Al Bunga Bunga per un trancio d’Italia…. by Giuseppina Andreacchio

BungaBungaLondon

FOR THE ENGLISH VERSION CLICK HERE

Vivendo all’estero, a volte si sente la necessità di immergersi per una sera in un posto che sia italiano a tutti gli effetti, che ci faccia sentire a ‘casa’. E allora se siete italiani, se Berlusconi vi fa ridere, sarcasticamente, e soprattutto se volete mangiare un’ottima pizza romana al metro, il locale giusto si chiama Bunga Bunga.

Ogni volta che lo menziono, gli italiani manifestano sorprendente incredulità mentre agli inglesi riesco a strappare una gran risata, loro che per ridere devono essere reduci da una serata ad alto contenuto alcolico! In realtà questo locale la dice lunga su come viene percepita l’Italia da lontano e sul fatto che da qui si riesce a fare ironia, quasi come se esorcizzando il male, lo si riuscisse a sconfiggere.

E’ proprio vero che a chi risiede all’estero l’Italia appare diversa: la si guarda con distacco e la si percepisce sotto tutte le sue angolazioni, sia positive che negative ed ecco perché, non a caso, accanto a Berlusconi figurano nel locale immagini di Pavarotti, le bellezze archeologiche italiane, i capolavori della pittura e della scultura nostrane: un’esaltazione dell’Italia in tutte le sue sfumature.

Questo può accadere perché l’Inghilterra, sebbene nel passato sia stato per antonomasia il paese dove nacque il puritanesimo, è oggi, invece il posto dove vige la libertà di espressione più assoluta, dove tutto diventa possibile e dove ci si può permettere anche di farsi quattro sane risate su un personaggio politico maldestro e sul suo entourage.
Un modo direi narcotizzante di descrivere una vicenda poco lieta con uno spirito critico che gli italiani non riescono ad assumere, concentrati come sono ad arrabbiarsi e affannarsi senza tregua, quando invece potrebbero ottenere risultati migliori prendendo le distanze dalle situazioni, osservandole con occhio critico e analitico. E’ da lì, secondo me, che scaturisce poi la verifica efficace delle grandi problematiche, quando cioè si riesce ad osservare e giudicare i fatti con lucidità critica che diventa poi risolutiva.

Mai penseremmo infatti a Roma o a Milano di mettere piede in un locale di questo tipo, con riferimenti politici ed economici forti e chiari ad un periodo della storia italiana che di certo non ha avuto risvolti felici. Perché noi italiani siamo molto più puritani degli inglesi, le cose accadono ma non ci piace ammetterle e se le ammettiamo diamo sempre la colpa alla stampa e ai giornali.

E invece a Londra si accetta a cuor leggero di bere un drink dal nome ‘Tutto sbagliato’ un blend di delicato Bombay Sapphire che è un Gin, Martini Rosso e schiuma di Prosecco, oppure un ‘Peccato Capitale’, con Hayman’s Old Tom Gin, Noilly Prat Rouge, un vermouth dolce dal colore scuro e molto speziato misto a San Bitter o infine ‘Il Ciociaro’, preparato con Amaro Ciociaro, Fernet, Campari e un’aggiunta di Peychauds bitters, intenso e complesso. Sono rimasta molto colpita dalla selezione dei super-alcolici, molto ben curata, ricca e dai loro cocktails innovativi.

20130716_184755

Da non tralasciare il fatto che molti cocktails vengono serviti in modo speciale: coppe giganti, teste di cavallo (non so se questo gli inglesi lo vedano di buon occhio però!!), apparentemente la riproduzione di una trovata ai piedi del letto di un produttore hollywoodiano, una gondola, Campari Fiat 500, la torre di Pisa, il Colosseo e persino la coppa di Italia 90!

Avendo sentito parlare del posto e presa dalla voglia di passare una serata divertente, venerdì sera della settimana passata sono andata, insieme ad una cara amica calabrese, a fare un salto al famoso locale a Battersea Bridge, scelto dagli inglesi per le loro serate di ‘binge drinking‘. Qui ho fatto la conoscenza di Diego che è il manager e Renato, uno dei barman che mi hanno fatto iniziare con un Bunga Bellini molto buono e proseguire poi col cibo. Sinceramente avevo l’idea che il locale fosse più indicato per un dopo cena e invece.. sorpresa!

Ho mangiato una delle più buone pizze che si possono trovare a Londra, e che solo per il fatto di essere al metro e servita su un tagliere appoggiato su due fantastiche latte di pomodoro vuote capovolte, mi ha fatto sorridere, pensando di essere nella mia pizzeria preferita di paese, tra amici d’infanzia a trascorrere una serata senza pensieri, solo all’insegna del puro divertimento. E i ragazzi del Bunga Bunga sono davvero eccezionali: tutti giovanissimi, simpatici, disponibili, sorridenti e spensierati.

