Scelte di vita: Vino al vino si congeda e chiude i battenti

futurepastpresent

Cari lettori di Vino al vino, devo darvi una notizia che fino a qualche giorno fa non avrei mai pensato di potervi dare e che se qualcuno mi avesse anticipato gli avrei assolutamente dato del matto. Vino al vino si congeda e chiude i battenti.

Nella vita accadono a volte le cose più impensabili e imprevedibili e a me ad una decina di giorni dall’arrivo del Vinitaly, cui avrei partecipato come da tanti anni a questa parte come normale cronista e osservatore di cose vinicole, è arrivata, proprio come in quel film con Demi Moore e Robert Redford, la “proposta indecente” alla quale mi è stato impossibile, dopo riflessioni e ripensamenti vari, dire di no.

Questo pensando ad alcune mie recenti svolte esistenziali, al tempo che passa, alla pensione sempre più incerta, e alla possibilità di avere un tenore di vita assai diverso da quello che il mio lavoro di giornalista free lance sempre sul filo e senza rete mi consente.

Indecentproposal

Incredibilmente, ho chiesto più volte loro se siano impazziti, ma mi hanno detto di essere sicuri di quanto mi hanno proposto, una di quelle aziende toscane i cui vini ho sinora detto non entrare affatto nelle mie corde, anzi, e che mai avrei raccomandato a voi lettori di acquistare e bere, mi ha presentato un contratto di collaborazione triennale come responsabile della comunicazione, tradizionale e via Web, con uno stipendio, più benefit vari, che ammonta a circa quattro volte tanto avrei potuto guadagnare con la mia attività di giornalista e blogger.

Ho letto e riletto il contratto, dopo aver incontrato i responsabili, una celebre famiglia toscana, e ho accertato che non ci sono sorprese o codicilli segreti. Mi vogliono dare una barca di soldi e, perdonatemi, non ho potuto proprio dire di no.

E così, facendo contenta la mia ormai ex moglie, che si vedrà riconoscere un assegno di mantenimento molto più robusto di quello convenuto nel nostro accordo, e la mia futura eventuale compagna, cui potrò fare regali molto più glamour di quelli che mi potrei permettere attualmente, e soprattutto il mio conto in banca, che verrà ad essere decisamente più rimpinguato, ho deciso che si vive una vita sola, che tutti abbiamo un prezzo, anche il vostro ex “franco tiratore”. E ho firmato il contratto che mi lega a questa celebre casa vinicola.

Newlife

Prendetela come volete, dite pure, ne avete tutto il diritto, che mi sono venduto, che mi sono fatto comprare, che ho tradito tutti coloro che in questi anni, dai tempi eroici di Wine Report sino agli oltre sei anni di questo blog, hanno creduto che fossi un po’ diverso dagli altri. Che avrei continuato a difendere, da Don Chisciotte e idealista, il vino italiano dall’assalto e dagli interessi (questa è l’ultima volta che potrò scrivere queste cose, poi autocensura, ben pagata) delle Grandi Aziende e dei loro reggicoda. Dei quali entro a far parte, non molto trionfalmente, pur anco io.

Lo pensava anche il sottoscritto, immaginandosi un futuro precario di collaborazioni senza contratto, costretto a tirare la carretta tra una citazione e richiesta onerosa di risarcimento danni (mica per insulti, solo per aver espresso un mio diverso sentire, come nel caso, ho già nostalgia citando quell’antica battaglia, di Brunellopoli).

Luce

Invece ora si cambia. Folgorato dalla “luce” del mega stipendio mi appresto a scoprire e celebrare la splendente bellezza, ma che dico, l’assoluta trionfante modernità dei Super Tuscan, a scrivere che in fondo, suvvia, il Sangiovese con un po’ di Merlot o di Cabernet diventa più bbono, a dire, senza arrossire o vergognarmi, che il futuro del vino, piaccia o non piaccia ai pirla ex barricadieri com’ero io prima della firma del mio contratto, è in mano ai Grandi Produttori, mica ai piccoletti, un po’ patetici, che ce la menano co’ sta trovata dei “vini naturali”, biologici o biodinamici. Che saranno anche filosoficamente simpatici, ma al Mercato globale, alle sue leggi e ai suoi desiderata, fanno solo (avete visto come ho imparato rapidamente la lezione?) il solletico.

