Garantito…da me! Toscana Rosso IGT Rosso delle Ripalte 2011 Fattoria delle Ripalte

In questi primi giorni più che freddi direi uggiosi e grigi di novembre mi scopro a ripensare spesso alla scorsa estate e ai giorni bellissimi che ho trascorso nell’incanto di quel posto a me particolarmente caro ormai che è l’Isola d’Elba.

Non sono mai stato un amante dell’estate, e ho spesso pensato che Bruno Martino cantando questa canzone bellissima, meravigliosamente jazzata da Michel Petrucciani, avesse clamorosamente ragione, ma se ricorderò sempre l’estate 2013 come una delle più belle della mia vita è anche grazie ai miei soggiorni elbani, all’incanto di quella luce, a certi momenti e certi tramonti che al solo ripensarci mi fanno venire i brividi.

La mia estate elbana non è stata molto enoica, e si è ridotta praticamente a sole due visite, dimenticando per carità di patria una terza, fatta in un’azienda dove la produttrice cercava di convincermi che il sentore di aceto del suo rosato (imbarazzante) era dovuto all’acidità e non ad un clamoroso difetto che rendeva imbevibile e impresentabile il vino.
MareElba

Ho ritrovato con piacere, dopo anni che non lo incontravo, Stefano Farkas, grande produttore chiantigiano in quel posto splendido che fu Villa Cafaggio, diventato produttore elbano nella sua piccola azienda Valle di Lazzaro, e sono tornato dopo tre anni, c’ero stato a fine ottobre 2010, in uno degli angoli più incredibili dell’isola che conosca, un promontorio posto sull’estremità sud-est dell’Elba, ad una decina di chilometri di strada sterrata da Capoliveri. Ricordo bene, sembra ieri, che era il 19 agosto, e che era una di quelle giornate perfette, calde senza essere afose, con un cielo di smalto e quel mare che solo all’Elba assume quel colore intenso.

Alla Fattoria Le Ripalte, situata all’interno della Tenuta delle Ripalte, ero tornato non solo per riassaggiare i vini, dopo aver scritto poco tempo prima del loro esemplare Aleatico dell’Elba sul Cucchiaio d’argento, e per risalutare un vecchio amico, il bergamasco (varie conoscenze comuni nell’ambito scout abbiamo scoperto parlando, ed un amico indimenticabile, Francesco Arrigoni), Piermario Meletti Cavallari (ritratto nella foto qui sotto), giunto all’Elba reduce dalla trentennale esperienza di Grattamacco a Bolgheri, ma per cogliere un’atmosfera e una luce speciale, per capire come in quest’isola, dove tanti produttori hanno scelto la via della mediocrità e dei vini senza personalità, ad uso e consumo di un turismo distratto e senza particolari pretese e di una ristorazione che spesso preferisce proporre Pinot grigio, Fiano d’Avellino e Prosecco che i vini locali, volendo e impegnandosi si possano produrre vini che profumano di sale e di mare. Vini unici, che per gustarli veramente e capirli vanno bevuti sul posto.
PiermarioMeletti

Magari mangiando del buon pesce (ombrine, paraghi, branzini pescati all’amo) come quello che sono solito gustare in quel posto semplice ma giusto che è la Pizzeria ristorante 2001 da Franco in località San Giovanni di Portoferraio.

Nella mia visita oltre a Piermario ho incontrato per la prima volta e subito apprezzato come giovane sveglio e capace, Carlo Andrea Ederle, della famiglia veronese socia di Meletti Cavallari, che fece rinascere a nuova vita nel 2002 la tenuta, valorizzando la vocazione viticola dei suoi terreni che erano stati abbandonati e trascurati e portando gli ettari vitati ripiantati a dodici, la metà dei quali destinati ad Aleatico.
VignetoFattoriaRipalte

Simboli di questa rinascita, affidata al geniale architetto Tobia Scarpa, la nuova cantina che si presenta come un grande parallelepipedo in pietra calamita prelevata da vicine cave inserito nel Colle di Gianni e sviluppato su tre livelli, e la collocazione dei vigneti, in larga parte terrazzati, su suoli difficili, sassosi e molto drenati dove la vite produce poco e la totale rinuncia a prodotti chimici di sintesi per i trattamenti fitosanitari, con limitata concimazione organica.
FattoriaRipalteVignetovistamare

Detto dell’Aleatico, e promettendo di scrivere presto, altrove, del Vermentino, che nell’edizione 2012 mi ha convinto molto di più dell’edizione 2011, un po’ troppo morbida e carente di nerbo per i miei gusti, e mantenendo le mie personali riserve non tanto sul vino in sé, che è buono, ma sul senso di produrre un rosato base Aleatico e sulla vocazione dell’Aleatico a produrre rosati (la bocca è ampia e succosa, piena, il vino ha polpa e una bella componente tanica, una rotondità di frutto, ma tende ad essere, anche se piacevolmente, troppo morbidone e dolce per il mio palato), il vino che mi ha particolarmente colpito in questo assaggio agostano, ancora di più perché servito fresco e gustato su una grigliata mista, è stato il vino cui, sulla carta, avrei concesso meno chance. Non perché Piermario non sia bravo, eccome se lo è, ma perché all’Elba sinora non ero mai stato colpito da un rosso degno di questo nome.
FattoriaRipalteMarevigneto

E invece… ‘sto Rosso delle Ripalte, che sorpresa! Un Toscana Rosso Igt, annata 2011, 13 gradi di alcol, composto da una base prevalente di Alicante (Grenache), con percentuali minori di Carignano e Graciano, un “parente” del Mourvèdre originario della Rioja.

