Vendemmia al “rush finale” già il 6 agosto? Un singolare comunicato di Veneto Agricoltura

Rush-Finale

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A proposito di “farlocche” e inutili previsioni vendemmiali…

Sono da abbastanza anni nel mondo del vino per non stupirmi più di tanto che la comunicazione su Bacco e dintorni spesso raggiunga livelli di assurdità, e d’involontaria comicità, impensabili.
Uno degli esempi più classici di comunicazione insensata è costituita, con l’aggravante che in agosto i giornali e le agenzie di stampa hanno disperatamente bisogno di notizie, tanto che se non esistono non si esita non dico ad inventarle, ma a ricamarci sopra, dalle previsioni vendemmiali, che lo scorso settembre un personaggio come Angelo Gaja definiva “farlocche”, molto spesso “inadeguate e necessitano di successivi aggiustamenti delle “stime affrettate”.
Non mi stupisco più, come mi accadeva sei anni orsono in questo post, quando con scoperta ingenuità mi chiedevo se per provare a giudicare una vendemmia non fosse il caso che l’uva arrivasse in cantina e diventasse se non vino quantomeno mosto, che associazioni varie come Assoenologi o Coldiretti o altre nella prima decina d’agosto diramino i loro bollettini giudicando la vendemmia e l’annata anzitempo.
Così dimenticando di fare tesoro di quel simpatico motto pronunciato e reso celebre dal Trap, alias Giovanni Trapattoni, che dice “non dire gatto finché non l’hai nel sacco”.
Però, anche se l’età e l’esperienza non mi dovrebbero indurre a stupirmi più di nulla, sono rimasto di sasso e divertito quando oggi, 6 agosto, mi è arrivata da Veneto Agricoltura, ovvero l’Azienda della Regione Veneto che “promuove e realizza interventi per l’ammodernamento delle strutture agricole, per la protezione del suolo agroforestale e per la migliore utilizzazione della superficie agraria”, una mail in forma di punto sull’imminente vendemmia nelle diverse aree viticole della regione, dal seguente titolo: “vendemmia nel Veneto, verso il rush finale”. Questo con un mese di anticipo sul “tradizionale convegno sulle previsioni vendemmiali nel nord est d’Italia” che si terrà il prossimo 4 settembre a Legnaro-Pd.
Sono sempre stato abituato a considerare, del resto lo dicono anche i dizionari, l’espressione “rush finale” quale sinonimo di una “volata finale in una gara di velocità” e per estensione lo “sforzo finale per portare a termine con successo un’opera, un lavoro, un’attività”.
Dovrò rivedere, grazie a Veneto Agricoltura, il mio lessico, perché per questa agenzia regionale, anche quando la vendemmia è ancora lontana e come si legge nel comunicato, ad esempio nella zona del Prosecco Superiore “l’invaiatura (cioè l’avvio della fase di maturazione-colorazione dell’uva) non è ancora iniziata”, nell’area Lison-Pramaggiore-Piave “l’invaiatura delle varietà precoci (Chardonnay, Pinot Grigio e Bianco) è giunta al 50%, mentre è appena all’inizio per il Prosecco (Glera) e il Merlot” e “rispetto allo scorso anno la vendemmia delle varietà precoci è annunciata in ritardo di una decina di giorni, tanto che le operazioni di raccolta dovrebbero iniziare nei primi giorni di settembre” ed infine “la Garganega sta completando l’accrescimento dell’acino”, è già… “rush finale”.
Mi viene da chiedermi: cosa scriverà mai Veneto Agricoltura quando saremo sotto vendemmia? Che la raccolta è sul filo di lana o verrà giudicata al fotofinish?

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2 pensieri su “Vendemmia al “rush finale” già il 6 agosto? Un singolare comunicato di Veneto Agricoltura

  1. I Veneti son sempre stati praecoci, in tutto. Sarà per questo? Ma a parte le considerazioni etno-antropologiche – ho un cognome che non mi permette di allargarmi troppo, data la contiguità con quelle dolci colline – questo modo di spendere la pelle dell’orso, quando non si sa neppure se l’orso si farà impallinare, fa parte dell’incultura professionale di tutte quelle figure che distillano comunicati, emettono giudizi, si rallegrano per successi ancora immaginari, decretano annate quando – lo sappiamo tutti –
    fino all’ultimo acino raccolto non si potrà che stare con il fiato sospeso…
    Mentre l’andazzo corrente ci mostra il peggio dell’Italia, l’agricoltura potrebbe cercare di allargare il proprio spazio: è il solo settore in cui si fa, in cui si vede concretezza (sarà un caso?). Invece di comunicare a vanvera sarebbe meglio continuare a fare i fatti.

  2. Pingback: Zaia, il propagandista del Prosecco torna in azione e dice ai veneti di bere solo vini veneti | Blog di Vino al Vino

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