Mi aspetta un futuro, come è già accaduto ad altri colleghi o personaggi della comunicazione sul vino che prima di me hanno vissuto l’ebbrezza di passare alle leve del comando e di uno stipendio a cinque zeri, roba da direttori di importanti Consorzi, o da manager, mica da sfigati giornalistucoli o peggio ancora wine blogger, totalmente diverso, che prevede anche amichevoli incontri e collaborazioni con James, Robert, e persino, horribile dictu, con Luca, Ian e A.

Si cambia vita, (in questo momento non so se potrò o meno ancora essere co-organizzatore della rassegna Radici del Sud) si va verso una sicurezza e una felicità un po’ patinate che esorcizzano l’insana tentazione di passare anch’io per la strada degli “sponsor post” o di articoli, parlo di riviste e non di blog, così compiacenti e accomodanti e ovviamente elogiativi, che sembrano essere partoriti dagli uffici stampa delle aziende che si blandiscono, pardon, di cui si parla.
faccia-da-culo

Avete tutto il diritto, lo so bene, di sputarmi in faccia se m’incontrerete, di dirmi che sono un venduto e un traditore. E onde evitare questi spiacevoli accadimenti i miei efficientissimi nuovi datori di lavoro hanno pensato di sottopormi in tempo record ad una bella plastica facciale che ha reso il mio viso non proprio da adone, o da Redford o Clooney, più simile ad una side B. O simile a quello di qualche mio collega, approdato da tempo alla rassicurante tranquillità di lavorare per i padroni, che stupidamente sinora disprezzavo.
Uptoyou

Cosa ne sarà di Vino al vino? Impegnato come sono a godermi il confort della mia berlina tedesca, del buen retiro a mia disposizione a Montalcino, e delle carte di credito aziendali, non me ne può fregare di meno. Penso solo di mantenere, come un puro divertissiment, perché le “bollicine” mi rilassano, Lemillebolleblog.

Ormai deciso a passare all’incasso sino in fondo, sono in trattativa, per la cessione del dominio del blog e per la distruzione degli archivi (decisamente meglio per la mia tranquillità non imbattermi nelle ingenue stupidaggini che scrivevo sinora) con un fondo fiduciario svizzero, che su incarico di un gruppo di aziende (sospetto anche quella per cui ora lavoro) avrebbe deciso di rilevare il blog per tramutarlo in una vetrina del glamour patinato enoico. In una celebrazione Web dell’italica bacchica new wave.
tengofamiglia

In fondo, ma diciamolo e senza vergognarci!, cosa ho fatto di male se non ricordarmi che anch’io come tutti gli italiani, come amava dire Leo Longanesi, “tengo famiglia”?

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
http://www.lemillebolleblog.it/

44 pensieri su “Scelte di vita: Vino al vino si congeda e chiude i battenti

    • ma quale pesce! Possibile che non possa credere che sia passato, armi e bagagli, dall’altra parte? Non ho mica annunciato di essere diventato juventino e comunista!

      • la seguo con fortissimo interesse da molto tempo e spero di aver ragione io, per continuare ancora a leggere i suoi interventi.

        • caro Ruggero, dovrà “accontentarsi” di Lemillebolleblog. Che continuerò ad aggiornare se i pressanti impegni di lavoro me lo consentiranno. Come pure la rubrica dei rosati su Il cucchiaio d’argento: http://www.cucchiaio.it/author/franco-ziliani/
          Non voglio conflitti d’interesse. E non li vogliono assolutamente i miei datori di lavoro che mi vogliono concentrato sulla mission (spero non impossible) che mi hanno affidato

  1. ma é impazzito Ziliani? Ci sta prendendo in giro oppure dobbiamo credere a quello che oggi ha deciso di rivelarci? E come faremo senza Vino al vino?

  2. non ci dica che ora verrà a vivere nel nostro borgo. Si stava così tanto bene qui con le nostre vigne di Sangiovese in armonia con quelle di Merlot…
    Non vorrà mica venire qui a rompere i corbelli?

