Della scorrettezza della disinformazione: il diritto di critica spacciato come semina d’odio

Deliranti uscite di un agit prop barese 

Leggo solo ora, perché un amico me l’ha segnalato, un, come definirlo, “articolo”, che un tale, che non voglio nemmeno nominare, ha pubblicato circa un mese fa sul suo, chiamiamolo così, sito Internet, riferendosi a me ma ovviamente, da “coraggioso” qual’è, senza nemmeno nominarmi.

Sono consapevole che tornando ad occuparmi del vino e della questione sollevata in quell’articolo, e senza nemmeno la giustificazione dell’attualità, e dedicando attenzione a quel trascurabile personaggio io sbaglio, ma non credo di poter tacere di fronte alle dichiarate falsità e all’opera di consapevole disinformazione di cui quell’articolo dà prova.

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Ricordate quello che avevo scritto, era il 19 ottobre, su questo blog riferendomi al vino che secondo il parere congiunto delle varie guide risulterebbe essere “il migliore d’Italia”? Facevo riferimento ad un Primitivo di Manduria prodotto da un’azienda con una decina d’anni di storia, non decenni, e mi chiedevo quanti wine writer internazionali avrebbero condiviso l’idea che il migliore vino italiano non risultasse essere un Barolo, un Brunello di Montalcino, il Sassicaia, piuttosto che qualche Super Tuscan, bensì un Primitivo.

Invito a rileggere qui, con attenzione, quello che avevo scritto. Mi ero limitato, in un post che aveva visto tra i commenti intervenire addirittura un Senatore e Presidente di commissione, con garbo e ironia, a porre una domanda: avevo alzato la mano e fatto notare che non concordavo con l’idea che un Primitivo di Manduria, non quel vino in particolare, il cui valore non ho mai messo in discussione, che è sicuramente un vino con dei pregi, potesse configurarsi, se mai una classifica del genere abbia senso, al vertice della piramide qualitativa italica.

Come è stato presentato, lo scopro solo ora, questo mio libero e legittimo esercizio del diritto di critica, da qualche campione dell’informazione asservita e a senso unico? Ovviamente politicamente corretta e schierata con i potenti di turno.

Dapprima l’autore di queste “riflessioni” si è chiesto “se si trattava di astio personale, oppure se era il reale parere dettato da considerazioni “professionali”…”. In secondo luogo ha detto che “quando si attacca in maniera così violenta il successo del Vino di una piccola Cantina, la questione non passa inosservata e le riflessioni sono doverose”. E infine un invito al sottoscritto: “deponga le armi chi ha seminato odio su questa vicenda, alzi bandiera bianca”.

Come giudicare un simile clamoroso, spudorato esempio di disinformazione e di distorsione strumentale della realtà? Invito a leggere integralmente il testo di quel “signore” e a metterlo a confronto con quello che avevo scritto io.
disinformazione

Anche un cieco si accorgerebbe che nel mio post di “odio” (se non quello che viene scatenato nei miei confronti a suon di bugie) non v’è alcuna traccia, che di “violenza”, nemmeno, né verbale, né sotto forma di minacce, che non v’è astio, o tantomeno come ha scritto altrove qualche scemo, di disprezzo nei confronti della regione di produzione di quel vino, quella Puglia che tanto amo.

Ma come pretendere che un pasdaran trinariuciuto e con il paraocchi, che se lo conosci lo eviti, possa riferire esattamente quello che ho scritto e non deformarlo per apparire ancora più allineato e servile di fronte alle persone che intende compiacere?

Una cosa sola voglio rispondere a quel tale, io, di fronte a situazioni del genere, a tali esempi di suprema faccia di tolla, non solo non alzo bandiera bianca e non depongo le armi, e non mi faccio certo mettere il bavaglio, ma rinnovo più che mai ferma la mia volontà di combattere. Perché questa disinformazione ed i suoi portabandiera non vanno tollerati, ma sbugiardati, colpo su colpo…
Caricabaionette

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16 pensieri su “Della scorrettezza della disinformazione: il diritto di critica spacciato come semina d’odio

  1. ancora a sparlare dell’ES?
    ma allora stai cercando rogne e vuoi davvero che qualcuno ti dia quattro sberle, polentone arrogante leghista che sputi sulla Puglia!
    Aspetto che tu vieni ancora nella mia terra e vengo a cercarti e ti sistemo io

  2. Ziliani non ti curar di lui e di quello che dice quel tale che nessuno conosce e vai avanti per la tua strada.
    Lo sappiamo in tanti che tu alla Puglia vuoi bene e che l’hai nel cuore

  3. L’ Es é indubbiamente un gran bel vino… ma a mio parere (modesto), come qualcuno ha scritto non può di certo essere messo al di sopra di alcuni grandi vini che hanno marcato la storia dell’enologia italiana (come alcuni Barolo).
    Il successo di cui si parla da alcuni anni é decretato dalle guide… che ovviamente devono cercare di plasmare i vari tre bicchieri, cinque stelle e chi più ne ha più ne metta, nelle varie regioni italiane. E’ chiaro che in un panorama vitivinicolo come quello pugliese (valido ma non al top…) un vino come l’Es spicca prepotentemente e conseguentemente considerato da tutti degno del massimo riconoscimento. Evidentemente se questo vino fosse stato prodotto in regioni come il Piemonte o la Toscana dove avrebbe dovuto confrontarsi con altri “pesi massimi”, probabilmente non avrebbe ricevute il riconoscimento massimo da tutte le guide.
    E sappiatelo io amo la Puglia… se poi qualcuno vuole fare il “regionalista” faccia pure… ma forse ha ancora un bel po’ di vini da bere…

  4. Quando si scade nell’insulto e nelle minacce vuol dire che si é toccato un nervo scoperto. Come ha detto Ziliani, perché arrabbiarsi tanto per un articolo sul blog quando tutte le riviste di settore elogiano tale prodotto? Probabilmente c’e qualcosa che non va e Ziliani, pur legato alla Puglia, ha avuto il coraggio di scriverlo.
    il primo commento é davvero allucinante ed é la peggior pubblicità che si possa fare ad una grande regione come la Puglia.

  5. @ Vito

    rilegga il suo commmento e si renda conto che sta pensando e parlando come un leghista.
    La Puglia non ne trae giovamento e si ricordi che si sta parlado di vino, argomento bello, utile, piacevole, discordante, economico perchè si fa per vendere, ma una bottiglia su una tavola, se buono, finisce.

  6. Secondo me ci si è soltanto spiegati male o capito male: bisogna giudicare nell’ambito della categoria vinicola d’appartenenza, non in senso assoluto.
    Un Dolcetto buonissimo sarà sempre inferiore a un signor Barolo, ma nessuno osa denigrarlo al confronto, sono solo campioni di categorie diverse, ed è sotto questo aspetto che bisogna discuterne.
    Altrimenti che devono fare i produttori che non hanno vigne in Barolo, Barbaresco, Montalcino, Bolgheri o Franciacorta, chiudere bottega?????
    Poi come al solito però non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire o peggior ignorante di chi non vuol capire-

  7. Sig. Vito, credo che se Lei rilegge quello che ha scritto possa solo vergognarsi. Io l’ ho fatto solo oggi e mi dispiace che su un sito come questo si usino questi toni. E’ inaccettabile visto anche l’ argomento ovvero il vino che dovrebbe essere solo fonte di piacere.

    • quel tale, Vito, al quale mi sono guardato bene dal rispondere, non é l’unico che dovrebbe vergognarsi.
      Sapete cosa mi ha scritto quel tizio che aveva mentito dicendo che avevo seminato odio?
      Queste parole: ” mi hanno segnalato l’articolo sul suo “blog”. Io non mi riferivo a lei sig. Ziliani. Lei vive di protagonismo”.
      Al che si desume che il tizio non é solo dilettante della disinformazione, ma bugiardo, codardo e cialtrone. Uno che mente sapendo di mentire. Uno che non ha nemmeno il coraggio delle proprie, chiamiamole così, opinioni.
      Poveretto com’é ridotto male…

  8. Vino come benzina, dunque; ma manca il fuoco su cui versarla. Perché il nostro bel fuoco, fatto di intelligenza, di creatività, di vis polemica (ma mai di violenza ignorante), manca. Spero che non ci si debba mai trovare a dover ‘fare i conti’ per valori fondamentali, con persone che la pensano diversamente, perché se tanto mi dà tanto, siamo veramente messi male. Davvero non capisco l’intervento così volgare e gratuito di Vito, che nuoce anche alla terra pugliese …

  9. tu a me del leghista non lo devi dire nemmeno per scherzo, hai capito?
    Io non ho letto tanti libri come voi e penso che il modo migliore per fare capire a ‘stu scurnacchiato che deve finirla di scherzare sull’ES e dire stronzate contro la Puglia è quello di affrontarlo da uomo e dargli quattro sberle e uno sputo in faccia.
    Per ora solo questo e se poi continua sappiamo noi dove andarlo a trovare sto stronzo di un polentone!
    tu getti odio contro la Puglia e contro alcuni amici nostri e cosa pensi che noi ti accogliamo a carezze?
    scrivi altre cazzate e lascia stare i vini e la terra nostra inteso?

  10. davvero quello che ha scritto che lei seminava odio le ha scritto per dire che non si riferiva a lei?
    Ma che bugiardo!
    Lei è l’unico che ha scritto quelle cose sul vino di Fino!
    Ma lei lo conosce quel Gangi e che tipo è?

    • rispondo a lei e continuo a non rispondere ai deliri e alle minacce di Vito, che o la finisce o giro il suo indirizzo I.P. alla Polizia Postale.
      Ho avuto modo di incontrare e conoscere quella persona cui lei fa riferimento. Preferisco non dire quello che penso di lui, posso solo dire che provo umana pietas per la sua persona. Uno che si comporta come si comporta lui nei miei confronti merita solo pietà e comprensione…

    • invito quegli esagitati che si esaltano per il successo di un vino pugliese, come se prima di quel vino non esistesse nulla e la grande qualità in Puglia fosse un mistero, a leggere e meditate questo articolo pubblicato sul Corriere della Sera e sul blog del Corriere Di Vini:
      http://divini.corriere.it/2013/11/14/severino-lalchimista-dei-vini-pugliesi/#more-1892
      leggano e poi stiano zitti, se hanno un filo di senso della misura, e di dignità

      • Completamente d’accordo.
        Un solo “rimprovero” a Franco: i commenti di maleducati, volgari e imbe…vibili, al tuo posto non li avrei neanche pubblicati, anche se poi capisco che forse è meglio così…esponendo a tutti il loro modo civile di esprimersi e confrontarsi…! 🙁

  11. Da neofita del vino fatico a comprendere perchè nel mondo enoico vi sia tanta polemica, livore e acredine per una cosa, il vino, che dovrebbe invece portare passione e gioia.

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