Garantito… da me! Barolo La Serra 2009 Agostino Bosco

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Questo il Barolo di La Morra che mi piace!

Parecchi lettori di questo post molto critico con i Barolo di La Morra (non con tutti beninteso, ma tanti di quelli che ho avuto occasione di degustare nel corso di Nebbiolo Prima) mi hanno scritto (stranamente non hanno ritenuto opportuno commentare il mio post) chiedendomi: ma cosa ti hanno fatto i barolisti di La Morra? E davvero non riesci a salvare nulla del numero cospicuo di vini (circa 60) che hai avuto modo di assaggiare?
A parte il fatto che nel mio articolo ho citato un certo numero (non vastissimo) di vini che mi avevano pienamente convinto come i migliori Barolo di altri villaggi (Verduno in primis, poi l’amato Castiglione Falletto, Serralunga d’Alba, Barolo e Monforte d’Alba) devo rassicurare di non avere proprio nulla contro La Morra ed i suoi Barolo. Ho solo una certa convinzione, confortata dal parere di persone che la Langa del Barolo conoscono meglio di me, che a La Morra, finché permarrà una certa stilistica old style anche se si spaccia per modernista e finché continueranno ad essere perdutamente innamorati della barrique e delle estrazioni esagitate i risultati saranno destinati ad essere molto deludenti.

Ci sono felici eccezioni per fortuna. Oggi voglio parlare di una di queste, di una piccola azienda, solo 4 ettari di proprietà suddivisi tra Nebbiolo, Barbera e Dolcetto (niente bordolesi o syrah, devono essere un po’ fuori dal mondo) quasi tutti situati nel comune di La Morra, che ha presentato due Barolo a Nebbiolo Prima e tutti e due, a mio modestissimo parere, hanno fatto un’eccellente figura.

Parlo dell’azienda agricola Bosco Agostino fondata da Pietro Bosco, scomparso nel 1983. Come apprendo dal sito Internet, non ho mai messo piede in azienda, “l’attività principale è sempre stata la viticoltura concentrandosi, fino alla fine degli anni ’70, sulla produzione dell’uva. Nel 1979 si decide di non vendere più le uve prodotte con così tanta cura ma di dedicare più spazio alla vinificazione in proprio, in modo da presentare al mercato quel vino che prima era solo ad uso familiare. Questa nuova esperienza ha un successo tale che Pietro viene presto affiancato dal figlio minore Agostino che inizia con tanta pazienza, precisione e intuito il lavoro sia in vigneto che in cantina. Dopo la morte del padre Agostino ha continuato il lavoro in azienda dimostrando tanta abnegazione e tanto amore per questa attività da riuscire a coinvolgere anche la moglie Carla e soprattutto ad appassionare al mondo del vino il figlio Andrea che si diploma enotecnico alla Scuola Enologica di Alba.

Attualmente l’azienda continua ad essere gestita a conduzione famigliare con un unico obiettivo: ottenere delle uve qualitativamente ai massimi livelli per poi trasformarle in un vino con personalità che lo renda unico e particolare”.

Da me contattato dopo Nebbiolo Prima per avere alcune notizie sull’azienda, Andrea Bosco, che per me vanta una credenziale molto favorevole, essere buon amico di un mio caro amico che produce ottimi Barolo a Verduno, Fabio Alessandria, alias Comm. G.B.Burlotto, mi ha raccontato che “una porzione del vigneto La Serra è di proprietà della mia famiglia dall’inizio del 1900, la superficie è di circa mezzo ettaro con esposizione sud-est e altitudine di circa 400 metri e terreno tufaceo e argilloso-calcareo e la produzione annua è di circa 3000 bottiglie, 30/35 magnum 1,5 litri e 10 magnum 3 litri. Il 60 % della superficie è stato reimpiantato nel 2002 in seguito a frane avvenute a metà anni 90. Questa parte di impianto è stata effettuata utilizzando una selezione massale delle piante migliori che erano presenti nella parte non estirpata e da una selezione dei migliori cloni di Michet”.