    • Tranquillo, Renato, questo qui è capace di venire qui e appiattirsi sui desiderata di qualche munifico imprenditore (?), dopo aver fatto la guerra dei Roses..Quando arriva qui, avrà la coscienza ben sopita.
      Oh Ziliani, c’è chi si beve il cervello, c’è chi dentro a un uovo trova un coniglio, secondo le usanze più nordiche. E meno male che ci fornisci anche un autoscatto della tua nuova identità. Adesso capisco alcuni tuoi ‘misteriosi’ messaggi delle settimane scorse.
      Ora mi aspetto che tu apra l’ennesimo sito (“madamina il catalogo è questo!”), con la pretesa di venir qui a insegnare al colto e all’inclita cos’è Report, quando (non) si occupa di vino…(insegnàa ai gatt a rampegàa) .
      Ma va la:noncilasciar, che se tu verrai qui a combinare ‘sta porcata si scatena una crisi abbandonica collettiva.
      (Ma sei sicuro? Si mangia così così, si beve perfidamente, il clima è pessimo, il paesaggio orripilante). Vuoi mettere Bergamo? E poi è più vicino alla Svizzera.

      • Silvana confesso che temevo un tuo commento e me l’aspettavo. Il fatto che tu non m’insulti e dimostri di capire le mie ragioni (pecunia, come si sa bene, non olet…) mi conforta.
        Aspetto di invitarti presto in azienda, magari una consulenza, ben pagata, scatta pure per te che di esperienza, in materia di comunicazione, ne hai da vendere. Lo capissero quegli “addormentati” del brunellesco Consorzio…
        Quanto alla Svizzera, ci ho pensato, ma nemmeno lì i capitali oggi sono più sicuri. Nemmeno in una celebre Banca senese perbacco… 🙂

  3. Dunque, riepilogando, Soldera mi ha mandato di traverso la colazione domenica mattina a Düsseldorf, tu stamani a Montalcino, se si va avanti così al posto del caffè mi ci vuole la camomilla. Ma che cavolo volete tra tutti, farmi venire la gastrite?

    • Stefano, non sia mai! Io ho aspettato a lungo che me l’offrissi tu quel posto, invece ho dovuto accettare la proposta dei nobili di turno… 🙂
      Però diglielo a quelli di Montalcino: se (S)Campatelli decidesse di andare in pensione io sono sempre disposto a venire a prendere il posto suo come direttore del Consorzio… Sullo stipendio ci si mette d’accordo, suvvia!

  4. Ma in Svizzera c’è il principale recente riferimento delle migliori banche della nostra vita – presso Lutifin, una piccola finanziaria dove hanno appoggiato malloppi grandi quanto un fatturato nazionale (30 miliardi in sei mesi su un solo account!). La notizia la danno le principali agenzie di stampa….Ma tornando a te: scusa ma ti vedo male, mi pare che il tuo naso abbia assunto una forma abnorme.
    Davvero hai intenzione di venir qui a darci fastidio?

  5. Il mondo richiede capocollo di canguro ed io mi sono stancato di stare a Vertine a fare vino e olio.
    Corono il sogno di amore con Anna Finocchiaro ora più libera da impegni e mi trasferisco in Lombardia a fare insaccati di canguro per il mercato interno ma soprattutto orientale.

    • Andrea, anche tu la tua bella scelta di vita! Complimenti e salutami la bella ex magistrato sicula dalla voce erotica. E grazie per il capocollo di canguro che abbinato ai vini dell’azienda per cui ora lavoro faranno un abbinamento tutto un babà…

      • Ho degli amici che vivono dalle parti di Faenza e la notizia del tuo cambio di vita mi era stata in qualche modo annunciata già da alcuni giorni.
        Sul vino non si scherza, dalla vigna alla tavola.
        E non sa di tappo.

        • ah, girava già la notizia Andrea? Mannaggia, non si riescono mai a tenere i segreti in questo mondo del vino.. 🙁

  6. Buongiorno, sono l’Amministratore Delegato dell’Azienda che da pochi giorni ha il piacere di avvalersi della collaborazione del Signor Franco Ziliani. Avremmo voluto mantenere il massimo riserbo sulla notizia sino al Vinitaly quando abbiamo previsto una conferenza stampa di annuncio di questo nuovo incarico, ma comprendiamo benissimo le ragioni che hanno indotto Ziliani a rompere gli indugi e a comunicare oggi la novità ai suoi lettori. Perdonatemi la segretezza e l’impossibilità di annunciare il nome dell’azienda sino all’8 aprile. Comunque noi siamo felicissimi di avere l’ex franco tiratore nel nostro team

  7. Hi Franco, I’m Dave, American wine blogger. I want to write a post about your decision to stop blogging with Vino al vino and I ask you if you can give a little interview. Can you contact me at my e-mail address?