Come si legge sul sito Internet delle Ripalte a proposito di questo vino, “all’Isola d’Elba la Tradizione vitivinicola ha origini millenarie: Plinio il vecchio la chiamava “L’Isola del vino buono”, mentre le anfore vinarie dell’epoca romana , ritrovate nei relitti adagiati sui fondali elbani, raccontano tutta la storia della navigazione antica. In tempi più recenti, nel XVIII secolo, anche Napoleone lasciò impronte significative, oltre a riorganizzare l’attività mineraria, incrementò notevolmente la produzione e l’esportazione di vino.
EtichettaRossoRipalte

La Fattoria delle Ripalte, con il suo nuovo Rosso delle Ripalte, segue la tradizione vitivinicola elbana cercando di apportare elementi innovativi. Il vitigno principale di questo vino, la Grenache, comune a tutto il bacino del mediterraneo e chiamata anche alicante, cannonau e garnacha, si adatta perfettamente al clima arido e secco dell’Isola”.

Un vino che consigliano di bere fresco di cantina a 14/15° C e di abbinarlo a piatti marinari toscani al pomodoro, specie il cacciucco e il baccalà alla livornese, un Rosso affinato solo sei mesi in legno che mi ha colpito, nella particolare cornice di un pranzo all’aperto sotto i pini, con vista spiaggia e mare, in un clima rilassato e gioioso, in compagnia di persone amiche, per la sua felicità espressiva, per l’equilibrio e la piacevolezza.

Colore rubino squillante, molto luminoso, si propone con un naso succoso, tutto colori e profumi di macchia mediterranea, di pepe nero, erbe aromatiche (il rosmarino meraviglioso dell’Elba…), con una vena selvatica e nera di liquirizia e una nota balsamica, piccante e speziato al punto giusto e con un frutto giustamente maturo e ancora polputo e soprattutto il sale e la mineralità di questo angolo dell’Elba.

Bocca ampia, succosa, con saldo sostegno tannico, grande scorrevolezza e buona persistenza lunga e piena di sapore, ancora con ritorni, in retrogusto, di note mentolate e selvatiche, con bacche nere, prugna e pepe.
RossoRipalte-etichetta

Un vino che mi piacerebbe molto gustare nuovamente, ora, su una preparazione a base di quel cinghiale con il quale, come con altri squisiti animali da tavola (lepri e altro) devono confrontarsi quotidianamente i viticoltori isolani. Ma questa è un’altra storia e un altro valido motivo, tra i tantissimi, per fare presto ritorno su quell’isola del mio cuore chiamata Elba…

Fattoria delle Ripalte
Località Ripalte
57031 Capoliveri (Isola d’Elba) LI
Tel. 0565 94 211
e-mail info@fattoriadelleripalte.it
sito Internet http://www.fattoriadelleripalte.it/

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5 pensieri su “Garantito…da me! Toscana Rosso IGT Rosso delle Ripalte 2011 Fattoria delle Ripalte

  1. Egregio Franco , buonasera . I tuoi post , sono dei fari sullo sconfinato mondo enoico ; e nel caso della Fattoria delle Ripalte , le parole che ho anticipato trovano conferma . Potrei dire, che io e i miei amici , siamo venuti grandi bevendo Grattamacco . Quali e quanti ricordi . Ora , spero di bere i nettari del grande Piermario alla prima occasione . E magari , il vino da te garantito .

  2. Pingback: Vini dell’Isola d’Elba in degustazione lunedì 11 novembre a Milano | Blog di Vino al Vino

  3. Carissimo Franco, ti devo sinceramente ringraziare per la splendida recensione/descrizione da te pubblicata. Sei riuscito a descrivere magnificamente sia il vino che il luogo, dove peraltro mi trovo adesso mentre ti scrivo. La chiave di lettura di tutto e’ pero’ rappresentata da questa tua frase:
    “Vini unici, che per gustarli veramente e capirli vanno bevuti sul posto”. Mai affermazione potrebbe essere piu’ vera e aderente alla natura stessa dei vini. La prima volta che mi sono confrontato con questo vino, peraltro in vendita nei circuiti della GDO (Esselunga), fu una débâcle: alcolicita’ troppo spinta, disordine tra acidita’ e tannino, profumi sommersi, inespressi. Non mi convinse. Stasera l’ho riprovato, nella sua “veste” del 2012, e mi e’ piaciuto tanto. Alcuni vini, necessariamente, “[…] vanno bevuti sul posto”, perche’ come lasciano la terra d’origine, vuoi per caratteristiche intrinseche, vuoi per quanto concerne gli sbalzi di temperatura, il trasporto, alterazioni chimiche/fisiche… be’, quei vini cambiano NOTEVOLMENTE. A tal punto da sembrare prodotti scarsi, soprattutto quando viene a mancare un confronto al quale appellarsi. L’enologia elbana sta crescendo, sta diventando lungimirante e “internazionale” (uso questo aggettivo nella sua accezione piu positiva possibile!) senza pero’ rinunciare alla forte connotazione territoriale che mai dovrebbe essere persa. Grazie ancora per la splendida recensione! Donato (Firenze)

    • verissimo, ma fu un’estate molto felice per me quella del 2013 all’Elba… ricordi meravigliosi, compresa quella visita, con grigliata in spiaggia, alle Ripalte… 🙁

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