Distretto del vino di qualità Oltrepò Pavese: grandi programmi ma sito Internet expired…

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Si è parlato anche del Distretto del Vino di qualità dell’Oltrepò Pavese in questo post, intensamente e attivamente commentato, anche da parte di produttori di vino oltrepadani, presentato nell’ottobre 2012 e presieduto da Fabiano Giorgi, già vice presidente del Consorzio vini Oltrepò.

Un Distretto di cui si è scritto trionfalisticamente un anno fa, affermando che “L’Oltrepo vince la sfida” (si potrebbe sapere contro chi?), e che punta a “valorizzare l’eccellenza dei vini d’Oltrepo e ridare slancio all’economia dell’intera provincia. (…)con la volontà di puntare su due produzioni: il Bonarda, vino identificativo dell’Oltrepo, e sul Pinot nero, di cui l’Oltrepo è la prima zona di produzione in Italia e la seconda a livello europeo”.
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E di cui si continua a scrivere con altrettanto trionfalismo anche oggi, salutando, ad un anno dalla sua nascita, il boom di adesioni, con il passaggio da 21 a 41 membri, che come ha “già chiarito più volte il presidente del distretto Fabiano Giorgi, i nuovi soci produttori hanno e avranno uguali diritti e doveri dei soci fondatori. Non esiste alcuna distinzione tra gli associati”.
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Grandi progetti, ambizioni, rullo di tamburi e squillo di trombe, oreyas y musica ed una volontà di comunicare all’universo mondo che si esiste, che si intende cambiare la musica per il vino oltrepadano e che si intende comunicarlo urbi et orbi.

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Peccato però che al Distretto, tanto impegnato a raccogliere adesioni, non si siano accorti che uno strumento oggi indispensabile per fare comunicazione e dare notizie di sé come il sito Internet sia andato fuori uso, e che digitando http://www.distrettovinooltrepo.com/ o http://distrettovinooltrepo.it/ ci si trovi di fronte ad un termine tecnico anglosassone che recita: “the domaine is expired”. Ovvero sia che il dominio del Distretto o è scaduto e qualcuno si è dimenticato di rinnovarlo, o è andato in tilt. E non funziona. Non é raggiungibile, non comunica niente, se non un senso di desolazione…

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E’ anche da queste piccole cose che ci si accorge che in Oltrepò, anche cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia e la musica, anche se si assicura che sono cambiati i suonatori (ma sono poi davvero cambiati?) resta la stessa… Deludente e un po’ da sagra di paese…

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
http://www.lemillebolleblog.it/

23 pensieri su “Distretto del vino di qualità Oltrepò Pavese: grandi programmi ma sito Internet expired…

  1. Ziliani, lei ha ragione: prima di partire bisognerebbe essere pronti a partire. Penso però che sia già straordinario che siano riusciti a mettersi in marcia levando le ancore non in 4 gatti ma in un gruppo consistente. Forse la loro priorità è stata fino ad ora questa. Penso che capiranno da soli che per comunicare e valorizzare i loro prodotti devono organizzarsi in modo diverso dal sistema che stanno contestando. Spero.

    • Ha ragione Luigi, ma una decina di giorni fa quel sito Internet funzionava, era visitabile! E ora domain expired? E’ troppo oltrepadano tutto questo…
      Lei pensa che una cosa del genere sarebbe potuta accadere in un’altra nota zona vinicola lombarda? 🙂

  2. Ziliani ha ragione, sono cose che non dovrebbero succedere. Ma purtroppo, le cose da fare sono davvero tante. Il sito citato sarà presto sostituito e riempito di contenuti. Di comunicazioni chiare e appassionate, come sono i viticoltori d’Oltrepò!

    • cose che non dovrebbero succedere, ma succedono spesso. In Oltrepò Pavese. Solo da voi i siti sono sempre work in progress?
      Quanto ai contenuti, aspettiamo di leggerli, poi giudicheremo…

  3. Cercando sul NIC (l’anagrafe dei siti .it), Il sito risulta regolarmente registrato e rinnovato. Per evitare equivoci, sarebbe bastato mettere on line una pagina con scritto “sito in costruzione (o revisione ecc.)”. Questi oltrepadani…

    • per la serie “cornuti e mazziati” 🙂
      hanno registrato e rinnovato il sito, questo non é on line e nessuno si preoccupa di scrivere qualcosa sulla home page per informare il malcapitato che la visitasse in cerca di notizie sul Distretto proprio nei giorni in cui la stampa celebra l’aumentato numero di adesioni? Preoccupante…
      Secondo te Roger, bresciano naturalizzato oltrepadano, una cosa del genere sarebbe potuta accadere in Franciacorta?

  4. Gentile Ziliani, rispondo a nome della s.c.p.a. Distretto del vino dell’O.P., che Lei ha citato nel suo articolo.
    Il fatto riportato è dovuto a uno spiacevole inconveniente accaduto in questi giorni. Per risolvere lo stesso, si è reso necessario lasciar scadere il dominio e ricomprarlo una volta scaduto. In questo periodo vacante ci è stato impossibile intervenire sulla pagina in oggetto e abbiamo creato all’uopo una pagina facebook per ovviare temporaneamente all’inconveniente, tenendo comunque informare le persone interessate.
    Il portale del distretto è già pronto e a breve sarà disponibile a tutti gli utenti e, naturalmente, saremo lieti di ricevere anche un suo eventuale parere a riguardo.
    Ad oggi l’attività del distretto poggia solamente sul lavoro volontario degli agricoltori impegnati al suo interno e quindi ci scusiamo per eventuali disagi procurati.
    Nel salutarLa caramente, La aggiorno sui numeri attuali del distretto, che, ad oggi, comprende 75 soci per un totale di 1983 ha vitati.
    Calvi Davide
    Segretario scpa Distretto del Vino di Qualità dell’Oltrepò Pavese

  5. Che cosa dire .
    Sarebbe meglio dire ragazzacci, ma dopo decine e decine di volte non si può giustificare l’ ennesima sbandata.
    Continuare a giustificarsi siamo agricoltori, siamo impegnati per le vendite di Natale o di Carnevale abbiamo la vendemmia è caduta la neve o il sole scalda e sudiamo, purtroppo oggi non serve .
    Agricoltore ( che poi vuole vendere il suo prodotto al consumatore e non ad un trasformatore ) oggi deve essere stare molto attento alle mosse che fa, internet i social i blog non perdonano 10-15 anni fa si oggi no.
    Piccolo consiglio fate due o tre cose ma fatele fino in fondo .
    Sento parlare di progetti mirabolanti ( Canda, Vinitaly, ecc ecc ) bello bellisimo ma ricordatevi che mettere troppa carne sul fuoco poi una parte si brucia .
    Attenti ad inseguire le solite chimere delle guide o delle associazioni che le editato o editavano , oggi il vino non si vende più con le guide ma con accoglienza e disponibilità .
    Buon anno a tutti e festeggiamolo con un ottima bollicina oltrepadana .
    Il Conte di Vino

  6. Non vorrei passare per il difensore d’ufficio del Distretto, ma penso che sia presto per giudicare come si comporterà il Distretto. Pesano pregiudizi sul territorio e anche giudizi non privi di fondamento, però suggerisco di tentare un pensiero “anno zero” per il Distretto e lasciare valutazioni al futuro quando ci sarà qualcosa da valutare. Personalmente l’ho già scritto che mi sembra un grande risultato essersi staccati o essere in corso di distacco da un sistema fermo. Ho già scritto anche che mi auguro che il distacco sia dai metodi di quel sistema. Spero ad esempio abbiano la lungimiranza di non avere la presunzione del saper far tutto anche quel che non sanno fare, ad esempio, e di eliminare chi sa fare qualcosa. Concordo con il Conte di Vino sul discorso guide, superate.

  7. Ringrazio tutti coloro che, pur non sottovalutando le manchevolezze iniziali, riconoscono al Distretto del Vino OP una valenza di rinnovamento in una zona che ne ha veramente bisogno per modificare un’immagine certamente oggi non positiva.
    Io penso che, se ci fosse ancora Luigi Veronelli, prenderebbe a cuore questo distretto un po’ naif, un po’ inesperto, soprattutto al momento privo di risorse importanti perché non vuole gravare gli associati di un ulteriore contribuzione oltre a quella dovute ad altri per legge.
    La sua storia personale ci racconta di una battaglia per il vino fatto in vigna in alternativa al vino dell’industria che è poi quella che il Distretto vuole portare avanti.
    Di ostacoli ne stiamo trovando tanti anche all’interno della nostra stessa zona, per questo chiedo agli osservatori “esterni” un po’ di comprensione: la strada è lunga ma sono convinto che, alla fine, l’ Oltrepo’ Pavese troverà la sua giusta dimensione nel panorama della viticoltura italiana.

    • … e poiché Veronelli non c’é più ma solo il trascurabile Ziliani rassegnatevi al mio scetticismo su questo Distretto, sulla sua utilità, sul suo funzionamento, sul suo rapporto con il Consorzio.

  8. Ettore scusa ma non sono assolutamente d’accordo
    Pochi soldi .
    Ormai grandi risorse pubbliche non ci sono più .
    Ma se siete 70-80 cantine e se non mi ricordo male la quota di iscrizione è di € 350 totale € 25.000 mal contati un sito e un comunicatore anche qua mal contati € 10.000 in totale per tutto il 2013-2014 lo si trovava .
    Po lasciamo Veronelli dove riposa forse anche lui oggi si inc………….e con l’ Oltrepò che tanto ha amato e promosso, basta andare a rileggersi La Pacciada scritta con Brera per vedere come promuoveva i vini oltrepadani 40 anni fa ( Prima edizione 1973 ristampa 1996 la si trova forse da Feltrinelli ), forse oggi metterebbe altri vini non per la qualità ma per l’ assoluta incapacità di fare sistema .
    Saluti a tutti e ci sentiamo nel 2014
    Il Conte di Vino

    • io credo che Veronelli avrebbe avuto parole di fuoco per quest’ennesima dimostrazione dell’Oltrepò di essere… il solito Oltrepò…
      Ma io sono solo il trascurabile Ziliani e non il Maestro, come direbbe Cribellati… E di personaggi come il Duca Denari in Oltrepò non si ha proprio più traccia…

  9. Spero non trascurino la comunicazione, infatti scrivevo nel primo intervento che mi auguro che non ripetano gli errori sotto gli occhi di tutti, vedi spot della Bonarda a Natale. Spero che non pensino la comunicazione un fai da te o non si affidino al primo ciarabattolo sedicente o amico di – parente di – sostenuto da e nemmeno a uno competente per bloccarlo secondo giudizi soggettivi e insensati. Una quota di 350 euro ad azienda, se è vera, scusate ma è molto bassa: fate una proporzione su quanto fate pagare il vostro vino e le competenze professionali (professionali, no improvvisatori e gente che si professa cosa non è) di altri lavori e vi accorgerete da soli che è bassa. In media dei prezzi a bottiglia, una quota corrisponde a 20 delle vostre bottiglie… pochino per sostenere un Distretto con dei progetti sensati e concreti. Non è una critica negativa, ma una considerazione e un suggerimento: o investite e investite seriamente oppure davvero nasce scetticismo.

  10. I morti sono estremamente comodi: non sporcano, non disturbano e si può far dir loro ciò che si vuole, tanto non possono smentire.
    Magari Gino avrebbe detto – non ai giovanissimi, certo, ma ai viticoli di lunga data e lungo pelo, soprattutto sullo stomaco – “Amici d’Oltrepò, ora vi svegliate? Ma finché Re Livio vi faceva comodo, tutti zittii allineati e coperti?” E avrebbe avuto ragione. Perché di riffa più che di raffa – non a caso Pavia è la capitale italica del gioco d’azzardo – finora vi siete scientemente scavati la fossa da soli distruggendo la vostra viticoltura al motto di meglio un guscio oggi che un uovo domani, e anche i coccodrilli hanno finito le lacrime. Allonsanfan!

