E domani comincia l’avventura di Radici del Sud 2013! Dal 4 al 10 giugno alla Masseria Caselli di Carovigno

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Superata la boa dei primi cinque mesi di questo 2013 che qualsiasi siano i suoi sviluppi nei prossimi mesi resterà per me memorabile, eccomi arrivato alla vigilia di un appuntamento che costituisce da sei anni ormai, da quanto vi partecipai per la prima volta nella cornice della Masseria Barbera di Minervino Murge, un piacevolissimo must. Parlo della rassegna che nata come Radici e poi diventata dal 2011 Radici del Sud.
La formula resta la stessa, di grande e crescente successo, visto che quest’anno saranno circa 140 le aziende partecipanti. Dopo due anni di permanenza nello sfarzo di Borgo Egnazia dove ci eravamo spostati dopo un biennio trascorso al Melograno di Monopoli, questa volta, restando sempre in Salento, in provincia di Brindisi, approderemo, sperando di trovare una sede altrettanto confortevole, alla Masseria Caselli di Carovigno.
MasseriaCaselli

Qui per sei giorni si terrà il Festival dei vitigni autoctoni meridionali e per alcuni giorni appassionati e conoscitori di vino provenienti un po’ da tutto il mondo, componenti due diverse giurie assaggeranno un foltissimo numero di vini, suddivisi per tipologie, provenienti da Puglia, Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia. Per sei giorni assaggeremo, discuteremo, ci confronteremo, visiteremo alcune realtà produttive, faremo emozionanti degustazioni verticali, avremo incontri BtoB tra produttori e wine-buyer e importatori e cercheremo di fare emergere in ogni modo, con un preciso impegno di conoscenza, comunicazione e promozione, l’unicità dei vini espressione dei tanti vitigni autoctoni di cui le terre del Sud sono colme.
Per l’organizzazione di Nicola Campanile, ideatore e deus ex machina della manifestazione, cui si deve l’intuizione di una formula che costituisce un modello, riconosciuto, di riferimento, e dei suoi collaboratori e con la collaborazione del collega Luciano Pignataro, alias Pignataro wine blog e di questo blog, Radici del Sud si annuncia come il grande evento imperdibile per chiunque voglia conoscere quale multiformità di espressione abbiano i vini, bianchi, rosati e rossi, provenienti dai molteplici terroir pugliesi, lucani, calabresi, campani e siciliani.
In queste giornate non ci sarà spazio per i soliti (e un po’ noiosi) Chardonnay, Sauvignon, Cabernet, Merlot, Syrah, Petit Verdot e con gli ospiti provenienti da Regno Unito, Stati Uniti, Australia, Belgio, Polonia, Cina, Norvegia, Giappone, oltre che dall’Italia, conosceremo di quali eno-mirabilie siano capaci Aglianico, Negroamaro, Gaglioppo, Falanghina, Greco, Fiano, Minutolo, Bombino nero, Uva di Troia, Primitivo, Nerello Mascalese, Malvasia Nera ed altre varietà che formano la ricchezza dell’offerta enoica meridionale.
Sono orgoglioso, essendomi occupato io in prima persona di scegliere ed invitarne i componenti, della qualità, mi sembra proprio impeccabile e di primario valore, dei degustatori che faranno parte della giuria esperti internazionali. Ma anche quella di esperti nazionali non è affatto da meno (segnalo la presenza del neo presidente di Vinarius Andrea Terraneo).
Voglio sottolineare con soddisfazione, senza sminuire il ruolo di alcuno, la presenza di alcuni membri: in primo luogo il presidente della giuria, il wine writer britannico Walter Speller, responsabile per l’Italia del sito Internet JancisRobinson.com e animatore del sito Internet www.walterspeller.com e poi il collega americano Bill Nesto, autore, con la moglie Frances Di Savino del volume The World of Sicilian wine edito da University of California Press.
Saluto con gioia la presenza di Marianne Johnsen, giornalista free lance e sommelier norvegese, e tra i vari importatori e wine buyer esteri quella di Flemming T. Laugesen, danese e importatore di vini italiani a Praga, in questi giorni colpita da una rovinosa alluvione, con la società Via del vino, nonché del polacco Marcin Witek, responsabile acquisti dell’importatore Marek Kondrat a Varsavia, che ha già nel suo portfolio alcuni produttori di Puglia e Sardegna.
Sono orgoglioso anche delle presenze italiane in giuria, che comprendono innanzitutto l’amico pro-presidente dell’Onav, associazione molto radicata in terra pugliese, Vito Intini, quindi uno dei due curatori della guida Slow Wine, l’interista Fabio Giavedoni, e, cosa che non avrei ritenuto possibile solo l’anno scorso, l’ex direttore del Gambero rosso editore e co-curatore della Guida Vini d’Italia e attuale direttore del sito Internet Doctor Wine ovvero Daniele Cernilli, considerato uno dei migliori degustatori e palati in attività in Italia.
Con Cernilli non posso dire di avere maturato in questi anno un disteso rapporto di amicizia (…) visto che con lui eno-guerreggio sin dai tempi di WineReport e ho avuto qualche polemica vivace.
WelcometoRadicidelSud

