E il “nemico della Puglia” dei vini pugliesi continua e continuerà a scrivere…

Francodeadalive

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Ho le spalle forti. Ho la coscienza a posto. Non ho niente di cui pentirmi o chiedere scusa. Odio i rinnegati, di qualsiasi tipo. So di potermi guardare allo specchio senza dovermi vergognare di quello che ho scritto e anche se qualche esagitato, qualche eno agit-prop spudorato ha la suprema faccia di tolla di provare a descrivermi e farmi passare come un “nemico della Puglia” e dei suoi vini, cosa che solo degli imbecilli sprezzanti del senso del ridicolo potrebbero fare, io continuo, come faccio regolarmente da più di vent’anni, a scrivere, con la coscienza a posto, dicendo quello che penso, dei vini di quella regione bellissima.

Questa regione, la Puglia, che amo e che ho nel cuore e la cui produzione vitivinicola posso dire senza alcuna presunzione di aver contribuito a far conoscere a tanti appassionati di vino italiani ed esteri.

E così lasciando che il raglio di qualche asino salga al cielo e che qualche servo sciocco continui a farmi passare per traditore solo perché ho espresso qualche perplessità e qualche dubbio non sulla qualità in sé, che non discuto, ma sull’effettivo valore assoluto di un vino che a mio parere è irragionevole pensare possa essere “il migliore vino italiano”, io continuo a scrivere di vini pugliesi di qualità.
E come ho già fatto otto volte dallo scorso dicembre, da quando ho cominciato a scrivere sul bellissimo portale Il Cucchiaio d’argento (appena ho tempo conto anche gli articoli pubblicati su Vino al vino e altrove…), anche oggi ho scritto di un vino pugliese, di un ottimo rosato pugliese, il Salento IGP Spinello dei Falconi 2012 della Cantina Sociale di Copertino, Cupertinum, che conosco dal lontano 1994. Epoca in cui alcuni dei miei detrattori più accaniti magari giocavano ancora con i soldatini (o le bambole), bevevano (e magari lo fanno ancora) Coca cola ed il vino non sapevano ancora cosa fosse.

FrancoEs

E non si erano ancora elevati, come fanno ora con suprema presunzione e boria, a custodi dell’ortodossia vinicola pugliese, a pasdaran di produttori che sono sicuramente bravi e agguerriti, soprattutto nel comunicare e tessere amicizie e conoscenze, dal mondo delle guide a quello della sommellerie e della politica, ma devono ancora dimostrare, diamo loro un po’ di tempo, di essere degli autentici punti di riferimento, dei classici, della produzione vinicola regionale.

Nell’attesa brindo anche a loro e persino a quei nesci che abbaiano furiosamente, ma non mordono, con questo splendido rosato salentino…
Copertino 004

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12 pensieri su “E il “nemico della Puglia” dei vini pugliesi continua e continuerà a scrivere…

  1. Personalmente credo che non si debba dare eccessiva importanza a questo tipo di critiche che definirei quasi banali nella loro pochezza.Da meridionale nonché amico dei coniugi Fino con qualche esperienza nel mondo del vino dico che questo loro ottimo risultato non può che destare serie perplessità sopratutto pensando a qualche barolo difronte al quale non si può far altro che allargare le braccia e dire mi arrendo .Francesco Mondelli.

    • Francesco faccia attenzione ad esprimere opinioni del genere, qui, perché rischia di perdere l’amicizia dei coniugi Fino ed essere anche lei additato come “traditore della Puglia” dalla canea dei loro esagitati eno-fan.
      Se é amico di Simona e Gianfranco Fino faccia notare loro quale danno gli arriva da servi sciocchi e lacché e leccapiedi vari. Persone squallide dalle quali, intelligenti come sono, dovrebbero prendere le distanze o quantomeno invitarli a darsi una calmata ed essere tolleranti. E democratici nei confronti di chi non é pronto ad affermare per default che l’ES é il miglior vino del mondo.