Prima delle pizze, Diego ci delizia con degli spiedini di carne di maiale, cotti alla perfezione, tempura di zucchine, mozzarelline impanate e fritte. L’aperitivo è stato stuzzicante ma abbastanza ricco per cui sia io che la mia amica eravamo sicure che il metro di pizza ordinato sarebbe rimasto sul tavolo.

Ed invece ci arriva un metro di pizza, calda, fumante, sottile, proprio come piace a me, ‘crispy’ direbbero gli inglesi che abbiamo fatto fuori in un batter d’occhio. Sia la parte con la n’duja, che io essendo calabrese non potevo ignorare, sia quella con scamorza e prosciutto crudo si sono rivelate gustosissime al punto che ne avremmo fatto fuori almeno un altro metro..
20130716_184727

Durante la cena, è usuale vedere i camerieri, tutti italiani, sospendere il servizio per lanciarsi in balletti a ritmo di musica incalzante, proposta da un dee-jay coinvolgente e per poi continuare con ballerine danzanti, karaoke fino a tarda notte scegliendo rigorosamente le canzoni dal loro karaoke menu!
Dopo cena, Renato ci fa assaggiare un Aged Bunga Negroni: un mix di Antica Formula, col suo inconfondibile aroma di buccia d’arancia, Martini Bitters e gin Bombay Sapphire, maturato in una piccola botte per un mese e servito con fette di arancia essiccate. Straordinario aroma e leggeri tannini si liberano in bocca…invenzione geniale direi!

E’ stata una bellissima serata, divertente, in un luogo accogliente dove ritornerò senza dubbio per ‘tirare tardi’, sebbene l’età cominci a sentirsi e mi costa qualche sacrificio stare sveglia fino a notte fonda.

Se poi vi dovesse capitare di usare i servizi, state attenti all’immagine della Minetti che vi fissa dalla porta d’entrata, e siate pronti ad ascoltare lezioni d’italiano impartite dagli altoparlanti urlanti con voce umana.. Metafora odierna, non errata, di quel totalitarismo ideologico che tanto scalpore suscitò nel passato George Orwell col suo capolavoro: 1984

Bunga Bunga An Englishman’s Italian: Bar, Pizzeria and Karaoke
37 Battersea Bridge Road
London, SW11 3BA, Tel: 0044 (20) 7095 0360
www.bungabunga-london.com

Giuseppina Andreacchio

______________________________________________________________________

Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
http://www.lemillebolleblog.it/

3 pensieri su “Al Bunga Bunga per un trancio d’Italia…. by Giuseppina Andreacchio

  1. Poi c’è l’Italia che “percepisce” sè stessa.
    E allora Andrea Pagliantini – che spesso interviene in questo blog – l’altro ieri è andato a fare spesa a San Gimignano (sito Unesco e compagnia bella) e oltre al solito ciarpame esposto nei negozi dimentichi delle tradizioni del nobile artigianato italico (e insieme ai bottegai, nel fascio d’erba ci metto gli amministratori, come minimo addormentati), il buon Pagliantini ha fotografato una maglietta appesa in bella mostra: Il Padrino Italian Style. Perché alla peggio percezione non c’è mai fine….
    Se questo è il profilo che sappiamo mostrare…

  2. Anche l’altro giorno hanno “scoperto” nei negozi del monopolio norvegese un rosso dal titolo “Mafiozo” con un bel ritratto i copertina di Al Capone, o forse Lucky Luciano – agli esperti la parola. Ed allora ? allora non é che ce la possiamo prendere con chi, all’estero, batte moneta sfruttando quanto noi stesi siamo i primi a fornirgli, di “metalli pregiati” e argomenti di popolaritá. Nel mondo anglosassone, ed in quello scandinavo per rimbalzo, l’immagine della mafia é largamente quella di intrattenimento proposta da Hollywwood. Il cittadino medio che organizza serate in costume a tema “mafioso” pochissimo sa e ancor meno gliene importa dei danni causati dalla malavita organizzata in Italia. La mafia é per lui un fenomeno folkloristico e come tale naturale oggetto di divertimento. Non é ovviamente che voglia scusare nessuno, ma la spiegazione é quella e sotto la stessa testata va catalogato il locale bunga-bunga, le etichette, i wúrsten Borsellino ed amenitá del genere. All’estero. Cosa grave invece se per una fraintesa libertá di espressione la legge permette su magliette o altro quanto invece é solo apologia di reato. Ma la strada é lunga……

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *