Zaia, il propagandista del Prosecco torna in azione e dice ai veneti di bere solo vini veneti

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Mercato libero? Macché, per Zaia è scoccata l’ora del protezionismo enoico…

E’ un po’ di tempo che non dedico attenzione ad un personaggio che finché è stato ministro delle Politiche Agricole (ebbene sì, è capitato anche questo anche se sembrerebbe una situazione da… “Scherzi a parte”…), è stato una presenza regolare su questo blog.

Sto parlando del sessantottino (il ’68 è il suo anno di nascita e già questo non costituisce di certo una garanzia…) Luca Zaia da Conegliano, dal maggio 2008 all’aprile 2010 ministro e dal 13 aprile 2010 Governatore, o meglio Presidente della Regione Veneto.

Di Zaia, di cui si ricorda la “memorabile” pensata della benedizione di un panino con prodotti italiani della McDonald’s nonché l’instancabile opera di “propagandista del Prosecco”, fatta quando ricopriva una carica istituzionale che doveva indurlo ad occuparsi di tutti i prodotti della filiera agroalimentare italiana e non solo di quelli provenienti dal proprio collegio elettorale, avevo perso un po’ le tracce, sino a quando venerdì sera non mi sono imbattuto in un lancio di agenzia di stampa dove il nostro baldo Governatore dal fazzoletto verde e dalla capigliatura abbondantemente impomatata, ne ha sparata, come ai tempi belli, una delle sue.

Vi riporto integralmente il testo del proclama di Zaia: “’La prossima vendemmia darà il vino migliore degli ultimi 100 anni”. Parola di Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, secondo il quale ”i Veneti devono avere un must: bere veneto e non altri vini, perché’ la prossima sarà l’annata migliore degli ultimi 100 anni. Avremmo dei grandi risultati”.

Va bene che le dichiarazioni trionfalistiche e gli annunci di un’eccezionale qualità annunciata di questi tempi imperversano, anche se la raccolta delle uve, basi destinate ai metodo classico a parte o qualche varietà a bacca bianca, è solo appena iniziata, tanto da portare il nuovo presidente degli enologi italiani Riccardo Cotarella ad evocare con toni gozzaniani “Questo clima dal sapore antico, come 30 o 40 anni fa”.

Va bene che il 6 agosto Veneto Agricoltura, ovvero l’Azienda della Regione Veneto che “promuove e realizza interventi per l’ammodernamento delle strutture agricole, per la protezione del suolo agroforestale e per la migliore utilizzazione della superficie agraria”, proclamava in maniera totalmente incongrua: “vendemmia nel Veneto, verso il rush finale”, ma si può sapere come diavolo fa il “mago” Zaia a sparare, come un roboante Capitan Fracassa, che la “prossima vendemmia darà il vino migliore degli ultimi 100 anni”? Di quale elementi dispone, visto che come titolo di merito può ostentare solo di essere un ex studente della scuola enologica di Conegliano, per fare una simile affermazione?

E con quale clamorosa, spudorata faccia di tolla può spingersi, in barba ad ogni elementare norma di buon senso e di realismo, ad invitare, come ha fatto ben notare Luciano Ferraro in un post pubblicato sul blog enoico del Corriere della Sera De Vini, “i quasi 5 milioni di veneti a comprare, per i pasti a casa o al ristorante, nient’altro che non sia Prosecco, Amarone, Recioto, Soave o uno degli altri vini prodotti dalle cantine venete” spingendoli a privilegiare la produzione locale, che comprende una miriade anche di altri vini, dal Bardolino al Breganze, dal Bianco di Custoza al Gambellara, dal Durello al Lugana ai vini dei Colli Berici e dei Colli Euganei a quelli del Piave, per citarne solo alcuni, e ad ignorare, Zaia non è arrivato sinora al punto di invitare a boicottare “el vin straniero”, quelli prodotti in altre regioni italiane o, peggio ancora, all’estero?

Non è forse totalmente ridicolo, anacronistico, patetico e soprattutto tremendamente provinciale, campanilista nel modo più becero, un presidente di regione che invita i propri corregionali a bere solo vino veneto perché “xè bon”’?

