Il ritorno dei mitici Battistella con un rosso… della Madonna!

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Lo dice anche il Gambero rosso: “è un supervino”…

Ricordate i mitici Mirco e Andrea Battistella i giovani, meno di trent’anni cugini di Pianzano, frazione del comune di Godega di Sant’Urbano zona collinare e precollinare a quattro chilometri da Conegliano propagandisti del Prosecco (con l’attenuante che loro lo producono) quasi più “fanatici” nel loro movimentismo del propagandista massimo, quello Zaia che di recente invitava i sudditi, pardon, cittadini del Veneto a bere esclusivamente vini della loro regione? Ricordate come una loro idea del marketing un po’ ruspante e provinciale li avesse portati, ne avevo scritto su Lemillebolleblog, a lanciare un patetico guanto di sfida allo Champagne dicendo ai francesi “signori champagnisti, tremate! La Cina vuole solo il nostro Prosecco”?

Non che sentissimo una grande mancanza di loro, della loro un po’ rodomontesca teoria della comunicazione diffusa a 360 gradi a base di sparate a raffica, di continue mail e comunicati Ansa con tanto di appelli, ultimatum, inviti, sfide, moniti, il tutto per difendere la causa, contro imitazioni incongrue e contraffazioni, del Prosecco, ma i Battistella sono tornati. Si sono nuovamente palesati con l’invito, rivolto a “operatori della comunicazione, giornalisti e blogger”, a presenziare “all’evento triestino di presentazione di VITAE, la nostra nuova etichetta, che tanto ha fatto parlare i media negli ultimi 2 mesi”.

Cosa è Vitae? Innanzitutto un “vino funzionale”, definizione roboante e misteriosa che vorremmo tanto che qualche professorone ci spiegasse, che, tenetevi forte che arriva la notiziona, “è stato scelto da Madonna per il potenziale antiossidante che lo contraddistingue, notizia che ci ha reso un caso mediatico internazionale”.

Estica..i!, verrebbe voglia di dire dinnanzi a questa rivelazione, di fronte ad un vino con il quale i giovani prosecchisti, il cui “Prosecco DOP è finito sulla tavola di Barack Obama per esempio, Giorgio Napolitano ci scrisse una lettera, nel 2011, con la quale ci ringraziò per l’importante azione di valorizzazione del Made in Italy nel mondo”, un vino che mette d’accordo tutti perché “piace sia ai tecnici del vino, come i sommelier e gli enologi, sia agli amatori delle cose buone e semplici che vengono dalla terra”, sembrano voler fare sul serio.

Poi si leggono, qui, le note di presentazione del Vitae rosso delle Venezie e ci si trova di fronte alla solita “battistellata”. Come scrivono, “Vitae nasce da una sfida, quasi da un’esigenza dei nostri tempi: ridonarti l’equilibrio della natura”.

Difatti, come attesta il professor Fulvio Ursini, tra i massimi esperti di antiossidanti a livello mondiale, il cui punto di vista viene riportato sul sito, Vitae dovrebbe fare particolarmente bene alla salute: “Anche le piante, come gli animali, se attaccate cercano di continuare a vivere in tutti i modi. Lo fanno producendo al loro interno molecole che favoriscono la loro sopravvivenza.
Noi, di rimando, beneficiamo di quelle molecole, spesso polifenoli, prodotti nelle bacche dell’uva, che poi arrivano nel vino. Devo dire che l’idea dei ragazzi di Battistella mi ha impressionato. L’idea di produrre un vino facendo «soffrire» le viti mi ha convinto. Di sicuro, quel vino ha più componenti organiche e polifenoliche di tutti gli altri. È ragionevole dire che sia un vino che dovrebbe fare più bene di altri”.

Ma il fatto è che nihil sub sole novum (meglio tradurre per i giovani Battistella: nulla di nuovo sotto il sole) perché tutte le viti, ancor più con le estati caldissime di questi ultimi anni, vanno sotto stress e soffrono, e anche se i prosecchisti convertiti alla causa del vino rosso salutista ci assicurano che “La casa vitivinicola Battistella® per incrementare l’accumulo di queste sostanze negli acini, ha sviluppato negli anni una tecnica colturale, naturale al 100%, che permette di proporti Vitae, un vino rosso dal contenuto polifenolico tre volte superiore alla media del vino presente sul mercato”, viene molto difficile pensare che ci si trovi di fronte ad un vino che abbia qualità salutiste, se consumato moderatamente (è un vino e non una medicina) superiori alla media.
Anche se poi i Battistella ci assicurano che sia “particolarmente indicato ad essere impiegato presso centri termali, spa e beauty farm specializzati in trattamenti naturali”.
VitaeBattistella

Va bene, abbiamo il provvidenziale articolo benedicente del Gambero rosso, che potete leggere qui, che trionfalmente, manco fosse un consiglio per gli acquisti, ma escludiamo che lo sia, spara “Si chiama Vitae ed è un supervino. Un solo bicchiere contiene la stessa quantità di antociani di sette calici. Più che una bevuta, sembra essere un elisir di bellezza, grazie alla presenza cospicua di antiossidanti”, ma poiché nella casa editrice della nota e oggi decisamente meno influente di un tempo, guida Vini d’Italia, dubito che siano diventati improvvisamente, non lo erano nemmeno in passato, degli scienziati, io ci andrei molto cauto prima di considerare il Vitae un “elisir di bellezza” e un vino dai poteri “magici”.

Va bene, ma chi se ne frega, che sei cartoni delle 23 mila bottiglie prodotte sono stati “consegnati alla rockstar Madonna, una vera guru dei metodi anti-age. Pare che Miss Ciccone abbia molto apprezzato questo Igp Rosso delle Venezie che è un 100% Merlot. Un ordine di tre cartoni è arrivato anche da un noto politico italiano, ma su questo Mirco non si sbottona” e con un’ingenuità scoraggiante afferma che “avere Madonna come testimonial sarebbe il massimo ma per noi conta soprattutto l’aspetto salutistico del nostro progetto”, ma calma e gesso, sono sempre i Battistella che dichiarano guerra alla Champagne, prima di fare di questo ennesimo Merlot del Nord-Est un toccasana.

Aprite gli occhi: é solo marketing, da vino funzionale, che anche se ti viene la tentazione di acquistarlo on line sul sito non ti viene detto esattamente quanto costi, niente di speciale o di rilevante o rivoluzionario dal punto di vista scientifico. E’ solo e unicamente questione di schei, un tentativo di rendere più interessante questo che altrimenti sarebbe un vino come tanti altri.
E ora, giovani Battistella, non venitemi ad accusare, per aver scritto questo, che non sostengo l’imprenditoria giovane italiana che voi rappresentereste, che la combatto, e che esprimendo questi semplici dubbi divento quello che costringe molti giovani italiani ad andarsene dal nostro Paese per andare a cercare fortuna all’estero. Così facendo vi rendereste semplicemente ridicoli. A buon intenditor…

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
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