  8. Ziliani, anche qui in Trentino siamo rimasti choccati dalla sua decisione di chiudere Vino al vino ed entrare in un’azienda toscana come responsabile della comunicazione. Spero che questo impegno non le impedisca di aggiornare il suo ottimo blog

  9. Franco,
    pur nel massimo rispetto per le tue scelte professionali debbo ammettere che è una grave perdita per tutti coloro che ancora vedono nelle proprie passioni una componente di poesia che nel mondo attuale evidentemente non alberga più. Tu eri uno degli ultimi baluardi del Vino Libero, tu avevi creato una tua immagine di purezza, incontaminazione e assoluta trasparenza che ora si sono sciolte come neve al sole. Capisco che tu esca dall’operazione carico di danaro, ma la gloria, i valori, il rispetto che ti ha stimato in tutti questi anni, contano davvero così poco?
    Oltretutto Franco ti ricordo che sei proboviro della Vinarius e ritengo, ora da semplice associato, che tu debba immediatamente rassegnare le dimissioni per incompatibilità, conflitto di interessi, sopraggiunta ineleggibilità, per bunga bunga. E questo, bada bene, senza entrare nel merito della scelta dell’azienda, comunque tu non potevi fare questo.
    Con la massima disistima, addio,
    Francesco Bonfio

    • sapevo che la reprimenda dal mio amico Bonfio sarebbe sicuramente arrivata. Non pensavo, Francesco, che tu saresti stato così duro con me. Me lo sono meritato, sono un traditore della causa, mi sono svenduto per trenta denari (in verità sono molti di più), mando subito la lettera di dimissioni al tuo successore, non sono degno di far parte del collegio dei probiviri Vinarius. Perdonami

  10. È evidentemente un pesce d’aprile.
    E se non lo fosse…. Complimenti per il salto di carriera.

    “se una cosa non la puoi comprare con dei soldi, allora la puoi comprare con molti soldi” (CIT.)

  11. Eppure eppure io li avrei letti volentieri i commenti serii ad una eventuale vera “scelta di vita” di Zillians. Purtroppo o fortunatamente -a secondo dei punti di vista – ce lo dovremo/ve lo dovrete sciroppare per anni ed anni a venire : l’augurio é sicuro come pure lo scherzo. Infatti da fonti solitamente ben informate viene confermato che piú note Case sono disposte a pagare somme interessanti a Franco Ziliani, ma solo perché smetta di scrivere. Alla somma vitalizia contribuerebbero, circolano voci, anche molti affezionati frequentatori di questo blog. Da Wikipedia” : Le origini del pesce d’aprile non sono note, anche se sono state proposte diverse teorie. Si considera che sia collegato all’equinozio di primavera, che cade il 21 marzo. Prima dell’adozione del Calendario Gregoriano nel 1582, veniva osservato come Capodanno da diverse culture distanti, come l’antica Roma e l’India. Il Capodanno era in origine celebrato dal 25 marzo al 1º aprile, prima che la riforma di papa Gregorio XIII lo spostasse indietro al 1º gennaio. In seguito a ciò, secondo una prima versione sull’origine di questa usanza, si creò in Francia la tradizione di consegnare dei pacchi regalo vuoti in corrispondenza del 1º di aprile. Il nome che venne dato alla strana usanza fu poisson d’Avril, per l’appunto pesce d’aprile.
    Ma dato che l’usanza è un po’ comune a tutta l’Europa, alcuni studiosi sono andati più indietro nel tempo e hanno ipotizzato come origine del pesce d’aprile l’età classica, ed in particolare hanno intravisto sia nel mito di Proserpina che dopo essere stata rapita da Plutone, viene vanamente cercata dalla madre, ingannata da una ninfa, sia nella festa pagana di Venere Verticordia alcune possibili comunanze con l’usanza attuale.”]

    • a Mero’! Me sa che da domani dovrai giocoforza ripiegare su un altro blog per i tuoi commenti. Disposta a pagare, e bene, é stata un’unica azienda toscana, convinta che abbia la bacchetta magica per rilanciare le sorti dei Super Tuscan. Quasi quasi mo’ mi convinco pur io..

      • A Zilliá, manco si te ce vedo…..prima te leccheno, poi te ciancicheno e poi, alla prima che je gireno li santissimi, te sputeno. E tu stai come a Don Farcuccio, senza nianca quer po’ de capitale che t’aritrovi adesso: l’integritá.
        Te vedo mejo come juventino e comunista…..