Ancora più interessanti gli altri dettagli tecnici relativi alla vinificazione: “l’uva raccolta a piena maturità fenolica viene pigiata delicatamente e il mosto viene fatto fermentare per circa 20/22 giorni a temperatura controllata (30/31°) con 2/3 rimontaggi al giorno. In seguito alla svinatura il vino viene tenuto alla temperatura di 18/19° per agevolare la fermentazione malolattica. Normalmente con questo sistema la fermentazione malolattica termina entro la prima quindicina di dicembre dell anno della vendemmia.
A questo punto il vino viene travasato 2 volte e poi immesso in legno per il successivo invecchiamento di 28/30 mesi in botti da 2000/2200 litri di rovere di Slavonia.
Ovviamente il vino verrà travasato almeno due volte il primo anno o ogni volta ci accorgiamo che va incontro a fenomeni di riduzione e negli anni successivi per una volta all’anno. Arrivati ai 28/30 mesi di invecchiamento sarà mia la decisione del momento di togliere il vino dal legno e poi procedere all’imbottigliamento.
L’imbottigliamento viene effettuato tra i mesi di luglio  e agosto antecedente all’anno di immissione al commercio. Quindi il Barolo 2009 La Serra è stato imbottigliato a luglio 2012”.
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Niente barrique quindi, anche se ci troviamo nella culla dei “barrichisti barricadieri”, e la scoperta ricerca di un’armonia che trova riscontro quando si degusta il vino. Nelle mie note di degustazione redatte ad Alba il 15 maggio leggo: “colore rubino brillante di bella limpidezza e brillantezza, naso ampio di buona fragranza con una bella vena floreale, sapida minerale e accenni di liquirizia. Bocca ricca, bel tannino ben sostenuto, ha persistenza lunga e terrosa salata, il vino si distende ampio e caldo sul palato con buona piacevolezza e nerbo preciso”. Ottimo anche il prezzo di vendita: € 16,00 + IVA agli operatori; € 32,00 ai privati.

Ad Alba mi è assolutamente piaciuto, e come poteva essere diversamente, trattandosi di un altro signor vigneto, importante per Verduno come il La Serra è per La Morra, dall’altro Barolo presentato da Andrea Bosco, il Neirane, “cru nel comune di Verduno, al confine con La Morra, esposizione sud-ovest e un altitudine di circa 350 metri. Il terreno si presenta sciolto e sabbioso conferendo al vino sentori floreali di viola e di frutti rossi ed una spiccata eleganza. La vinificazione segue lo stile utilizzato a La Morra: “fermentazione avviene in vasche di acciaio a temperatura controllata (28-30 °C) e la macerazione ha una durata di 18-20 giorni.

A seguito della svinatura il vino viene tenuto alla temperatura di circa 20°C per lo svolgimento della fermentazione malolattica” e quanto all’affinamento “il vino viene tenuto in barrriques e tonneaux per circa 2-3 mesi. Successivamente rimane per 25-26 mesi in botti di rovere di Slavonia della capacità di 2000 litri. Al termine di questo periodo di invecchiamento il vino viene imbottigliato nel mese di agosto e messo in commercio l’anno successivo a partire dal mese di marzo”.

All’assaggio il vino mi è così apparso: naso denso ricco di una certa densità e fittezza aromatica, con frutta matura, terra, accenni agrumati. Bocca carnosa ampia succosa un tannino importante e terroso bella persistenza lunga, grande equilibrio e assoluta piacevolezza. Questo, signori miei, è lo stile lamorrese che mi piace. Senza se ne ma. Equilibrio, eleganza, piacevolezza, tutte cose Signori barolisti di La Morra, che i consumatori oggi esigono. Anche da voi.

 

Azienda Agricola Bosco Agostino s.s.
via Fontane 24-12064- La Morra (CN)
tel/fax +39 0173 509466
Mobil +39 338 5055443
www.barolobosco.com
e-mail info@barolobosco.com

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