Da quando l’A.I.S. è diventata un organismo politico, ideologicamente schierato?

AISCatanzaro

Presidente Maietta, ma lei è d’accordo su una cosa del genere?

Ieri pomeriggio, 27 novembre 2013, come hanno raccontato gli organi di stampa di tutto il mondo, ad esempio il Corriere della Sera on line, il Senato ha votato la decadenza di Silvio Berlusconi: “a seguito della condanna per frode fiscale divenuta definitiva a inizio agosto -, l’assemblea di Palazzo Madama ha decretato l’ineleggibilità del Cavaliere . Che perde pertanto lo status di parlamentare”.

Per alcuni è stato addirittura un “colpo di stato”, una giornata di lutto per la democrazia, per altri, che hanno sempre combattuto il Cavaliere, visto come l’emblema del Male assoluto, una giornata di festa. Questioni di punti di vista e di ideologie.

Legittimi, se non sbracano nell’estremismo più becero (e taluni, in ambo i campi hanno purtroppo sbracato e peccato di cattivo gusto) entrambi i punti di vista e ovvio che mentre c’è stato chi ha inneggiato alla riduzione di Silvio B. al rango di “semplice” cittadino, con miliardi e potere, altri abbiano parlato di fine della democrazia.

Quello che non ci si aspettava è che a inneggiare alla decadenza di Berlusconi non fossero solo i forcaioli in servizio permanente effettivo del Fatto quotidiano, di Repubblica e del variopinto schieramento di sinistra, bensì una delegazione locale, quella di Catanzaro, di un’Associazione nel cui Statuto si legge che “è autonoma e indipendente da qualsiasi potere e organo esterno”, che “non ha fini di lucro e ha lo scopo primario di qualificare la figura e la professione di Sommelier, nonché di valorizzare la cultura del vino, dei prodotti alimentari tradizionali e tipici, della gastronomia.
Essa svolge ogni attività di carattere culturale, didattico ed editoriale, per promuovere la conoscenza e il consumo responsabile dei vini e di altre bevande alcoliche e dei prodotti alimentari tradizionali e tipici, della gastronomia in conformità al Regolamento della didattica appositamente predisposto dall’Associazione stessa”.
Statuto che non prevede che l’A.I.S. Associazione Italiana Sommeliers faccia attività politica, professi credo ideologici, si schieri da qualsiasi parte dello schieramento parlamentare ed extraparlamentare.
Problemitappo

Allora se l’A.I.S. non fa politica, come si concilia la vignetta, abbastanza spiritosa per certi versi (anche se prevedibile e banale, perché scherzare sulla statura di Berlusconi paragonandolo ad un “tappo” è trovata vecchia come il cucco…) ma apertamente schierata politicamente, pubblicata sulla propria pagina Facebook della delegazione di Catanzaro dell’A.I.S., dove con l’avvertenza “Ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale. Così come la gabbietta intorno al tappo”, si proclama, riferendosi a Berlusconi decaduto “Mai più problemi di tappo”?

E’ concepibile una cosa del genere con lo statuto di un’associazione che dovrebbe essere apolitica e super partes? Al Presidente dell’A.I.S. una risposta, perché non vorremmo che la prossima volta qualche sommelier burlone, più agit prop e militante politico che sommelier, finisse con l’ironizzare, per la par condicio, su qualche incidente di percorso di Bersani, Rosy Bindi, Vendola…
Perché se si permette che il discorso sul vino e sulla cultura del vino e l’azione dell’A.I.S. finisca in politica, con schieramenti ideologici contrapposti, si sa come si parte, ma non si può mai immaginare come si possa finire…

_____________________________________________________________________

Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
http://www.lemillebolleblog.it/

18 pensieri su “Da quando l’A.I.S. è diventata un organismo politico, ideologicamente schierato?

    • voglio precisare che avrei scritto lo stesso identico commento se la delegazione A.I.S. di Catanzaro avesse ironizzato, con le stesse parole, su un politico di sinistra.
      Per me l’A.I.S. non deve fare politica, né avere alcun colore politico o ideologia

  1. a me sembra una normale battuta, non cattiva. Certo, fa capire che gli autori abbiano una precisa idea politica, ma siamo nel campo dello scherzo, della boutade, non della polemica partitica

    • io mi chiedo se tutti gli associati A.I.S. di Catanzaro abbiano apprezzato lo spirito di questa boutade. O nella delegazione di Catanzaro sono tutti della stessa idea politica di chi ha fatto quella vignetta? Non credo, quindi penso che quella battuta su Berlusconi sia infelice non solo perché fa politica, ma la fa con il nome di una delegazione che magari vorrebbe occuparsi solo di vino e cultura del vino non di fare battute su questo o quel personaggio politico.

  2. Non è la prima volta che la delegazione AIS di Catanzaro si fa apprezzare per queste simpatiche “vignette”, come la fantastica “Agli F35 preferiamo gli F36”, per me prendere troppo seriamente questa cosa è fuori luogo, un po’ di ironia non può che far del bene, a partite proprio dall’AIS.

    • resto dell’idea che l’A.I.S. non debba fare politica, né ironizzare se non su vino e dintorni. La politica non c’azzecca.

      • Ma infatti il punto è proprio che questa non è politica, chi la prende per una presa di posizione o uno schieramento per me toppa clamorosamente.
        Inoltre tutte le ironie che hanno fatto, vedi il Cirò di ‘A Vita F36 o quella del tappo hanno ovvi riferimenti al vino.

        Comunque liberissimo di credere che per te sia inopportuno, però da qui a pretendere di avere una risposta dal presidente sul caso già mi pare un’altro paio di maniche.

        • in verità io non pretendo nulla. Volevo segnalare quella che secondo me é un’incongruenza e un andare fuori dal seminato e basta. In questo caso il riferimento al vino é secondario. L’ironia era su Berlusconi e la sua decadenza.

          • Allora se è una semplice opinione personale dovresti evitare di usare il plurale maiestatis.

  3. Rispondendo alla domanda del titolo mi verrebbe da dire “perchè non rischiano nulla”. Non mi riferisco al profilo giudiziario ma al fattore vendite. A parte che l’A.I.S. non credo che venda nulla ma se la battuta fosse stata indirizzata all’ambiente di sinistra di sicuro partiva un boicottaggio verso qualcosa o qualcuno che poteva creare grandi problemi all’A.I.S. e ci sarebbero state sentite scuse immediate.
    La risposta, se ci sarà, avverrà alle urne.

  4. Che classe traspare dal commento sulla pagina Facebook fatto dall’AIS Catanzaro alla vignetta dopo che qualcuno aveva messo il link a questa pagina: “Zigliani, ziliani…. o come cacchio si chiama…. stia sereno.”

  5. Certamente gli amici di Catanzaro hanno uno spiccato senso dell’ironia: indubbiamente, il post è tecnicamente azzeccato in quanto rientra nell’ampio campo della satira. Ma qui si sta discutendo dell’opportunità o meno di inserirlo in una pagina istituzionale quale è quella dell’AIS di Catanzaro. Nei commenti precedenti, sono stati ricordati quali obiettivi, secondo statuto, ha l’associazione. Fare satira politica, obiettivamente, non è tra questi, mentre fare sì che le istanze che porta avanti siano condivise e fatte proprie dal più ampio schieramento politico (al di là del colore) è obbligo per qualsiasi associazione. Quindi gli amici calabresi hanno forse ecceduto spronati dalla loro carica satirica. Tuttavia, occorre prendere la cosa con più leggerezza, ricordando che, alla fine, una risata vi (ci) seppellirà…
    Saluti
    SV

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *