Lo Sguardo dell’Architetto racconta

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Good news da Montalcino by Silvana Biasutti

Entro un po’ spavalda per fargli una foto che lo colga istantaneamente, e che magari riesca a evocare  – almeno per me – la vita intensa, ricca di pensiero e di progetti, molti dei quali realizzati (tra cui la bella casa sobria, dove vive a Sant’Angelo e dove lo sto fotografando).

L’architetto non è più, come si suole dire, giovane, ma come i vini di razza e (spesso) gli uomini di pensiero, è invecchiato bene. “Sto al gioco”, mi dice acconsentendo a questa invasione di campo, che però un po’ gli fa piacere.

L’occasione è importante, e una volta ogni tanto l’aggettivo ci sta proprio bene; domenica sera (pomeriggio, per quelli del nord) alle cinque e trenta, a Sant’Angelo in Colle, nei locali di quello che viene familiarmente chiamato “il Circolino”, si terrà una presentazione specialissima e singolare.
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Si presenta … Sant’Angelo in Colle, così come l’ha realizzato Renato Baldi, architetto fiorentino – padre di Carlo e Lorenzo Lisini Baldi – in questa circostanza, protagonista assoluto di una ‘riflessione’ concreta sul paese, il suo territorio, le colture, i poderi, e indirettamente la gente. Una riflessione tutta concreta. Rivedere il villaggio, così come l’ha ri-creato il Baldi per presentarlo agli abitanti (e ai graditissimi visitatori) che parteciperanno, è francamente emozionante, anche per una che è “venuta da fuori”, come la sottoscritta. E capire, casa per casa, albero e vigne, l’itinerario dei pensieri – o immaginarli – e la direzione dello sguardo dell’Architetto, aiuta.
È un modo (certo non il solo, ma aiuta) per capire il luogo e la gente: quindi, sì certo! il vino. La stagione – è vendemmia, quasi – quella giusta, l’attitudine del paese alla merenda – che doverosamente seguirà la presentazione di quello straordinario lavoro – preziosa: in cucina le formidabili signore del paese si esibiscono ogni volta superando sé stesse. Il resto è vino.

L’Architetto Renato Baldi mi ha raccomandato di ringraziare a nome suo la Parrocchia di Sant’Angelo in Colle, che ha voluto inserire la presentazione del suo “Sguardo” nelle celebrazioni di San Michele arcangelo e il Comune di Montalcino che gli ha fornito tutti i dati indispensabili alla realizzazione dell’opera.

Silvana Biasutti

SilvanaBiasutti

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5 pensieri su “Lo Sguardo dell’Architetto racconta

  1. Perché mi piacerebbe che qualcuno commentasse questo post?!

    Sant’Angelo in Colle, che tutti quelli che frequentano Montalcino conoscono bene (non parlo tanto e solo dei professionisti e degli addetti ai lavori, ma degli appassionati, che spesso intervengono su questo blog), è uno dei “versanti” dei vigneti di Sangiovese, una delle sfaccettature, delle sue accezioni. Renato Baldi, con il supporto dei dati scientifici forniti dagli uffici comunali, lo ha ricostruito e lo ripropone (mica solo allo sguardo bonario e acquiescente dei paesani!), ci permette di osservarne – come dire – il ritmo e le caratteristiche.
    Magari ci fosse la possibilità di riguardare tutto il territorio del Brunello con la stessa puntualità, si potrebbero fare alcune considerazioni interessanti.
    Ecco perché io penso che questo lavoro sia notevole, perché tira la volata a tanti pensieri e aiuta – davvero – a capire terra, gente e vino (che è una “consequentia” delle prime due), e non solo a far dire “l’hai visto il podere del tale com’è”.

  2. Capire un luogo, capire il suo spirito, conoscerne le pietre e l’odore è un impresa molto ardua. Vivere in un luogo da sempre non basta. Chi nasce e cresce in un paese, come quello di Sant’Angelo o come tantissimi altri in Toscana e in Italia, lo conosce nel suo intimo, da dentro, una conoscenza spesso inconsapevole, scritta nel proprio DNA. E in questi casi conoscerlo razionalmente, saperlo spiegare agli altri è ancora più difficile, perchè bisogna riuscire a portare fuori quel patrimonio di sentimenti e nozioni che non sapevamo di avere.
    E in questo la professione dell’architetto certamente aiuta, perchè un valido architetto non può che partire dalla conoscenza del luogo per progettare al meglio la propria opera. Non può ignorarne le forme, i materiali le tradizioni. E allora la propria architettura sembrerà sempre stata lì.

    • Ho letto con interesse questo commento – che sospetto giunga da un architetto, magari appassionato di terre e di grandi vini? – e mi è venuto in mente che oggi si fanno i famosi ‘rendering’. Una bella comodità, certo, molto funzionali e spesso usati un po’ demagogicamente per smussare le difficoltà anche burocratiche. E questo mi dà modo di sottolineare la differenza tra un’operazione dovuta e un gesto d’amore e di rispetto…
      E’ anche significativo che l’architetto Baldi sia un grande vecchio, che porta grandemente la sua esperienza e la sua età; forse solo chi ha vissuto davvero può dire la sua in quel modo, e farlo con grande competenza e vista lunga.
      E’ una lezione per i giovani – una lectio magistralis tangibile e comprensibile anche per noi incompetenti, ma appassionati di questa terra – e per gli amministratori: un po’ di “pensiero laterale”sul territorio è utile e urgente.
      Eppoi la ‘merenda’ sarà ghiotta: l’aspettiamo!

      • No, ma una serie di coincidenze e la passione per la fotografia (quando ancora era su pellicola!), mi hanno portato a girare molto la Toscana e a innamorarmi di alcuni suoi posti più belli, cercando di fornirne anche io una mia lettura.

        • beh, colgo l’occasione per complimentarmi anch’io per l’acutezza ed il livello stilistico e culturale del suo intervento. Fa piacere scrivere e gestire un blog per lettori come lei.

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