Ma i tempi cambiano e può capitare, com’è capitato a noi, che a due acerrimi “nemici” venga la tentazione di rivolgersi la parola e provare a spiegarsi e dialogare. E considero pertanto la presenza, davvero qualificata, di Cernilli, che ha accettato il mio invito, un riconoscimento a Radici del Sud e un bel segno della crescita, d’immagine e di autorevolezza, di questa manifestazione.
Stay in touch: aggiornamenti costanti di quanto faremo e quanto emergerà dalla manifestazione assicurati.

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5 pensieri su “E domani comincia l’avventura di Radici del Sud 2013! Dal 4 al 10 giugno alla Masseria Caselli di Carovigno

  1. Buon viaggio ed in bocca al lupo, Franco, a te, Nicola Campanile e Luciano Pignataro.
    Questa manifestazione davvero sta diventando molto importante e siete stati davvero bravi a dirigerne la crescita.
    Ad majora!

  2. Caro Franco,
    sono felice di poter partecipare alle giurie come Presidente della Vinarius insieme al collega e associato Pierluigi Pipoli e ad altri validissimi esperti.

    Andrea Terraneo

  3. Anche se suonerà mammista e noioso scriverlo, cioè ribadirlo, passare da eno -guerreggiare a eno-discutere/dialogare, magari anche con toni accesi (che aggiungono interesse alla discussione), mi pare una bella evoluzione. Cosa provvida per il mondo italiano del vino (e non solo). Dove occorrerà sempre più remare energicamente per lavorare sempre meglio e proporre vini “con l’anima” (cito dal Corsera!), cioè con la terra natìa dentro. Senza cadere nelle trappole della faciloneria (dovremmo svegliarci, finché abbiamo ancora molto fascino).
    E a questo proposito, mi / ti domando, dopo che Carovigno mi è tornata in mente, con i bassi muri a secco invasi dai fichi d’india, con le masserie, gli immensi ulivi, le vigne basse quasi umili, l’odore del mare, il ricordo dei tuffi tra i tufi che bordano le spiagge, com’è ora? Pubblica qualche immagine dei luoghi, facci ri-conoscere la terra delle “radici del sud”!

  4. Pingback: A Radici del Sud ospiti sorprendenti… | Blog di Vino al Vino

  5. Ringrazio veramente, questa mia prima esperienza è stata molto coinvolgente, direi quasi emozionante. Essere a contatto con questi mostri sacri della degustazione, malgrado la mia decennale esperienza mi ha fatto crescere. Rappresentare l’Asso
    ciazione Vinarius assieme al mio Presidente mi ha innorgoglito. Sono quindi grato a Nicola Campanile che mi ha dato questa opportunità che mi auguro possa ripetersi, enosalutoni a Voi tutti!

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