Falerio Colli Ascolani Pecorino Villa Angela 2012 Velenosi

VelenosiPecorino

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Non posso nascondere che sto assistendo con grande piacere alla crescente fortuna che un vitigno come il Pecorino, “vitigno autoctono della zona a cavallo fra il Sud delle Marche (soprattutto le province di Macerata e Ascoli Piceno ), il Nord dell’Abruzzo e le zone più orientali del Lazio” sta incontrando.
Sono contento che su questa varietà che ha rischiato seriamente l’estinzione a causa della sua scarsa resa e che in passato veniva utilizzato come vino da taglio grazie ad una buona ricchezza di profumi, una buona dotazione alcolica e soprattutto una notevole componente acida, sia oggi contemplata e valorizzata in diverse denominazioni, la Doc Falerio dei Colli Ascolani e la Docg Offida in terra marchigiana e Pecorino IGT Colline Teramane,  Pecorino IGT Colline Pescaresi e Pecorino IGT Colli Aprutini in Abruzzo.
Non voglio dire che la produzione marchigiana prevalga su quella abruzzese o viceversa, ma registro storicamente il fatto che nella difficile lotta perché quest’uva non scomparisse le Marche hanno avuto un ruolo centrale soprattutto per merito dell’azienda Cocci Grifoni di San Savino di Ripatransone e del suo Pecorino Colle Vecchio (oggi Offida Docg) che sul proprio sito Internet propone una storia di questa uva che reputo di riferimento.
Quanto al nome, che coincide con quello di uno dei più noti formaggi italiani, prodotto nel Centro Italia, una vulgata diffusa vorrebbe che sia riferita “ai movimenti stagionali dei pastori e dei loro greggi, che tradizionalmente avvengono nelle regioni dove appunto si trova il vitigno Pecorino”, anche se appare una spiegazione fantasiosa che fa un po’ acqua.
Quello che conta è che questa cultivar, che preferisce siti collinari freschi ed elevati ed appartiene alla grande famiglia dei Trebbiani, quella delle Aminee, stia dando, soprattutto nelle versioni affinate esclusivamente in acciaio, varietà sul tema affinamento in barrique non mi hanno mai convinto e mi sembravano costituire delle forzature, risultati interessanti in termini di piacevolezza. E di gradimento da parte di quel personaggio, al quale soprattutto negli anni Novanta non si è dato molto ascolto, fondamentale che è il consumatore. Quello che sceglie e compra un vino e quando lo ha acquistato avrebbe la pretesa, non barbina, di poterlo bere…
Un’altra azienda marchigiana che ha creduto molto al Pecorino, tanto che oggi ne produce due diverse versioni, una proposta con la Doc Falerio dei Colli Ascolani e l’altra con la Docg Offida è l’ascolana Velenosi ben guidata dalla dinamica Angela Velenosi, cuore dell’azienda situato nella storica città di Ascoli Piceno, 105 ettari di vigneti, situati nelle zona di Ascoli Piceno, Castorano, Monsampolo e Castel di Lama, quindi nell’area di Marcelli ad Ancona e in Abruzzo nella zona di Ancarano in provincia di Teramo.
FalerioPecorinoVelenosi

Anconetano, Offida dista una ventina di chilometri da Ascoli Piceno, quindi l’areale dei due Pecorino aziendali e io oggi ho scelto di parlarvi del più antico e semplice, anche da un punto di vista della produzione, che prevede affinamento in acciaio, con ogni tre/cinque giorni rimontaggi sulle fecce fini, per esaltare la morbidezza del vino, ovvero il Falerio Colli Ascolani Pecorino 2012, vino prodotto a partire dal 2006 da vigneti posti su 200-300 metri di altezza su terreni di medio impasto tendenti al sabbioso.
Un vino che non ha la pretesa di spaccare il mondo o di essere chissà quale eno-fenomeno, ma quella, molto più semplice, di rispettare il carattere varietale dell’uva e di farsi bere bene in abbinamento a piatti a base di verdure, pesce, uova (frittate e soufflé), creme di verdure e minestre, ma anche antipasti freddi con carni bianche.
Colore paglierino scarico, molto luminoso, brillante, con riflessi metallici, si propone con un naso ben fitto, articolato, di buona complessità, con note di fiori bianchi, pesca bianca, agrumi, fieno ed erbe aromatiche, mandorle non tostate e una certa sapidità.
Bocca ben secca, decisa, di buona ampiezza, volume e peso, con calibrata dolcezza fruttata, alcol bilanciato, una buona rotondità, anche se vitalizzata da una buona acidità e una certa vena di sale. Una lettura del Pecorino davvero esemplare.

Azienda vinicola Velenosi
Via dei Biancospini, 11
Ascoli Piceno
Tel. +39 0736 341 218 – Fax +39 0736 346 706
e-mail info@velenosivini.com
Sito Internet www.velenosivini.com

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4 pensieri su “Falerio Colli Ascolani Pecorino Villa Angela 2012 Velenosi

  1. Ottimo Pecorino quello di Velenosi nella versione Falerio, ma non nascondo una predilezione al contrario del buon Ziliani per il Reve di Villa Angela dove il Pecorino viene raccolto tardivamente ed in parte affinato in Barrique.

    • non amo il contributo del legno sui vini bianchi e preferisco i Pecorino vinificati e affinati esclusivamente in acciaio. Però rispetto i suoi gusti

  2. Pingback: Abruzzo Pecorino Colle Civetta 2011 Pasetti | Blog di Vino al Vino

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