Errata corrige: Jacopo Biondi Santi ed il Greppo estranei alla vendita al Bottled Asset Fund delle riserve di Brunello di Montalcino

Errata-corrige

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Nel tardo pomeriggio di ieri, venerdì 31 maggio, ho ricevuto via mail una diffida inviata dallo studio legale del signor Jacopo Biondi Santi e dell’Azienda Agricola Greppo – Biondi Santi S.r.l., società produttrice del famoso vino `Brunello di Montalcino Biondi Santi”. Nella comunicazione viene riportato che “il signor Jacopo Biondi Santi, il dottor Franco Biondi Santi e il Greppo – Biondi Santi sono completamente estranei all’operazione citata nel suo blog e negli articoli ivi richiamati”.

Faccio notare che nel redigere l’articolo del mio blog di cui viene chiesta la rimozione e la rettifica, (cosa cui provvedo tranquillamente senza alcun problema) articolo pubblicato in data 28 maggio, ho fatto riferimento ad un passaggio, molto chiaro, contenuto nell’articolo pubblicato in data 21 maggio ovvero otto giorni prima del mio post, sul blog DiVini dell’autorevolissimo Corriere della Sera, vedi link qui, che testualmente recita: “La collezione di Biondi-Santi è leggendaria  – dice Esposito, direttore del consiglio di investimento del Baf e il fondatore di Italian Wine Merchants, il negozio di Manhattan con centomila bottiglie, il punto di riferimento per tutti gli Stati Uniti sul vino italiano –  sono convinto di aver fatto un ottimo affare per i nostri investitori e per l’Italia stessa. La qualità di queste bottiglie che vengono direttamente dalla cantina è incredibile e il loro valore sicuramente aumenterà nel corso degli anni, perché sono un tesoro naturale italiano”.

Veniva ovvio e conseguente, anche dalla lettura di altri fonti americane (vedi link 1link 2link 3) articoli tutti pubblicati il 21 maggio) pertanto pensare, anche se nel mio post questa affermazione non viene mai chiaramente ed esplicitamente fatta, che l’acquisizione da parte del Bottled Asset Fund di Sergio Esposito avvenisse mediante un eventuale accordo con il Greppo. Perché quando si legge che “queste bottiglie vengono direttamente dalla cantina” viene lecito e naturale ipotizzare che a venderle possa ragionevolmente essere stato il proprietario e non altri. Non potendo di certo il sottoscritto e la stampa essere a conoscenza, trattandosi di vicende interne aziendali, di eventuali accordi precedenti con società di distribuzione.

Inoltre anche la lettura di questo post pubblicato il 28 maggio su un noto e seguito wine blog americano – vedi link – poteva indurre ad ipotizzare che la vendita della collezione delle bottiglie di vecchie annate di Brunello del Greppo potesse essere avvenuta mediante un accordo con la proprietà e non con altre persone.
GreppoBiondiSanti

Prendo atto pertanto con grande piacere e soddisfazione che l’attuale proprietà del Greppo, sulla cui continuità con l’opera del grande Franco Biondi Santi e di suo padre Tancredi avevo espresso precedentemente certezza in questo post, afferma di essere totalmente estranea alla vendita al Bottled Asset Fund, e che le cose possano essere andate come riferisce, in un articolo pubblicato successivamente al mio post del 28 maggio, in data 29 maggio, dalla rivista statunitense Wine Spectator in questo post.

Ovvero che “the wines were moved from the cellars of Biondi-Santi to a temperature-controlled facility under the management of Biondi-Santi SPA between 1989 and 1995. “When he created the distribution company, my father sold this quantity of bottles to the distribution company,” Jacopo told Wine Spectator. “Some remained in the Biondi-Santi cellars until 1995. [Since then] they have been properly stored, but off the estate.”. Ripristinata la verità dei fatti presso il pubblico, non perché perentoriamente chiesto, con poco simpatici toni ultimativi, dai legali dell’attuale proprietario del Greppo, ma per quello spirito di correttezza dell’informazione che informa il mio lavoro trentennale di giornalista del vino, sono certo che analoga richiesta di rettifica verrà inoltrata anche all’autore dell’articolo del blog del Corriere della Sera.

Da un colloquio telefonico avuto con l’autore questa mattina (alle ore 11) ho verificato che nonostante siano trascorsi dieci giorni dalla data di pubblicazione il giornalista e l’autorevolissimo giornale milanese non hanno ancora ricevuto nulla. Spero pertanto che anche il potente quotidiano di via Solferino sia messo, come sono stato messo io, nella condizione di informare con più precisione i propri lettori. E che altrettanto accada con i tantissimi giornali e siti Internet italiani e stranieri che hanno dato questa notizia.

8 pensieri su “Errata corrige: Jacopo Biondi Santi ed il Greppo estranei alla vendita al Bottled Asset Fund delle riserve di Brunello di Montalcino

  1. Be’ meno male. Anch’io ero rimasta sconcertata (e perplessa) leggendo sul Corsera (ma sulla carta) la notizia di questa vendita. Quindi bisogna leggere Wine Spectator per avere la notizia ‘giusta’?

  2. I miei complimenti a Franco Ziliani per l’eleganza con cui la vicenda è trattata e solidarietà per la libertà di espressione di tutti i giornalisti che, come lui, sanno fare con coscienza il loro lavoro.

    • ringrazio per le gentili parole. Ho semplicemente fatto il mio dovere che avrei fatto, in onore della completezza dell’informazione, anche se invece della solita lettera di un avvocato (ne ho collezionate un bel po’ in questi anni scrivendo di Montalcino e dintorni e contorni… ) avessi ricevuto una garbata comunicazione con la quale mi si informava, tranquillamente, dell’esatto andamento delle cose e fossi stato invitato ad apportare la rettifica che ho pubblicato in totale serenità e con la coscienza a posto.

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