Detto con affetto: Franco Ricci smettila di farti del male!

FMRicci

Lettera aperta al creatore della Fondazione Italiana Sommelier

Ho ricevuto anch’io, ieri pomeriggio, i due link ai filmati, dalla qualità molto precaria, vedeteli qui e poi ancora qui che documentano la situazione caotica che si è venuta a creare a Roma e nel Lazio, a seguito della decisione di Franco Ricci di mettersi, di fatto, fuori dall’A.I.S. e creare la sua Fondazione Italiana Sommelier.

Avevo deciso di non pubblicarli e mi ero augurato che questo divorzio non creasse danni alla sommellerie italiana e alla sua principale Associazione ma temo che ne vedremo ancora di peggio e reputo giustissima e doverosa la scelta dei vertici di A.I.S. di commissariare l’A.I.S. Lazio e di inviare con urgenza (ci sarà già oggi) un membro della Giunta, uno in gamba, a Roma per due motivi.
Per tutelare gli Associati, che hanno rinnovato, tramite A.I.S., la loro iscrizione, pensando di restare associati A.I.S. e non di diventare membri di una neonata associazione scissionista, e per far sentire loro che l’A.I.S. è loro vicina e vuole adoperarsi, creando al più presto una struttura regionale con le diramazioni provinciali, per la continuità del rapporto con loro. Ovviamente se vorranno continuare ad essere associati A.I.S., a seguire le attività A.I.S. e non quelle della neonata Fondazione.

Ho guardato e ascoltato, per quanto risultava possibile dalla loro qualità, i filmati e sono rimasto esterrefatto. Ho visto, imbarazzandomi io, figuriamoci loro, quanto fossero imbarazzati Franco Ricci ed i suoi collaboratori nel tentare di spiegare ai corsisti iscritti al 51esimo corso di primo livello che si sta svolgendo a Roma, che teoricamente dovrebbe svolgersi, l’accaduto.

E ho visto quanta fatica facessero a sostenere con argomentazioni valide le obiezioni, espresse anche in maniera decisa e “incazzata”, delle persone presenti al corso, che avevano sborsato, anche in epoca di crisi, fior di soldi.
Posso capire, anche se faccio molta fatica a farlo, tutto, ma non posso accettare che Ricci e alcuni dei suoi collaboratori, persone che reputo capaci, possano arrivare a definire A.I.S. “culturalmente la peggiore associazione della sommellerie che c’è nel nostro Paese”, oppure una “realtà becera” da cui A.I.S. Roma, Lazio, insomma Bibenda “si è distaccata negli anni”, e ancora, parole di Ricci agli iscritti, “Voi non siete iscritti all’Associazione Italiana Sommelier perché siete iscritti all’Associazione Italiana Sommelier Roma come la Sicilia è iscritta all’Associazione Italiana Sommelier Sicilia”.

Maietta-Ricci

E ancora che qualcuno, vicino a Ricci, possa pronunciare un nefasto vaticinio come questo: “L’AIS nazionale da qui ad un anno e mezzo è finita, non c’è più, perché ci saremo noi”. Mi consola il fatto di sentire Ricci promettere: “quando uscite da qui c’è preparato in segreteria questo modello, mettete l’IBAN e vi verrà fatto il bonifico. Va bene così?”, ma tutto questo mi sembra il risultato di una sceneggiatura folle, sconclusionata e suicida. Di una situazione impazzita di cui si é perso il controllo.

Non posso accettare che persone come Ricci ed i suoi, che hanno fatto parte dell’A.I.S. fino a ieri, un’A.I.S. che del resto considerava, pur con qualche nervosismo e perplessità e insofferenza diffusa, l’operato di Ricci e di A.I.S. Roma Bibenda, importante, possano sparare a zero sull’A.I.S.

