Sicilia en primeur: con quali criteri vengono fatti gli inviti degli ospiti?

Puntodomanda

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Ci tengo a fare alcune precisazioni in merito al mio post di ieri, dove riferendomi alla manifestazione Sicilia en primeur mi rivolgevo agli organizzatori, Assovini Sicilia, chiedendo loro, con fare artatamente fantozziano e tono da finto tonto (che non sono affatto) come mai un “carneade” come il sottoscritto, che scrive di vino da solo trent’anni e che pare non essere uno sconosciuto (tranne che a lor signori dell’Assovini sicula), non venga invitato ad una manifestazione alla quale mi risulta essere invitato l’universo mondo.
Una lettrice, letto il mio post di ieri, aveva mandato questo ragionevole commento: “Scusi eh ma mandare una mail privata? Così, specie con la premessa su chi è lei e quanto valga, pare un po’ una rosicata in pubblico no? Non c’è anche il rischio che se verrà accreditato in futuro sia solo per questo sfogo e non per interesse di chi organizza la cosa?”
Ha ragione la lettrice, ma tutto voleva essere il mio post tranne che una rosicata, o una captatio benevolentiae per ottenere obtorto collo un invito per il prossimo anno. In verità partecipare o meno a Sicilia en primeur mi è abbastanza indifferente: ho vissuto benissimo dal 2004, quando la manifestazione è stata pensata, sino ad oggi anche senza parteciparvi.
Quella che volevo porre, invece, è una questione di principio. Ed un tentativo di capire. Per cui torno a rivolgermi alle Signorie loro che compongono il direttivo di Assovini Sicilia, ovvero gli eccellentissimi ed eccellentissime

Presidente
Antonio Rallo (Tenuta di Donnafugata)
Vice Presidenti
Francesco Ferreri (Valle dell’Acate)
Mariangela Cambria (Cottanera)
Consiglieri
Alberto Tasca (Tasca d’Almerita)
Alessio Planeta (Planeta)
Laurent Bernard de la Gatinais (Tenute Rapitalà)
Stefano Caruso (Caruso & Minini)

per porre loro alcune semplicissime, elementari domande.

Con quali criteri gli organizzatori di Sicilia en primeur decidono di invitare i giornalisti (in verità ormai invitano anche i blogger, e non tutti di trascinante importanza) di anno in anno?

Costituisce un elemento distintivo l’esperienza o la notorietà del singolo giornalista, da quanti anni si occupa di vino, l’importanza delle testate per cui collaborano, la capacità o meno di fare opinione?

agenziastefani

Corrisponde al vero o una semplice diceria che sia elemento discriminante per essere invitati l’aver scritto almeno una decina di articoli, ovviamente tutti favorevoli e plaudenti, stile Agenzia Stefani, dedicati alle aziende i cui proprietari fanno parte del direttivo in carica e di quelli precedenti? E dimostrare di essere “amici fidati” in ogni circostanza?

Costituisce invece un elemento tale da indurre gli organizzatori a depennare il nome del malcapitato autore, il non aver scritto “soffietti” sulle aziende sopra citate, essersi addirittura permessi di criticarne l’operato, aver detto che la Doc Sicilia è una trovata molto discutibile?

Di quali reati, ovviamente enoici, il sottoscritto si sarebbe macchiato negli anni, tali da giustificare la mia esclusione dal novero dei possibili invitati? Forse l’aver scritto a chiare lettere che non gli piacciono i vini di Planeta, che tanti Nero d’Avola gli sembrano noiosi, che l’aver riempito i vigneti siculi di Cabernet, Merlot, Syrah non é stata poi una così grande pensata?

E’ elemento utile essere “nella manica” di alcuni giornalisti e testate che da anni si occupano di Sicilia e vino siciliano tanto da considerarsi una sorta di ufficio stampa occulto dell’assessorato agricoltura alla Regione? Ed è invece un titolo di demerito e quindi un’implicita impossibilità di essere invitati il risultare antipatici (ovviamente ricambiati) a questi “mammasantissima”?

In attesa di ricevere una risposta – che dubito profondamente ci sarà – a queste banalissime domande e di sapere a quali santi, oltre a Santa Rosalia e Sant’Agata, ed eventuali altri, oltre che ad uscieri, sottosegretari, gattopardi, amici degli amici, il sottoscritto ed eventuali altri non sconosciuti si debbano rivolgere per eventualmente essere presi in considerazione per le future edizioni, devotamente saluto.

baciamolemani

Baciamo le mani a vossia, pecché ‘a famigghia è sempi ‘a famigghia.
Francuzzo Ziliani

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5 pensieri su “Sicilia en primeur: con quali criteri vengono fatti gli inviti degli ospiti?

  1. “Ecce iterum Crispinus”
    Lei pretende che un organizzatore La inviti ad un suo evento dopo aver scocciato con le Sue critiche sui vini prodotti da alcune aziende coinvolte? Oltre aver opinato sulla bonta’ della neonata Doc Sicilia con imbottigliamento altrove?
    Comunque, per cosi’ poco questo ostracismo appare eccessivo perche’ non ho mai letto che Lei abbia scritto di pratiche di cantina discutibili ne di aziende che in zona doc xxx immettono in commercio quantitativi superiori a quelle segnate nel disciplinare perche’ incompatibili con la superficie vitata dichiarata, ne di …ecc ecc..( non mi basta lo spazio).
    p.s.
    i mammasantissima non parlano siciliano, hanno lingua nordica.

  2. Franco complimenti proprio questo ci si aspetta da te, smascherare le furbate, l’appropriazione indebita della buona agricoltura e trasformarla in mala a danno nostro. Le degustazioni sono sicuramente interessanti per la tua professione, per i vignaioli che possono trarne utili indirizzi; ma il pubblico ha maggior bisogno degli interventi diciamo politici, nel senso buono.
    Non so se tu abbia raccolto in libro note di questo tipo. Si potrebbe fare, se ne parlò un giorno. Ciao Cla

  3. I critici dovrebbero essere i primi ad essere bene accolti, poichè chi accetta le critiche o i feedbacks ha voglia di crescere veramente, chi invece è interessato solo ai soldi si sente ostacolato….tipico scenario italiano….
    La cosa non mi sconvolge più di tanto.
    Ormai il vino è diventato Elite, quando ci si dimentica che è un prodotto della terra e va trattato con umiltà da persone umili che hanno la curiosità di un bambino e che amano scambiare opinioni costruttive in totale “CONVIVIALITA'”. Certamente non è saccenza nè tanto meno ostentazione.
    Ma forse in Utopia, non da noi. Che tristezza infinita.

  4. Gentile Ziliani,
    leggendo il suo articolo ho potuto apprezzare la capacità e la verve con la quale descrive l’assovini siciliana come una cosca mafiosa, dedita “all’eliminazione” di tutti coloro che osano interferire con i propri “affari”.
    Mi permetta di evidenziare che l’accostamento siciliani=mafiosi non è del tutto originale e da solo basta a qualificare il valore della sua fatica giornalistica.
    Mi chiedo e le chiedo, si sarebbe espresso con la stessa terminologia se a non invitarla fosse stata l’assovini toscana??
    Un’ultima riflessione, quando incontro cavalieri senza macchia e peccato, quale lei vuole apparire, mi chiedo spesso se e quanti “soffietti” e per conto di chi abbiano fatto nella propria carriera.
    Vino al vino

    • non mi sono mai espresso nei confronto di Assovini nei termini che lei mi attribuisce, dando una sua personale e assolutamente sbagliata, interpretazione di quanto ho scritto.

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