Mondial du Rosé 2013: tutto qui il meglio (secondo il Mondial) dei rosati italiani?

Mondialrosè

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Ho letto come altri, con una certa curiosità i risultati dell’edizione 2013 del Mondial du Rosé che si svolge in Francia, a Cannes, per l’organizzazione dell’Union des Œnologues de France, “syndicat professionnel en charge de la défense et de la promotion de la profession d’œnologue”. Dicono sia un concorso serio al quale, nel 2012 hanno partecipato circa 1000 campioni (di cui 100 effervescenti) in provenienza da 28 Paesi viticoli del mondo.
Ho letto l’elenco dei vincitori delle varie medaglie, che ovviamente vede un predominio nettissimo dei padroni di casa francesi, e con grande curiosità sono andato a vedere quali rosati italiani avessero premiato.

L’elenco è quello che appare alla fine del post, con tre ori, tutti andati ad un produttore di Bardolino Chiaretto (che a questo punto devo assolutamente assaggiare) e 11 medaglie d’argento andate a vini di Abruzzo, Basilicata, Veneto, Trentino, Calabria e Puglia.
Con tutto il rispetto per le aziende ed i vini premiati sono stupefatto, anzi basito. Mentre uscirà questa nota si sarà già svolta la seconda edizione del Concorso Rosati d’Italia a Bari, e mi auguro, che dico, sono certo, che in quell’occasione le giurie abbiano degustato un bel numero, un numero molto superiore alla quindicina di vini scarsi premiati dal Mondial du Rosé, che avrebbero tutti i i titoli per essere premiati in un qualsiasi concorso internazionale dedicato ai vini rosati.
argentoMondialRosé

Eppure in questo palmarès, in questo pseudo eno-Gotha francese, i loro nomi, l’elenco sarebbe ampio e articolato, dal Piemonte passando all’area del Garda, bresciano e veronese, al Trentino Alto Adige, scendendo sino a Toscana (oh yes, ci sono rosati di Sangiovese da sballo!) per poi scendere alla Puglia e al Sud in genere, i loro nomi non compaiono.

Le domande, almeno un paio, partono per default:
non ci sono, tutti quei rosati di qualità indiscussa, perché le loro aziende produttrici al Mondial du Rosé non hanno ritenuto di partecipare o perché hanno magari partecipato ma le iperciliute giurie non li hanno ritenuti meritevoli di essere premiati?
E se non hanno partecipato al Concorso francese, come credo, a cosa è dovuta questa mancata partecipazione?
Ad esigenze di bilancio, che in tempo di crisi inducono a tagliere spese ritenute non indispensabili, ad una mancata conoscenza, da parte delle aziende italiane, del Mondial du Rosé, oppure ad un giudizio non positivo su questo concorso?

Mi piacerebbe tanto avere qualche risposta, se qualche rosatista italico volesse esporsi, a questa domanda credo non oziosa…

Il palmarès dei rosati italiani premiati al Mondial du Rosé 2013

Argent  9,5 Cold Wine pink / Italie
Or Bardolino Chiaretto Vigne Alte DOC bardolino 2012 Italie Vénétie
Or Benazzoli Chiaretto DOC bardolino 2012 Italie Vénétie
Or Benazzoli Chiaretto Spumante Brut DOC bardolino 2012 Italie Vénétie
Argent  Carlin de Paolo Chiaretto DOC monferrato 2012 Italie Piémont
Argent  Cavit Lunetta vino spumante / Italie
Argent  Desiderio Jeio Cuvée rosé / Italie
Argent  Fantini Cerasuolo d’Abruzzo DOC montepulciano d’abruzzo 2012 Italie Abruzzes
Argent  Pipoli IGT basilicata 2012 Italie Basilicate
Argent  Rosato Marogne IGT veronese 2011 Italie Vénétie
Argent  San Venanzio Fortunato Brut Radegonda 2012 Italie
Argent  Senatore Puntalice IGT calabria 2012 Italie Calabre
Argent  Tormaresca Calafuria IGT salento 2012 Italie Pouilles
Argent  Torrevento Veritas DOCG bombino nero castel del monte 2012 Italie Pouilles

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4 pensieri su “Mondial du Rosé 2013: tutto qui il meglio (secondo il Mondial) dei rosati italiani?

  1. Solo una precisazione, Franco, che peraltro nulla sposta rispetto al tuo ragionamento: non si tratta di “un produttore di Bardolino Chiaretto”, bensì di due. Infatti, due medaglie d’oro sono andate a Benazzoli, come correttamente riportato, e una, quella del Chiaretto Vigne Alte, ai Fratelli Zeni, la cui ragione sociale non viene incomprensibilmente indicata nello schema del sito del Mondial du Rosé, che hai ripreso.
    Detto questo, credo che una riflessione sulla mancanza di una politica nazionale sui vini rosati si imponga, e lo dico da “addetto ai lavori”.

  2. Vado assolutamente a memoria: mi pare che le Sue siano le medesime riflessioni dello scorso anno per lo stesso evento e risultati. Questo vuole dire che nell’anno trascorso non ci sono stati miglioramenti e che il sistema Italia, tanto discusso ed invocato, ma poco applicato, abbia, diciamo cosi, ampi margini di miglioramento. speriamo nell’anno prossimo…
    saluti

  3. Bisognerebbe conoscere quante e quali aziende hanno inviato i campioni e partecipato al concorso, questo non è dato sapere :), per cui non abbiamo i giusti e necessari termini di paragone per imbastire una riflessione realmente corrispondente alla situazione qualitativa italiana

  4. Penso che il dott Gatti abbia ragione , è importante sapere quante cantine
    hanno partecipato a questo concorso. Io personalmente non conoscevo l’esistenza di questo concorso e di consequenza non ho partecipato pur
    avendo in cantina un prodotto a mio sindacabile e discutibile parere un prodotto che si sarebbe fatto notare.

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