Non ha senso che loro si dedichino ad un’operazione di arrampicamento sugli specchi che è improbabile. Lo dico da amico dell’A.I.S., cosa che sono sempre stato, anche quando i vertici dell’Associazione mi hanno trattato non proprio da amico. Lo dico da persona esterna all’A.I.S., che non ha proprio nulla da guadagnare o da perdere schierandosi da una parte o dall’altra. Cosa che evito di fare, e non per paraculismo, ma solo per un mio divorante imbarazzo.
franco-ricci-SordiMarchesegrillo

Lo dico come persona che con Franco Ricci – con cui ho avuto il piacere di parlare telefonicamente la scorsa settimana, così come il giorno dopo ho incontrato a cena, dopo due anni di gelo, il presidente Antonello Maietta, trascorrendo una serata piacevole – ha sempre avuto rapporti più che corretti e amichevoli e che quando ho sfottuto qui, definendolo il marchese der Grillo della sommellerie romana, l’ho fatto sempre con affetto e mai con rancore.

A Franco e ai suoi voglio dire, fermatevi finché siete in tempo. Uscite dall’A.I.S., cosa che avete il pieno diritto di fare, vivete la vostra avventura della Fondazione Italiana Sommelier, vedete quanti saranno dalla vostra parte e vi seguiranno e chi invece, magari non solo per convinzione ma per tornaconto, si schiererà improvvisamente dalla parte di A.I.S., ma smettetela di dire cose assurde e di buttare fango su una casa che è stata, sino a poco fa, anche casa vostra.

Separatevi, anzi divorziate, al più presto ma che la vostra (ve lo consiglio conoscendo bene situazioni del genere) sia una separazione consensuale senza veleni, odi, rancori, strascichi legali (quelli è sempre meglio evitarli ed usare il buon senso), e risparmiate ai vostri “figli”, ovvero agli associati A.I.S., lo spettacolo indegno di stracci che volano, di insulti, parolacce e cattiverie.
divorzio

Tu Franco pensi che nell’A.I.S. ci siano un deficit di cultura sul vino? Bene, allora cerca di fare meglio, di proporre una tua idea della sommellerie che sia più alta, più colta, più ricca di informazioni di quella che a tuo parere propone A.I.S. Fallo, mi raccomando, a cominciare dall’ormai tua guida Bibenda Vini e ristoranti d’Italia (ti ringrazio per avermela inviata ieri, insieme all’agenda: un pensiero davvero gentile), anche tu in un modo migliore, magari tornando ad inserire in guida le descrizioni organolettiche dei vini che sono improvvisamente e assurdamente scomparse.

Percorri la tua strada, usa le tue conoscenze e amicizie romane Franco, il cinema, la televisione, la politica, anche “er Papa” se te serve – ‘a Frà, che te serve? diceva Evangelisti braccio destro di Giulio Andreotti – ma smettila, te lo dico da persona che in fondo te vole bene, di farti del male, di fare del male alla sommellerie italiana, per la quale hai fatto tanto, sparando a zero su A.I.S.

E arrampicandoti, in un pericoloso esercizio senza rete, sui vetri. Che rischi di caderti e di farti male sul serio.

Con imbarazzato affetto, Franco Ziliani

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7 pensieri su “Detto con affetto: Franco Ricci smettila di farti del male!

  1. Sputare nel piatto in cui si ha mangiato e’ sempre deprecabile. Io sto con l’AIS anche se non ne ho mai fatto parte ma il vero punto e’ quello che sta accadendo non fa bene all’immagine della Somellieria italiana. Ma c’era bisogno di un’altra Associazione?

  2. Le sue esternazioni Ziliani sono condivisibili, è incredibile la gazzara che viene fuori a Roma e la poca chiarezza ed eleganza delle spiegazioni, fanno bene i corsisti a ribbellarsi.
    Il tutto è veramente criticabile, metodi di scissione e altezzosità, certo che l’Ais offre il fianco, Il presidente nazionale Ais era al corrente che a Catania i corsi Ais prevedono la presenza dei manichini?