Cosa c’è aspettarsi ora, che seguendo l’esempio di Zaia altri governatori leghisti possa invitare i loro amministrati ad una scelta enoica federalista e che il piemontese Roberto Cota inviti a preferire Barolo, Barbaresco, Asti, Dolcetto, Barbera d’Alba o d’Asti, oppure Gavi o Arneis del Roero e che Roberto Maroni, in Lombardia, inviti a scegliere unicamente Valtellina, Valcalepio, Oltrepò Pavese, Franciacorta, Valtenesi, Colli Mantovani?
Magari seguiti da un Niki Vendola che inviti a bere solo vini pugliesi, da una Debora Serracchiani che proclami la superiorità dei vini del Friuli Venezia Giulia, da un Enrico Rossi che predichi la superiorità del Chianti Classico, del Brunello di Montalcino e della Vernaccia di San Gimignano, o da un Nicola Zingaretti che inviti romani e laziali a bere solo Frascati e i vini delli Castelli?
Suvvia, un po’ di serietà, per favore, anche se pretenderla da uno Zaia è un’impresa eroica…

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11 pensieri su “Zaia, il propagandista del Prosecco torna in azione e dice ai veneti di bere solo vini veneti

    • un conto é l’orientamento di tanti consumatori di diverse regioni, piemontesi, friulani, lombardi, laziali, che tendono a preferire e consumare i vini provenienti dai propri vigneti. E un conto, invece, é il pronunciamento pseudo politico di un Presidente di regione, che invita i propri concittadini se non a boicottare ad ignorare, in nome del vino veneto, i vini di altre regioni…
      Qui siamo alla follia a mio avviso

  1. Ho letto tutto ciò che è stato scritto qui da questo uomo politico. E sono riandato col pensiero a ciò che disse il “Maestro di noi tutti” qualche anno fa prima di mancare: Annegherei i Veneti nei loro vini, cher sono peggio di loro….. Che dire?

    • la stragrande maggioranza dei veneti sono infinitamente migliori di una certa classe politica che li amministra e del governatore Zaia.
      Escludo sia stato Veronelli a pronunciare quel giudizio, inglorioso e sbagliato, sui vini veneti, tra i quali sono moltissime le cose buone e buonissime, penso a certi Soave in primis, a Bardolino, Valpolicella e anche a qualche Amarone…

  2. Ti dirò, a me il Prosecco non piace (con un paio di eccezioni ragguardevoli), ma Zaia – invece – che non ho mai amato molto, ha recentemente detto cose piuttosto ragionevoli. (Forse aveva bevuto un buon Brunello di Montalcino!).

  3. Se gli americani bevessero solo americano, se i tedeschi bevessero solo tedesco, se i popoli del Commonwealth (inglesi in testa) bevessero solo vini del Commonwealth, i cinesi solo vini cinesi e i toscani solo vini toscani, allora tutti noi vinicoli italiani (veneti in testa) potremmo tutti chiudere bottega; fornendo solo le nostre rispettive Regioni e il solo Giappone (unico grande mercato che quasi non produce vino) camperemmo due mesi. Forse.
    Credo che forse una persona intelligente come l’ex ministro Zaia dovrebbe valutare meglio gli interessi veri dei suoi elettori, “buy only Veneto” non conviene per nulla ai veneti.

  4. “Beviamo solo il nostralino ?” Certo! “Rimandiamo a casa tutti gli stranieri” ? ma sí giusto. Basta con questa invasione commistione di bevande, persone e cose forestiere. Poi peró: se per pari trattamento ci vediamo ritornare a casa tutti gli italiani nel mondo ( ammesso che volessero ritornare) ? Che bisogna reinventare il bevitore di vino quotidiano é vero, ma l’operazione deve partire da tutte altre premesse, non da malintesi slogan localsciovinisti. Mah…..senza offendere nessuno: questi rappresentanti ci siamo scelti e questi ci teniamo.

    • eh no Carlo, se li sono scelti gli elettori veneti che li hanno votati… Io vivo a Bergamo in zona dove la Lega governa diffusamente (e nei piccoli comuni nemmeno male…), ma uno come Zaia non lo voterei nemmeno sotto tortura. Alla larga!

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