Campania Pedirosa 2012 La Sibilla

Non smetto nemmeno ora che il caldo e l’estate sono un bel ricordo di bere rosati. Non lo faccio solo per i piacevoli obblighi dati dalla mia rubrica settimanale (a mia conoscenza l’unica del genere in Italia) sul Cucchiaio d’argento, ma perché i rosati mi piacciono proprio tanto. E gustano anche alla persona che generalmente assaggiaebeve insieme a me.
E così oggi, dopo aver celebrato sul Cucchiaio la bellezza ed eleganza svettante di una Falanghina, resto in quella zona bellissima che è quella dei Campi Flegrei, una vasta area di natura vulcanica che giace a nord ovest di Napoli, che presenta una ventina tra crateri ed edifici vulcanici, alcuni dei quali presentano manifestazioni gassose effusive o, nonché sono causa del fenomeno del bradisismo (molto riconoscibile per la sua entità nel passato nel cosiddetto tempio di Serapide a Pozzuoli), per parlare, in attesa di farlo presto per il rosso, di un altro ottimo vino prodotto dallo stesso produttore.

Sto parlando della cantina La Sibilla della famiglia di Vincenzo Di Meo, posta a Bacoli, che opera su terreni di origine vulcanica, franco sabbiosi con presenza di ceneri e lapilli, con vigneti allevati a guyot con 5000 piante ettaro esposti a sud ovest e situati da 50 a 350 metri di altezza.
Pedirosa2012

Se in bianco il vino identitario e simbolo è appunto la Falanghina, che Di Meo produce in versione base, e con una speciale selezione, denominata Cruna Delago, da uve di un vigneto particolarmente vocato, che a differenza del base si affina sur lie non per soli sei mesi, ma per nove, quando si passa al rosso l’uva ed il vino simbolo non possono che essere il Piedirosso o Per’ e Palummo, che dà vita a vini godibilissimi e profumati, magnifici su polpette e involtini in umido, o su pollo e coniglio.

Del Campi Flegrei Piedirosso conto di scrivere presto, visto che ora è già abbondantemente ora di stapparlo e goderlo e per oggi voglio concentrare la vostra attenzione di eno-gaudenti sull’altra interpretazione aziendale di questa ottima uva campana. Sto parlando del rosato Pedirosa.

Ricordo che alcuni anni fa, era il 2004, alla sua prima annata di produzione, mi imbattei scrivendone qui, in questo eccellente rosato base Piedirosso Campania Igt, di cui tornai a scrivere, sempre positivamente, nel 2008, questa volta qui. Quindi ho pensato che valesse la pena testare nuovamente quel vino e nel caso riproporlo, con l’annata 2012, all’attenzione dei lettori di Vino al vino.

Riassaggiato dopo alcuni anni di pausa ho trovato questo Pedirosa 2012, dalla gradazione alcolica lodevolmente contenuta in soli 12 gradi (quanti rosati di 13,5, 14 gradi e più ho stappato quest’anno: non sono forse eccessivi?) ancora migliorato. Perfettamente calibrato, godibilissimo.
CampaniaPedirosa

Colore cerasuolo brillante-fragola, vivo, luminoso, di bella intensità e lucentezza, si propone con un bel naso che fa capire che si tratta di un vino proveniente da zone vulcaniche, salato, minerale, fresco, molto diretto, che poi apre su piacevolissime e succose note fruttate di lampone, mirtillo, ribes.

La bocca è parimenti affilata, secca, nervosa, di bella verticalità e gran nerbo acido e salato, molto viva, dinamica, equilibrata, con la polpa fruttata che si fa sentire piacevolmente ma lascia che a dominare, con un timbro asciutto, grande energia e sale a volontà sia la “voce” dei vigneti su terreni vulcanici.

Per chi ama trovare in un rosato l’energia e lo scatto di un bianco e predilige uno stile essenziale un rosato ben fatto, assolutamente di riferimento, perfetto da portare, e godere, a tavola.

La Sibilla  
via Ottaviano Augusto 19
8007 Bacoli (Napoli)
Tel. 081 8688778
Email info@sibillavini.it
Sito Internet http://www.sibillavini.it/

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