    • Gentilissimo Andrea, appena ho sentito che l’esimia Signora aveva dovuto fare lezione a Catania in un magazzino con i manichini, ho prontamente telefonato al Presidente di AIS Sicilia, che è proprio di Catania. Molto rammaricato per la citazione, mi ha spiegato che l’incontro era avvenuto in uno spazio multimediale di altissimo profilo e di nuova concezione, accreditato presso la Regione Sicilia, dove periodicamente vengono ospitati gli show room di griffe famose del Made in Italy. Si da il caso che in quei giorni fosse in esposizione una nuova collezione dello stilista Trussardi, con tanto di manichini. Un cordiale saluto, Antonello Maietta

      • Gentilissimi Signori, innanzitutto voglio chiarire che chi frequenta i corsi AIS in Sicilia è iscritto ad AIS Nazionale come da statuto. Non capisco quindi il perchè di questo riferimento.
        Adesso apro, chiarisco, e chiudo definitivamente la questione ” magazzino con manichini”, spiegando che si tratta di un Open Space che in questi anni ha ospitato, prestigiose aziende con la presenza dei titolari, quali Marilena Barbera, Renato De Bartoli, Filippo Mazzei, il Conte de La Gatinais, e altri innumerevoli incontri con aziende del calibro di Pio Cesare, GIV, Banfi, Morgante, Valdo, ecc.. nonchè corsi e manifestazioni. Questa che è stata definita “becera realtà”, ospita stagionalmente Griffes di livello internazionale quali Missoni, Trussardi e Valentino, ed è sede accreditata per lo svolgimento di corsi di formazione dell’ U.E e Regionali.
        Non ritengo di dovere ulteriormente commentare parole che sono a mio avviso frutto di strumentalizzazione e che provengono da una persona carente, se non altro, di buon gusto. Strano e peccato che in due giornate di presenza a Catania (12 e 13 dicembre) in qualità di relatore AIS, non mai abbia mai ritenuto di esprimermi queste sue opinioni.

        Camillo Privitera
        Presidente AIS Sicilia

  3. a questo post un commento del presidente dell’A.I.S. nazionale e uno del presidente di A.I.S. Sicilia.
    Come dobbiamo interpretare questi interventi, come una ripresa del suo rapporto con l’associazione?
    Da questo post sembra di capire che lei pur senza prendere posizione sia dalla parte di Ricci o quanto meno provi simpatia e comprensione per lui.
    Mi sbaglio?

    • sul blog può commentare chiunque e se le due persone che lei cita hanno pensato di intervenire credo sia solo per rispondere ad alcuni commenti apparsi qui a proposito di corsi tenuti da A.I.S. a Catania e di affermazioni fatte nei filmati citati nel post.
      Non c’é altro da leggere, né tra le righe, né in filigrana. Né ha senso pensare ad un qualcosa che é lontano anni luce dalla realtà.
      Ho avuto modo di incontrare, dopo oltre due anni, il presidente dell’Associazione Italiana Sommelier, grazie all’intervento di un amico comune, membro della G.E.N., che si é adoperato (e nuovamente lo ringrazio) perché questo incontro avvenisse.
      Quanto alla simpatia nei confronti di Ricci, penso non ci sia nulla di male nel provarla. Ed il mio ultimo post nasce proprio da un moto di simpatia nei confronti di Franco Ricci e dalla volontà di consigliargli, cosa che ho fatto a voce anche venerdì pomeriggio, di andare per la propria strada e di smetterla di buttare fango su un’Associazione di cui ha deciso di non fare più parte.
      Con me Franco Ricci é sempre stato assolutamente corretto come ho sempre detto e non vedo perché non debba farlo ora, seguendo i tanti, fino a ieri suoi amici o protetti, che oggi prendono da lui le distanze.
      Perché in Italia si sale sempre sul carro del vincitore.
      Io non salirò su nessun carro, mi limito a fare il mio mestiere di cronista del vino, ad osservare, commentare e dire la mia, poi chi vivrà vedrà. Il tempo é galantuomo…

  4. Desidero ringraziare Franco Ziliani per aver pubblicato un post su questa situazione. Gkielo avevo chiesto via email e forse non sono stato l’unico. Ripeto quello che ho già commentato in questi giorni con altri colleghi sommelier. Ascoltare quelle esternazioni da persone con le quali spesso ho lavorato come sommelier di servizio ed ho apprezzato per la loro professionalità, mi fa molto male perchè so che fa male al mondo del vino. Mi auguro che il Natale porti saggezza in tutte queste persone e pensino a questo mondo del vino prima come patromonio di questa nazione e solo dopo come mezzo di potere e successo. Buon Natale a Franco ed a tutti i lettori di questo blog. Renato.

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