  11. Rispondo a Luigi e Circasso .
    Quota € 350 equivalente a 20 Bottiglie di vino oltrepadano il che equivale a € 17,5 a bottiglia , peccato che a parte alcuni rari casi dalle cantine i vini non escono a quel prezzo forse il Metodo Classico DOCG arriva a quei prezzi e alcune riserve .
    Il resto forse ci compri 100 bottiglie con € 350 .
    Ma non è questo il punto il punto è che oggi la redditività vera delle cantine non solo in Oltrepò sta arrivando quasi allo ZERO , se si facessero bene i conti di quante ore i titolari e i loro famigliari lavorano forse si farebbe altro ma la passione e l’amore per il proprio territorio fa superare il calcolo matematico.
    Su Re Livo o meglio napoleone de noi altri nessuno parla tutti hanno paura nella primavera passata i signori di grigio vestiti con le fiamme di colore giallo sui capelli hanno soggiornato a Broni parecchio .
    Valorizzazione del territorio nel senso di aumentare il valore delle uve e quindi dei terreni nulla anzi con la crisi si sono date le mazzate ma gli agricoli continuano a portare le uve ed aspettare un anno il saldo delle uve quando va bene .
    Possibile che su non so quanti soci conferitori a Terre d’Oltrepò nessuno sappia leggere i bilanci per non palare dei soci della Catina La Versa .
    Sveglia gente .
    Auguro al Distretto il successo che merita ma devo dire che la partenza …. come si dice il buon giorno si vede dal mattino e qui il sole non lo si vede ancora .

  12. Scusate la domanda, che rivolgo ai produttori: i prezzi medi alla bottiglia indicati da Conte li confermate? Io mi basavo su prezzi di alcuni Metodo Classico, calcolando fra i 15 e i 20. Quanto costa, se comperata in azienda, una Bonarda in bottiglia in media?

  13. Questa discussione è davvero interessante anche se purtroppo già sentita per quanto riguarda l’Oltrepo’ Ritengo che ogni produttore oltrepadano debba farsi un esame di coscienza per quanto riguarda la qualità dei vini e il marketing (inesistente), ritengo che qualunque tipo di associazione debba essere gestita come un’impresa e quindi, se possibile, condotta da persone competenti, nel nostro caso, in comunicazione. Purtroppo il fai da te oltrepadano non premia (ne so qualcosa, basta vedere l’immobilismo del mio sito!) anche se, sicuramente, è più economico nel breve ma costoso nel lungo. Non abbiamo ancora un vino di riferimento e un nome di prodotto da comunicare, partecipiamo a mille eventi che sembrano più sagre di paese che seri wine tasting. Non abbiamo ancora un vino di cui poter presentare un’annata tutti insieme, non abbiamo una tipologia che sia recensita dalle riviste americane e che rappresenti il territorio come i grandi Barolo, Brunello, Super Tuscan, Sagrantino, Amarone …. ma nemmeno un prodotto da numeri che tira come il Prosecco o il lugana! Persino i vini pugliesi si vendono mille volte meglio dell’OP!
    Non abbiamo il turismo perché le nostre amministrazioni preferiscono fare largo ai centri commerciali piuttosto che valorizzare i centri storici, non abbiamo negozi che vendano vini o esercenti che promuovano i prodotti enogastronomici (se non rari casi che si contano sulle dita di una mano). I nostri vini non incontrano i gusti internazionali, ad eccezione del sangue di giuda, che però stiamo già sputtanando facendo etichette private per gli importatori che lo pagano meno di 3 €! ed anche questa denominazione ce la siamo giocata!
    Le persone che si dedicano al distretto si stanno impegnando per tutti noi e quindi per questo li ringrazio, ma ritengo che si debbano rivolgere ad un professionista in comunicazione (sono d’accordo con Luigi: meglio poche cose ma molto buone!)

  14. Grazie per il consenso, ma se vi rivolgete a un professionista vero, come altre volte successo anche di recente in Oltrepo, e non lo fate lavorare perché pensate di saperne di più e poi lo mandate a casa, allora sarete da capo. Il professionista non è quello che vi dice sempre sì ma quello che sa dire dei no e nel vostro caso avete più bisogno di “no” che di “Sì”, mi pare, detto senza offesa. Gli yesman e i dilettanti e chi si inventa professionista fanno danno non solo in Oltrepo e non solo nel vino.

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