    • Segnalo che oggi, sul sito Internet di Jancis Robinson http://www.jancisrobinson.com
      il suo più stretto collaboratore per l’Italia, Walter Speller, da me invitato all’edizione 2013 di Radici del Sud,dove fu presidente della giuria internazionale,
      ha pubblicato un ampio resoconto della verticale di Primitivo di Gioia del Colle di Fatalone che facemmo a giugno con questo titolo:
      Can Primitivo age?
      25 Oct 2013 by Walter Speller
      L’articolo inizia così:
      “Another strong example of Puglia’s distinctly diverse terroirs was presented to me during Radici del Sud in a second vertical tasting organised by Franco Ziliani (see also that of Duca Guarini’s Malìa Malvasia Nera). This time it was Primitivo that hit the spotlight in the form of eight vintages of the well-known Fatalone. ‘Can Primitivo age?’ Filippo Petrera (pictured), owner of the estate, asked us, the assembled press. With eight vintages in front of us, the answer was most likely to be ‘yes’, but the rhetorical question made sense”….

      Riflettete servi sciocchi che in Puglia vedete l’esistenza di un solo vino, la grandezza dei vini pugliesi viene riconosciuta, da seri professionisti, anche altrove…

  2. Mi ha convinto, prossimo viaggio enogastronomico Puglia ( dopo la meravigliosa Irpinia d’ agosto ) . Poi le chiederò in pvt dei consigli 😀

    • a disposizione, ma prenda i miei consigli con le pinze: io, sa, sono un “nemico della Puglia”, così dice qualche emerito idiota…

      • Salve, Sig.Ziliani
        tutto giusto, ma come Lei mi insegna,per emergere e scrollarsi da vecchi luoghi comuni occorre un “apri pista” che possa tirare il gruppo.
        Nella Puglia, al contrario di altre regioni, ci sono tante valide proposte ma mi sfugge un vero pezzo da novanta che accenda l’interesse del consumatore, distogliendolo dall’acquisto dei soliti vini venduti a prezzi inferiori ai succhi di frutta che sicuramente non danno soddisfazione ai veri vignaioli.
        Sempre piacevolmente attratto dai suoi argomenti, cordialmente saluto.
        x Enoteca VINICOLA ROTONDI
        Pancaldi Ildebrando
        http://www.vinicolarotondi.it

        • va riconosciuto che il vino dei coniugi Fino é riuscito ad attirare l’attenzione mediatica sulla Puglia e sui vini pugliesi più di altri capisaldi dell’enologia pugliese che sono stati e sono tuttora qualitativamente superiori a questo vino. Riconosco il ruolo di grande apripista mediatico, di vino che ha fatto tanto parlare, e scrivere, ma in generale resto della mia idea. Anche se magari passerò agli occhi del Senatore Stefàno, grande sostenitore dell’ES, come conservatore. Cosa che sono, anche politicamente

  3. Caro Ziliani,
    sono da parecchi anni un appasionato di vini di tutto il mondo (non solo pugliesi), non ci conosciamo personalmente. Nonostante il nome fuorviante sono pugliese/salentino, l’ultima volta che ho avuto occasione di sentirla parlare è stato durante l’ultimo Radici (ero presente come curioso, con un amico giornalista) e dalla sua bocca ho ascoltato pareri positivi sui vini della regione (Fatalone, Capasone, Malìa…). Non capisco perchè la criticano così tanto. La mia impressione è che in Puglia e in Salento ci sia un pericoloso processo di chiusura e autocelebrazione: noi siamo i migliori! Ma tanta è ancora la strada da fare per la vitivinicoltura di qualità (soprattutto in vigna). Tanto per farle un esempio, ho ascoltato un giornalista pugliese che sosteneva che i vini della Borgogna sono buoni perchè vengono corretti col negromaro del Salento!!! Un’affermazione del genere è da idioti! Significa non conoscere minimamente la Borgogna, il pinto nero della Borgogna, i Domaine della Borgogna… Probabile che questo signore sia tra i suoi detrattori. Qualcuno mi ha detto che lei è di destra: e a me – che sono di sinistra – non me frega assolutamente nulla! Leggo che i suoi articoli e apprezzo la sua verve polemica. Spesso non sono d’accordo, ma massimo rispetto! Credo che le sue polemiche siano salutari. Continui, grazie!!!

    • grazie Andreas, non so chi possa essere quel “giornalaio” disinformato e trinariciuto che ha fatto quelle affermazioni sceme sui vini della Borgogna corretti Negroamaro. Sarà anche pugliese, ma dicendo cose del genere si qualifica soprattutto come esaltato

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