Riviera Ligure di Ponente Pigato Petraie e Vermentino Serre 2012 Lupi: buoni… ma non è scattata la scintilla…

Petraie

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Quella che voglio raccontare è la storia di una piccola delusione. La delusione che può nascere quando riassaggiando annate recenti, anzi la più recente, la calda 2012, di vini di cui conservavi un ricordo fiammeggiante, e di cui avevi avuto la fortuna di degustare, trovandole in condizioni perfette, vecchie annate, che avevano avuto tutto il tempo di evolvere in bottiglia e che erano state rispettate dalla tenuta perfetta del tappo, rimani contento, ma senza troppo entusiasmo.

Avevo un ricordo memorabile, questo articolo del 2001 riferito ad un 1999 lo dimostra, del Riviera Ligure di Ponente Pigato Le Petraie dell’azienda ligure Lupi, creata dal grande Tommaso Lupi, è uno delle più grandi e storiche cantine liguri, circa 21 ettari di vigneto, situata a Pieve di Teco in Valle Arroscia. Un vino che mi aveva tanto entusiasmato che l’avevo descritto in questi termini: Non sarà – ne vuole essere, deo gratias ! – il vinone grasso, che ti satura la bocca con i suoi estratti e con i furbeschi zuccheri residui lasciati ad arte per farlo apparire più consistente, ma è un vino magnifico che ci piacerebbe persino bere tutti i giorni e con il suo prezzo di listino di 12.000 lire costituisce un magnifico esempio di reale rapporto prezzo-qualità.

Colore giallo paglierino traslucido e brillante, dai riflessi di cristallo, si propone raffinato con i suoi elegantissimi profumi di fiori bianchi, anice, miele e cedro, con una nota minerale di pietra focaia precisa e nervosa che ritrovi poi perfettamente in bocca e vedi armonizzarsi con la spiccata sapidità del vino, il suo carattere preciso, l’acidità calibrata, la straordinaria freschezza che emana e ti fa pensare ad un bianco essenziale, senza fronzoli, che invoglia al bere e ad ogni sorso rinnova il piacere.

Lupi mi aveva entusiasmato anche per un altro bianco, forse il suo più ambizioso, il Vignamare (un Pigato, parzialmente fermentato in legno, da vigne di circa 45 anni) di cui nel 2004 avevo celebrato il 2001 ed un fiammeggiante magnum di 1997, mentre nell’agosto di sette anni fa, su questo blog, avevo raccontato la grandezza di un 2001. Memore della capacità di evoluzione nel tempo di questi vini e ricordandomi soprattutto la mineralità e la pluridimensionalità di questi bianchi che avevo inserito d’imperio nel Gotha dei miei bianchi italiani prediletti, ho cercato di rinnovare l’incanto, e mi sono procurato i due Riviera Ligure di Ponente, il Pigato Petraie ed il Vermentino Serre.

Il primo espressione di uva Pigato proveniente dai vigneti, circa 40 anni d’età, denominati Cà de Pria e Cà de Berta situati nel territorio di Albenga, il secondo espressione del Vermentino dei vigneti (30 anni d’età) Avreghi e Cipressa. Purtroppo di entrambi i vini sono riuscito a procurarmi solo l’annata più giovane, quella attualmente in commercio, e non, come avrei voluto, un’annata precedente.

Ho la mia idea sui vini bianchi, ed in questo momento preferisco bere un 2011 o in alcuni casi un 2010, che un 2012, annata la cui estate ricordo caldissima, non a livello di 2003, ma quasi. Pensavo comunque che la forza dei vigneti e dei terroir dei due vini di Lupi potesse imporsi sull’annata e sull’influenza, non certo benefica, che un’estate calda ha avuto su varietà come Pigato e Vermentino la cui cifra aromatica e finezza non viene certo esaltata da condizioni di difficoltà, che sacrificano per forza la ricchezza e delicatezza degli aromi. Invece mi sbagliavo.

Mi sono trovato di fronte a due buoni vini, ma accidenti, non si è accesa la lampadina, quella che risplende quando si scatena una grande emozione enoica, quella che nasce di fronte a vini bianchi che sfidano il tempo e sviluppano tesori di complessità. Quella lampadina che era diventata incandescente quando, illo tempore, avevo degustato, ma che dico, bevuto, vecchie annate dei grandi bianchi di Lupi.

Serre-Lupi

Il Vermentino Serre, 13 gradi e mezzo, l’ho trovato piacevolissimo e godibile, fresco e salato nei profumi, con una prevalenza di note fruttate su quelle floreali, grande pulizia ed una certa freschezza, ma meno entusiasmante al gusto, indubbiamente pieno, succoso, ricco, ma privo di quella profondità e salinità, di quello scatto e di quel nerbo minerale che ricordavo, persino un po’ molle e statico.

Stessa sensazione, più o meno, ricavata degustando il Riviera Ligure di Ponente Pigato Petraie 2012, anche qui 13 gradi e mezzo, dotato di un bellissimo colore, un paglierino scarico brillante, con sfumature verdoline, naso fresco, elegante, salato, tutto agrumi, pesca bianca, pera, e una nitida vena minerale salata, ma un po’ deludente al gusto, dove ho colto la vena precisa e netta di mandorla, un’acidità equilibrata, una certa rotondità, ma dove ha fatto difetto quel nerbo, quel colpo di reni da centometrista, quello scatto imperioso, quella trionfante mineralità che avevano reso i vini memorabili nel loro ricordo.

Ora attendo e spero di rifarmi degustando il Vignamare 2010, ma mi sono consolato, e lo leggerete prossimamente nella mia rubrica dei rosati del Cucchiaio d’argento, con un vino veramente godibile e all’altezza della fama di cui questa azienda meritatamente gode, un vino minore e poco noto come l’Ormeasco di Pornassio Scia-Trà, uno dei migliori vini rosati liguri e uno dei più singolari e personali e piacevoli vini rosati italiani del 2012 da me bevuti quest’anno.

Lupi
Via Mazzini 9
18026 Pieve di Teco Imperia
Tel. 0183 36161
Email info@casalupi.itlupi@casalupi.it
Sito Internet http://www.casalupi.it/

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