Diambra bianco Igt Toscana 2012 Michele Satta

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Qualcuno lo troverà singolare, o addirittura mi accuserà di snobismo, ma a me sembra normale e corrispondente ad un mio preciso e soprattutto coerente percorso mentale, che decidendo di scrivere di vini di Bolgheri, una zona che nel mio personale immaginario non desta sicuramente più eno-libidini dell’area del Morellino di Scansano, di Gavi, del Lugana o del Soave, per citare le prime denominazioni che mi sono venute alla mente, io scelga di farlo scrivendo di vini che secondo la vulgata comune verrebbero giudicati minori.

Parlo di un rosato, in larga parte base Sangiovese, di cui ho scritto nella mia rubrica settimanale sul portale Il cucchiaio d’argento, e ora di un vino bianco, che vede come protagonista nientemeno che la vituperatissima uva Trebbiano. Proprio quel Trebbiano di cui in tanti in questo mirabolante e mediatico angolo di Toscana si vergognano e che tendono a sostituire, spesso con risultati tutt’altro che esaltanti, con Sauvignon, Vermentino, Viognier et alia.

Cosa volete che vi dica, provinciale come sono non riesco ad “escire pazzo” per i bordolesi e tanto meno per quelli che arrivano dalla zona dove “i cipressi alti e schietti van da San Guido in duplice filar”. E non mi entusiasmo particolarmente nemmeno quando i soliti Cabernet, Merlot, Petit Verdot flirtano con la Syrah e con spruzzi di Teroldego di trentina origine.

Ecco spiegato perché, di un’azienda seppure seria come quella del varesino trapiantato in Maremma Michele Satta, non scriverò dei più celebrati rossi, e al massimo, tra qualche tempo, mi spingerò parlare del suo ottimo Sangiovese in purezza ovvero il Cavaliere (che è il nome della vigna ‘o bischeri, nessun omaggio a Berlusconi…), oppure, ma solo perché si tratta di un ottimo vino, del suo bianco base Viognier, il Giovin Re.

Celebrato il suo ottimo Bolgheri rosato, oggi mi piace segnalare ad altri lettori provinciali come me, che in un bianco cercano soprattutto la piacevolezza e la capacità di farsi bere bene, il più semplice, parole di Satta stesso, dei suoi vini, il Toscana Igt Diambra bianco, annata 2012, gradazione 12 gradi e mezzo, che non è altro che un mix tra l’uva bianca storica e più diffusa (areale di San Gimignano a parte con la sua Vernaccia) di Toscana, il Trebbiano (che molti liquidano spregevolmente come “Trebbianaccio”) ed una quota minoritaria, il 30%, dell’uva a bacca bianca che dovrebbe fare, e non sempre fa, la nobilitate dell’area di Bolgheri (dove spesso è unita al Sauvignon), ovvero il Vermentino.
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Di questo vino Michele Satta dice che “è un esempio di come un prodotto tradizionale, grazie alla cura e alla valorizzazione dei particolari, possa essere riproposto ad alto livello.
Il Trebbiano, che per il 70% costituisce questo bianco, se ben coltivato, con rese contenute, può esprimere una insospettabile personalità. Il Vermentino al 30% aggiunge grazia ed eleganza”.

Ed io, sperimentato su un risotto con funghi gallinacci (finferli) nella cui preparazione il vino stesso era entrato in gioco, non posso che dare ragione al produttore, di fronte alla vivacità e alla brillantezza del suo colore giallo paglierino con riflessi leggermente verdognoli, al naso fresco e ben secco, leggermente e finemente aromatico, tutto giocato su note che richiamano fieno, frutta e fiori bianchi, agrumi, mela e macchia mediterranea, alla bocca fresca, equilibrata, ben sapida, dotata di un buon allungo e nerbo, grazie ad una bella acidità, e di una buona verticalità, con una chiusura su una netta notta di mandorla o pesca noce.

Magari non avrà la nobilitate e l’allure di certi vini, presunti grandi, della zona, ma è questo, sposato a pesce e verdure grigliate, al mio risotto, a primi piatti a base di verdure e pesce, il vino di Bolgheri e dintorni che a me piace stappare. E bere…

Michele Satta
Loc. Vigna al Cavaliere 61
57022 Castagneto Carducci LI
Tel. 0565 773 041
E-mail info@michelesatta.com
Sito Internet http://www.michelesatta.com

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3 pensieri su “Diambra bianco Igt Toscana 2012 Michele Satta

  1. Ciao Franco, leggo, grazie al fatto che me lo proponi facile facile su link, quello che scrivi su di me e vivaddio posso esultare: non tanto perchè dici cose belle e importanti su me e su come sento il fare vino a Bolgheri, ma perchè finalmente leggo quello che scrive un uomo. So quello che pensi e perchè e ci metti del tuo. Come è raro: oggi tutti commentano le opinioni guardando l’audience, anche i poveretti che per campare fanno i critici dei vini..Grazie Franco di essere..franco, una volta si dicea pure dei vini..ti aspetto qui. Oggi sono in pausa, domani sangiovese, interessante e sorprendente, come sempre.Ti aspetto!! Michele

    • uei varesot, vuoi forse commuovermi? Smettila perché ci riesci senza fatica. E’ un onore e una bellissima soddisfazione per me oggi ricevere parole del genere da una persona, prima che un grande produttore, come te…
      E qui smettiamola, altrimenti qui ci accusa di complicità e smancerie lombarde 🙂
      un caro saluto

  2. Concordo sul giudizio davvero positivo per questo vino. Forse è anche il caso di precisare che in enoteca (a Viareggio) lo si porta via a meno di 8 €.
    L’annata 2012, per finire, è davvero ben riuscita.

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