraverso la semina di leguminose, inerbimento o lavorazioni molto attente, trattamenti con argille, rame e zolfo, lotta biologica ai parassiti, gestione attenta della parete fogliare” e che Laura, Moreno e Saverio non tralasciano alcun particolare per fare vini che siano l’espressione più sincera del loro territorio.

So che questo innamoramento enoico prima o poi scatterà, ma devo confessare che con Valgiano, da tempo, anche se non ho avuto modo di confessarlo, è scattato un amore oliandolo.
Considero difatti l’Olio Extravergine di oliva di Valgiano, “raccolto precoce a Novembre, rigorosamente manuale, in cassette da 18 kg al massimo, non più di tre giorni di sosta dalla raccolta alla spremitura a freddo in continuo”, uno dei migliori oli extravergini italiani in assoluto. Un olio, ottenuto dai 3000 olivi della fattoria, assolutamente impareggiabile mix di finezza e ricchezza bilanciata di sapore, straordinario.
Io non sono un esperto di oli, ma insieme alla mia ormai ex moglie, eccellente cuoca e innamorata dagli oli di qualità ancor più di me (per l’occasione la ringrazio pubblicamente per avermi supportato e sopportato per quasi trent’anni, meritandosi automaticamente un posto in Paradiso), so distinguere tra un olio semplicemente buono e uno strepitoso. Questo è strepitosamente buono.
Un olio che nasce dall’esperienza di secoli, che ha portato questa tenuta a selezionare le varietà migliori per produrre un olio gentile ed intenso: Frantoio per l’80%, cui è aggiunto una speziatura di antiche varietà, quasi sull’orlo dell’estinzione, che caratterizzano l’olio con note aromatiche uniche di cardo e carciofo. Un olio “da bere di grande armonia”, con bassa acidità dal caratteristico sapore pizzicante, fruttato al palato, ma con note di delicatezza quasi floreali.
Ogni volta che stappo una bottiglia, anzi un magnum (lo producono, oh yes!) di quest’olio rimango meravigliosamente colpito dall’equilibrio fantastico, dalla sintesi mirabile di grande sapore e delicatezza di questa spremuta di olive, che rende quest’olio adatto ad ogni utilizzo e abbinamento in cucina, dalle verdure alle zuppe al pesce, dalla sottolineatura saporosa data ad una carne ad un filo di freschezza conferita ad un piatto di pasta.
Non mi sono mai azzardato a descrivere seriamente un olio e provo a farlo ora, con consapevole goffaggine, parlando del colore giallo oro con solo una leggera venatura verdolina, del profumo intenso, clorofilloso, solare, fruttato leggermente dolce, con una nota che richiama più la foglia di pomodoro, un accenno di cardo che il carciofo.
La bocca è dolce, saporita, piccantina il giusto, il gusto rotondo, pieno di energia, fresco, con una vena lunga non pungente né aggressiva, con una grande piacevolezza e soddisfazione. Uno di quegli oli extravergine di oliva che ti fanno pensare, mentre ne consumi copiosamente, che del burro (risotto e pizzoccheri a parte) potresti anche fare a meno, ma senza olio non potresti proprio vivere…

Tenuta di Valgiano
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6 pensieri su “Garantito… da me! Olio extravergine di oliva Tenuta di Valgiano: un capolavoro di armonia

  1. Viva l’olio d’oliva; scriverlo, dirlo è come dire viva l’Italia, viva la pace. Resta tranquillo, non voglio trasformare il tuo post in una manifestazione, però ti faccio una proposta. Con una scansione che sta a te scegliere, dovresti recensire “da incompetente” (che però sa di campagna e di agricoltura) un olio extravergine. Proprio come hai fatto qui.
    Renderesti un servizio al paesaggio italiano, daresti un incentivo ai piccoli e meno piccoli allevatori di olivi (a proposito: olivi, ulivi?) e produttori di olio.
    Perché l’olio d’oliva è tante cose ma soprattutto “Ti Condisce la Vita” e lo fa in modo impareggiabile. Buona giornata a tutti e che vi fili liscia come l’olio. Quello meglio.

  2. Non discuto la bontà dell’olio, ma i “tre giorni di sosta” delle olive mi sembrano ben strane, a quel punto è bell’iniziata la fermentazione o no?

    • Credo che sia una preoccupazione eccessiva. le regole generali parlano di “max 5 giorni di conservazione nelle condizioni ottimali”. Che poi un bravo frantoiatore voglia ridurre al massimo, anche meno di 3 giorni, la permanenza, va da se. Certo che non puoi attenderti un pronti-via in un sistema di trasformazione che deve lavorare una produzione concentrata in poche settimane!

  3. Produco anche io olio e sinceramente 3 giorni per un olio di qualità eccelsa non sono troppi…SONO UN’INFINITA’! Io non dico di poter frangere entro qualche ora…ma almeno in 24 dalla raccolta si.

  4. Concordo pienamente con Ivan sul fatto che più i tempi fra raccolta e molitura sono ristretti ne guadagna la qualità del prodotto.
    Il sogno di ogni produttore di olio credo sia frangersi da solo le olive raccolte in giornata ma da una parte la burocrazia che ci sarebbe da affrontare per questa cosa, dall’altra la stanchezza di una giornata passata a raccogliere mescolata alla nottata di frangitura che sarebbe fisicamente devastante…..
    Avere un frantoio che lavora a due passi aiuta molto anche se a dirla tutta non privilegia la quantità di olive raccolte in totale ma il conteggio de lpeso delle olive di ogni singola macinatura e per questo molti produttori fanno il quantitativo che serve per non dover rientrare nella super tassa…….

    • Solo il fatto di parlare di olio mi rende entusiasta. Ma proprio la mancanza di comunicazione rende assolutamente necessario il dover dare le giuste informazioni. Certamente i problemi dell’olio non sono le 24 ore in più o in meno di tempo trascorse dalla raccolta alla molitura. Ma semmai le truffe, la mancanza assoluta di valorizzazione del prodotto, lo svilimento e la mortificazione dei produttori ecc ecc.. quindi ringrazio ziliani per dare spazio anche ad un prodotto nobile ma in alla canna del gas..

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