  12. Caro Franco, pensavi veramente di essere il solo a dare una notizia bomba? La vera notizia sconvolgente di oggi è che moltissimi vini prodotti in Italia e anche a Montalcino contengono il famigerato monossido di diidrogeno, peraltro rilevato in dosi massicce. La cosa incredibile che numerosi laboratori di analisi erano perfettamente a conoscenza della faccenda e tutti si sono guardati bene da avvertire le autorità di controllo; tra l’altro sembra che la cosa va avanti da molto tempo. Qualcuno potrà pensare che questo sia un pesce d’aprile, ti posso assicurare che invece è un cosa maledettamente seria che nessuno potrà smentire nei prossimi giorni.

    Se qualcuno volesse documentarsi su questa sostanza ecco il link: http://www.l-d-x.com/dhmo/facts.html

    PS. Questa sostanza qualche anno fa è stata rilevata anche in alcuni Champagne di scarsa qualità, ma come al solito i francesi hanno messo tutto a tacere.

    • Carlo, riporto il tuo commento sottolineando che nessuno, io per primo, intende in tal modo generare allarmismo o mettere sul banco degli imputati i vini prodotti “anche a Montalcino”. Qui non é più questione di “pesci d’aprile”, ma di fare corretta informazione e di riferire dati scientifici. Se puoi metterci a disposizione altri dati ed elementi di riflessione e di conoscenza il sottoscritto ed i lettori te ne sarebbero estremamente grati. Non mettiamo inutilmente benzina sul fuoco che la situazione é già di per se incandescente.
      E per spegnerla suggerisco di leggere qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Beffa_del_monossido_di_diidrogeno

  13. ho deciso, cambio vita anch’io.. mi do’ ai vini convenzionali! ho tanta nostalgia di quei bei mal di testa da solforosa aggiunta, poi ora digerisco troppo bene.. no dai che gusto c’è..poi magari c’è la possibilità di ammalarsi di qualche particolare patolgia legata alla chimica di sintesi (visto Presa Diretta ieri sera?…) sì sì mi converto al “convenzionale” tutto il resto è noia
    http://www.youtube.com/watch?v=LJE7sRdLzhk

  14. Ha fatto benissimo! In bocca al lupo per tutto e se dovesse passare dalle mie parti le offrirò un calice di Lambrusco, rigorosamente Sorbara e rifermentato in bottiglia!

  15. Ma chi vuole che ci caschi in questo pesce d’aprile Ziliani? Lo sanno tutti che qauando le fa, le sue marchette sono sempre sottotraccia, ben camuffate.

  16. Pingback: The most brilliant wine blog post ever… period… by @hawk_wakawaka | Do Bianchi

  17. Che dire…sono contento per Lei: in un momento così difficile trovare da che essere contento per un nuovo lavoro non è da tutti i giorni 🙂
    Se poi dovesse avere nostalgia di qualche bottiglia di quelle giuste la aiuterò riempiendo del vino desiderato una bottiglia della sua nuova azienda: sia mai che la scoprono a bere, per esempio, un Barolo dalle parti di Montalcino e per di più come dipendente di una delle grandi maison della zona !

  18. P.S. certo che leggendo il post del Babbo Natale ho dei dubbi che Lei resista per 3 anni a Montalcino….mi sa che si fa subito scoprire a bere una delle mie bottiglie in incognito 🙂

  19. Penso sia un bel pesce d’Aprile … ma se così non fosse, sono certo che alla prima richiesta di “chiunque” di andare contro i suoi principi lei non prenderebbe “sonno” e allora sarebbe un “amaro” calice da bere.
    Con stima.

  20. quella della ex moglie con l’assegno maggiorato mi sta facendo tanto ridere che non riesco quasi a scrivere. Grazie Ziliani, ne avevo tantobisogno dopo una giornata alquanto pesante.

    • Sì, Ziliani delle quote rosa (triglia d’aprile), solidale e premuroso con la moglie ex (però è solo separato, quindi tecnicamente è ancora sua moglie!) a lei suscita buonumore, a me induce mooolta perplessità. Ci sarà sotto qualcosa, di certo.

  21. Pingback: Buon Pesce d’Aprile a tutti! | Blog di Vino al Vino

  22. In bocca al lupo per il nuovo assegnamento e congratulazioni perché l’offerta rappresenta proprio un riconoscimento al valore. Iniziando a leggere avrei immaginato un espatrio… difatto è così anche se entro i confini nazionali. Un lettore, assaggiatore e produttore di vino.

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