Abruzzo Pecorino Colle Civetta 2011 Pasetti

ColleCivettaPecorino

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Penso sia abbastanza chiaro, accertato che ne ho scritto due volte nel breve giro di quattro mesi, dapprima qui, poi qui, di quella varietà tradizionale del centro Italia, ora ampiamente riscoperta e rivalutata, che è il Pecorino.

L’ho già detto, prego evitare battute pecorecce e ormai scontate, degne di un vecchio film di Alvaro Vitali, sul nome di questo vitigno. L’uva è una varietà seria, che merita rispetto (pare che sia di antiche origini e che le sue prime tracce risalgano “ai tempi di Catone il Censore (II secolo a.C.) che lo includeva tra le varietà portate in Italia durante le migrazioni greche”, ed è stata ormai rilanciata nelle Marche e in Abruzzo, regioni che si contendono il merito di questo repêchage. Anche se a metà dell’800 era presente anche in Umbria, Lazio e Puglia, come si può leggere in questo interessantissimo excursus storico.

Il Pecorino, varietà a bacca bianca dalla maturazione non tardiva che preferisce i siti collinari freschi ed elevati, è un vino che mi diverte ogni volta che lo bevo – la lei che assaggia spesso insieme a me invece lo trova troppo erbaceo – perché ha un che di semplice, di inusuale, di piacevolmente rustico che mi dispone bene e mi mette di buon umore.

Anche in agosto (nella località dove mi trovavo mi ero portato un po’ di “compiti delle vacanze” da assaggiare e di cui eventualmente scrivere), non mi sono fatto mancare un Pecorino, questa volta abruzzese, prodotto da un’azienda di cui apprezzo molto i Montepulciano ed in particolare l’ottimo Montepulciano Cerasuolo Vigne Capestrano di cui scriverò presto sul Cucchiaio d’argento. Sto parlando dell’azienda Pasetti che nasce a Francavilla ma nel corso degli anni si estende nell’entroterra abruzzese, trovando la sua dimora ideale a Pescosansonesco (550 mt.) ai piedi del Gran Sasso (2912 mt.) e oltre la Maiella (2793 mt.) e sulla Valle del Tirino a Capestrano (450 mt.).

Due le aree dove l’azienda ha i propri vigneti, tutti collinari. Una è quella di Capestrano, borgo medievale in provincia dell’Aquila situato a 500 metri di altezza, con più della metà del suo territorio immerso nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, un territorio affacciato sulla valle del Tirino, una depressione di origine tettonica all’interno della quale si sono accumulati, nel quaternario antico, sedimenti formati da limi calcarei bianchi. Questa peculiarità territoriale, unita alle forti escursioni termiche e a un clima costantemente cullato dal vento, rende questa terra un interessante sito enologico. Capestrano è poi nota anche per il famoso “Guerriero di Capestrano” del VI secolo a.C., ritrovato nel 1934, importante testimonianza della protostoria italiana. In quest’area si trovano i vigneti destinati al Cerasuolo e alla Passerina.

Dall’area di Pescosansonesco, antichissimo e storico presidio militare romano e normanno, posto ai piedi del massiccio del Gran Sasso ad un’altezza di circa 500 metri di altezza, caratterizzata da particolari condizioni climatiche con forti escursioni termiche sia diurne che stagionali, e terreno “argilloso-calcareo” con sottosuolo roccioso e friabile, provengono le vigne che esprimono i vini della linea Testarossa oltre che il Montepulciano d’Abruzzo Harriman. Nonché il Pecorino Colle Civetta che ho degustato in un campione dell’annata 2011.
PecorinoColleCivetta

Vigna a 550 metri di altezza, terreno argilloso calcareo, 5000 ceppi per ettaro e una produzoine di ottanta quintali, per un bianco, ottenuto con il ricorso alla tecnica della criomacerazione (18-24 ore), fermentato e affinato per due mesi sulle proprie fecce nobili in acciaio, con ulteriori dieci mesi di riposo in bottiglia, che a me è piaciuto senza se e senza ma.

Bello il colore, un paglierino oro intenso, di grande forza ed espressività e subito il naso caratteristico di questa varietà, frutta gialla, erbe aromatiche, fieno e fiori secchi, una venatura leggera di anice e liquirizia, e su tutto una splendente nota minerale, pietrosa, salata a conferire freschezza e scatto al vino.

Attacco in bocca ben secco, deciso, di grande vigore, con profondità e nerbo preciso, anche se il vino si distende ampio e succoso sul palato, regalando una notevole piacevolezza, con un alcol che anche se di una certa importanza sulla carta, i gradi sono 13 e mezzo, non si fa mai sentire e non brucia. Un vino godibile, di buona persistenza e peso, tenuto vivo da un’acidità calibrata, con quel sale e quella petrosità che già dominanti nei profumi dettano il ritmo e danno nerbo e freschezza al finale.

Su piatti a base di uova, formaggi a media stagionatura, ma anche su pesce e verdure un vino che si fa decisamente valere.

Pasetti vini
Via San Paolo 21
Francavilla CH
tel. 085 61875
e-mail info@pasettivini.it
sito Internet http://www.pasettivini.it/it/

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